Francesca
Endrizzi è la giovane cantante e percussionista nonesa che mi
accompagna da un paio d'anni con lo spettacolo in nones. Sul palco
come me si trasforma in La Drixie: con me fa la cantante percussionista e
tastierinista loopista e con lei lo spettacolo è tanta roba. Un paio
d'anni fa ha cominciato a scrivere musica tutta sua, così è nata la
collaborazione che ha portato alla scrittura di questo testo, cucito su
misura per lei. E' uscito a giugno ma lo pubblico solo ora perché sono un mona. Il
pezzo parla di emozioni, sensazioni, sinestesie, dice che va bene se
splendi come vuoi te, non come gli altri vogliono che tu splenda, dice
che la tua via è al tua via, che la devi abbracciare senza menartela, e tante altre cose che ci vedi solo tu. In bocca al lupo Drixie! Tanti di questi pezzi!
SPLENDO COME PIACE A ME Francesca Endrizzi
Mi vivi solo quando sono fuori Annego dentro mari di rumori Esploro i suoni e tutta la natura Esplodo e non mi faccio più paura Splendo come piace a me
Se il mondo crolla schiavo degli umori Occhieggio dietro mani di colori Passeggio sulla pelle della gente Non c'è niente per noi
tutto per voi Niente per me
Splendi come piace a te Splendo come piace a me Splendi come piace a te Splendo come piace a me
Cercalo, trovalo, segui un sentiero su questa terra Prendilo, stringilo, mordilo prima che si disperda Cercalo (prendilo), trovalo (stringilo), segui un pensiero su questa terra Prendilo (cercalo), stringilo (trovalo)
Splendi dove piace a te
Splendi come piace a te (so solo quello che mi fai vedere) Splendi come piace a me (vedo quello che mi fai sentire) Splendo come piace a me (mi vivi solo se mi puoi toccare) Splendo come piace a me (Splendi come piace a te)
Durante il lockdown Francesca Endrizzi e Giovanni Dallapè hanno
uscito una cover di sole voci e percussioni della celeberrima "Rosalina"
di Fabio Concato, che a dispetto dell'età rimane un pezzo con un tiro
pazzesco. Ho subito notato che Rosalina ha le stesse sillabe e qualche
assonanza con Caterina. Siccome in questo periodo sto in fissa col nones
ho pensato di scrivere un pezzo sulla nostra Caterina nostrana e ho
proposto a Francesca Endrizzi, con cui sto già suonando in duo per il
tour di No Hablo Ladino, di cantarlo, perché con la mia voce veniva una
schifezza e con la sua invece è venuto una figata.
Anche
se non condivido appieno le idee della Dominici riguardo il nones (e il
riconoscimento della sua ladinità), non posso non riconoscere il suo
status di vip (nel senso di very important person) a livello locale,
guadagnato con una presenza assidua e quasi ubiqua a tutte la
manifestazioni della cultura popolare in valle (sagre, feste, ecc).
Normalmente
la Dominici (o la Caterina, come la chiamano in tanti) si presenza con
la sua chioma rossissima e il vestito tradizionale e si propone
ogniqualvolta ci sia un microfono acceso a disposizione. Per questo,
secondo me, Caterina Dominici è l'unica vera rockstar nonesa e questa
canzone intende celebrarne l'esistenza e le gesta in maniera ironica e
affettuosa.
Le Lova Lova Lovarìe sono un gruppo tutto di cantanti tutto nones tutto al femminile (più me). L'estate del 2018 abbiamo presentato una cover in nones di With My Own Two Hands di Ben Harper (in nones Cole Me Doi Man) a Os Dal Nos. Ci è venuta una roba un po' hippy un po reggae e un po' gospel. Eravamo io, la mia fida compare di un tot di gruppi (S.Klero, Piccolo Male Puro, Bue) Irene Bonadiman, la nostra quota terrona Elena Arzola (è di Crema) (canta pure in un duo Saldo e Arzilla), Francesca Endrizzi, fresca vincitrice di CantaCles, suona in un tot di gruppi che ora non mi sovviene, ma soprattutto con Maitea & Francesca, e infine la cantautrice Elisa Olaizola aka Maitea (di cui è da poco uscito il singolo).
Qualche mese dopo, orfani di Maitea, abbiamo partecipato a un concorso di cover di Carlo Piz, il più grande cantautore noneso. Abbiamo scelto un pezzo che parla della goduria (qui la versione originale), ma sto giro ci abbiamo messo una base tipo trip hop sotto. Lo so, non c'entra molto con l'argomento ma il tutto suona bene.
Questo pezzo chiudeva anche il disco vecchio, ma hey, ho fatto un disco in nones, Pulp Alpestre non può mancare. Narra del giorno in cui Me Nono Marino incontrò il diavolo (o chi per lui) che voleva distruggere la Val di Non. E' una specie di film apocalittico (tipo Independence days o 2011) in salsa nonesa, con trick vintage, calci nelle balle, fughe sul trattore e beghe con la nonna per il fango sulle scale. Penso sia la più bella storia mai scritta in nones.
La scorsa primavera è uscita ZUCCHINO DURO, una compilation di canzoni per bambini curata dal sommo La Tosse Grassa, composta da una quindicina di personaggi e band degenerati dello stivale tipo I Camillas, i No Chappy? Bourgeois!, Auroro Borealo e tanti altri. Ho fatto apposta questo pezzo dedicato ai bambini.
El Pero, il batterista che ha suonato sto pezzo, l'ha definita "una canzone alla Vasco con un giro alla Ligabue". Mi rendo conto che non sia il migliore dei biglietti da visita. Ma è una ballad, la ballad in italiano scomoda solo certi nomi (evito di avventurarmi nella disputa sul fatto che il Vasco degli anni 80 sia stato il più grande e rivoluzionario cantautore italiano di sempre al netto delle ballad) (perché vincerei in partenza).
[Se non sai chi sia Florian Egger, ecco un sunto (qui c'è un video): Vive a Lauregno, un posto molto montuoso, sudtirolese e inculato da dio tra la Val di Non e l'Alto Adige. Nel 1997 durante una rapina in banca a Merano (BZ), cioè dietro casa, spara un carabiniere fuori servizio che passava per caso (il cui figlio rimane in macchina durante la tragedia) (brutta storia) (dentro il libro c'è un bellissimo e toccante scritto di Johnny Mox a riguardo). Si rende latitante. La polizia lo cerca in lungo e in largo, soprattutto nei boschi. Viene soprannominato "Il Rambo di Lauregno". Dopo settimane lo beccano sul Garda, ma pare sia stato per molto nascosto in un fienile poco lontano da casa. Si narra che rientrasse in casa col favore della notte. Condannato a 25 anni, riesce ad evadere qualche anno dopo, ma viene ri-arrestato a Ostia, uscendo da messa]
'Ndo Vas? è il pezzo più triste che abbia mai scritto. Prende spunto da un fatto accaduto a Sfruz (il paese col nome più figo del mondo, o il paese col nome di cane più figo del mondo) molti decenni fa.
L'anno scorso ho ascoltato un sacco di trap (qui trovi un po' di videi), visto interviste, ho pure letto un libro a riguardo (fa un po' vecio sfigato?).
In questi dieci anni ho scritto tre canzoni d'amore per la Fra. La prima è stata Ti Spero, un pezzo fatto assemblando gli sms che le mandavo quando vivevamo lontani. La seconda si intitola E' il mio amore mio e si chiama Francesca e parla di lei nello specifico. La terza è questa, l'ho scritta in nones in modo che fosse obbligata a impararlo.
Ho un amico che fa la birra, carbonaro dei luppoli nella sua cianva. La beviamo alle feste e mi piace un sacco. Apre un birrificio artigianale, mi propongo di comporre un inno per la sua birra in cambio di una fornitura di birra. Tutti presi bene. Propongo un testo che sia il ritratto di gente nonesa (un'astuta mossa di brand identity). Compongo il pezzo. L’idea è di riprodurre le forme del canto popolare sottoforma
di valzer (che fa molto Oktoberfest) e finirlo con una parte più epica
tipo Game of Thrones in cui si alzano i calici. Tutti presi bene. Sarebbe bello farci un videoclip promozionale. Non ci sono i soldi, dicono. Il pezzo rimane nel cassetto. Penso peccato. Fine della storia.
Conosco i Bob and The Apple da quando erano dei boci delle superiori e i golden boys della scena tridentina. Invece di spaccare corde e pelli e cord vocali come facevo io alla loro età, facevano un bel pop beatlesiano fatto bene e condividevano con loro le schiere delle pop(p)e delle superiori sotto loro palchi (tanta invidia, la mia). A un Albere Park mi sono proposto di scrivergli un testo. In quegli anni lo facevo spesso, così come spesso quel testo non veniva usato. Ho scritto un testo per Le Origini della Specie, poi cassato, canzone uscita con altro testo, altra melodia. Uno per i Next Point, cassato, canzone uscita con un altro testo (il mio è finito in Cosa Darei). Uno per gli Squirties, anche uello cassato, pezzo mai uscito (il mio è finito in Gino). I Bastard che ne hanno usati 5 o 6), ne hanno cestinati altrettanti. Niente di male, a me piace scriverli, poi la gente non se li sente suoi (mi direte fatti qualche domanda, me la sono fatta).
Uno di quelli che mi piacciono di più, tra quelli che ho scritto per altri, è questo qua. Parla del viaggio, sia di quello fisico che di quello mentale, con giochi di parole e una citazione del Camaron de la Isla che mi riempie d'orgoglio. E' stato scritto apposta per questo pezzo che è molto viaggioso (nel frattempo i ragazzi son passati allo step beatlesiano successivo, quello delle droghe della psichedelia). Bello quando musica e testo si danno pacche sulle spalle a vicenda.
Il pezzo è del 2014, ma è uscito solo ora. Non è neanche postumo, è solo che si erano dimenticati. Forse son capaci di fare roba sicodelica (e dimenticarsi di uscire un disco) anche senza le droghe, ma non
li conosco abbastanza bene per saperlo (in caso mi faccio imparare come
si fa).
Montura nasce l’estate scorsa come poesia. Venti quartine con versi di dieci sillabe in rima baciata che
inizialmente erano con la stessa metrica, tipo tatatatatà tatatatatà. Poi all'ultimo mi sono accorto che mancava il pezzo Boombastic per il disco, quello su cui muovere i culi (nel disco prima c'era Gino). Ho un po' stirato la metrica e aggiunto sillabe qua e la. Ne è uscito un singolo di cinque minuti e
mezzo tutto cantato senza strofe né ritornello.
Questo è stato proprio il primo pezzo composto tra quelli del disco, anche il primo suonato con la chitarra tre corde. È un bluesaccio veloce, che diventa quasi punk e si suona con un dito per la maggior parte del tempo, con due nei ritornelli.
Quando studiavo a Padova c'era questa scritta vicino alla stazione.
A MALI ESTREMI
ESTREMA DESTRA
Ora l'hanno tolta, ma mi è sempre rimasta impressa, perché al di là della genericità della soluzione, è innegabile che sia uno slogan semplice, efficace, al limite del perfetto.
Siamo in un periodo storico di crisi: disoccupazione, aumento della povertà, disaffezione alla politica, sfiducia nelle istituzioni, biasimo verso elementi esterni (in questo caso gli immigrati), ecc.
Nella storia (anche la nostra) è già successo.
Normalmente la risposta a questa situazione è stata l'ascesa di partiti come la Lega.
E' strano insomma che la Lega non sia ancora andata al potere (gli anni all'ombra di Berlusconi non li considero neanche, qui si parla di vera leadership, non di vorrei ma Silvio c'è).
LA TOSSE GRASSA (fb) (scolta) non è un gruppo, è un culto.
Con somma gioia ho colto l'invito del Sommo a coverizzare un suo pezzo.
Ho scelto il mio preferito, PEZZI DI FICHE.
Una canzone d'amore dedicata un po' a Pacciani, un po' a Ed Gein.
Esempio di manufatto dell'artigiano Ed Gain
Ho fatto qualche modifica al testo originale.
L'ho resa un po' più intimista, come una vera canzone d'amore, ma il Vate ha accettato la mia versione.
Questo è il video in cui alcuni ragazzi l'ascoltano per la prima volta
Questo è il pezzo originale
Qui puoi ascoltare l'intera compilation tributo
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TESTO
Mi aggiro per il parco cercando un cuore Ce l'avevo in tasca, lo tenevo qui L'unico ricordo che ho dell'amore O almeno di quella che chiamavo così Che ci posso fare? Ormai è la mia passione Butto via le donne Ne conservo una porzione
RIT: Pezzi di fiche Sto bene da solo con voi Pezzi di fiche Sto bene
Quando sto con le mie amiche
Di Laura c'ho un polpaccio Di Maura invece un braccio Le labbra di Margherita Di Aurora ancora serbo le dita Le bocce son di Sara Le chiappe son di Chiara Poi il collo di Roberta E Silvia è sul tavolo che fuma Con la pancia aperta
RIT
Vi ho messe tutte insieme Per farne una meglio Può darsi che mi sbaglio Ma sta venendo bene
RIT
Registrato e mixato da Jacopo Broseghini @ TBSOD Studio, Vigolo Vattaro a giugno 2017 Felix Lalù: voce, chitarra 3 corde Jacopo Broseghini: basso
L'anno scorso il Pol, il più grande cantautore noneso vivente, ha pubblicato (sotto lo pseudonimo di J-Pol) ha pubblicato la hit PETA VIA CHEL TRATOR, cover a sua volta di questa celebre canzone che narra di un contadino noneso che si stufa del suo lavoro e se ne fugge in Giamaica (poi che la Giamaica sia un bel posto dove vivere è un altro discorso). Volevo coverizzarla, ma l'idea del contadino che fugge per fumare non mi convinvceva del tutto. Il contadino noneso, non vende e non scappa. Il contadino noneso segue (la natura e) il soldo. L'unico modo di convincere il contadino noneso a mollare la monocoltura (della mela) è convincerlo che esiste una monocoltura più redditizia. Questa monocoltura è la cannabis (curativa e/o ricreativa). Per questo nell'aggiunta che ho fatto a (parte de)l testo del Pol c'è questa visione del futuro della Val di Non come megaproduttore di canapa indiana. Questo è il mio nuovo video.
Scritto, diretto, filmato e montato da Felix Lalù
Con Paolo Bertagnolli, Patrizio Cavallar,Jacopo Broseghini
E con Isa Nebl,Tommaso Nebl,Martina Girardi, Felix Lalù, Silvia Marchesi, Emilia Nebl, Shanti Visintainer
Chitarra 3 corde, Kaossilator 2, voce, cori: Felix Lalù
Registrato e mixato da Felix Lalù @ Studio La Ostia, Ville d'Anaunia (TN)
Masterizzato da Jacopo Broseghini @ TBSOD Studio, Vigolo Vattaro (TN)
Le famose corse sui binari della Val di Non
VAL DE NON, 2050
Testo: Paolo Bertagnolli / Felix Lalù
Arrangiamento: Felix Lalù
Leva, pisa, magna, ‘n pressa
Ge i pomari che me speta
Ogni an l'è na cagnara
La coidura l'è taciada
Auza, sbasa, che cojoni
Ciargia e mena via i ciasoni
I li pagia sempre men
Sarues mejo vender fen
L'è da tut el dì che tondi su'n trator de la Fendt
Le me feune le se clama Melinda e Marlene
No me plas i furesti, ma i clami a coir
§Almen i tas, i laora, no i gia ngot da ridir
Giai le sciarpe plene 'n pauta, le braghe 'nblolgiade
La ciamisa da laoro del nono de me pare
N'ai plen le bale
Sto mister l'è propi brut
Deme en canon o spachi su tut
RIT
§Peta via chel trator
Vegni con s-ciavador
S-ciavizan su ste plante 'n pomi
§Petan zo maria e fen su canoni
La Cocea la giarà n'po de invidia
Ma verastus la paserà
Speta n'amen che l'erba la ziria
E tuti i bacani i la 'mplanterà
Fora dai cojoni basta
Von a farme na vacanza
Zercia, smona, snicla e tasta
Ge en last minute
El va en Giamaica
Raspi 'nsema le me sdraze
For dai pei, lajame en paze
Von a fumar de ca bona
Tut el rest el vaja ‘n mona
Vendi fuer tuti i me pradi
Ai contadini strafamadi
I se li tegna tuti lori
I me pomari 'nvedrenadi
RIT
Val d Non, 2050
Fuer e fuer filari de ganja
La Melinda la s'è convertida
L'ha ciapì che gi convegniva
Prima gera bruti odori
Eren ancia pleni en tumori
Ades en ancia zapà ‘l premio
Perché fan star ben chei che fa la chemio
I contadini i parla al bar
Sol de ganja
I contadini i parla a taola
Sol de ganja
I contadini i parla a mesa
Sol de ganja
E a riunion del magazin
I parla sol de ganja
Ohi Marinda
Noi ne fan su ‘n canon
Cola ganja de la Val de Non
'Mplantan erba per dal bon
Cola ganja de la Val de Non
Zucer, bever, formai e sal
Se l'è masa tut fa mal
Ancia el disnar de nadàl
Se el fas pu de 'nbot al an
Mi ades me fon su ‘n canon
El fa mal, geu ben reson
Ma no puedi far a men
De la me dose de veren
VAL DE NON, 2050 (testo con traduzione)
Leva, pisa, magna, ‘n pressa / Alzati, piscia, mangia, di corsa
Ge i pomari che
me speta / I meli mi aspettano
Ogni an l'è na
cagnara / Ogni anno è un casino
La coidura l'è
taciada / La raccolta è cominciata
Auza, sbasa,
che cojoni / Alza, abbasa, che palle
Ciargia e mena
via i ciasoni / Carica e porta via i cassoni
I li pagia
sempre men / Li pagano sempre meno
Sarues mejo vender fen / Sarebbe meglio vendere fieno
L'è da tut el
dì che tondi su'n trator de la Fendt / E' tutto il giorno che giro su un trattore Fendt
Le me feune le
se clama Melinda e Marlene / Le mie donne si chiamano Melinda e Marlene
No me plas i
furesti, ma i clami a coir / Non mi piacciono i forestieri, ma li chiamo a raccogliere
Almen i tas, i
laora, no i gia ngot da ridir / Almeno stanno zitti, lavorano e non hanno da ridire
Giai le sciarpe
plene 'n pauta, le braghe 'nblolgiade / Ho le scarpe infangate, i pantaloni sporchi
La ciamisa da
laoro del nono de me pare / La camicia da lavoro del nonno di mio padre
N'ai plen le
bale / Ne ho pieni i coglioni
Sto mister l'è
propi brut / Questo lavoro è proprio brutto
Deme en canon o
spachi su tut / Datemi una sigaretta aumentata o spacco tutto
Peta via chel trator / Butta via quel trattore
Vegni con s-ciavador / Arrivo con l'escavatore
S-ciavizan su ste
plante 'n pomi / Strappiamo dal terreno questi meli
Petan zo maria
e fen su canoni / Piantiamo maria e rolliamo cannoni
La Cocea la
giarà n'po de invidia / La Cocea sarà invidiosa
Ma verastus la
paserà / Ma vedrai, passerà
Speta n'amen
che l'erba la ziria / Aspetta solo che l'erba giri
E tuti i bacani
i la 'mplanterà / E tutti i contadini la pianteranno
Fora dai cojoni, basta / Fuori dai coglioni, basta
Von a farme na
vacanza / Vado a farmi una vacanza
Zercia, smona,
snicla e tasta / Cerca [...] e assaggia
Ge en last
minute / C'è un last minute
El va en Giamaica / Va in Giamaica
Raspi 'nsema le
me sdraze / Racimolo i mie stracci
For dai pei,
lajame en paze / Fuori dai piedi, lasciatemi in pace
Von a fumar de
ca bona / Vado a fumarne di buona
Tut el rest el
vaja ‘n mona / Tutto il resto vada alla malora
Vendi fuer tuti
i me pradi / Vendo tutti i campi
Ai contadini
strafamadi / Ai contadini stra-affamati
I se li tegna tuti lori / Se li tengano tutti
I me pomari 'nvedrenadi / I loro meli avvelenati Peta via chel trator
Vegni con s-ciavador
S-ciavizan su ste
plante 'n pomi
Petan zo maria
e fen su canoni
La Cocea la
giarà n'po de invidia
Ma verastus la
paserà
Speta n'amen
che l'erba la ziria
E tuti i bacani
i la 'mplanterà
Val d Non, 2050 / Val di Non, 2050
Fuer e fuer / A perdita d'occhio
Filari de ganja / Filari di ganja
La Melinda la
s'è convertida / Melinda si è convertita
L'ha ciapì che
gi convegniva / Ha capito che le conveniva
Prima gera
bruti odori / Prima c'erano brutti odori
Eren ancia
pleni en tumori / Eravamo anche pieni di tumori
Ades en ancia
zapà ‘l premio / Adesso abbiamo anche vinto un premio
Perché fan star
ben chei che fa la chemio / Perché facciamo star bene chi fanno la chemio
I contadini i
parla al bar / I contadini parlano al bar
Sol de ganja / Solo di ganja
I contadini i
parla a taola / I contadini parlano a tavola
Sol de ganja / Solo di ganja
I contadini i
parla a mesa / I contadini parlano a messa
Sol de ganja / Solo di ganja
E a riunion del
magazin / E alla riunione del consorzio
I parla sol de ganja / Parlano solo di ganja
Ohi Marinda
Noi ne fan su ‘n
canon / Noi ci rolliamo una canna
Cola ganja de
la Val de Non / Con la ganja della Val di Non
'Mplantan erba per dal bon / Piantiamo erba davvero
Cola ganja de
la Val de Non / Con la ganja della Val di Non
Zucer, bever,
formai e sal / Zucchero, bere, formaggio, sale
Se l'è masa tut
fa mal / Quando è troppo tutto fa male
Ancia el disnar
de nadàl / Anche il pranzo di natale
Se el fas pu de
'nbot al an / Se lo fai più di una volta l'anno
Mi ades me fon
su ‘n canon / Io adesso mi rollo una canna
El fa mal, geu
ben reson / Fa male, avete ragione
Ma no puedi far a men / Ma non posso fare a meno
De la me dose de veren / Della mia dose di veleno