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mercoledì 22 febbraio 2012

Finalmente una droga nuova


Han trovato un seme nascosto nei ghiacci della Siberia. L'ha messo via uno scoiattolo trentamila anni fa e chissà cosa gli è successo. Come mai non l'ha più recuperato? Che fine ha fatto lo scoiattolo nasconditore?
Ma in fondo a noi che non ci importa. Ciò che abbiamo guadagnato è Silene, una nuova pianta coltivata in vitro e fatta germogliare come si fa colle piante. sappiamo che la pianta non ha mai convissuto con gente che fotografa la propia colazione e la mette su facebook. Ora le possibilità sono tre:
1. La pianta è innocua, sembra un fiore normale ma è un fiore vecchio: se è così cominceranno a produrla prima per i ricconi, poi man mano per i poveretti, finchè i ricconi si saranno stufati di bramare una pianta che può comprarsi anche un poveretto.
2. La pianta è pericolosissima, velenosa, letale: se è così se ne approprieranno gli eserciti e cominceranno a uccidere gente finchè anche gli avversari l'avranno. Risultato, fine del mondo, per colpa di un fiore.
3. La pianta è una droga, cioè ha effetti che danno serenità/smarrimento/potenza a chi la assume: in questo caso, signori, siamo di fronte a una svolta epocale, che avviene in corrispondenza col cambio del mondo maya. Tutti saremo più felici, cesseranno le guerre, il mondo sarà un mondo migliore, nasceranno nuove musiche e nuovi scrittori che scriveranno capolavori sotto il suo effetto (e forse anco si ricorderanno cosa hanno scritto dopo), ci saranno pure nuovi fattoni e basta, nuove leggi proibizionistiche e nuovi paradisi della droga, nuovi film sulla droga ma soprattutto nuove t-shirt (prodotte da camorristi o multinazionali) che i giogiogiovani ribbelli del mondo indosseranno per dire che se ne fregano.

martedì 7 giugno 2011

McDonald's-McDowell's 1-1 palla al centro

Sti giorni son stato fuori dal mondo. Ad esempio l'ultima notizia che ricordo di aver commentato con qualcuno è che eran morte 600 persone per via dei cetrioli. Me l'ha detto la Emma. La notizia era obiettivamente gonfiata dal telefono senza fili dei cervelli dei (quasi) trentenni di oggi ma ci stava, perchè si parla più volentieri di 600 morti che di venti. Venti morti non sono un cazzo, sparsi sul territorio. Non sono venti morti in un maxitamponamento o nello schianto di un cesna. 600 invece, o 666 se preferite, è proprio la cifra giusta per parlare dei cetrioli. E' il più grande scandalo della mucca pazza, pensavo. E allora mi ronzavano i ecco, l'avevo detto io, e anche la natura si ribella, era ora detti con soddisfazione dai animalisti, dai vegetariani, dei vegani e dai McDowell's (intesi come i contestatori di McDonald's, impersonati dal padre negro della tipa che piace a Eddie Murphy nel Principe cerca moglie) (a proposito: che fine ha fatto Eddie Murphy?). Cui prodest, pensavo, a chi conviene sta roba? Ma a loro, i McDowell's, ovviamente. Loro hanno fatto impazzire le mucche mettendo le ossa triturate nella biada delle mucche. Loro hanno montato sta panzana con la mucca che si muove come Woitila. La gente si spaventa, abbandona le lugiange, i cotechini e la pancetta nella carbonara e passa al bio, al veg, al muesli. Il tutto con un video di un bove col parkinson. Deebord a questo punto si rivolta nella tomba, dalle risate.
Oggi finalmente scopro che, mentre facevo altro, è finita così: "alla fine i cetrioli non c'entravano erano i germogli di soia crudi ma poi i batteri si son propagati" (cit. da un noto giornalista radiofonico che mi tiene informato sul mondo). Non so se si capisce. Gliel'hanno resa. La cazzo di lobby della carnazza ha aperto l'arsenale e l'ha messa in culo ai McDowell's. Gliel'ha messo con la soya, una robaccia che cresce nelle paludi e che non so neanche se esista ancora una versione non transgenica ma che fa molto indie, molto light. Ora che sono uno a uno McDonald's la finirà di fare i panozzi con le verdure di stagione, che tanto 1. non ci crede nessuno e 2. non gliene frega a nessuno. Ma in fondo questa notizia è già fuori moda. E' vero c'è il referendum, ma facebook dice che siamo tantissimi. Per una volta si raggiungerà il quorum? Sarà una nuova sconfitta per Berlusconi o l'ennesima dimostrazione che ci lamentiamo tutti ma quando è ora di alzare il culo preferiamo karate kid di domenica pomeriggio? Ma in fondo dai, che si vendano l'acqua, che ci piazzino centrali, che ci impediscano legittimamente. Ci rimane sempre Bobo Vieri che si (e quindi ci) toglie la soddisfazione di mollare due sganassoni a Fabrizio Corona. Il motivo? Non conta. Bobo Vieri è tutti noi. Ha fatto quel che si doveva fare. Gli ha anche fatto un pubblicità, per carità, ma che soddisfazione. Sono queste le cose che riempiono la vita, che fanno dimenticare dei referendum.

venerdì 25 marzo 2011

Gianfranco Panizza e il rock trentino

Pubblichiamo uno stralcio dell'intervento del nostro Gianfranco Panizza su L'Adige di oggi.

[...] non senza ironia [...] Tanta acqua è passata sotto i ponti nel frattempo ma il rock, con tutti i suoi parenti e cugini di primo, secondo e terzo grado [...] che vanno ai concerti, che commentano con passione la decisione dei Bastard Sons of Dioniso di [...] rimanere fedeli [...] . [...] il panorama della musica giovane in Trentino sta conoscendo [...] l'esperienza sanremese [...] per un numero crescente di interpreti e artisti che cercano spazio e visibilità [...] dobbiamo [...] «spingere» [...] dalle cantine [...]. Tre le cose che ci sembrano opportune: [...] semplificarev[...] i nostri artisti [...]. A me pare che [...] i gruppi trentini sia già molto [...] «inquinato» [...]; è importante continuare così, [...] prendere le decisioni giuste. Quello di cui abbiamo bisogno è [...] che [...] di questo o quell'evento si spengono[...] senza limiti di generi ed etichette [...].
Due in realtà le opere previste: la prima [...] potrà [...]; la seconda, [...] prevede[...] un adeguato spazio ristoro e quant'altro possa servire per ospitare [...] interni [...].
Una struttura [...] «a 360 gradi»; ben vengano [...] gli spazi [...] del genere [...], energia, talenti. [...] che [...] sembrano fare difetto ai giovani trentini. [...] Stiamo ora costruendo un collegamento stabile con [...] i musicisti più influenti del panorama italiano, [...] anche [...] compilation [...] assieme [...] per far sì che la musica trentina possa [...] avere successo [...] attorno a[...] case d'incisione,[...] altri media e così via. Dopodiché, ovviamente, le scelte ultime spettano sempre a[...]l successo di pubblico. A tutti i musicisti trentini che consumano [...] i cantanti [...]va il nostro incoraggiamento.
Franco Panizza

[...] alla Cultura

sabato 20 novembre 2010

La fauna dei questuanti

Sotto casa mia c'è la una rotonda. Ai quattro lati una banca, un supermercato Poli (noto per non essere un discount) con una farmacia in cui una boccetta di propoli costa il 30% in più che nel resto del mondo civilizzato, un bar fighetta e l'ospedale. Questo fa di essa (la rotonda) il triangolo d'oro dei questuanti di Trento. Ora li riconosco, non per nome ma sono sempre gli stessi.
Stamattina nel giro di dieci metri c'era:
- lo zingaro senza scarpe
- lo zingaro colle scarpe
- la tipa gobba che sembra una strega
- il negrone pacioso che vende le borse le cinture (quando piove gli ombrelli)
- un paio di vecchiette impellicciate del PD che distribuivano questi volantini.
Veramente, non so chi mi faceva più pena.

mercoledì 20 ottobre 2010

Il caso Scazzi e il Nuovo Turismo Trentino

Una ragazza scompare. Prima è rapita, poi la trovano, in un pozzo, più morta che viva, anzi morta. Lo zio ritrova il cellulare bruciato. E' un babbo e non la bevono. E' stato lo zio. L'ha uccisa e violentata dopo. Per fingere uno stupro finito male. Era ancora calda, dirà. La cugina prima fa finta di niente e piange poi vien fuori che è stata lei. La zia sa qualcosa ma fa finta di niente. La figlia chiede dal carcere quanto share ha fatto. Poi vien fuori che forse lo zio non c'entra, dormiva. Certo, si faceva anche la figlia, ma ha solo occultato il cadavere (ma se non c'entra chi l'ha violentata? E poi, l'hanno violentata veramente o è solo morta?). La telenovela prosegue.
La gente ne sente parlare tutta settimana. Alla domenica dopo messa, invece che lasciare le impronte digitali sulle vetrine dell'ikea o del centro commerciale, la ggente vanno in pellegrinaggio a casa Scazzi, a vedere che succede, contare i fiori, stimare le lacrime. Un bocia cade nel pozzo, spinto dalla calca. Avrà una storia da raccontare per tutta la vita.
E' macabro? Non più macabro che visitare Auschwitz.
E' morboso? Non più morboso che rallentare quando c'è un incidente per vedere se si vedono ancora gli schizzi di sangue e le carni maciullate di parecchi sconosciuti.
Ti sembra triste infine, discreto pubblico? Chiedelo al barista lì vicino, quant'è triste la morte. Chiedeteglielo. Vi dirà, mai visti tanti soldi da quando hanno ucciso sta stronza. Questo vi dirà.
Morte=turismo. L'equazione è ovvia, facile come una gara di origami contro Freddie Kruger. Turismo silenzioso, casto, rispettoso, che non produce rifiuti. Professionisti del turismo, amministratori del turismo, assassini seriali, se non ci siete arrivati è meglio fare il ministro.
Non che sia un turismo nuovo, ma mai era stato sistematizzato. Si potrebbero anche prendere due piccioni con una fava. In un colpo solo (di pistola, d'ascia, di sciabola, anche uno al cuore va bene, purchè spettacolare) eliminiamo il peggio umano della nostra zona (con conseguente miglioramento della qualità della vita) e aumentiamo il prodotto interno lordo (con conseguente sconfitta della crisi). Scegliamo attraverso un sondaggio queste persone. Con calma, uno per volta e a intervalli regolari verranno uccise, trucidate, casualmente sepolte chissà dove. Il tutto con un bravo sceneggiatore, s'intende. La polizia cerca per mesi, parte il tamtam mediatico nazionale e internazionale. Sapete quanto hanno lavorato i professionisti del turismo a Cogne? Un sacco, e ora il nome è famoso in tutta Italia. Certo è famoso per un infanticidio, ma Berlusconi è la dimostrazione di questo: non importa come, basta che se ne parli. Se poi il luogo del ritrovamento è diverso da quello della sparizione si creerà un nuovo fulcro turistico. Un paio di delitti l'anno e in quindic'anni tutto il Trentino sarà nazionalmente riconosciuto come la regione dei delitti mirati. Nessun pericolo per il turista. Solo per chi è veramente stronzo. E se vieni per una settimana puoi dimenticarti le sfacchinate in montagna e la pioggia estiva che ti costringono in casa mentre i tuoi amici al mare si godono il solleone. Ogni giorno potrai visitare un luogo in cui ti sentirai meglio. Perché le disgrazie degli altri fan stare meglio. Su questo non si discute.

lunedì 18 ottobre 2010

Il Treno della Memoria

Questa è un po' che mi rodeva il culo ma non lo dicevo perché è rischio. Ma ora che ho l'immunità displomatica posso dirlo.
Da qualche anno in Trentino va di moda la memoria. E' sempre andata di moda in realtà, ma quella di prima era del tipo nostalgico, rappresentata da prodotti tipici, agritur e trasmissioni mattutine sulla rai. Questa nuova memoria è la Memoria con la m maiuscola, la memoria della Storia con la esse maiuscola. E' la memoria dell'olocausto e all'olocausto si va col Treno della Memoria (ad esempio questo ma è uno a caso). Si organizzano incontri sull'olocausto e poi tutti in gita al Parco Tematico di Auschwitz, dove potrai visitare lager simili a quelli di Bolzano, dove potrai ammirare cataste di occhiali (e qui la battuta scatta spontanea, se sei in giro in gita), dove potrai immedesimarti, immaginandoti magro e poco vestito mentre lavori forzatamente. Il tutto non in solitaria, condizione che stimola la riflessione, ma in branco, colla birra del Lidl nascosta nella tasca della giacca e l'amigo colle braghe alle ginocchia che testa il campo dell'IPhone nel campo di concentramento.
Parliamoci nelle palle degli occhi: è solo una gita, una gita preparata con immagini struggenti e dati che Freddy Krueger in confronto è un nerd che vive ancora colla mamma, una gita in un luogo di sterminio che farà riflettere i ragazzi su fatti lontani, irripetibili, perché irripetibili sono quelle atrocità.
Già chiamare olocausto il genocidio degli ebrei è una forzatura. Olocausto significa sacrificio religioso, di quelli con gli animali o i figli di Abramo. Per estensione significa sacrificio totale, completo, ma nell'Olocausto non c'è niente di sacrificale. Siccome nella bibbia de noi cristiani toccare i soldi è male allora storicamente l'han fatto gli ebrei. Gli ebrei non sono stati sterminati perché di religione ebraica, ma perché Hitler aveva bisogno di soldi per conquistare l'Europa e gli ebrei eran la categoria sociale quelli che avevano più soldi (oggi si farebbero abbastanza soldi a mettere al bando la famiglia di religione Berlusconi ma questo è altro discorso). Quindi, togli di mezzo gli ebrei, avanzano i soldi: semplice, efficace, indolore, inodore (a meno che tu non li bruci). Certo c'erano ebrei poveretti, ma facevano numero. Erano anche in buona compagnia. Togli dalla società anche gli zingari, che mendicano i soldi che ci servono per i carrarmati, togli i dissidenti politici che rompono i coglioni e dicono cose che non si dicono, togli i culi perché non si possono vedere e spendono i soldi dei carrarmati in poster di George Michael (e ora anche Tiziano Ferro), togli i Testimoni di Geova che s'attaccano al campanello la mattina presto e han veramente rotto il cazzo, hai tolto tutta la gente che ci allontana da una società ideale. Ragazzi, era una questione di soldi, non fatevela raccontare. In realtà ad Auschwitz si ricorda l'ultimo dei tanti stermini perpetrati in Europa. Come noi quando diciamo (ex) campioni del mondo ricordiamo l'ultima coppa del mondo vinta, no quella del 34 o del 38 (quella dell'82 è solo l'urlo di Tardelli e Pertini che salta su e gli viene un colpo).
Non è che dopo il 43 non ci son più stati stermini nel mondo. C'è una guerra ogni tre per due, in Africa è pieno di gente che si ammazza per un panino, siamo personalmente impegnati in una missione di pace in Afghanistan e Iraq, ai Ceceni gli tocca attentare a Mosca perché li ammazzan come mosche e ci metto il culo che qualche campetto in Siberia (per quelli cattivi cattivi) è avanzato, nella exJugoslavia poi sputi e becchi una fossa comune. Il mondo non è altro che disgrazie da ricordare. Lo spirito di accoglienza del prossimo dovrebbe partire da lì, dalla consapevolezza che non tutto il mondo è nell'Europa del dopoguerra e magari autonomista. Mi chiedo se nei 4 incontri preparativi e negli altrettanti di rielaborazione si parli anche delle altre disgrazie e sterminii del mondo e non ne sono così sicuro.
Invece no, si va al Parco Tematico di Auschwitz a ricordare la gente morta cinquant'anni fa per dimenticare quella morta o maltrattata sotto casa e poi si torna e si vota Lega. Ma vaffanculo. Ecco, l'ho detto.

Postmessa:
Poi se parli male del Treno della Memoria ti dicono che sei antisemita. Io non è che sono contro gli ebrei: io per me ebrei, negri, albanesi, magrebini, milanesi, napoletani e solandri, perfino i culi, è tutto uguale. Mai ho avuto vicini più cordiali e meno rompicoglioni di quando vivevo nei condomini di immigrati.
Quelli che più mi stan sul cazzo, se proprio devo dirlo, sono i nonesi arricchiti e bolsi e ignoranti che non sanno neanche stare al mondo e se sparisse Melinda non li prenderebbero neanche nei carabinieri, che i rumeni fan schifo ma son bravi a raccoglie le mele e allora vanno bene, che hanno il suv ma dichiarano quindicimila euro, che l'importante è arraffare più soldi possibile finchè va, e avvelenare tutto, finchè l'acqua si può bere, e costruire nuove megaville, finchè il nipote non si sputtana tutto al videopoker. Ecco, vaffanculo anche a quelli. Un campo di concentramento non si augura a nessuno, ma se dovessi decidere ci manderei quelli.
Postmessa2:
Ci sono stato anch'io, anni fa, in gita. Tutti contriti al parco, una balla prima e una dopo.
Ah, e la battuta sugli occhiali l'ho fatta io, lo ammetto.

lunedì 21 giugno 2010

Nuova Zelanda de che?

Zambana (TN) una volta era vicino al monte. Nel 1955 ne cade un pezzo e Zambana non c'è più. (Incredibile che succedessero disgrazie del genere, con tutta la devozione del tempo, ma tant'è). Viene costruita Zambana Nuova un pezzo più in là, in salvo da monte. Dopo qualche anno a Zambana si ricostruisce qualche casa, così nasce un dualismo difficile da risolvere. Allora fanno un censimento e così ora Zambana si chiama Zambana Vecchia e Zambana Nuova ora si chiama Zambana. Questo non perché i nomi siano importanti. E neanche perché sia importante essere the original Zambana. Solo per risparmiare inchiostro. Togliere il Nuova davanti al nome rappresenta un risparmio in inchiostro e tempo corrispondente a un 2 per cento del pil.
Saputa questa notizia la Nuova Zelanda ha pensato di fare lo stesso. Il problema ora è trovare la Zelanda.
Chi sa dov'è la Zelanda alzi la mano. Un tempo ci saremmo arrovellati per dei pomeriggi su un stronzata del genere e cercando di capire avremmo inventato storie dalla plausibilità direttamente proporzionale alla quantità di sostanze assunte.
Ora c'è Wikipedia che risponde a tutto e subito.
Realtà (pacco) - Fantasia (yeah) 1-0 tutta la vita.

PS: non ti faccio manco perder tempo, ecco qui dov'è la cazzo di Zelanda

domenica 11 aprile 2010

Fantasticare humanum est

Incidente aereo: decimata la classe dirigente polacca. Si terranno elezioni anticipate. Non faccio neanche la battuta, stiamo pensando tutti la stessa cosa.
(Mara Mazzoli)

mercoledì 7 aprile 2010

Non solo Bastard, anche Discariche in Valsugana

E' sempre la solita storia. Il controllato è uno che ha il pericolo e ne va di tutti, non solo del controllato che anzi spesso è meno pericolo di tutti gli altri che deve protegge. Il controllore gli cade un dito in un occhio e chiude l'altro. Ciao, domani ti faccio un controllo a sorpresa, mi raccomando non deludermi, non mi farai mica fare brutta figura con chi mi paga? Solo che alla fine della frase non c'è cumpà ma tei mona. Poi tumori di qua, leucemie di là, nessuno pensa all'acqua di Abano.
Ora blablabla nella ridente provincia autonoma, tutto il terzo mondo è paese, eccetera. Guardatevelo intanto. Che se dà fastidio vuol dire che è cosa buona e ggiusta.

Discariche in Trentino



domenica 14 marzo 2010

La fine del mondo

E' triste annunciare la fine del mondo. Discreto pubblico, stavolta non è il pacco messianico o le stronzate neohippie postnewage dei maya. Stavolta l'analisi è più seria e contemporanea. E' dura da accettare ma è così. Ora non vi resta che uscire e fare tutto quello che avreste voluto fare se foste rimasti vivi e non esistessero le conseguenze delle azioni. Considerando che non ci sarà futuro, non ci sarà punizione, quindi la violenza e l'infamia saranno tollerate. Non divertitevi troppo, o non resteranno donne per gli altri.

martedì 16 febbraio 2010

Animali domestici al sapore di coniglio

Bigazzi dice a UnoMattina che una volta si cucinavano i gatti. Dice che "li si teneva tre giorni nell'acqua del torrente", parla delle "carnine bianche". Gli animalisti si offendono (leggi l'articolo) e lo accusano di istigazione al gatticidio, proibito da una legge del 1991.
Adesso vien fuori che dire che una volta si coltivava la canapa per darla alle galline è reato.
Cari animalisti, io condivido la vostra scelta dell'amore per gli animali. Non che cambierà il mondo ma ha pure del vero, come l'amore per la terra, l'amore per l'uomo, l'amore per le troione di lusso.
Però, parliamoci chiaro. Magari non voi, probabilmente i vostri genitori, ma sicuramente i vostri nonni hanno magnato gatti, più carini e affettuosi dei conigli ma altrettanto buoni. Il gatto è l'alimento principale dei tempi di crisi, e dovremo riabituarci all'idea che i nostri amici felici sono buoni, come guardando un maiale ci noti subito la pezza di speck.
Negarlo è da babbi. Quando la crisi si aggraverà verrete anche voi a mendicare qualche goccia di succo di coniglio da mettere su un tozzo di pane duro come la vita. Solo allora rinsavirete.

SUPERA LA CRISI COL GATTO
IL GATTO è BUONO
IL GATTO è VITA

domenica 14 febbraio 2010

Ago is back (Essere Artisti Oggi - Vol.3)

Dopo il grande successi degli anni novanta (ma che vve lo dico affare?), i grandi reportage dal mondo, le interviste esclusive, i violenti j'accuse dal suo canale televisivo FuoriBanda, il lancio col paracadute, il lancio interplanetario delle figlie assetate di successi, i video sulle very important cose della vita, i grandi remix che strizzano l'occhio come dire heeeeey beibe (one two), il Trentino di maggior successo nel mondo terraaquo torna con una notizia bbbbomba.
Agostino Carollo produrrà un remix featuring nientepopodimenochè Patrizia D'Addario. "Non è escluso" annuncia fieramente il nostro beniamino "che la D'Addario salga in Trentino". Non vediamo l'ora, davvero.
Proprio come Dj Spankox, La Ostia Educational cavalca mio cow boy la notizziona del momento. Quale migliore occasione per lanciare la terza puntata della collana didattica ESSERE ARTISTI OGGI?

Essere Artisti Oggi
Terza Puntata
Agostino Carollo


Notizziona Via MondoMox




domenica 31 gennaio 2010

Fuck you dictators

Ti hanno sempre insegnato che la musica di protesta deve essere cattiva e incazzata. Poi si è capito che non funziona così. Così si incazzano solo gli incazzosi, che non hanno certoo bisogno di essere aizzati no? E ai boci e alle nonne chi ci pensa? Non hanno diritto anche loro capire e cantare i mali del mondo. Non che cambi molto, ma ci ha pensato Lili Allen. Grazie.


martedì 26 gennaio 2010

Come mantenere le radici storiche

La settimana scorsa ho sostituito un collega che fa l'educatore a scuola. La lezione di ginnastica si svolgeva nella palestra delle canossiane, in viale Verona a Trento. La particolarità di questa palestra è che è stata ricavata da una chiesa. Campo da palllavolo/basket nella navata centrale e le navate laterali divise in piccoli spazi contenenti palestra di roccia, pingpong, materassi, pesi, eccetera. No è che qui in Italia la pratica del riutilizzare le chiese per altri scopi sia granchè diffusa (Ani DiFranco docet). Anzi, le chiese - ancorchè inutilizzate - vanno preservate in quanto patrimonio della nostra cultura millenaria anche se:
- non ci sono più preti
- i fan della chiesa (quelli che seguono i suoi concerti perlomeno) sono in grande calo.
Al mio paese c'è una chiesa strafiga, con una viacrucis da fumetto che spacca il culo e che so a memoria, duecento fedeli che devono andare nel paese vicino per la messa. Una chiesa vuota, come una casa vuota, è tristezza, un oltraggio ai senzatetto e agli speculatori. Guardare e non toccare è ciò che distingue una persona normale da un segaiolo.
Allora non resta che fare il vaticinio, solo per il gusto di dire l'avevo detto io: ci sarà un momento della crisi in cui questi spazi resistenti e dall'acustica perfetta saranno reclamati dal popolo per farne centri sociali occupati (rigorosamente senza punkabbestia, perché a quel punto mi sa che ce li saremo mangiati), spazi aggregativi, sale da concerti, centri benessere, casini di lusso, blablabla.

domenica 10 gennaio 2010

Bambino negro

Mi dicono che qui si parla spesso dei preti pedofili. E' vero, ma il motivo è uno solo: solo il termine di paragone per molte situazioni che passano come la cosa più normale del mondo.
Immaginate un prete pedofilo che, mentre si incula un bambino negro dal terrazzo di un palazzo tipo vaticano che grida alla folla sottostante "incularsi un bocia è grave peccato, nessuno dovrebbe farlo. Chi lo fa è culo e sarà punito da dio tramite scomunica emanata da me! (rumore di applausi preregistrato).
Non che la Lega ci abbia mai abituato a vette di coerenza ed etica, per carità, ma Maroni che dice queste cose è più o meno nella stessa situazione.
Ovviamente senza il retto bambino negro intorno al cazzo.

lunedì 14 dicembre 2009

Momenti che non si dimenticano

Io non mi ricordo mai un cazzo, c'ho la dimenticanza che funziona a manetta. Della mia infanzia ricordo quando giocavamo con mio cugino alle biglie o ai trasportatori di vacche, le bestemmie del nonno Bepi e l'odore di freddo della casa dei bisnonni di Malè.
Tutti gli altri ricordi sono racconti di altri, ricordi per interposta persona. In fondo tutti i ricordi sono così. Non mi ricordo quando è caduto il muro di Berlino ma mi ricordo quando è morto Senna perché ho pianto.
Tre cose mi ricordo bene degli ultimi dieci anni, il luogo preciso in cui è successo con tutti i particolari, quello che ho fatto dopo e con chi ho parlato.
Uno è quando sono cadute le torri gemelle. Eravamo in un pub in mezzo a Dublino, ubriachi alle 3 del pomeriggio. Fuori il sole, stranamente, e noi dentro al scuro con le scure come la gente che al sole è abituata. C'era il tg mondiale e vedevamo senza audio che una torre era caduta. Non capivamo bene ma era un affronto alla Merica che in fondo ci piaceva. Eravamo un po' come gli italiani degli anni trenta che godevano una rivalsa di seconda mano con le stangate di Carnera, o i negri che si vedono nel film di Malcolm X che ascoltano la radio l'incontro di Sugar Ray Robinson. Certo altri soffrivano, ma un momento di gioia collettiva vale la pena e ripiana per un attimo le vessazioni di anni e secoli. L'abbiamo vista cadere in diretta, la seconda torre, e fu più o meno come col gol di Del Piero contro la Germania nella semifinale dei mondiali (vinti poi con disonore difensivo). Insomma quel momento lì per me è in centro a Dublino con Roberto e Simone e Irene.
La seconda cosa che mi ricordo è quando la mia migliore amica Irene mi ha detto che era incinta. La stavo aspettando per cantare con me a un concerto e m'ha chiamato all'ultimo dicendo che non se la sentiva e che doveva dirmi una cosa. Allora le ho chiesto es plena?. C'ho beccato, forse me lo sentivo. Ho cominciato a girare per il locale e a raccontarlo a tutti, per poi rendermi conto che forse ero ancora uno dei pochi a saperlo e son cose che si dicono con calma. Comunque quel momento lì per me è il Paradise di Cles coi Damsel.
Ieri quando hanno colpito Berlusconi io probabilmente stavo bevendo il pirlo bresciano preparato dalle abili mani delle Tits col set pronto all'azione. Le notizie non è che arrivano subito, c'è chi lo scoprirà domani, ma alla fine del concerto vedo tutti che si accalcano a internet dove stava collegato il tipo in India di Annalisa. Hanno sfregiato Berlusconi. Erano le 9 ma youtube era già pieno di servizi. Si stappa la bottiglia, tutti che esultano. Ho abbracciato tutti i 130 chili di Sandrouno degli artisti con un gusto che solo una donna avrebbe potuto darmi, poi ho chiamato tutti i più cari per dargli la lieta novella, solo che tutti lo sapevano già. Vabbè. Carnera stavolta si chiama Tartaglia, e mo son cazzi. E ora Silvio ci diventa un martire e nessuno può più dire niente che ti vien anche da pensare che se l'è studiata da solo sta roba del sangue come quella delle torri e che ora è in arrivo una nuova ondata di restrizioni limiti e che comunque sempre lo piglieremo in der posto, ma che soddisfazione. Ah, quel momento lì. Pensa al tipo dei Pooh che ha fatto djFrancesco. Poi c'hai djFrancesco come figlio, ma quel momento lì se lo sarà pure goduto, sant'iddio.
Ecco, per me la goduria di Berlusconi sanguinante sarà sempre l'atelier L'Ozio di Brescia con Sandro, Biro, la Lù, Michela e Annalisa. Sconosciuti fino a due ore prima che ricorderò sempre. Grazie a Silvio, per gli amici scarface.

domenica 13 dicembre 2009

Amiconi X l'Italia

Un mio amico di cui non divulgherò il nome ma molto affidabile l'altra sera stava ad una conferenza. Il suo vicino di sedia comoda in prima fila era nientemeno che Lorenzo Dellai, il nostro governatore del suolo autonomo nonchè ex grande capo della Margherita nonchè grande propugnatore del nuovo soggetto politico che ha preso l'ultimo nome disponibile tra i nomi senza senso ma buoni per tutto, Alleanza X l'Italia (il tocco della X fa molto bimbominkia, ma in fondo è a loro che puntano forse).
I politici, si sa, partecipano alle conferenze per dovere di carica, in rappresentanza di quello che rappresentano. In questo caso noi. Ma siccome sono uomini suppongo che ne abbiano ben pieni i zebedi perché tutti sappiamo che una conferenza è molto più di quanto un uomo possa sopportare. Allora uno nel 2009 ha il mezzo per uscire dall'impaccio, che si chiama sms silenziato con vibro.
Io che baso sempre le mie supposizioni su cosa farei io invece che su cosa farebbero gli altri supponevo che Dellai scrivesse messaggetti, chenesò, alla moglie, all'amante, all'amico al bar che gli fa invidia con un rosso in mano, a una sedicenne conosciuta il giorno prima in facebook. Invece no. Il mio amico seduto vicino Dellai può confermare che il destinatario (o mandante) del messaggetto era Rutelli. Veramente. Che impressione.
Non è dato sapere cosa abbia scritto, ma è plausibile che la conversazione (se così si può chiamare) sia stata:
D: o che palle Francè, sto a una conferenza pacco, tu?
R: io sto con 'na zoccolona da paura
D: che invidia..
R: Tranqui funky Lorè, me la bombo un po' anche per te

sabato 21 novembre 2009

BRenda

Per fortuna non sono mai stato con un politico, anche se le mie colleghe dicono che paghino bene. E fortuna che non so niente. Ok?
Ci fosse veramente Colombo non saremmo così sicuri che non se ne saprà più niente.
O forse sono state le BR, sì, le BR.

giovedì 19 novembre 2009

San Teflon

Mi chiedevo a che cazzo serve andare su marte, sulla luna. Mi chiedevo, soprattutto, a chi cazzo serve. Sembra una di quelle cose del si deve perché si può. Hai i mezzi, la tecnologia? Che fai ancora qui sulla terra? Fatti un razzetto e parti per l'west dell'universo. La tecnologia va sviluppata perché la tecnologia va sviluppata. Poi di solito la tecnologia l'ha sempre sviluppata la guerra. Gli occhiali, il frigo, la morfina e l'anfetamina son nate magari per caso ma poi se qualcuno ha pagato qualcun altro per sviluppare certe scoperte non è mai stato per i bambini dell'Africa affamati con la pancia gonfia. Sempre e solo per conquistare. Risorse di solito. (E con esse vagine, ok, ma questo è un altro discorso).
Ieri la mia nuova compagna d'appartamento occasionale ha fatto wurstel, roba mai vista in casa nostra perché c'è dentro anche l'asino e noi l'asino non lo mangiamo. In zero3secondi la casa era odore di fumo bruciato. Con tutte le pentole antiaderenti che possono offrire i nostri scaffali ne aveva usata una alla vecchia. Io che non sono poi così vecchio non ho mai cucinato senza l'antiaderenza e allora mi chiedevo come si faceva prima, io avrei bruciato sempre tutto. Casa nostra non puzza mai di bruciato e questo lo devo solo al teflon. E da dove viene il teflon? Dovete sapere che blablabla. Adesso ve la spiego in fretta, l'ho vissto in un documentario sulla seconda guerra mondiale quindi è vero.
Stavano tentando di fare la bomba atomica ma non ci riuscivano, perché l'idrogeno si attaccava alle pareti (o qualcosa di più plausibile), è arrivato uno e ha detto proviamo col teflon. Idrogeno+Teflon=HiroshimaNagasakiBumBum.
In pratica ogni volta che non bruci il sugo qualche persona normale come noi ma deformata dalle radiazioni ringrazia.
Questo non è umorismo cinico, non c'è niente da ridere.
E' solo che il mondo è strano. Tutte le nostre comodità sono fatte sulla pellaccia della gente morta scorticata deformata e pure torturata. Se fossimo più sensibili sentiremmo le urla di dolore loro e pure di tutti i loro parenti ogni momento della nostra vita, parlando al telefono, accendendo la ventola dopo aver cagato, aprendo un rubinetto, accendendo la luce. Ma sarebbe veramente insopportabile. Meglio dare l'8permille alla chiesa.

lunedì 16 novembre 2009

Fogli di via

Mettiamo anche che io sono d'accordo che occupare uno spazio in disuso e sfruttarlo cioè fargli fare i frutti buoni per tutti è cosa buona e io la condivido, cazzo se lo condivido.
Mettiamo anche che la repressione come l'ha fatta il comune di Trento e in difesa della legalità (la legalità dico, ora in Italia vien fuori che è un valore, un fine e non più un mezzo per convivere bene le genti, ma questo è un altro discorso ancora) sia più una roba da telefilm americano che da paese civile dove di solito si parla si discute blablablà. I fogli di via poi, si torna a bandire la gente che manco nel medioevo.
Quello che hanno fatto gli anarchici a Trento è proprio una roba da boci sfigati gnegnegnè. Già Trento non è granchè come città. Certo è più figa di una citta del nordeuropa ma non ci vuole poi molto. Già a Trento non esiste la buona tradizione urbana di imbrattare i muri con cose belle, che son solo tags sfigati (oltre al peggiore che scrive sfigati sulle tags. Ci mancava solo lui, ci mancava). Gli anarchici, perché a loro pareva e sembrava cosa buona e giusta, invece di fare cose belle per la città, han deciso di riempirla di scritte così stupide (a parte Bossi ride storto, geniale, ma è una su trenta) che son contento di vivere dall'altra parte della città.
Ci vorrebbero i fogli di via, ci vorrebbero. Non per quelli che occupano, ma per la gente che imbruttisce la città. Perchè il brutto ci imbruttisce a tutti. C'è modo e modo, e mondo e mondo, signori anarchici. I signori che c'han insegnato l'anarchia non sarebbero d'accordo. E non parlo di Sid Vicious.

Foto| L'Adige.it