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mercoledì 22 giugno 2011

RIP Ryan Dunn

Io ero indeciso tra MachoMan Randy Savage e Gil Scott-Heron, due che a loro modo e in tempi diversi hanno guidato il nostro cowabunga. Alla fine ho scelto Gil, che in classifica generale rimane comunque al bordo del podio. In terza posizione c'è Anna Longhi, la buzziccona, troppo pop perchè un negro che parlava di rivoluzione possa insidiarla. In ogni caso, e su questo non v'è dubbio alcuno, il morto del mese di maggio 2011, (e probabilmente dell'anno 2011) (e probabilmente degli anni 10) sarà il buon Osama Bin Laden. Il nostro saudita preferito (o meglio l'unico che conosciamo) è il Barcellona dei morti, per l'impatto sull'immaginario collettivo, per l'onorata latitanza decennale (anche se qualche nostro mafioso gli fa un baffo e non sta in un posto merda del Pakistan a crepare di caldo). Sbaraglierà tutta la concorrenza, sicuro come la morte (doppio senso paura, eh?), sempre che sia morto veramente.
Per maggio i giochi son fatti, abbiamo detto, a meno di un ammutinamento di radical chic che dubitiamo possa verificarsi. La notizia del giorno è che ha lasciato il nostro mondo infame (e pure il suo, fatto di schianti da boci mericani) il buon Ryan Dunn, 34 anni portati malamente e passati a schiantarsi contro tante cose la cui caratteristica in comune era l'essere sempre più dure di lui. E' evidente, anche se pleonastico farlo notare a questo punto della vicenda, che le cose dure non sempre fanno ridere, dopo l'impatto (remember Lady D?).
Non so se ci mancherai Ryan (visti i tributi che giran già sul tubo mancherai a molti) (a proposito, gli stessi video prima che morissi avevan sotto gli Slayer, ora che se morto i Coldplay. Che gli Slayer fan brutto se uno è morto? Che i Coldplay fan più delicato? In fondo cosa è cambiato? Son scene di uno che si schianta, solo che prima era vivo e ora è happy meal per i lombrichi) (e in effetti ci mancherebbe molto di più le fattanze di Amy Winehouse, se schiattasse) (ah, Amy Winehouse, l'ultimo nostro vero baluardo della fattanza, in mezzo a un mondo maledetto di vegani e sastemi), ma io spero che lo vincerai a man bassa, 'sto morto di questo mese, perchè forse te lo meriti, Soprattutto perchè non hai concorrenza, a giugno muoion solo vecchi.

Vedi il blog Il morto del mese

giovedì 6 novembre 2008

Non è poi così negro

Ero davvero interessato a sapere chi avesse vinto. Così interessato che ieri manco mi ricordavo cazzo. E non è sarcastico, lo ero davvero.
Insomma alla fine ce l'ha fatta. Il primo negro alla guida dell'impero, come in Independence Days o qualche altro film che non ricordo. La realtà raggiunge la fantascienza, come con il cellulare, il controllo totale, la Wii, le macchine volanti, i viaggi nel tempo. Sarebbe bello se ci fosse anche Kuato.
Comunque, e mi sembra un'ovvietà, non è poi così negro come lo si descrive.
Good luck, cumpà. Come si dice in valle, ades corghe drè!

giovedì 14 febbraio 2008

O'Bama


Berlusconi dice che il Partito del Popolo delle Libertà è nato dal popolo, che lotta per il precariato, che gli italiani dovrebbero pagare le tasse secondo il loro sentimento e che il condono è un bene perché così la gente non mente ma ammette. Dice che votare all'infuori di PPL e PD è onanismo. Vespa scaramanticamente lo chiama già presidente e dice questa cosa del partito delle Libertà di unire due partiti è proprio una novità assoluta, come se il tempo scorresse al contrario e il PD non l'avesse anticipato nella corsa al facciamolo in grande, facciamolo in centro (come se fosse una questione del l'ho fatto prima io). Veltroni purtroppo me lo sono perso, ma sicuramente avrà detto cose simili solo in maniera meno convincente, dimostrando di essere ancora un po' di sinistra. Cosa Rossa abbandona il nome da ciclo mestruale e si chiama La Sinistra, copiando l'idea a Storace, che mantiene alta la fiamma. Ferrara, che non se lo vede neanche, vuole mettere il naso nelle faccende di quelli che se lo vedono. Casini fa il fighetto, perchè ci sono voluti 15 anni per sdoganare la DC e adesso sarebbe un suicidio commerciale perdere il brand. Anche se mi sa che alla fine si mettono d'accordo.
Le cose sembrano già scritte.
Come sembrava che le cose fossero già scritte anche in Merica, ma pare che il negrone con la chiacchiera che acchiappa non ha mollato anche se gli dicevano dove vai negro? molla! e all'ultimo intertempo ha mezza ruota davanti alla vecchia baronessa che, dicono, è brava e buona ma ha perso il voto degli uomini perché non sa fare i pompini, segno di mancanza di devozione e generosità. Al momento di schiacciare IL bottone, un presidente nero è sempre meglio di un presidente con la sindrome premestruale. E poi metterebbe finalmente d'accordo le donne il fascino del potere con quelle col fascino dello sferlucchio negro.
Dopo questa serie di luoghi comuni di cui già mi vergogno: a destra e a manca dell'Atlantico, disgraziatamente, la cosa più probabile è che vinca il più telegenico.

mercoledì 9 gennaio 2008

And the new boss is....

Avete presente quegli amici le cui emozioni sono sempre sparate e avvolgenti? Un minuto prima sono nell'estasi piú totale e il giorno dopo la vita é letame e il giorno dopo ancora nell'estasi e cosí via, come se non ci fosse domani. Piú o meno come fanno i bambini piccoli o anche alcuni psicotici, ma in dosi meno preoccupanti. Una vita di montagne russe emozionali che potremmo chiamare intensa, ma anche disequilibrante. Succede a un certo punto che smetti di allarmarti e sai che in fondo in fondo succede poco e l'esaltante/miseranda news sará solo un nuovo episodio della telenovela, che ogni puntata sará un bumbum di emozioni ma che anche se te ne perdi 4 (o 40) non fa differenza, che si capisce tutto comunque.
Prendiamo le primarie. Prima dell'Iowa Hillary ha giá la vittoria in tasca, poi in Iowa vince il Broder e allora é giá fuga. In New Hampshire il Broder vince in un paesino del cazzo ma pieno di aruspici, e allora è predestinato. Alllo scrutinio finale però Hillary dà l'ultimo colpo di reni e ha mezza ruota avanti. Dopo la seconda giornata di campionato (su una cinquantina in tutto) il risultato é Hillary 1 - Broder 1. Nonostante il pareggio, in sintonia con le sensazioni odierne Hillary é tornata e ha giá vinto. Ora, va bene che la gente é anche influenzata da quello che succede durante la corsa, che son sempre gli indecisi quelli che decidono (e lo decidono all'ultimo), ma intorno a questo evento si monta sempre un processo di Biscardi permanente con - special guest - il pendolino di Mosca. E' più bello di un programma sportivo ma meno di una saga cinematografica. E' bello come vedere Beautiful tutti i giorni e sapere che alla fine della stagione uno a caso tra Ridge Forrester o la Cicciona Rossa diventano capi supremi del mondo.

Ecco un report dal fronte dal nostro inviato a Nuova Yo, Giovannone L. Mocchese.

giovedì 8 novembre 2007

No Men Omen

L'America non è alle porte, l'America è già unta e obesa in tutta la casa. L'intera cultura globale mondiale è solo un dialetto della cultura degli USA, non starei neanche scrivendo qui senza il buon George e il buon Abraham. Così è, con tutto quello che di bello di e di brutto ci può arrivare da di là. ok? Così ora noi europei che facciamo i bulletti e i superiori, invece del latino, di seneca, dei gladiatori, dei manigoldi impalati per strada, dei baccanali e delle vomitate per mangiare di più, abbiamo l'inglese pastoso, dan brown, hulk hogan, la sedia elettrica, scientology, gli hamburgeroni e le stragi nelle scuole con video promozionale su youtube.
Come diceva la scritta sulla porta della biblioteca di Montaigne ma anche el Franco Brusòr, uno dei beoni che abitavano il bar di mia nonna, niente di nuovo sotto il sole.

lunedì 15 ottobre 2007

Tales from Heaven69

in finlandese il sospensorio anche detto paraballe si chiama paskahousu, the egg protector. in inglese il guastafeste è il party pooper, si dice che i problemi sono sempre difficili ma le soluzioni in sè sono sempre semplici, in tedesco si dice der Weg is das Ziel, la via è il fine, the way is the purpose. in inglese dubito, il gioco con le carte, si chiama bullshit, che suona meglio, suona meno gay. e ha molto più senso. se in russia hai l'anello al pollice sinistro sei frocio. e fidanzato. poi c'è questo tipo, dice jan, che compra una bella scatola di sigari, di quelli che sanno ancora di coscia esotica dei caraibi. va all'assicurazione e assicura i sigari. contro incendi e altre calamità. il monno è pieno di gente abbiente che si assicura la dentiera del nonno, il gatto obeso o l'apparato riproduttivo: nell'ambiente sono conosciuti come PDS, penni da spollare. e facciamoje er contrattino. il nostro torna soddisfatto, se li fuma con calma, poi torna all'assicurazione e denuncia l'incendio dei sigari, sono combusti in piccoli pezzi, dice. vince la causa e un bell'assegno alla mike bongiorno
con scritto 15 mila dollari. ma stiamo parlando degli States, uno stato che da solo occupa il 70% degli avvocati di tutto il mondo. e il 70% non sono un bel po', sono tanti. l'assicurazione ricorre in appello e lo denuncia di rimbalzo per piromania e danneggiamento di (sua) proprietà. l'assicurazione vince e il nostro john deve pagare 29 mila dollari, e 6 mesi di carcere. Come dice il compare Wouter: "America sucks. But they have really good music".

lunedì 24 settembre 2007

..and Zarathustra said: "In-Your-Face!"

Il basket è quel gioco con la palla a forma di arancia sbucciata. È punto quando la pallarancia entra nel cesto retato. Questa è la regola. Quindi tira la palla nel cesto. Così è stato per quasi un secolo, dacché è stato inventato da un professore del Canadà, nella palestra piccolina. Le uniche varianti praticate erano tirala da vicino, tirala da lontano, accompagnala. Finchè arriva il centenario della concezione e della pubblicazione di “Così parlo Zarathustra”, best seller di fine secolo, e i negroni della metropoli americana sono colpiti dalla coincidenza dell’anniversario e leggono cose come "Io vi insegnerò cos’è il Superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che cosa avete fatto per superarlo?" Ed ecco che questi giovani scapestrati con nomi assurdi e braga larga si riuniscono nelle strade e nei playground delle metropoli dure e si ingegnano per trovare il modo di superare l'uomo. più o meno così nascono il rap e la schiacciata: baldi e truzzi più che mai decidono che la parola non va accompagnata per mano dentro alla canzone così come la pallarancia non va accompagnata fin sulla soglia della rete come ad un ballo di gala: esse vanno spinte dentro con la forza brutta, perché non c'è costrizione che quella che ci creiamo noi. che l'aria, quella fisica e quella melodica, sono solo concetti. Per la pallarancia basta un balzo abbastanza alto da arrivare il tuo pube all’altezza dell’occhio dell’altro. Il che vuol dire mol-to al-to. Per la canzone basta mettere tutte le parole che si vuole, sfondando la metrica. Colui che raggiunge tali altezze di braccia come colui che conquista le vette della scioltezza linguistica (in entrambi i sensi) si elevano sopra la scimmia di Nice e si esibiscono in un atto oltraggioso, schiacciando in faccia a tusaichì con di-sprezzo (=sprezzo moltiplicato per due), il debito di-sprezzo. Il rap e la schiacciata sono la scintilla che fa traboccare il vaso, il funambolo che cammina sul nulla.

giovedì 20 settembre 2007

Cane Morto!

dire di uno che qualcuno è un coglione ci sta, dire che è uno stronzo è già più pesante, toccare l'argomento mamma è rischiare, rimanendo nelle possibilità della parola cioè del non agito, e per agito intendo la violenza. dire che qualcuno è morto però fa veramente brutto.
george però c'ha la nonchalanza giusta.
guarda george