Visualizzazione post con etichetta miroslav fagocevic. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta miroslav fagocevic. Mostra tutti i post

giovedì 11 giugno 2009

Cumpleagnos Feliz, o Piccola Orchestra! @ INDIEtrotutta! - CS Bruno

Domani è festa perché La Piccola Orchestra Felix Lalù compie un anno. Ricorre infatti la data della prima esibizione per chitarra acustica (che ho comprato lo scorso marzo). Certo è vero che nei due anni precedenti aveva pur comparsato per 4-5 concerti su per le valli del Noce. Na roba tipo il nerd esce di casa e parla piano per non disturbare. Tanto che il Boris dopo un concerto mi ha regalato delle corde perchè non si sentiva un cazzo. Trattavasi di una formazione embrionale per sola chitarra classica (non amplificata) e voce (e senza Miro e Florian). Reggae-folk da stube.
La prima esibizione dicevo, aveva cantato con me anche i Bastard e il granBaffato dei Supercani. Era la Fagofest! dell'anno scorso. Presentavo lo sciò tutto nuovo con le canzoni nuove di pacca che ormai son vecchie. In questo anno n'è passato di vino dentro ai esofaghi e me pare ieri che stencilavo pallette da tennis per il Bruno. Come nella migliore tradizione dei consuntivi delle Casse Rurali, anche noi tiriamo le fila.
40 concerti, di cui 31 dall'inizio del 2009 mi pare un buon inizio, se proprio dobbiamo misurarcelo.
Ma la cosa che più mi ha fatto godere è la quantità di gente che ha cantato e suonato nell'Orchestra. Io non è che sto qui a contarli ma ne ho fatto una lista.
The Damsel's Demon Lovers, Supercanifradiciadespiaredosi, Alberto dei Norticanta, Demis e Michele dei Absinth Effect, Andy dei Next Point, The Bastard Sons of Dioniso, Nurse, Nicola dei Trimocnik, Ermanno dei The Normal Strange People, Max e Ivano dei Stone Martens, La Niña de los Gorgojillos, Fabbio da Genova, El Caio, Francesco Canzoni da Roma, Feeela, Andrea dei Mr.T and the Guitar, Carleis, Claudio e Fede dei Catoblepa, l'Irene, el Martino e el Noster, el Tommi de la YoProduction, Milena e Marco de TrentoSoulModerno, tre boci ubriachi l'altra sera, l'immenso Nicola Sordo e po' così non me ne ricordo altri ma son tanti.
La vera Piccola Orchestra sono loro. Grazie!

Quindi domani per l'occasione La Piccola Orchestra Felix Lalù torna sul luogo del delitto e suona a IndieTrotutta! sul seggiolone da tennis intitolato a Miroslav Fagocevic (visto che han cancellato la SalaFagocevic).
Apro le danze, alle sette e mezza di sera. Po' per due giorni c'è i due gruppi mejo che esiste in Italia, i Zu e Il Teatro degli Orrori, poi un'altra serie di gruppi della madonna, sabato pomeriggio i laboratori del fumetto e nella sala di CinemaFutura di sopra proiezione continua di video de La Cripta Crew e The Mountain Sessions.

E se sento ancora qualcuno lamentarsi che a Trento non c'è un cazzo da fare e non lo vedo al festival non gli faccio niente, ma la sua vita è tristezza e questa è già una punizione sufficiente.



IndieTrotutta!

Percorsi di indipendenza tra musica e fumetto.

***Che musica? Che fumetti? Che produzioni indipendenti?

*****TRENTO

>>>>>12 giugno 2009,
Apertura ore 18.00

- Per tutta la serata proiezione dei video prodotti da Cripta Crew e The Mountainsessions!

- Dalle 19.00 Live di:
***ore 19.30
La Piccola Orchestra Felix Lalù presenta il festival IndieTrotutta!

***ore 20.30
Fango - palco grande

***ore 21.10
Vandal X - palco grande

***ore 22.15
Popper - sala piccola

***ore 23.00
ZU - palco grande

***ore 24.30
Red Warms Farm - palco grande

***ore 1.30
Anansi + Tarant Attack - sgabello corridoio

>>>>>13 giugno 2009
Apertura ore 17.00

- Ore 17.00 Fumetto
Workshop: "Fai da te", esperienza di autoproduzione di un fumetto
a cura del gruppo Ernest,
[ Scarica la locandina ]

- Ore 18.00
Tavola Rotonda: "Nuvole indipendenti: i fumetti oltre l’autoproduzione"
[ Scarica la locandina ]

Alcuni rappresentanti del fumetto indipendente italiano si raccontano e raccontano le loro esperienze borderline tra autoproduzione e mercato. Dalle fotocopie diffuse a mano fino al libero download di storie attraverso internet, un’evoluzione che ha portato a nuovi significati del termine "autoproduzione" e "indipendenza", spesso intrecciandosi con realtà editoriali dinamiche e innovative, fino ad irrompere con i propri stili e contenuti nell’alveo dell’editoria mainstream.

Partecipano:
Claudio Calia (Sherwood Comix), Andrea Bruno (Canicola), Luca Vanzella (Self Comics), Lorenzo Sartori (I cani), Armin Barducci (Monipodio!), Il gruppo Ernest,

- A seguire la presentazione della rivista Burp! Deliri grafico intestinali

- Per tutta la serata:
"Cadaveri squisiti", a cura di Armin Barducci

- Dalle 21.00 Live di:

***21.15
Supercanifradiciadespiaredosi [palco rosso]

***22.15
Kourgane [palco rosso]

***23.15
In Zaire (GI Joe + Claudio Rocchetti) [palco blu]

***23.15
N.A.N.O. [seggiolone corridoio primo piano]

***00.15
Il Teatro degli Orrori [palco rosso]

***1.30
Morkobot [palco rosso]

Per info:
centrosocialebruno.blogspot.com
indietrotutta2009.blogspot.com

Vedi la presentazione del Festival IndieTrotutta!

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

*****BOLOGNA

>>>>>12 giugno 2009,
Apertura ore 18.00

- Ore 19.00 Fumetto
ernestvirgola presenta:
ERNESTCATERING - Gara di torte

presentazione e premiazione delle migliori torte partecipanti, assaggiate e valutate da tre giurati d’eccezione:

Federica Antonacci (maestra pasticcera nonché Commissario tecnico di Giuria);
Claudio Nader (esperto degustatore internazionale nonché Garante di Giuria per le Pari Opportunità);
Enrico Sist (inventore della gara underground delle torte in Italia nonché Presidente di Giuria);

Dopo un’attenta valutazione da parte della giuria, le torte saranno servite al pubblico.

Per le iscrizioni scrivere a ernestvirgola@gmail.com.
Sono ammesse collaborazioni tra due o più persone e partecipazioni con una o più torte.

- Ore 19.00 Tavola Rotonda
"Nuvole indipendenti: i fumetti oltre l’autoproduzione"

Alcuni rappresentanti del fumetto indipendente italiano si raccontano e raccontano le loro esperienze borderline tra autoproduzione e mercato. Dalle fotocopie diffuse a mano fino al libero download di storie attraverso internet, un’evoluzione che ha portato a nuovi significati del termine "autoproduzione" e "indipendenza", spesso intrecciandosi con realtà editoriali dinamiche e innovative, fino ad irrompere con i propri stili e contenuti nell’alveo dell’editoria mainstream.

Partecipano:
Claudio Calia (Sherwood Comix), Andrea Bruno (Canicola), Luca Vanzella (Self Comics), Lorenzo Sartori (I cani), Armin Barducci (Monipodio!), Il gruppo Ernestvirgola, Squaz
Moderano:
Laura Pasotti e Andrea Antonazzo (Il garage ermetico)

- A seguire la presentazione della rivista Burp! Deliri grafico intestinali

- Per tutta la serata:
"Cadaveri squisiti", a cura di Armin Barducci

- Dalle 19.00 Live di:
Teatro degli Orrori + Morkobot + Kourgane + In Zaire (GI Joe + Claudio Rocchetti) + Trojan Horse Rotovator + Valerian Swing + Fuzz off + D-Swoon + Cora

>>>>>13 giugno 2009,
Apertura ore 18.00

- Dalle 19.00 Live di:
Zu + Vandal X + Red Worms Farm + Lascivia + Die hard out law + Il suicidio de: l’uomo falena *Rock Destroy Legends + El Karmaso

Per info:
tpo.bo.it
indietrotutta2009.blogspot.com

domenica 15 giugno 2008

14.06.08: Fago + Ratm + Wedding

Come dicevano i romani, o masa o migia!, o troppo o niente. Così capita che lo stesso giorno si impilino tre cose di importanza prioritaria.
1. l'unica data italiana dei Rage Against The Machine
2. la seconda sera del FagoFest! che ho visto concepire, nascere e crescere
3. il matrimonio di una grande amica a Roma, la Ceciozz, e il suo buon Raoul. (Certo che quando i pezzi pregiati vengono ritirati dal mercato così giovani un po' di rimpianto masculo ci solca le gote, ma che civuoffà?)

Devo dire che la scelta è stata tanto debita quanto facile, perchè il biglietto per i RATM è venuto prima ed era pure un regalo di compleanno del mio migliore amico.
Partenza con riserve comunque. Il revivalismo postadolescente supera di poco le riserve sulla validità artistica ma soprattutto etica di un tour senza album (e mettiamoci pure senza magliette con fogge diverse da pugno chiuso e che guevara). Quando poi arrivi e ti ritrovi come gruppo spalla il gruppo più inutile tra i gruppi famosi per i tatuaggi del cantante pessimo e pure stupido le riserve potrebbero pure aumentare. Certo, la gente non li cagava e lanciava oggetti contundenti un po' perché quando aspetti i Rage vorresti vedere gente che spacca, no il gruppetto quasi punk di un Sid Vicious contemporaneo. Già il primo ha scassato da mò, non ne sentivamo proprio il bisogno. Ah, si chiamano Gallows e metto il link solo perché vi rendiate conto di quanto siano inutili.
I Rage invece spaccano come sempre, spaccano per i soldoni ormai (non che prima li pagassero in sale), ma spaccano. Escono vestiti da AbuGrahib. Toccante ma pure facile se vogliamo, visto che a loro non l'ha messo nel culo nessuno. E alla fine Zack fa tutta una tirata politica che nessuno capisce perche parla veloce. Si capisce solo che la guerra è anche nostra. Grazie Zack. Le tue notizie di prima mano ci riempiono di fervore antimperialista. E tutti sti pugni chiusi, pareva che ci fosse un esercito pronto per la rivoluzione, e invece eravamo solo una massa di beceri col biglietto in tasca e la tv e la pappa pronta che ci aspetta a casa a gambe aperte. Averli visti dieci anni fa, cazzo, altro che, ci sarei cascato a piedi giunti nella menata del pugno e del fuck you i won't do what they told me. Me lo sarei goduto con più cuore e meno cervello.
Gran concerto compari! Ora a casa e lavorare, e se non avete intenzione di fare un altro album siete solo degli sfigati, degli sfigati col pugno chiuso. (e poi, mio buon Tim, com'è possibile che dopo 15 anni scazzi ancora il tempo del giro di basso di Bullet in the Head e mi costringi il buon Brad a rincorrerti come la vecchia col cane al parco? Come si fa? Meno tatuaggi e più prove, ecco).

Il bello è che un paio d'ore più tardi mi sono beccato pure tutto il concerto dei MoRkObOt alla FagoFest!. Ma quanto spaccano i MoRkObOt? Tanto. Du bassi batteria e via, macinando chilometri e foderando d'asfalto tutto l'orbe terraqueo. Meglio nei momenti spacconi che in quelli svaccati debbo dir, ma gran performanza. Marcio, il bassista, ha pure sfoderato la battutona finale, all'alba: sai qual è il gruppo metal preferito di mio nonno? I Pancera. Vabbè, a me fa ridere.

Per quanto riguarda il matrimonio invece, impossibilitato a marciare sulla capitale e ansioso di perdono, ho ripiegato su un regalino domestico super (artigi)anale che potete vedere qui.

domenica 8 giugno 2008

Zu + Putiferio @ CurtaRock 07.06.08

Si parte che piove perdìo ma siamo in missione per conto di. Si parte da Trento che la Valsugana sembra di essere sotto un'abatjour. Si scende a valle in compagnia di un gruppo di Hefe-Weizen dell'Eurospin, quelle da preferire. Danzano sempre più anoressiche, le inebrianti Hefe, tra Giovanni Luca Moxe e Miroslav Fagocevic, fresco di un jetlag ubriacante preso chissà dove. Fonde un andaluso da grande rrussia e un italiano improvvisato da raccontare ai bisnipoti.
Mentre ci racconta delle scoregge da stitico di Joe Strummer (quelle che si potrebbero definire "il lamento dello stronzo imprigionato") e della passione per la parte splatter della Bibbia di Joey Ramone saggiamo questo nuovo disco dei Putiferio (fatica numero 8 dell'illuminata RobotRadio Records). Una roba scura, spezzettata, spaccaculi e coraggiosissima. Non sto li a sbanfarla su che fiorfior di bande viene questa gente con degli zebedi multidimensionati (diciamo invece che vengono da qui qui qui qui qui e qui e altre per voi gnoranti schifi).
Panda grida, e cos'altro potrebbe fare, grida a squarciaorecchie, come di costume. Ma è gente completa, i Putiferio, ci trascinano nelle danze tribbali dell'africa scura, nelle disco di magliette corte sudate di eros ma gli piace anche il petting, e fanno pure le carezzine dolci, a tratti, sbregano pure le mudande, a tratti, prima di colpirti a tradimento come piace a noi ggiovani. Una bomboniera di odio e angoscia i testi che, e pure le parti caramellate, con l'anima di Nick Cave posata sulla spalla, allieta il martelletto del nostro cuore. Ah, il situazionismo di "all we are saying is give peace a cancer"! Ah, la schiettezza di "ah, se avessi una maglietta di bombe, un cappotto foderato di bombe"!
Un ciao grazie più tardi arrivano gli Zu, basso batteria sax e una montagna di concerti in giro per il mondo. Semplicemente la dimostrazione che non serve grandi produzioni, non serve video nè strappone in (ma anche senza) bikini nè tantomeno essere ospiti di TotalRequestLive per godere della stima imperitura del Bacco con la cetra che ci guarda di lassù. E' sufficiente spaccare culi a Tokio come a Curtarolo provincia di Padova, con la stessa indefessa spacconaggine cazzuta che anche Mickey Rourke ci penserebbe un attimo. Gli Zu è come un beccarsi un pugno a mitraglietta da KenShiro con sotto un quartetto jazz coi controfalli. Un muro avvolgente, per quanto possa dire qualcosa.
"Preferirei un mazzafrusto infilato nel culo che suonare dopo gli Zu" (Miroslav Fagocevic).
Non aggiungo altro.
Robe da pacche sulle spalle.
Robe cui assistere prima d'esser l'happy meal del lombricume.

sabato 7 giugno 2008

Il Grande Ritorno di Miroslav Fagocevic

Mancano pochi giorni all'annunciato ritorno dell'indimenticato tennista sovietico Miroslav Fagocevic. Una promessa (neanche tanto) mancata del tennis, un grande promotore del rock'n'roll, un vizioso d'altri tempi (leggi bio).
Il luogo dell'evento è il Centro Sportivo Bruno, vestito a festa per celebrare questo momento storico. Il tributo alla sua formidabile personalità avrà come cerimonieri 18 gruppi provenienti da tutta Italia (e non solo).
Qui trovate un estratto dall'intervista esclusiva che pubblicheremo interamente a giorni.
Tenetevi pronti, lo spettacolo sta per iniziare.

Per saperne di più


Questo è lo spot del festival, mancare è peccato.

mercoledì 14 maggio 2008

(Chi diavolo è) Miroslav Fagocevic?

Nasce a Samarcanda (Uzbekistan) il 5 marzo 1959 da un militare di origini croate e una donna uzbeka. Il padre li abbandona quando Miroslav ha 6 anni, con la madre si trasferisce nella provincia uzbeka. Inizia a giocare nel campo del paesino, costruito senza mezzi da Shavrat Karinov, un appassionato locale, "un pazzo visionario, un Leonardo Da Vinci uzbeko, un grande bevitore". Nella sua biografia "La palla andava un po’ dove voleva" (1990, Edizioni Net) racconta che il campo, in leggerissima pendenza, era stato scavato nella terra e le asperità naturali residue e ineliminabili potevano imprimere alle palle giocate effetti imprevedibili. La rete era formata da reti da pesca cucite a mano dalla moglie. "Dopo aver giocato su quel campo, giocare su uno normale era una passeggiata". Sempre Karimov gli costruisce artigianalmente una perfetta racchetta a forma di badile che lo distinguerà per la prima parte della sua carriera. A 12 anni i suoi genitori si riuniscono e, dopo aver passato un paio d'anni in Molvania, si trasferiscono a Minsk (Bielorussia). Assecondando la sua predilezione, il padre lo presenta a Yevgeni Berbetov, modesto giocatore degli anni 50 e 60, vincitore di una Coppa Davis nel 1953. Berbetov rimane colpito dal suo rovescio a due mani, dalla straordinaria capacità di improvvisazione e di arrivare su ogni palla.
Partecipa al suo primo torneo internazionale a 17 anni. Nel 1977 vince inaspettatamente gli Internazionali di Roma imponendosi su un incredulo Nicola Pietrangeli al tie-break. Questa vittoria gli vale una wild card per gli Australian Open dell'anno successivo, che vince a sorpresa, imponendosi in finale contro l'argentino Guillermo Vilas, diventando il più giovane vincitore del torneo.
Problemi di visto gli impediscono di partecipare al Roland Garros e a Wimbledon. Riesce a raggiungere rocambolescamente gli Stati Uniti per gli US Open. Dopo una marcia trionfale con due soli set persi arriva in semifinale in cui deve affrontare John McEnroe, La notte prima del match viene prelevato dai servizi segreti americani con l'accusa di spionaggio. Dopo una notte di interrogatori viene rilasciato senza alcuna accusa, ma il giorno dopo, sfiancato dalla notte in bianco, McEnroe non gli concede neanche un set chiudendo con un secco 7-5 6-3 6-2, per poi andare a vincere il suo primo torneo del Grande Slam contro il mediocre Vitas Gerulaitis. Deluso dal trattamento subito e sicuro di avere avuto possibilità di vittoria, accusa McEnroe e lo stato americano di avergli fatto perdere il match di proprosito. In quei giorni conosce Sarah Eleanor Wilbur, modesta tennista ma ricca ereditiera in quanto nipote di Vincent Colgate, magnate del dentifricio. I due si innamorano perdutamente e Fagocevic decide di stabilirsi a Los Angeles. Si sposano a Las Vegas dopo pochi giorni. Armato di insana pigrizia Fagocevic si lascia viziare dall'avvenente e benestante moglie, tanto che, all'età di 20 anni, nonostante sia universalmente considerato "the next big thing " del tennismo internazionale alla pari di John McEnroe e Bjorn Borg, abbandona l'attività tennistica "per dedicarsi all'ozio e ai vizi". Il matrimonio prosegue tra continui e anche violenti litigi, provocati dal suo permanente stato di ebbrezza e dalla sua passione per il gioco ("un tiro di dadi è sempre più comodo di una volèè") le prostitute ("le donne più fedeli"), e appassionate riappacificazioni, condite con stravaganti manifestazioni d'amore (racconta la Wilson che "una volta riempì la nostra stanza con uno strato di due metri di palline da tennis, io lo perdonai e facemmo all'amore lì sopra"). Diventa amico intimo e compagno di bagordi di John Belushi. La sera in cui morì Belushi era il compleanno di Fagocevic. I due stavano festeggiando in compagnia di Robin Williams, Jack Nicholson, Robert De Niro. Fagocevic, che si ruppe il naso in un tamponamento nel disperato tentativo di trasportare Belushi nel vicino ospedale. La storia con la Wilbur finisce tre anni più tardi. Fagocevic, ingrassato di 15 chili e perseguitato dai creditori, decide di tornare all'attività agonistica. Il suo ritorno viene acclamato dagli appassionati e dalla critica, oltre ad essere visto come un’occasione commerciale ghiottissima. La Fischer produce una racchetta, la Fago2000, col suo nome e la tipica forma a badile (la racchetta si rivela un fiasco commerciale, ma ora gli esemplari esistenti valgono miliardi). I primi risultati però non soddisfano le aspettative. Dopo tre eliminazioni al primo turno riacquista il peso forma e tra il 1983 e il 1986 vince alcuni tornei, raggiungendo anche i quarti di finale degli Australian Open nel 1984 e la semifinale del Roland Garros nel 1985. Nonostante la sua ripresa, non ha più la brillantezza che l'aveva contraddistinto nei primi anni della carriera. Si dice che non conduca propriamente la vita dello sportivo, che ecceda nell'assunzione di alcolici, che disputi e vinca alcune delle sue miglori partite in stato di alterazione ("Sono uzbeko, quindi sono un grande bevitore. Se bevo durante le partite? Diciamo di no, ma se lo facessi non avrei problemi a dissimularlo. E poi non sarei certo il primo, Jimbo (Jimmy Connors, nda) lo faceva, e mi pare che nessuno gli abbia mai detto niente"). Nel giugno 1986 annuncia a sorpresa il suo ritiro, a causa (o come dice lui "con la scusa") di un'epicondilite cronica che gli impedisce di esprimersi al meglio. Per il mondo del tennis è la morte di una stella che ha brillato per poco per poi spegnersi lentamente. Prende seconde nozze con la tennista spagnola Mariangeles Perez Higuella e si ritira a Campotejas, un piccolo borgo di campagna semidisabitato a pochi chilometri da Granada, dove grazie al suo nome apre una scuola di tennis. Conosce Camaròn De La Isla, il più grande cantante flamenco di tutti i tempi, appassionato di tennis e grande amante degli stupefacenti. E' proprio il cantante che gli affibia il nome di El Gitano de Rusia, come poi si chiamerà la sua piccola scuola di tennis. I due si frequentano fino alla morte del cantante, avvenuta nel 1992. Allena un dodicenne Rafael Nadal, che però lo abbandona per la sua severità e i modi rudi. Successivamente frequenta Joe Strummer, ex cantante dei Clash, anch'egli ritiratosi in Andalusìa a vivere della rendita dei suoi best seller. Si dice che intessano un'amicizia profonda, e che fu proprio Fagocevic a convincere Strummer a riprendere a suonare con i Mescaleros nel 1995. Alla sua morte nel 2002, afferma "tutti i miei più grandi amici sono morti. Nessuno di vecchiaia. Forse sono il più fortunato. A me piace pensare di essere solo il più resistente".
Attualmente continua a vivere a Campotejas in compagnia della moglie e dei cani John e Bjorn.


Per saperne di più