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venerdì 27 novembre 2015
domenica 16 dicembre 2012
Insomma è per colpa di questo qui se io suono (Valentino Magnani is back!) (Breve storia dei gruppi preferiti nei tendoni nonesi negli ultimi vent'anni)
Perchè suono è una domanda che non mi sono mai posto, fondamentalmente perché è una domanda del cazzo e non frega a nessuno. Giustamente. Ma per colpa di chi suono è tutt'altra domanda che vale la pena di rispolverare, perché è sempre meglio dare la colpa a qualcuno, se puoi. C'ho pensato in questi giorni mentre leggevo Rumore, che c'è sta rubrica dove i rockerz underground italiani dicono il disco che li ha iniziati al rock. Ma ancora più interessante è il gruppo live che mi ha iniziato al rock, le persone vere, non i gruppi che non hai mai visto dal vivo.
mercoledì 14 novembre 2012
giovedì 25 ottobre 2012
Davide Battisti ama la figa e la sua canzone è una cover di Dame el Vulvon
Ormai più di un anno fa fa io ho scritto sta canzone. Si tratta di un compendio di metodi praticati in Val di Non per entrare nelle mutrande delle donne (qua c'è tutta la storia, per chi ha tempo da perdere, e so che lo hai).
Quando Mortecattiva è venuto a casa mia a registrare su quest'altra canzone ha sentito Dame el Vulvon e se n'è innamorato. La settimana dopo c'era già una cover made in Mortecattiva pronta, con la base di Guerre Stellari. Il risultato è questo video molto bucolico che ha raggiunto il cuore della gente e che ci ha fatto guadagnare un sacco di figa.
Ora, a distanza di un anno, esce Veramente tu di Davide Battisti, giovine cantautore trentino. A prima vista potrebbe sembrare una canzone d'amore molto Top Girl, cheesy e ben strutturata. La verità è che essa altro non è che un'astuta cover di Dame el Vulvon, e ora ve lo vado a dimostrare.
Quando Mortecattiva è venuto a casa mia a registrare su quest'altra canzone ha sentito Dame el Vulvon e se n'è innamorato. La settimana dopo c'era già una cover made in Mortecattiva pronta, con la base di Guerre Stellari. Il risultato è questo video molto bucolico che ha raggiunto il cuore della gente e che ci ha fatto guadagnare un sacco di figa.
Ora, a distanza di un anno, esce Veramente tu di Davide Battisti, giovine cantautore trentino. A prima vista potrebbe sembrare una canzone d'amore molto Top Girl, cheesy e ben strutturata. La verità è che essa altro non è che un'astuta cover di Dame el Vulvon, e ora ve lo vado a dimostrare.
lunedì 10 settembre 2012
Rosie, la nuova mossa della Provincia Autonoma di Trento per attirare il turismo omosessuale
Che succede al turismo trentino?
I laghi si mangiano i turisti?
Le valanghe si mangiano i turisti?
Il Trentino non attira più milanesi assetati di case rurali a prezzo stracciato?
I laghi si mangiano i turisti?
Le valanghe si mangiano i turisti?
Il Trentino non attira più milanesi assetati di case rurali a prezzo stracciato?
venerdì 7 settembre 2012
BUE (Bio valida per giornalisti dediti al Cut/Paste)
I BUE sono un gruppo di gente sparsa tra la Val d'Adige e le Valli del Noce (un tempo conosciute col nome di Anaunia), gente che viene da tanti gruppi del Trentino. Gente non proprio gio-gio-giovane che negli anni ha militato in n discreto tot di gruppi diversi, gente che ne ha viste di tutti i colori insomma, passati direttamente dal tempo delle cassettine e delle fanze fino a quello di facebook e youtube.
All'inizio erano un duo: Oz (S.Klero, Piccolo Male Puro, La Piccola Orchestra Felix Lalù, Eugenio Mortale) e Pene (Damsel's Demon Lovers, Mani di Sherpa), basso a due corde, voce e batteria. C'è solo il nome, che è già il programma.
All'inizio erano un duo: Oz (S.Klero, Piccolo Male Puro, La Piccola Orchestra Felix Lalù, Eugenio Mortale) e Pene (Damsel's Demon Lovers, Mani di Sherpa), basso a due corde, voce e batteria. C'è solo il nome, che è già il programma.
In mesi di bagordi passati a leccarsi via la panna dai capezzzoli i due non fanno neanche una prova. Nel frattempo una sera di un concerto serio al Bruno nasce con Seba (Kepsah, Vincent Van Gain, Kuru) l'idea di mettere assieme un dream team di batteristi. Pene, Pero (Kepsah, Kuru, Maso, ecc.) e Lorenz (Fango, Death By Pleasure), più Seba ovviamente alla voce, sax e rumore. Non si riesce neanche a fare una prova con tre batteristi che il Pene se ne va in Australia, allora tocca accontentarsi di due batteristi.
Si comincia con la SuperMegaGangBand, cover di gruppi trentini più Pupo, repertorio di venti minuti, terrorismo audiomusicale. Poi Berna (ApeMasGaia, Fango, LiquorQueen) si propone come elettronicista con Mac, e la cosa si allarga anche alle cover di canzoni disco anni 90.
Poi Seba abbandona (per motivi personali, ma sotto sotto per non abbassare troppo l'età media) e subentra Gian (Johnny Mox, Nurse!Nurse!Nurse!, Fonda Sisters, Anacroma, TNT) alla terza batteria: finalmente si ristabilisce il numero legale di batteristi. Sentendosi pronto per essere il più magro dei cantanti grassi, Pero si alza dal sellino e diventa anche cantante, poi diventa frontman con tamburi e non smette mai di cantare fino ad essere il più magro dei cantanti grassi.
All'ultimo subentra anche Irene (S.Klero, Piccolo Male Puro), recentemente ristabilitasi da una grave malattia conosciuta come gravidanza, e reca seco con bandone del petrolio e altri tamburi.
La formazione a 6 6 6 si ferma a quattro batterie, un basso a due corde, un mac, due voci.
I BUE hanno strutture semplici e frequentano l'ignoranza.
I BUE sono un soundsystem dopo il quale è difficile produrre più rumore.
I BUE sono il gruppo che a fine serata fanno dimenticare le mene sulle pentatoniche ai metallari e gli fanno muovere i culi.
I BUE sono il gruppo che fa divertire le morose dei musicisti, quelle che non vorrebbero essere lì a quel concerto ma gli tocca.
I BUE sono l'unico gruppo metal alla fine del quale si fa il trenino.
Ai BUE manca solo lo schiuma party per far tremare il Cocoricò.
Non ci credi?
Qua sotto il video live di Short Dick Man (per chi non la ricorda, questa è l'originale), tanto per capire come funziona la cosa.
Si comincia con la SuperMegaGangBand, cover di gruppi trentini più Pupo, repertorio di venti minuti, terrorismo audiomusicale. Poi Berna (ApeMasGaia, Fango, LiquorQueen) si propone come elettronicista con Mac, e la cosa si allarga anche alle cover di canzoni disco anni 90.
Poi Seba abbandona (per motivi personali, ma sotto sotto per non abbassare troppo l'età media) e subentra Gian (Johnny Mox, Nurse!Nurse!Nurse!, Fonda Sisters, Anacroma, TNT) alla terza batteria: finalmente si ristabilisce il numero legale di batteristi. Sentendosi pronto per essere il più magro dei cantanti grassi, Pero si alza dal sellino e diventa anche cantante, poi diventa frontman con tamburi e non smette mai di cantare fino ad essere il più magro dei cantanti grassi.
All'ultimo subentra anche Irene (S.Klero, Piccolo Male Puro), recentemente ristabilitasi da una grave malattia conosciuta come gravidanza, e reca seco con bandone del petrolio e altri tamburi.
La formazione a 6 6 6 si ferma a quattro batterie, un basso a due corde, un mac, due voci.
I BUE hanno strutture semplici e frequentano l'ignoranza.
I BUE sono un soundsystem dopo il quale è difficile produrre più rumore.
I BUE sono il gruppo che a fine serata fanno dimenticare le mene sulle pentatoniche ai metallari e gli fanno muovere i culi.
I BUE sono il gruppo che fa divertire le morose dei musicisti, quelle che non vorrebbero essere lì a quel concerto ma gli tocca.
I BUE sono l'unico gruppo metal alla fine del quale si fa il trenino.
Ai BUE manca solo lo schiuma party per far tremare il Cocoricò.
Non ci credi?
Qua sotto il video live di Short Dick Man (per chi non la ricorda, questa è l'originale), tanto per capire come funziona la cosa.
domenica 8 luglio 2012
Scoprirsi al karaoke (Riccardo Cis, il nuovo talento trentino)

Non si era mai sentito cantare. Forse aveva cantato e non si era sentito perchè era in una stanza senza gravità, forse non aveva mai cantato per pudore (o per paura: il suo rporduttore dice che sentirlo cantare a un metro fa male alle orecchie). Ma una sera al karaoke si butta e canta Miserere di Zuccchero e lì scopre di avere un vocione paura, si stupisce di se stesso e decide di studiare. Da lì a incidere un disco di pop/lirica/canzoni proprie/cover il passo è breve. Lui continua a preferire il canto lirico al pop, ma perchè precludersi il successo per un vezzo?
Sono mesi che lo seguiamo silenziosamente da quando l'abbiamo visto a Dro l'estate scorsa (ecco il video), poi l'abbiamo ritrovato per caso in questa intervista alla rai, Riccardo Cis, trentino purosangue, scoperta da karaoke (come Elisa, ricordiamolo) e da allora siamo rimasti in trepidante attesa. E' tornato qualche setttimana fa con un accorato appello alla politica e alla cultura trentina (in cui mi preme sottolineare l'accorato j'accuse nei confronti del pubblico trentino ingorante e sazio degli artisti esterni nonchè delle radio e delle tv che se non c'è una pressione costante se ne battono le balle e se non sei stato in tv non ti si cagano) e finalmente è uscito il video promozionale (per il quale mi hanno scartato, ma li capisco, non ero all'altezza, solla barbba sfatta), che non c'entra poco con quello che fa e nel quale non canta neanche ma c'è un tot di topa trentina e tutti sono vestiti bene.
Hai mai pensato, discreto pubblico, che il karaoke fosse una roba da sfigati, una merda, una moda giappa? Ora scoprirai che hai torto marcione e sei solo snob. E se Riccardo Cis non fosse andato al karaoke? Ora avremmo un talento in meno, e di chi potremmo bearci? Dei morti di fame che fanno tour europei in venti in un furgone con tre accordi e due occhiaie in tasca? Ma per favore
lunedì 28 maggio 2012
Le risposte alla questione dei massimo quattro elementi per band
Mortecattiva ci spiega come funziona la questione
E poi che ci lamentiamo, se nel resto del Trentino invece il fermento è in ogni dove? Ma cosa ci lamentiamo? Chi se ne incula dei gruppetti che vogliono suonare per strada? I veri eventi si fanno altrove. Ai veri eventi viene gente cool.
Hai perso la data zero? Non ti preoccupare, qua c'è il sunto.
Il Buena onda si pone come obiettivo quello di "continuare a volere di più, di non darsi limiti nel regalare al Trentino tutti gli eventi che merita [...] Pronti a scrivere una nuova pagina di storia!"
Ma cosa facciamo ancora a Trento? Di cosa ci lamentiamo?
domenica 19 febbraio 2012
L'avvelenato noneso
La Val di Non ha un nuovo inno, anche se meno orecchiabile.
E Il Pol è il nuovo profeta.
E Il Pol è il nuovo profeta.
giovedì 16 febbraio 2012
venerdì 18 novembre 2011
sabato 22 ottobre 2011
Finalmente è arrivato
Dopo mesi e mesi in attesa del fantasma, è finalmente arrivato il video degli SQuirties, che è obiettivamente fico.
The SQuirties
The Origin of the Species
The SQuirties
The Origin of the Species
mercoledì 19 ottobre 2011
E intanto i gruppi trentini cagano video a manetta

C'è il grande ritorno de La Cripta Crew, con un Masta che fa il black block col buco della bocca anni settanta e dice robe che per me è poesia, anche più del solito. Per me è L'italiano della Cripta
C'è il primo video dei Fango, che spazzano via tutti i gruppi rock con la solita muraglia incredibile. Per giunta con quella che non è neanche la canzone meglio.
'è il nuovo dei Wooden Collective, l'unico gruppo culandra (Iacopo dice "diversamente eterosessuali") che son fiero di ascoltare. Scrivere melodie pop è difficile e Iacopo è uno di quelli.
C'è anche la prima cosa de Le Mani di Sherpa, la svolta latina dei Damsel's Demon Lovers. Rispetto agli altri videi il tutto un po' smarzo ma ragazzi, ci mancavate assai.
C'è anche i Sabung, e l'idea è la meglio di tutte, anche se non capisco perchè il video di un intro invece che di una canzone.
La Cripta Crew
WIP
Fango
Icarus
Wooden Collective
Rainy May
Le Mani di Sherpa
Stomaco
Sabung
Dedicato
martedì 11 ottobre 2011
Io ci sono uscito
PoP_X
Listo
Dopo questo video è facile fare commenti maligni. Io credo che P o P_X abbia avuto coraggio ad aprire questa ferita che riguarda un numero di famiglie sempre crescenti. Io ormai li riconosco, gli uomini e le donne diventate centri commerciali, li vedo per strada, li riconosco dall'odore, li cernisco tra la folla soppesando mentalmente le borse sotto gli occhi, più che quelle dell'EuroBrico o di NewSport.
Si fa presto a dire centro commerciale. Io la prima volta che ci sono andato venivo giù dalla valle, dove regnavano incontrastate (o stavano lentamente morendo, non ricordo) le botteghe a conduzione familiare. Ero abituato alle luci al neon sotto le quali solo un diecci decimi poteva decifrare chiaramente la data di scadenza delle merci. Tu entri in questo posto e tutto è chiaro, ci sono i prezzi in vista, un omone rassicurante ti accoglie, puoi sbolognare il bocia a un draghetto di plastica e ferro che dondola all'infinito. C'è anche il sexy shop (dove una volta ho visto Gibo Simoni) dove ho implementato la mia collezione di vhs. Ci puoi stare delle ore, e c'è un sacco di topa. Roba da guardare, non è che puoi trasinarla nel bosco e volentarla, da queste parti. Un paradiso, a viverlo ogni tanto, una pera di uomo moderno. Ci passi per caso una volta, ti attardi e poi pensi che ci puoi riprovare, tanto puoi smettere quando vuoi. Finchè a un certo punto non riesci più a farne a meno. prima ci andavi al sabato, se c'era brutto. Poi la domenica che piove ci trascini quelli che speravano nelle loro uniformi tecniche da mkontagna. Poi inviti la collega all'ora dell'aperitivo. Poi vedi che c'è figa, ci vai un giorno sì e uno no e alla fine succede che esci dal lavoro, monti in maccchina, giri la chiave, fai retro nel piazzale evitando i bancali messsi a cazzo, butti il muso del carro fuori dal cancello e invece di andare a sinistra, verso casa, vai dritto a destra, e quando te ne accorgi c'è già una porta a vetri che si scansa, perchè ogni cliente è più importante della porta a vetri. La tua pera di Bistrot, un paio di boxer da Calzedonia, gli ultimi dvd da Trony, le gare di corsa coi carrelli con i boci dentro, a far deragliare perfetti sconosciuti. Ci sono andato anche solo per prelevare al bancomat. E pagavo pure la commissione, perchè io c'ho Unicredit e lì c'era la Cassa Rurale. Poi sei a casa e lasci alcuni denti sulle scale di legno perchè ti aspetti quelle mobili, chiedi alla tua donna il conto dopo il caffè, fingi di avere una colonscopia a Bolzano per goderti lo scarico merci alle sette di mattina.
Ho perso i miei figli nel buco del culo del Millennium. Venivano a prendermi al Bistrò o al Darwin a tutte le ore, pregandomi di tornare a casa, di tornare ad essere il loro papà. Mia moglie mi ha lasciato. Perdipiù per uno che lavora al Bren Center. Io quel posto lì non lo posso neanche vedere in cartolina. Questa concezione vecchia del centro commerciale... Ma non fatemi parlare oltre, ormai sono quattrocentododici giorni che non entro al Millennium. E' dura, ma sto resistendo. Tifate per me.
Listo
Dopo questo video è facile fare commenti maligni. Io credo che P o P_X abbia avuto coraggio ad aprire questa ferita che riguarda un numero di famiglie sempre crescenti. Io ormai li riconosco, gli uomini e le donne diventate centri commerciali, li vedo per strada, li riconosco dall'odore, li cernisco tra la folla soppesando mentalmente le borse sotto gli occhi, più che quelle dell'EuroBrico o di NewSport.
Si fa presto a dire centro commerciale. Io la prima volta che ci sono andato venivo giù dalla valle, dove regnavano incontrastate (o stavano lentamente morendo, non ricordo) le botteghe a conduzione familiare. Ero abituato alle luci al neon sotto le quali solo un diecci decimi poteva decifrare chiaramente la data di scadenza delle merci. Tu entri in questo posto e tutto è chiaro, ci sono i prezzi in vista, un omone rassicurante ti accoglie, puoi sbolognare il bocia a un draghetto di plastica e ferro che dondola all'infinito. C'è anche il sexy shop (dove una volta ho visto Gibo Simoni) dove ho implementato la mia collezione di vhs. Ci puoi stare delle ore, e c'è un sacco di topa. Roba da guardare, non è che puoi trasinarla nel bosco e volentarla, da queste parti. Un paradiso, a viverlo ogni tanto, una pera di uomo moderno. Ci passi per caso una volta, ti attardi e poi pensi che ci puoi riprovare, tanto puoi smettere quando vuoi. Finchè a un certo punto non riesci più a farne a meno. prima ci andavi al sabato, se c'era brutto. Poi la domenica che piove ci trascini quelli che speravano nelle loro uniformi tecniche da mkontagna. Poi inviti la collega all'ora dell'aperitivo. Poi vedi che c'è figa, ci vai un giorno sì e uno no e alla fine succede che esci dal lavoro, monti in maccchina, giri la chiave, fai retro nel piazzale evitando i bancali messsi a cazzo, butti il muso del carro fuori dal cancello e invece di andare a sinistra, verso casa, vai dritto a destra, e quando te ne accorgi c'è già una porta a vetri che si scansa, perchè ogni cliente è più importante della porta a vetri. La tua pera di Bistrot, un paio di boxer da Calzedonia, gli ultimi dvd da Trony, le gare di corsa coi carrelli con i boci dentro, a far deragliare perfetti sconosciuti. Ci sono andato anche solo per prelevare al bancomat. E pagavo pure la commissione, perchè io c'ho Unicredit e lì c'era la Cassa Rurale. Poi sei a casa e lasci alcuni denti sulle scale di legno perchè ti aspetti quelle mobili, chiedi alla tua donna il conto dopo il caffè, fingi di avere una colonscopia a Bolzano per goderti lo scarico merci alle sette di mattina.
Ho perso i miei figli nel buco del culo del Millennium. Venivano a prendermi al Bistrò o al Darwin a tutte le ore, pregandomi di tornare a casa, di tornare ad essere il loro papà. Mia moglie mi ha lasciato. Perdipiù per uno che lavora al Bren Center. Io quel posto lì non lo posso neanche vedere in cartolina. Questa concezione vecchia del centro commerciale... Ma non fatemi parlare oltre, ormai sono quattrocentododici giorni che non entro al Millennium. E' dura, ma sto resistendo. Tifate per me.
lunedì 3 ottobre 2011
Inter-Napoli e i Fango
Succede che il Napoli aggredisce, l'Inter arranca. Viene graziata per un fallo di Zanetti sul Pocho. Nessuno si lamenta, perchè tanto se sei sempre lì prima o poi la butti dentro. Percussione di Maggio, Obi se lo vede arrivare e bsetemmia qualche dio animista.E' giovane e negro e dovrebbe correre come un disgraziato ma se non si sbattono gli altri, perchè proprio io? (Beppe Baresi gli urla perchè sei negro e ti abbiamo comprato apposta, che i nostri miliardari han diritto a correre meno). La difesa dell'Inter sta tornando, ma dall'altra parte. Obi s'attacca al treno ma il treno lo stacca. E' stato già ammonito, e losa. E' pure ultimo uomo, e lo sa (il resto della difesa sta aspettando il mojito, è che sono in tanti e c'è solo una cameriera). Che fai? Lo lasci nelle braccia del portiere che è enorme e se si incazza ti fa un culo? In extrema ratio, uno sputo prima della riga bianca, gli molla quella spintarella che uno può anche non cadere (e se non cade non è fallo) ma a uno che va di corsa un minimo lo sbilanci. Magari al bar nel frattempo che c'è un contropiede, e qualcuno arriva. Ma stiamo parlando dell'Inter, non arriva nessuno. Maggio ballonzola, allunga la falcata tentando di non cadere (nel calcio di oggi, bisognerebbe fargli una figurina apposta), infine si accartoccia come una giacca che cade dall'appendino, colla palla che si insacca nei cartelloni. Quando l'arbitro fischia è già rigore. Come quando ti addormenti guardando un film e ti svegli al sentire il telecomando che si sfracella sul pavimento, l'Inter di colpo si sveglia per protestare. Grande ingiustizia. Hamsik si mette lì con l'aria di quello che lo sbaglia. Tu pensi che potrebbbe passare più tempo a provar rigori piuttosto che a ingellarsi i capelli. Infatti Julio Cesar respinge senza tante sbatte.Uno dice è il karma. La respinta del portiere riscatta gli oppressi, un classico. Tre giocatori dell'Inter vanno verso la palla come quando giocavano al parchetto (chi a Rio, chi nel delta del Niger, chi in Giappone). Da dietro arriva un difensore che quest'estate ha ucciso due persone (quindi un killer nella vita, non sul campo), li brucia come Indurain primaa di smettere (con la roba) e il karma torna a girare verso il Vesuvio. Ora, vabbè che c'hai un uomo in meno, ma è necesssario tutta sta pantomima che siamo delle vittime, che gli arbitri ce l'hanno con noi quando tre difensori non sanno spazzare come solo il buon Costacurta sapeva fare? Che ci vuole?Mercenari piagnoni, Vasco che fa schiudere un sito satirico, il giorno del giudizio per Amanda Knox. E' questo il clima che si respira in Italia quando è stato finalmente messo online il primo video dei Fango, Icarus.
Guardatélo qua, discreto pubblico, e dimentica i piagnoni del calcio, gli ex tossici e dissacratori che diventano bigotti e anche le telenovele con il morto, che al mondo si può sempre risorgere. Be strongèr!
lunedì 26 settembre 2011
Nel Migliore c'è questo e quello
In questo video ci siamo tutti. C'è il vigile, il barista, le educatrici, il cuoco. E' rimasto fuori il prete, per fortuna. C'è la politica d'annata e il vicesindaco eletto coi dread. C'è il dj, il chitarrista bianco con la chitarra blues e quello negrone coi piedi nell ruscello. Manca il contadino nel contado e lo sbirro, ma quelli ci son già in Sono della Val di Non, e faceva brutto. C'è il bocia, più boci. C'è il negozio di musica, la moschea, l'agritur Mirella (che consiglio caldamente) (la Mirella è quella con la mazza da baseball, per capirci), la mostra, il campo di girasoli scampato all'invasione dei campi di golf e sua maestà, la cantina. C'è il duomo, la basilica, lo strapiombo, le dolomiti e il chiringuito. C'è il fiume canoabile, la piscina da porni, la piscina gonfiabile e il lago artificiale (perchè il mare qui non c'è). C'è il muratore, la campionessa, la studentessa, e poi anche la Regina del Tetrapack, il Re del Rock, il Pene (è quello con la camicia a pois, ben accompagnato) e la pallavolista. C'è quello che faceva punk, quello che fa cover e quello che faceva crossover. C'è chi la canzone l'ha inventata, chi l'ha suonata e quello che s'è sbattuto a tagliuzzare e mettere in fila tutta sta gente.
E poi c'è Eugenio Mortale
Le Origini della Specie
Il Migliore
venerdì 2 settembre 2011
Viva la maternità!
Dopo un sontuoso concept album sui dieci comandamenti (di cui si parlerà con calma a suo tempo) (ma che nel frattempo scaricalo qui invece di ascoltare la tua solita musica di mmerda) torna MorteCattiva con la classica hit estiva, dedicata a madri, padri, partorienti o aspiranti tali. Quando vedrete il prossimo zaino di carne passeggiare per strada tentate di non pensarci, o al massimo pensateci troppo. Voi pensate che Morte sia uno sgaio, uno che lo farebbe veramente,ma in realtà la sera fa i centrotavola e si allena per la canasta del mercoledì mentre la sua donna gli rutta in faccia superando l'ennesimo record su record di Fifa 42.
Aggettivo Sette
Maternità
domenica 26 giugno 2011
Database Musicale Trentino

E' partita la compilazione del DMT, Database Musicale Trentino, un archivio da cui sarà possibile scaricare tutta o si spera gran parte della musica proveniente da quelle vallate dimenticate dal demonio che compongono la provincia di Trento. Un appello a tutti i gruppi e musicisti trentini passati e presenti a rendere disponibili i loro dischi, demo e registrazioni sulla rete. Non dovete fare altro che mandarci il materiale via internet o via posta, o più semplicemente caricarlo su qualche sito di sharing e mandarci il link per il download.
Ah, c'è pure quello dell'HC trentino, per chi se lo fosse perso.
sabato 16 aprile 2011
Lettera aperta ai giornalisti musicali trentini sui portabandiera dell'impero
Cari giornalisti musicali trentini,
si dice che la musica trentina stia prendendo piede. Dopo che i Bastard e Anansi sono diventati famosi (anche se Anansi cantava già con Roy Paci da prima di Sanremo) si scrive di qualsiasi cosa facciano, sicuri ci sia già interesse intorno a loro. Per questo, a quanto si può inferire dalle pagine culturali dei quotidiani locali, queste due realtà (di valore, peraltro) sono le uniche a uscire dalla regione.
Quello che sui giornali locali non appare mai sono gli altri gruppi che fanno tour fuori dal Trentino. La lista sarebbe più lunga ma in questo caso voglio riferirmi in particolare a tre realtà che porteranno il folklore trentino fuori dalle mura domestiche di dolomia tra pochi giorni subito dopo la santa pasqua.
Mentre per altre band che partiono per suonare fuori (anche solo per un concerto) talvolta si scrivono papiri, tra annunci in pompa magna, partenze in sordina e ritorni roboanti, di questi non s'è ancora parlato. Se per ignoranza o di proposito non ha importanza.
Mi riferisco a Johnny Mox, che dopo aver calcato i palchi di tutta Italia (nonchè Berlino e Parigi) sia da solista che con i Nurse, ora si accinge a partire per un tour in Spagna, tra la Catalogna e Madrid.
Mi riferisco anche agli Attrito e ai Congegno, anch'essi in partenza per un tour italiano che toccherà il mezzogiorno e la Sardegna.
Questi artisti sono impresari di se stessi e riescono a organizzarsi tour di questo tipo grazie al loro sforzo e al loro ingegno, senza avere alle spalle professionisti che lavorano per loro (e pure senza la provincia, mi va di aggiungere). Le possiamo considerare realtà minori solo perchè la loro musica non ha connotati radiofonici? Le possiamo considerare realtà minori perchè non hanno professionisti che producono i loro dischi e organizzano i loro tour? Le possiamo considerare realtà minori anche se fanno molti più concerti di quelli che vengono considerati i nostri gruppi più rappresentativi? Non sono forse essi esempi di imprese culturali autonome e virtuose?
Se parliamo della cultura che esportiamo nella musica, a parte i sopracitati Bastard, Anansi e dj Spankox,, non sono forse loro i nostri portabbandiera? Certo sono brutti, sporchi e cattivi (a parte il Rupert che farebbe la sua figura anche su GQ) e uno c'ha pure il monociglio come Elio , ma anche Carlton Myers è negro ed è stato il portabandiera dell'Italia alle Olimpiadi di Sidney no?
E allora (non che a loro interessi apparire nelle pagine della cultura, credo, giusto per dovere di cronaca) perchè continuare a ignorarli?
Se chi mi rappresenta non viene citato, mentre Pino Putignani (di cui abbiamo parlato qui), ad esempio, che ha presentato il disco l'altro giorno al Cuminetti e non ha una data in programma, mi viene celebrato dagli organi di informazione come quello che scalda le platee di mezzo mondo ?
Ma allora perchè continuare a leggere le pagine della cultura dei quotidiani locali e di chi promuove la musica trentina?
(ormai) vostro
Felix Lalù
ps: unici a citare il tour di Johnny Mox, SwitchRadio.
venerdì 8 aprile 2011
FelixLalù loves MetalParty (o anche La vera storia di BastaRock)
La lettera di Nicola Fontana (Fonte per chi non lo chiama per nome e cognome) all'(assessore) Panizza ha provocato, qui e su facebook una serie di interventi tra il realismo e l'utopia. Si parla dei gruppi, dei megaconcerti sovvenzionati, dei locali che chiudono, ma anche chi trova il coraggio e spazio perché evidenziare una cosa che non c'entra un cazzo con l'argomento ma a cui evidentemente tiene.
Fai click sulla foto per leggere, che blogger maledetto me la mette solo così.

Allora, facciamo così, ad uso e consumo di tutti: di seguito la storia del libro BastaRock (che per chi non lo sapesse è questo) e i retroscena sull'ingiusta esclusione di MetalParty (e altre realtà) da tale pubblicazione.
Caro Anonimo,
lascia che ti racconti una storia. Due anni fa (o tre, non ricordo) i Bastard andarono in televisione e di colpo si comincio a parlare sui mezzi di stampa (sempre a sproposito) della scena rock trentina. Nello stesso periodo un'antropologa, Dalia Macii, si trovava a Trento a una presentazione di un libro storico sul Trentino. Si annoiava, come sempre ci si annoia alle presentazioni dei libri. Ha bevuto un paio di bianchi almeno, come sempre si fa alle presentazioni dei libri. Provata dall'esperienza ha provato a incalzare l'editrice dicendole che basta con questi libri sul passato, che il Trentino è adesso e adesso che il rock trentino era sulla bocca di tutti (sempre a sproposito) era ora di fare luce vera su quest'accozzaglia di gente. Un'editrice, Emanuela Zandonai, fiutò la possibilità di fare un instant book. Voleva guadagnar due lire? Certo, è la sua azienda, ma intanto i soldi per la ricerca, la grafica e la stampa li cacciava lei, e se va male son cazzi tuoi (anche perché mamma provincia è troppo occupata a organizzare megaeventi e marchette coi faccioni dei Bastard in prima fila). Questo si chiama, a casa mia, investire coraggiosamente, con speranza ma senza sicurezza di riuscire. Ella investì ste palanche sul fatto che alla gente italica potesse interessare un libro che, a partire dalla popolarità dei Bastard, raccontasse i rutti e le scoregge di tutti gli altri diseredati che suonavano con loro nei baretti. Sia chiaro, senza i Bastard in tv, BastaRock non sarebbe esistito. Allora l'editrice (così come i Bastard) dice va bene, ma come entriamo nei gruppi trentini? L'antropologa, con cui avevo fatto una ricerca per un museo, sapeva che in quel periodo avevo uscito il disco e mi stavo facendo il mazzo a suonare in ogni buco di culo del Trentino con gli altri gruppi della mia "elite". L'editrice voleva che facessimo noi che cazzo volevamo ma che per carità, niente biografie, nomi e cognomi, date di nascita,elenco dei concorsi vinti e a chi cazzo hai fatto da spalla alle 4 del pomeriggio. Questa è roba per i quotidiani locali, lasciamogliele. Serve una ricerca seria, sul campo (per questo l'antropologa, sguardo esterno imprescindibile, e il musicista (con formazione etnografica) come sguardo dall'interno).
Noi proponiamo una serie di temi riguardo la vita delle band come noi e lo chiediamo a tutti.L'editrice propone una trentina di gruppi. Io mi lascio prendere la mano, chiedo a quelli che conosco e ne pesco degli altri da myspace. Alla fine ne contatto cinquanta, più qualcuno che rifiuta. Aggiungiamo, già che ci siamo, interviste a una quindicina di persone attive nel campo della musica: l'abbiamo pretesa noi curatori quella parte lì, per spiegare cosa andava e cosa no secondo la gente che segue o propone la musica.
Siamo a fine giugno di quell'anno lì. Io lavoravo in val di Sole e vivevo in val di Rabbi, la cui posizione centrale ti permette di raggiungere in tempi brevi qualunque sala prove del Trentino. Ne visitammo un po' quell'estate, di sale prove. In tutto quaranta gruppi intervistati, interviste da due ore l'una tutte da sbobinare parola per parola a letto, di notte, in pausa pranzo, di domenica e pure dei giorni di riposo presi apposta. Altre quindici interviste in chat e un'altra decina via mail. E quando hai tutte le interviste, pagine e pagine e pagine di word, è come quando hai comprato i colori e i pennelli, ora devi cominciare a dipingere. Tutto il materiale va riletto, più volte. Devi segnarti e control C e control V le frasi più memorabili. E quelle frasi memorabili poi le devi suddividere per categorie, spiegarle, lottare con Dalia per tenerle o buttarne una che a te piace un sacco. Poi le devi mettere in ordine, queste categorie, scegliere le foto tra tutte quelle invviate dai gruppi, devi spiegare il senso di ogni capitolo e mettere in ordine i capitoli per un libro di cui non c'è modello, non c'è precedente. E' così come ce lo siamo inventato noi, quindi nessun punto di riferimento se non come speri che venga. Il tutto consegnato a metà settembre.Quello che pochi sanno è che è finito nel libro è solo l'un per cento, forse, di tutte le interviste fatte. Tutto il resto è la fonda inutile del mio hard disc. Tempo di realizzazione: due mesi e mezzo. Non sei mesi, un anno, due mesi e mezzo, perché quando comincia il nuovo Xfactor dei Bastard (intendo il fenomeno mediatico Bastard, come detto prima, imprescindibile per la pubbblicazione) si dimenticano tutti e chi cazzo si compra un instant book sui gruppi trentini?
Se faccio il conto delle ore che ho impiegato dietro a quel libro non mi esce forse una paga da raccolta dei pomodori, se mi va bene da raccolta delle mele. Ma non è un problema. L'ho fatto volentieri, di fare di più per mettere dentro più gente che potevo e sinceraamente in pochi hanno ringraziato. Oggi non so se lo rifarei, ma allora ci tenevo.
Poi esce il libro, Bilo degli Attrito si incazza perchè non sapeva dei Bastard in sottotitolo. Ha perfettamente ragione, per lui essere asssociato coi Bastard è un'offesa e questo è perfettamente comprensibile per la sua storia. Io ingenuo l'avevo spiegato solo al suo bassista al telefono e a lui non andava bene e io non lo sapevo. Quindi senso di colpa per aver tradito un compare, e ammenda. Altri che mi vengono a dire che l'editore vuole far soldi coll'underground trentino (io non so, ma l'editoria non mi sembra proprio il campo in cui puoi fare i soldoni, al giorno d'oggi), gente che non si compra neanche il libro in cui è citata, che si lamenta per dieci euro (di cui peraltro io non piglio un cazzo di diritti, sia chiaro, essendo curatore e non autore) quando non ti ci ubriachi neanche, con dieci euro. Poi per promuovvere il disco organizziamo un tour, tentando di chiamare più gruppi possibili, uno sbattimento atomico (tutto aggratis) e c'è gente che ti caga ancora la minchia.
Il risultato è che quell'estate lì è stata la peggiore in assoluto di tutta la mia vita. Non sono uscito manco una sera (a parte quando suonavo), la tipa che frequentavo credo che in fondo mi odi ancora. Alla fine, nonostante l'estratto conto evidentemente più gonfio, ho giurato che mai più avrei scritto un libro, e anche se l'ho fatto e mi piace e mi pare una cosa buona e giusta e spero originale nella sua concezione, io non l'ho manco più aperto e non ho la minima idea di quanto abbia venduto perché mai più ho chiesto niente a riguardo .
Caro Anonimo, t'ho tirato una pezza, lo so, ma anch'io c'avevo dentro sta roba da molto tempo, che mai ho fatto roba per cui m'han rotto di più il cazzo in vita mia. Non è che ti ho raccontato sta storia per dire oh quant'è figo Felix Lalù, quanto s'è sacrificato per la causa perché a me della causa non me ne frega un cazzo. Volevo solo fare un lavoro con professionalità e già che c'ero dare voce a gente come me, a cui tocca rispondere sempre alle stesse domande degli stessi giornalisti. Quanto è babbo semmai, Felix Lalù, che poteva anche sbattersi meno, che tanto la merda sarebbe arrivata comunque.
In mezzo a tutto questo marasma è possibile che qualcuno sia rimasto fuori, dimenticato, ignorato (nel senso che non lo si conosceva). Io me ne assumo tranquillamente la responsabilità, faccio pubblica ammenda e mi prostro ai piedi di MetalParty gridando perdono come il migliore dei terroni per aver dimenticato il vostro sbattimento per la giusta causa del metal. Ma per carità, che mi si venga a fare piagnistei e accuse di lasciar fuori un determinato genere perché a me non mi piace, intanto è semplicemente ridicolo. Farlo in forma anonima è, se permetti, metal. Va bene che di metal in vita mia ho ascoltato solo i Pantera, Roots dei Sepultura il primo dei Korn, il primo dei SOAD, ora gli Shining e poco più, ma discriminarmi in quanto non metallaro (ovvero considerarmi un nemico del metal per presa posizione) mi pare ingiusto e immaturo. Ora so cos'è MetalParty, è cosa buona e giusta, gente che si sbatte per la gloria e ora pronto a rimediare. Porgo l'altra guancia, come la nostra tradizione democristiana impone. Siccome mio padre mi ha sempre detto che un uomo non si nasconde (soprattutto quando fa cazzate) e ci mette il nome, e pure la faccia, su quello che fa, io sono pronto a venire in qualunque luogo voi riteniate giusto che io venga, ci beviamo una birra in amicizia, spariamo cazzate come gente normale al bar, vi faccio una videointervista in cui mi raccontate di MetalParty, ci lasciamo stringendoci la mano e conoscendoci un po' di più, io torno a casa automunito, mi sbatto a montarla (che son ore e ore di lavoro ma ogni promessa è debito) e poi la sbatto su youtube (e parliamoci chiaro ragazzi, siamo nel 2011, a un libro youtube gli fa na pippa).
Attendo risposte. Se possibile in forma non anonima.
Con affetto
Felix Lalù
Fai click sulla foto per leggere, che blogger maledetto me la mette solo così.

Allora, facciamo così, ad uso e consumo di tutti: di seguito la storia del libro BastaRock (che per chi non lo sapesse è questo) e i retroscena sull'ingiusta esclusione di MetalParty (e altre realtà) da tale pubblicazione.
Caro Anonimo,
lascia che ti racconti una storia. Due anni fa (o tre, non ricordo) i Bastard andarono in televisione e di colpo si comincio a parlare sui mezzi di stampa (sempre a sproposito) della scena rock trentina. Nello stesso periodo un'antropologa, Dalia Macii, si trovava a Trento a una presentazione di un libro storico sul Trentino. Si annoiava, come sempre ci si annoia alle presentazioni dei libri. Ha bevuto un paio di bianchi almeno, come sempre si fa alle presentazioni dei libri. Provata dall'esperienza ha provato a incalzare l'editrice dicendole che basta con questi libri sul passato, che il Trentino è adesso e adesso che il rock trentino era sulla bocca di tutti (sempre a sproposito) era ora di fare luce vera su quest'accozzaglia di gente. Un'editrice, Emanuela Zandonai, fiutò la possibilità di fare un instant book. Voleva guadagnar due lire? Certo, è la sua azienda, ma intanto i soldi per la ricerca, la grafica e la stampa li cacciava lei, e se va male son cazzi tuoi (anche perché mamma provincia è troppo occupata a organizzare megaeventi e marchette coi faccioni dei Bastard in prima fila). Questo si chiama, a casa mia, investire coraggiosamente, con speranza ma senza sicurezza di riuscire. Ella investì ste palanche sul fatto che alla gente italica potesse interessare un libro che, a partire dalla popolarità dei Bastard, raccontasse i rutti e le scoregge di tutti gli altri diseredati che suonavano con loro nei baretti. Sia chiaro, senza i Bastard in tv, BastaRock non sarebbe esistito. Allora l'editrice (così come i Bastard) dice va bene, ma come entriamo nei gruppi trentini? L'antropologa, con cui avevo fatto una ricerca per un museo, sapeva che in quel periodo avevo uscito il disco e mi stavo facendo il mazzo a suonare in ogni buco di culo del Trentino con gli altri gruppi della mia "elite". L'editrice voleva che facessimo noi che cazzo volevamo ma che per carità, niente biografie, nomi e cognomi, date di nascita,elenco dei concorsi vinti e a chi cazzo hai fatto da spalla alle 4 del pomeriggio. Questa è roba per i quotidiani locali, lasciamogliele. Serve una ricerca seria, sul campo (per questo l'antropologa, sguardo esterno imprescindibile, e il musicista (con formazione etnografica) come sguardo dall'interno).
Noi proponiamo una serie di temi riguardo la vita delle band come noi e lo chiediamo a tutti.L'editrice propone una trentina di gruppi. Io mi lascio prendere la mano, chiedo a quelli che conosco e ne pesco degli altri da myspace. Alla fine ne contatto cinquanta, più qualcuno che rifiuta. Aggiungiamo, già che ci siamo, interviste a una quindicina di persone attive nel campo della musica: l'abbiamo pretesa noi curatori quella parte lì, per spiegare cosa andava e cosa no secondo la gente che segue o propone la musica.
Siamo a fine giugno di quell'anno lì. Io lavoravo in val di Sole e vivevo in val di Rabbi, la cui posizione centrale ti permette di raggiungere in tempi brevi qualunque sala prove del Trentino. Ne visitammo un po' quell'estate, di sale prove. In tutto quaranta gruppi intervistati, interviste da due ore l'una tutte da sbobinare parola per parola a letto, di notte, in pausa pranzo, di domenica e pure dei giorni di riposo presi apposta. Altre quindici interviste in chat e un'altra decina via mail. E quando hai tutte le interviste, pagine e pagine e pagine di word, è come quando hai comprato i colori e i pennelli, ora devi cominciare a dipingere. Tutto il materiale va riletto, più volte. Devi segnarti e control C e control V le frasi più memorabili. E quelle frasi memorabili poi le devi suddividere per categorie, spiegarle, lottare con Dalia per tenerle o buttarne una che a te piace un sacco. Poi le devi mettere in ordine, queste categorie, scegliere le foto tra tutte quelle invviate dai gruppi, devi spiegare il senso di ogni capitolo e mettere in ordine i capitoli per un libro di cui non c'è modello, non c'è precedente. E' così come ce lo siamo inventato noi, quindi nessun punto di riferimento se non come speri che venga. Il tutto consegnato a metà settembre.Quello che pochi sanno è che è finito nel libro è solo l'un per cento, forse, di tutte le interviste fatte. Tutto il resto è la fonda inutile del mio hard disc. Tempo di realizzazione: due mesi e mezzo. Non sei mesi, un anno, due mesi e mezzo, perché quando comincia il nuovo Xfactor dei Bastard (intendo il fenomeno mediatico Bastard, come detto prima, imprescindibile per la pubbblicazione) si dimenticano tutti e chi cazzo si compra un instant book sui gruppi trentini?
Se faccio il conto delle ore che ho impiegato dietro a quel libro non mi esce forse una paga da raccolta dei pomodori, se mi va bene da raccolta delle mele. Ma non è un problema. L'ho fatto volentieri, di fare di più per mettere dentro più gente che potevo e sinceraamente in pochi hanno ringraziato. Oggi non so se lo rifarei, ma allora ci tenevo.
Poi esce il libro, Bilo degli Attrito si incazza perchè non sapeva dei Bastard in sottotitolo. Ha perfettamente ragione, per lui essere asssociato coi Bastard è un'offesa e questo è perfettamente comprensibile per la sua storia. Io ingenuo l'avevo spiegato solo al suo bassista al telefono e a lui non andava bene e io non lo sapevo. Quindi senso di colpa per aver tradito un compare, e ammenda. Altri che mi vengono a dire che l'editore vuole far soldi coll'underground trentino (io non so, ma l'editoria non mi sembra proprio il campo in cui puoi fare i soldoni, al giorno d'oggi), gente che non si compra neanche il libro in cui è citata, che si lamenta per dieci euro (di cui peraltro io non piglio un cazzo di diritti, sia chiaro, essendo curatore e non autore) quando non ti ci ubriachi neanche, con dieci euro. Poi per promuovvere il disco organizziamo un tour, tentando di chiamare più gruppi possibili, uno sbattimento atomico (tutto aggratis) e c'è gente che ti caga ancora la minchia.
Il risultato è che quell'estate lì è stata la peggiore in assoluto di tutta la mia vita. Non sono uscito manco una sera (a parte quando suonavo), la tipa che frequentavo credo che in fondo mi odi ancora. Alla fine, nonostante l'estratto conto evidentemente più gonfio, ho giurato che mai più avrei scritto un libro, e anche se l'ho fatto e mi piace e mi pare una cosa buona e giusta e spero originale nella sua concezione, io non l'ho manco più aperto e non ho la minima idea di quanto abbia venduto perché mai più ho chiesto niente a riguardo .
Caro Anonimo, t'ho tirato una pezza, lo so, ma anch'io c'avevo dentro sta roba da molto tempo, che mai ho fatto roba per cui m'han rotto di più il cazzo in vita mia. Non è che ti ho raccontato sta storia per dire oh quant'è figo Felix Lalù, quanto s'è sacrificato per la causa perché a me della causa non me ne frega un cazzo. Volevo solo fare un lavoro con professionalità e già che c'ero dare voce a gente come me, a cui tocca rispondere sempre alle stesse domande degli stessi giornalisti. Quanto è babbo semmai, Felix Lalù, che poteva anche sbattersi meno, che tanto la merda sarebbe arrivata comunque.
In mezzo a tutto questo marasma è possibile che qualcuno sia rimasto fuori, dimenticato, ignorato (nel senso che non lo si conosceva). Io me ne assumo tranquillamente la responsabilità, faccio pubblica ammenda e mi prostro ai piedi di MetalParty gridando perdono come il migliore dei terroni per aver dimenticato il vostro sbattimento per la giusta causa del metal. Ma per carità, che mi si venga a fare piagnistei e accuse di lasciar fuori un determinato genere perché a me non mi piace, intanto è semplicemente ridicolo. Farlo in forma anonima è, se permetti, metal. Va bene che di metal in vita mia ho ascoltato solo i Pantera, Roots dei Sepultura il primo dei Korn, il primo dei SOAD, ora gli Shining e poco più, ma discriminarmi in quanto non metallaro (ovvero considerarmi un nemico del metal per presa posizione) mi pare ingiusto e immaturo. Ora so cos'è MetalParty, è cosa buona e giusta, gente che si sbatte per la gloria e ora pronto a rimediare. Porgo l'altra guancia, come la nostra tradizione democristiana impone. Siccome mio padre mi ha sempre detto che un uomo non si nasconde (soprattutto quando fa cazzate) e ci mette il nome, e pure la faccia, su quello che fa, io sono pronto a venire in qualunque luogo voi riteniate giusto che io venga, ci beviamo una birra in amicizia, spariamo cazzate come gente normale al bar, vi faccio una videointervista in cui mi raccontate di MetalParty, ci lasciamo stringendoci la mano e conoscendoci un po' di più, io torno a casa automunito, mi sbatto a montarla (che son ore e ore di lavoro ma ogni promessa è debito) e poi la sbatto su youtube (e parliamoci chiaro ragazzi, siamo nel 2011, a un libro youtube gli fa na pippa).
Attendo risposte. Se possibile in forma non anonima.
Con affetto
Felix Lalù
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