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lunedì 17 marzo 2025

MARMOLADA BEACH: nuovo singolo e illustrazione

 


Felix Lalù
MARMOLADA BEACH

La riminizzazione della montagna [...] avanza anno dopo anno, facendo somigliare baite e rifugi sempre più a locali per happy hour. Ed ecco che intorno spuntano ombrelloni da spiaggia, sdraio multicolori, striscioni, palloncini, immensi e sgargianti manufatti di plastica, video che sparano immagini senza posa e, forse quel che è peggio, altoparlanti dai quali rimbombano violente musiche da discoteca“. Così nel 2013 scrive Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere Della Sera. Le montagne sono più accessibili e pop che mai. I rifugi non sono più eremi spartani e silenziosi, ma alberghetti con wi-fi e aperitivi. Nessun tono allarmistico (mi piace la montagna ma anche gli aperitivi), è solo un dato di fatto. Le genti chiassose in infradito deve imparare a scendere i monti senza morire e i montanari della prima ora devono accettare questa invasione come la nuova realtà e imparare a convivere con le genti chiassose in infradito (sperando in silenzio che muoiano nella discesa).

venerdì 29 marzo 2024

EN🔥DE❤️ - En falò de love è il mio NUOVO SINGOLO riflessivo e reggaeggiante


"EN FALÒ DE LOVE" è un testo dalle connotazioni esistenzialiste. Parte con una riflessione sulla nostalgia del passato come tempo in cui tutto era meglio ("sti ani/che strani") ma che spesso si riduce a mera nostalgia della giovinezza e che comunque varia nelle forme da generazione a generazione. L'unica soluzione per uscire dal loop del ricordo/rimpianto è semplicemente vivere al meglio il presente, attraverso i "falò de love", che scaldano (non solo il cuore) in ogni stagione. Per questi falò però è necessario accumulare legna di vario tipo (bore, zoci, bratole, fasine) e poi è fondamentale saperli attizzare, alimentare, governare, riattizzare alla bisogna. La legna per i "falò de love", che te lo dico a fare, sono le relazioni. 

La ascolti qui 


Qui c'è il lyric video
(attacca i sottotitoli se non mastichi il nones)

EN🔥DE❤️
non è solo un singolo
è anche un'installazione illustrata
composta da 40 illustrazioni
che puoi vedere (ascoltando il pezzo nelle cuffie) presso la mostra
ONDE: Fruscio di versi nel mare inesplorato di illustrazione e poesia
Palazzo Assessorile - Cles (TN)



mercoledì 26 agosto 2015

Verifica dello scorso Piano Quinquennale Cantautorale 2010-2015

Nel 2010 scrivevo una lista di canzoni avrei voluto fare nel futuro.
Non che mi ricordassi di averlo scritto, ma oggi per caso mi è capitato sotto il mouse.
L'altro ieri eran cinque anni che l'ho scritto e m'è venuta voglia di vedere se, tra le altre cose, son riuscito anche a realizzare qualcosa di quei desideri lì cantautorali.


giovedì 20 agosto 2015

La parola del amor (Na cianzon sbregiamudande)



Nel lontano novembre 2009, il Marco Fiemozzi (noneso di Denno ma residente al estero) (lo leggi qui) mi manda una canzone dentro una mail col seguente titolo:

"This is an underwear-ripping song"

toi, sarà un segno del destino, ma stasera mi ha telefonato MNM. sarà
un altro segno del destino, ma gli fa male la gamba e non può muoversi
per più di 50 metri sullo spiazzal, ma Me Nona Lina è incazzata nera
perché non riesce a tenerlo fermo.
a parte questo, era un po' che ti volevo scrivere.
ti mando anche un'altra ascellata (con l'ordine di NON PUBBLICARE).

in pratica mi sono ispirato, o meglio inalato, a sbregamudande del
calibro di Vasco, Ligabue e soprattutto Portolan per narrare le
pulsioni emotive di un giovine che ama dell'amore puro, ma non può
comunicarlo per l'assenza nel suo idioma di una parola per dire "ti
amo". l'ho scritta mesi fa, ma poi per registrarla mi sono accorto che
dovevo imparare a cantare. non che abbia imparato.

Due i topos della nostra cultura e della nostra gente:
1) l'importanza della precisazione che non si è imbranati anche se non
si trovano parole e ci si abbandona a pulsioni emotive inutili ai fini
pratici (eccetto forse quello comunque tutt'altro che irrilevante di guzzàr)
2) sti ani visti come un'arcadia irripetibile nella quale ci si faceva
un culo così e non c'era tempo di pensare a tematiche da zittadini
come appunto l'amore), ma proprio in virtù di tale sforzo si apprezzava
il nettare stesso della vita.

Po' L'amor e i bacani l'e döi valori universali.


as usual, bye bye velvet pants

giovedì 23 luglio 2015

COSA DAREI (La nuova canzone dell'estate)



COSA DAREI (La nuova canzone dell'estate)
La Piccola Orchestra Felix Lalù

Soggetto: Stefano Bellumat e Felix Lalù
Regia: Stefano Bellumat

Musiche e testi: Felix Lalù
Chitarra, voce e cori: Felix Lalù
Cori e guitalele: Iacopo Candela (Candirù)
Falsetti: Simone Floresta
Cori: Jacopo Broseghini

Registrata e mixata @ Wankers' TBSOD Studio
da Jacopo Broseghini

Con:
FRancesca Padovan
Anita "Bonucci" de Bertoldi

Per saperne di più sul PAPARISMO SPINTO
http://franzmagazine.com/contributor/felix-lalu/

martedì 12 maggio 2015

La vera storia di JERRY KALASHNIKOV



Interpretano Trentini è una piattaforma virtuale dopo, più o meno al ritmo delle mestruazioni, un gruppo trentino fa una cover di un altro gruppo trentino.
Per questo mese (Puntata 08) (qui si  ascoltano le puntate precedenti) il gruppo che fa la cover sono io e il gruppo che viene coverizzato sono i The Bastard Sons of Dioniso.
La canzone (diciamo) coverizzata è Trincea.



In realtà non si tratta neanche di una cover, ma della versione originale del testo, poi scartata.
Quindi è una cover nel senso che mantiene la parte musicale (con grandi sottrazioni e qualche aggiuntina), ma cambiano totalmente testo e melodie.
La mia versione si chiama JERRY KALASHNIKOV e parla di Jerry Calà in versione kamikaze che dirotta un aereo e lo fa esplodere.
Il video son spezzoni di film su dirottamenti o disastri aerei. (Siccome contiene alcuni secondi di film protetti non si può vedere su cellulare, quindi se volete potete ascoltarlo qui)
Eccola qua

lunedì 13 aprile 2015

Son dentro una canzone di Giacomo Gardumi: NO ME FIDO

Giacomo Perotin Gardumi è un giovane cantautore trentino. 
Col fido cugino Simone che fa le musiche sono i Giacomo Gardumi, penso.
Son tipo i Gemelli Derrick del cantautorato di elenchi trentino.
Dal vivo son na via di mezzo tra un'orchestra da balera e Claudio Cecchetto appena sceso dal  un rifugio. Nel senso buono della metafora.
Qua c'è la sua prima hit, superfamosa in Trentino, la sua catapulta infernale.
Qua scolti tutte le canzoni pubblicate dopo: c'è quella sull'alcol, quella sulle dop, quella sui laghi, quella sulle slot machine, quella sul suonare a Trento, quella su Facebook, sempre condite da video molto (molto) artigianali.
Mi ha proposto di fare un feat in una sua canzone.
La canzone si chiama NO ME FIDO e d è un elenco di robe di cui Giacomo Gardumi non si fida.
Dentro ci sono anch'io, con le mie, di perplessità.
(se non capite il dialetto trentino o il noneso appicciate i sototitoli sotto)

giovedì 31 luglio 2014

Ho scritto canzoni per altri - vol.1: Bestia tra il bestiame (The Bastard Sons of Dioniso)

La prima canzone che ho scritto per altri è stata Lucidare i tagli, parla di Mickey Rourke (in The Wrestler) e l'ho fatta per i Bastard.
Qui c'è com'è nata la canzone, se sei di quelli che gli piace sapere come nascono le canzoni.
Qui il video in cui faccio dio o il fato o uno dentro una vasca.
Insomma andiamo al dunque; ad aprile è uscito il disco nuovo dei Bastard (potete ascoltare le canzoni singole qui anche se una playlist non sarebbe male). Non ha nome, o meglio il nome è celato dentro il disco dentro un rebus. A me me l'hanno svelato perché sapevano che mezz'ora dopo non mi sarei ricordato niente. E infatti non ricordo niente (ma c'è un contest aperto per chi lo indovina) (o forse l'han già indovinato).


martedì 4 dicembre 2012

TI SPERO il video

Ora che in Trantino van di moda i video fighi mi sento un po' una merda a fare un video fatto a mano girato in un'ora e montato da solo, ma in questo momento di spetta che te lo mostro invece che spetta che te lo ascolto anche una roba così può andar bene. Il prossimo sarà meglio.
Enjoy!



Cose da sapere sulla canzone qui

martedì 27 novembre 2012

Lucidare i tagli, il primo video serio di una mia canzone (perlomeno il testo)


Finalmente è uscito il video di Lucidare i tagli.
Grazie ai Bastard, che sono stati audaci a fare un video di una canzone lunga quasi otto minuti.
Grazie a Stefano Bellumat e al suo montatore e al suo direttore della fotografia, persone fantastiche, tutte con la barba.



Per chi si fosse perso qualche puntata, Lucidare i tagli è nata così

venerdì 25 novembre 2011

Felix Lalù, Mickey Rourke e The Bastard Sons of Dioniso


Era inverno e il disco era ancora un miraggio. Si ascoltava le canzoni registrate dai Bastard in sala prove. C'era questa qua che per me era la meglio, musicalmente parlando: aveva quella gloriosità drammatica che hanno i pezzoni, il che mi ha fatto pensare a The Wrestler. Gli ho detto questa. Mickey Rourke è uno dei miei miti (tanto che la rubrica di cinema di questo blog si chiama "Il cinema visto da uno che gli piace Mickey Rourke"). In realtà dei film vecchi ho visto solo Barfly e Harley Davidson & Marlboro Man, ma uno con la faccia da fighetto che molla il cinema per farsi prendere a pugni è comunque un ghello.
In The Wrestler Mickey Rourke interpreta un wrestler che è stato famoso ma che a quarant'anni s'è sputtanato tutto: gloria, soldi, famiglia. In questo film torna con un ruolo da protagonista dopo vent'anni, dopo il successo l'abbandono, il tentativo di carriera da pugile, la faccia sformata e chissà quanti superalcolici. Sono fin troppe le analogie tra il buon Mickey e il personaggio che interpreta.
L'ho detto ai ragazzi e i ragazzi m'han detto scrivici su una canzone. C'era già il nananà del Wice, nananà contro il quale ho bestemmiato un tot di santi ma alla fine ce l'ho fatta. Io la chiamavo Mickey Rourke ma poi s'è deciso di tenere la parte di un verso che ci sembrava rappresentativa: le cicatrici sono le uniche cose che Mickey Rourke può lucidarsi.
Qua sotto c'è la versione disco e la versione acustica girata in montagna.

the Bastard Sons Of Dioniso - LUCIDARE I TAGLI by thebastardsonsofdioniso



Lucidare i tagli

Alla fine dello show
la lama del sipario
diventa il mio sudario
ecco il vostro grande eroe
che tarda con l'affitto
fatica a stare dritto
sconfitto

No, io non ci sto più
se sono Mickey Rourke
è ora che mi svegli
a lucidare i tagli
a fare i miei bagagli

Chiuso nella mia roulotte
ho vinto una battaglia
ma perderò la guerra
nel mio cerchio sopra il ring
m'illumino d'immenso
chissà se ha ancora senso
e penso
nessuno capirà

No, io non ci sto più
se sono Mickey Rourke
è ora che mi svegli
e faccia i miei bagagli
e bermi il mio cachet
magro e sai perché
la gloria è una ferita
e certo non conforta
la giovinezza è tanto bella
quanto corta

e se la folla insiste
non vale contraddirla
godi le sue urla
eh già non si resiste
io plano nel mio giorno
qui non c'è ritorno

No, io non ci sto più
qui dentro Mickey Rourke
fa un freddo che mi sfascia
io tra un po' m'accascio
perché lo sai che
no, non mi sento giù
ma l'aldiquà lo giuro
picchia troppo duro
si fionda come un Tyson
che ti sfonda dal futuro
e la sutura no
non basta più

No che non torno
giuro che è il mio giorno

giovedì 27 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.12 (Silvio, rimembri ancora vs. LOrDS)


mercoledì 26 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.11 (Bever en taz)


Parla di uno che esce dal lavoro e poi fa il giro dei bar, perchè se lo merita perdìo, e poi quando tutti sono chiusi va a mangiare il miglior panino della valle negli anni Novanta, un panino onto con la bistecca cotta al momento dalla Maria, il bar della stazione di Fondo che abbiamo frequentato assai quando eravamo giovini. Era un bar fondamentalmente per veci, ma ci si accampava anche una certa gioventù beona e incurante del lavoro dei nas. Aperto a tutte l’ore, da mattina all’ultimo che se n’andava, rosso e briscole come protagonisti assoluti. La Maria ti Linkfaceva il caffè con la moca (anche se sul banco campeggiava una macchina pel caffè Spaziale di nome e di fatto) con tanto di schiumina degli sgami della nonna, si beveva un Lambrusco con l’etichetta gialla e verde, fatto in Trentino e mai più incontrato: mille lire il bicchiere (ovviamente un duralex), sei la bottiglia. Abbiamo vissuto di (e a volte per) quelle bottiglie per qualche anno (Quando mi son fatto una borsa di cuoio l’ho fatta della giusta misura per contenerne una in piedi, per dire). Finisce che si torna a casa onti, ma non per la bistecca.
Qui si vede anche la prima versione, nelle Rabbi Loop Impro dell'estate scorsa.


La Piccola Orchestra Felix Lalù
Bever en taz

Dai nan a bever en taz
che l'è amò prest par la menestra
che ai laorà sota l'sol de n'neon comen'neger tut el dì
su e zo come la pel dal bigol
e no m'è plasest nancia n'migol
Che la sé l'è bruta
e patìr la sé fa mal
ades o taian zo na sonda
o nar a far fat la tonda de tuti i bar
tuti i bar de la val

Sen pu stinci che sani
ma pu sani che maladi
l'è miei tegnirse fis al grep
che morir de sé coi pei bagnadi
Alora, tuei, sas chel che fan?
da st’ora nan a tuer na boza de lambrusco dala Maria e magiari ancia n'panét
col buro che te ven encontra
che po' la sera zo baraca
Che tanto guides ti
me vanza cater ponti ma tanto guides ti
tornan a ciasa onti ma tanto guides ti

TRADUZIONE DAL NONESO
Dai andiamo a berci un bicchiere che è ancora presto per la minestra che ho lavorato sotto il sole di un neon come un negro tutto il giorno su e giù come la pelle del cazzo e non m’è piaciuto neanche un po’ Che la sete è brutta e soffrire la sete fa male adesso o tagliamo un salame o ci facciamo il giro di tutti i bar tutti i bar della valle Siamo più ebbri che sobri ma più sani che ammalati è meglio aggrapparsi allo sporco che morire di sete coi piedi bagnati Allora sai che facciamo, bro? a quest’ora andiamo a prendere una bottiglia di lambrusco da Maria e magari anche un panino col burro che ti viene incontro che poi chiude bottega Che tanto guidi tu mi avanzano quattro punti ma tanto guidi tu torniamo a casa ubriachi ma tanto guidi tu

martedì 25 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.10 (Wait for you)



E’ nata un pomeriggio di fine 2009 nel salotto/studio La Ostia. Si parlava delle canzoni metal con FraFalcioni, romano, ex batterista e decisamente ex headbanger. Si parlava della canzone metal classica, col pezzo cazzuto, il pezzo sbregamudande, il pezzo quasi hardcore, con testo che parla d’amore. Ne è uscita questa, che narra di uno che va dalla sua puttana preferita che, ahilui, è occupata. Allora il nostro scarpina per passare il tempo intanto fantastica, nell'attesa.



La Piccola Orchestra Felix Lalù
Wait for you

I’m gonna wait for you
could be walking for miles
I’m gonna pay for you
I wanna take you for hire

I’m gonna take you for hire
I wanna light my fire
I’m gonna wait for you baby, you’re my desire
I’m gonna pray for you
I wanna take you for hire
Be my lady tonight
hey you, motherfucker (yeah, you)
be my lady tonight

I’m gonna wait for you, baby
I’m gonna wait for you, you’re my desire
Come on come on, baby light my... stylophone

lunedì 24 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.9 (Dame el vulvon)



Dame el vulvon è il completamento della Trilogia del Cliff (qui si può vedere la prima versione nelle Rabbi Loop Impro dell'estate scorsa). Il Cliff è una di quelle persone con cui si sta sempre bene, promotore dello sballo salubre, amante della sua dimora. Attraverso le sue frasi e le frasi scritte sulla sua porta adolescente nasce questa saga, cominciata con “Son en tipo ala bona, me plas el cul e ancia la mona” (apparso su “Braccia strapate all’agricoltù”) e proseguita con “Poco Dio” (su “El se sentiva soul”). Questa canzone è in fondo un trattato dei più comuni approcci al sesso femminile del popolo noneso. Tirando in ballo anche il fico per antonomasia, Michael Knight, il protagonista passa in rassegna tutte le possibili varianti che potrebbero portarlo tra le gambe della desiderata, ma alla fine, angosciato dalla scelta, sceglie la via più rischiosa, ma anche la più breve


La Piccola orchestra Felix Lalù
Dame el vulvon
Poruesi domandarte de sposarme
darme soldi farme en piazer s
e me portes ala TrentoMalè
o domandarte n'etto e mez de speck
Enveze m’acontenti de puèc
Dame el vulvòn

Poruèsi domandarte el numer de zelulare
o mosarte la vetura che giai
domandarte canti vagoni che fa to pare
si gias fecebook o skype
Enveze me acontenti de puèc
Dame el vulvòn

TRADUZIONE DAL NONESO
Potrei chiederti di sposarmi darmi soldi, farmi un favore se mi porti alla Trento-Malè o chiederti un etto e mezzo di speck Invece mi accontento di poco Dammi il vulvone Potrei chiederti il numero di cellulare o mostrarti la mia macchina chiederti quante mele produce tuo padre se hai facebook o skype Invece mi accontento di poco Dammi il vulvone

domenica 23 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.8 (Quattro ever)



I Damsel’s Demon Lovers è gente che prende il rock seriamente rock. Gente che suda, che impreca, che tazza. I Damsel’s Demon Lover sono il gruppo con cui s’è fatta più baldoria per un intero buon periodo della Piccola Orchestra. C’era il Pene che continuava con questa storia del Quattro ever, allora l’ho preso in parola e, nella notte di San Valentino del 2009, ho scritto la canzone. Che fosse San Valentino è solo un caso fortuito, c’ho fatto caso solo il giorno dopo, ma fa figo dirlo.



La Piccola Orchestra Felix Lalù
(Beibo beibo I love you) quattro ever

I love you, baby
gimme gimme some more
Beibo beibo, I love you
quattro ever

I love you, baby
dame de pu damen amò

Beibo beibo, I love you quattro ever
Ecco il rappista che rovina ogni canzone
questa strofa parlerà d’amore senza goldone
l’amore che vorrei fare con lei
che con quegli occhi a pesce pare un video di skate Per arrivare al suo cuore già mi supero
quindi pensa cosa ti combino per raggiungere il suo utero
quando penso a lei mi masturberei
però poi finisco come Ray

Vei ci popa che te vuei ben
vei ci popa che te convièn
Beibo beibo, I love you quattro ever

sabato 22 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.7 (El cuart)


Un paio d'anni e mezzo fa ho fatto sto coro della montagna (che è scritto in solandro e non in noneso per una volta) che parlava dei caduti della morra e di gente che cerca un quarto uomo (o donna) per fare una partita (o preferibilmente molte). L'idea era di registrare un mega coro della montagna con i cantanti dei gruppi trentini (Qui ci sono le intenzioni), un coro chiamato Il Sontuoso Coro Montuoso. Ho scritto a trenta persone, mi hanno risposto in 13.
Quattro di questi hanno registrato e son finiti in questo video.
Altri due (Alberto dei Norticanta e Andy dei Next Point) son venuti a registrare, poi tutto è finito nelle formattazioni del pc e nei cambi di programmi di registrazione (sigh).
Quando l'ho ripreso volevo fare un coro classico, solo voci. Man mano che il sole muoveva le ombre tutto fuori invece ho realizzato che un coro della montagna classico aveva poco senso: ho cominciando tenendo la traccia base di chitarra che mi ero fatto, poi Fede e Wice hanno aggiunto le voci sarde all'inizio, poi il beatbox fatto con la saliva, poi ho aggiunto un pezzo ragamuffin alla fine di questo, poi una roba rubata ai Litfiba, poi ho trovato sto riffone di chitarra finale che mi piaceva un sacco e non riuscivo a togliere. A quel punto lì la canzon mi era totalmente sfuggita di mano. L'ho mandata qua e là. E' venuto Alberto e ha fatto delle parti vecchietta in chiesa e delle parti Tiziano Ferro nel pezzo Litfiba. Ho mandato da far le percussioni a Joe Barba sotto il pezzo ragamuffin. Le percussioni erano strafighe ma non c'entravano una mazza col pezzo ragamuffin allora ho buttato al cesso il pezzo ragamuffin e tenuto solo le percussioni e il pezzo Litfiba è diventato il pezzo Negramaro con l'aiuto di Nicola. E sul pezzone finale il Pero mi ha fatto una parte di batteria sontuosa e il Cina c'ha messo quella voce lì che ce l'ha solo lui.
Insomma la canzone è cresciuta con la gente intorno, come il buco delle Polo.
Grazie gente, è stato vero piacere, e il coro della montagna l'ha messo in culo al coro della montagna.



La Piccola Orchestra Felix Lalù
El cuart (vol.2)

Ne serve el cuart
per giugar ala mora
per doi quindesi ancora

El Mario l'è na n crauti l'è na via cola morosa
el Bepi le partì per la forla da la sposa
el Dolfo l'è per sora no'l teign pu la mora
el Gusto a sbeglar l'à perdù la os ancora

Ne serve el cuart per giugar ala mora
per doi quindesi ancora

Le senti le botte sul tavolo che batte?
le vedi le voci nel fondo della notte?
fan quindici punti in fondo alla bottiglia
in culo al pudore
in culo alla famiglia

Mani, facciamo due mani
al ciano alle mani ci penso domani
Mani ,c'ho male alle mani
veniamo alle mani?

venerdì 21 ottobre 2011

Una canzone al giorno n.6 (Mi sale la Gayna)


Intanto, GAYNA WHAT?



La Piccola Orchestra Felix Lalù
Mi sale la Gayna
Mi alzo la mattina
bombardano Cortina
luganeghe en cantina
senza l'anfetamina
sulla tua collina
io faccio malta fina
fai ciao con la manina
al Paradiso dalla Lina sale la Gayna
Mi sale la Gayna

Poi apro il giornale
non c’è niente da fare
finisce il caviale
ti vedo preso male
l’industria militare
parla l'intelletuale
l’anello all’anulare
in coda a Borgo Panigale scende il Maiale
Mi scende il Maiale