Interpretano Trentini è una piattaforma virtuale dopo, più o meno al ritmo delle mestruazioni, un gruppo trentino fa una cover di un altro gruppo trentino.
Per questo mese (Puntata 08) (qui si ascoltano le puntate precedenti) il gruppo che fa la cover sono io e il gruppo che viene coverizzato sono i The Bastard Sons of Dioniso.
La canzone (diciamo) coverizzata è Trincea.
In realtà non si tratta neanche di una cover, ma della versione originale del testo, poi scartata.
Quindi è una cover nel senso che mantiene la parte musicale (con grandi sottrazioni e qualche aggiuntina), ma cambiano totalmente testo e melodie.
La mia versione si chiama JERRY KALASHNIKOV e parla di Jerry Calà in versione kamikaze che dirotta un aereo e lo fa esplodere.
Il video son spezzoni di film su dirottamenti o disastri aerei. (Siccome contiene alcuni secondi di film protetti non si può vedere su cellulare, quindi se volete potete ascoltarlo qui)
Eccola qua
La prima canzone che ho scritto per altri è stata Lucidare i tagli, parla di Mickey Rourke (in The Wrestler) e l'ho fatta per i Bastard. Qui c'è com'è nata la canzone, se sei di quelli che gli piace sapere come nascono le canzoni. Qui il video in cui faccio dio o il fato o uno dentro una vasca.
Insomma andiamo al dunque; ad aprile è uscito il disco nuovo dei Bastard (potete ascoltare le canzoni singole qui anche se una playlist non sarebbe male). Non ha nome, o meglio il nome è celato dentro il disco dentro un rebus. A me me l'hanno svelato perché sapevano che mezz'ora dopo non mi sarei ricordato niente. E infatti non ricordo niente (ma c'è un contest aperto per chi lo indovina) (o forse l'han già indovinato).
Finalmente è uscito il video di Lucidare i tagli.
Grazie ai Bastard, che sono stati audaci a fare un video di una canzone lunga quasi otto minuti.
Grazie a Stefano Bellumat e al suo montatore e al suo direttore della fotografia, persone fantastiche, tutte con la barba.
Era inverno e il disco era ancora un miraggio. Si ascoltava le canzoni registrate dai Bastard in sala prove. C'era questa qua che per me era la meglio, musicalmente parlando: aveva quella gloriosità drammatica che hanno i pezzoni, il che mi ha fatto pensare a The Wrestler. Gli ho detto questa. Mickey Rourke è uno dei miei miti (tanto che la rubrica di cinema di questo blog si chiama "Il cinema visto da uno che gli piace Mickey Rourke"). In realtà dei film vecchi ho visto solo Barfly e Harley Davidson & Marlboro Man, ma uno con la faccia da fighetto che molla il cinema per farsi prendere a pugni è comunque un ghello.
In The Wrestler Mickey Rourke interpreta un wrestler che è stato famoso ma che a quarant'anni s'è sputtanato tutto: gloria, soldi, famiglia. In questo film torna con un ruolo da protagonista dopo vent'anni, dopo il successo l'abbandono, il tentativo di carriera da pugile, la faccia sformata e chissà quanti superalcolici. Sono fin troppe le analogie tra il buon Mickey e il personaggio che interpreta.
L'ho detto ai ragazzi e i ragazzi m'han detto scrivici su una canzone. C'era già il nananà del Wice, nananà contro il quale ho bestemmiato un tot di santi ma alla fine ce l'ho fatta. Io la chiamavo Mickey Rourke ma poi s'è deciso di tenere la parte di un verso che ci sembrava rappresentativa: le cicatrici sono le uniche cose che Mickey Rourke può lucidarsi.
Qua sotto c'è la versione disco e la versione acustica girata in montagna.
Alla fine dello show
la lama del sipario
diventa il mio sudario
ecco il vostro grande eroe
che tarda con l'affitto
fatica a stare dritto
sconfitto
No, io non ci sto più
se sono Mickey Rourke
è ora che mi svegli
a lucidare i tagli
a fare i miei bagagli
Chiuso nella mia roulotte
ho vinto una battaglia
ma perderò la guerra
nel mio cerchio sopra il ring
m'illumino d'immenso
chissà se ha ancora senso
e penso
nessuno capirà
No, io non ci sto più
se sono Mickey Rourke
è ora che mi svegli
e faccia i miei bagagli
e bermi il mio cachet
magro e sai perché
la gloria è una ferita
e certo non conforta
la giovinezza è tanto bella
quanto corta
e se la folla insiste
non vale contraddirla
godi le sue urla
eh già non si resiste
io plano nel mio giorno
qui non c'è ritorno
No, io non ci sto più
qui dentro Mickey Rourke
fa un freddo che mi sfascia
io tra un po' m'accascio
perché lo sai che
no, non mi sento giù
ma l'aldiquà lo giuro
picchia troppo duro
si fionda come un Tyson
che ti sfonda dal futuro
e la sutura no
non basta più