"EN FALÒ DE LOVE" è un testo dalle connotazioni esistenzialiste. Parte
con una riflessione sulla nostalgia del passato come tempo in cui tutto
era meglio ("sti ani/che strani") ma che spesso si riduce a mera
nostalgia della giovinezza e che comunque varia nelle forme da
generazione a generazione. L'unica soluzione per uscire dal loop del
ricordo/rimpianto è semplicemente
vivere al meglio il presente, attraverso i
"falò de love", che scaldano (non solo il cuore) in ogni stagione. Per
questi falò però è necessario accumulare legna di vario tipo (bore,
zoci, bratole, fasine) e poi è fondamentale saperli attizzare,
alimentare, governare, riattizzare alla bisogna. La legna per i "falò de
love", che te lo dico a fare, sono le relazioni.
Qui c'è il lyric video (attacca i sottotitoli se non mastichi il nones)
EN🔥DE❤️ non è solo un singolo è anche un'installazione illustrata composta da 40 illustrazioni che puoi vedere (ascoltando il pezzo nelle cuffie) presso la mostra ONDE: Fruscio di versi nel mare inesplorato di illustrazione e poesia Palazzo Assessorile - Cles (TN)
Il bello di suonare in giro è che conosci gente che suona in mille gruppi e ha gayna di suonare.
Ho cantato filtratissimo su sto pezzo pazzo scritto con musicisti che stimo molto. Daje!
ECCOLO! "CHIUSO IN CASA"
è il primo brano frutto di questa quarantena interminabile. Presto ne arrivano altri!
𝐂𝐎𝐕𝐈𝐃 𝐁𝐀𝐍𝐃 - 𝑴𝒖𝒔𝒊𝒄𝒊𝒂𝒏𝒔 𝒆𝒏𝒔𝒆𝒎𝒃𝒍𝒆
è un insieme di musicisti da tutta Italia e dall'estero che ha voluto
sfruttare il periodo di quarantena per comporre alcuni brani,
comunicando e creando esclusivamente via e-mail. Tutti i brani,
registrati in casa con mezzi più o meno professionali, sono
l'assemblamento delle tracce scambiate via posta elettronica tra gli
artisti e successivamente mixate per ottenere un prodotto finale che non
ha nulla da invidiare ad una vera jam session.
Niente equivale
all'emozione di un concerto live, ma questo progetto ha aiutato gli
artisti a rafforzare i contatti, crearne di nuovi e mantenere viva
l'ispirazione e la creatività. Ogni brano è accompagnato da un artwork
unico ed originale per concludere questa interessante collaborazione
artistica.
L'anno scorso ho raccolto in un post la musica che avevamo ascoltato durante l'anno in famiglia in salotto. Questa è quello che è andato di più tra quello che abbiamo messo su e ascoltato tutti insieme
NB questa lista non distingue singoli da album da concerti fa uguale non è in nessun ordine anche se di gran lunga la più ascoltata è stata lei
Ma la cosa migliore che ho scritto sulla morra è questa canzone, L'ora de la mora.
La faccio da quasi dieci anni.
Probabilmente è la miglior canzone che abbia mai scritto.
La faccio in acustico totale a tre quarti del concerto, così chi la vuole ascoltare la ascolta, chi vuole bere al bar o chiacchiera, beve al bar o chiacchiera e non la ascolta.
Nella prima strofa si cerca il quarto giocatore e si chiede al prete di partecipare.
Nella seconda strofa c'è una donna (impersonata dalla mia amica Irene) che arriva a recuperare il suo uomo ubriaco (interpretato dal suo compagno El Barnabi) che gioca alla morra, per riportarlo ai suoi doveri famigliari.
E' una canzone vecchia ma mi piaceva non ci fosse mai stato modo di documentarla per gli occhi.
Eccolo quindi.
L'ORA DE LA MORA
Fan doi colpi ala mora
Un par un Cià la mora
Caterina Seila
Tutta la voglio Trema a dirlo Do soleti
Trema 'l papa Doi man Nove no vegno Va' che gias batù sora T'hai dit spetel cacì
Vei ci don, fan doi colpi ala mora
E, se es n'om, dai doi colpi ala mòra Vei ci om, fan doi colpi ala mora
Quattro anni fa i Maya dicevano (o meglio la gente diceva che i Maya dicevano, perché i Maya nel frattempo erano tutti morti) che finiva il mondo.
Questa è la canzone di Buon Natale per l'ultimo Natale dell'umanità.
E' la prima canzone in vita mia con un cambio di tono in mezzo.
Poi è andata diversamente, ma la tensione del momento è palpabile.
Non sono più uscito in strada come Commando, ma mi rimane la speranza.
Mi son accorto che dopo quattro anni e dopo averla fatta live solo una volta non mi ricordo nè parole nè accordi, quindi mi son messo a tirarli fuori, come faccio per le canzoni degli altri. Mai usate tante note in una stessa canzone nè prima nè dopo.
Qua sotto testo e accordi (i numeri sono i tasti della chitarra), così puoi suonarla al pranzo di Natale coi parenti (ma soprattutto perché così la prossima volta che me la dimentico, c'è).
La Piccola Orchestra Felix Lalù
BUON NATALE (L'ultimo Natale del mondo)
12 11 12 11
A chi ha sete di giustizia e gli rimane amaro in bocca
9 7 Con un Brancamenta in mano
12 11 A chi aspira molto meno
12 11 7
E si accontenta di due dita di veleno
5 A chi ha solo voglia di un momento
7 E trattiene a stento il doppiomento
5 A chi caga 400 al mese
7 Più le spese
12 Buon Natale (and a happy new year)
10
Buon Natale (and a happy new year)
9 Buon Natale al cieco al muto al sordo
7 Che non vuol sentire Buon Natale
12 Buon Natale (and a happy new year)
9
Buon Natale
L'hai vista la partita?
7 Il bomber s'è tuffato
Governo hai vinto tu
5 E tutto il resto è carovita
7 Ma non importa perché
12 9 Questo sarà l'ultimo Natale del mondo
7 Per questo in fondo anche chi odia il Natale
5 7
Per stavolta ha qualcosa da festeggiare
5 Forza armiamo il nostro carnevale
7 E suoniamo nelle trombe delle scale
5 7 Percuotiamo poco piano un pianoforte a coda lunga in altro mare
5 E danziamo l'ultimo rituale
7 E ostentiamo il nostro schitarrare
5 Abbracciamoci per tutto lo stivale
7 12 Che è l'unica cosa sensata da fare
14 13 14 13 Buon Natale a chi manca d'impegno
11 9 A chi calca impronte invece di lasciare il segno
A chi ha un sogno nell'armadio
7
La crisi nella panza e il frigo con la radio
14 13 14 13 Buon Natale a chi inciampa e cade sul lavoro 11 9
A chi s'accontenta di lingotti d'oro
7 9 Buon Natale a chi gli piace il panettone ma gli capita sempre il pandoro
14 11 Questo sarà l'ultimo Natale che si ricorderà
In Trentino non c'è "come in cielo, così in terra". Una roba è il cielo, un'altra è la terra. Così è nella musica. C'è la musica del cielo e la musica della terra. La musica del cielo è il coro della montagna: intonato, impeccabile, intoccabile. La musica della terra è il rock: smarzo, rumoroso, inaffidabile. Così noi rocker ci rotoliamo fieramente nel fango, ma in realtà sotto sotto invidiamo loro immacolate giacche scamosciate dei cori della montagna, la loro impeccabile regalità, la loro altisssima tolleranza all'alcol.
Fu così che nel 2009 scrissi una mail a un tot di rocker della scena trentina proponendo di partecipare a un coro della montagna fatto solo di rocker. Bastava venire a registrare nel mio salotto e ci saremo ripresi il cielo.
Vennero a registrare subito Claudio Ruatti (degli allora Mamalbao), Emanuele Lapiana aka N.A.N.O., Granfranco Baffato (allora nei Supercanifradiciadespiaredosi) e Tiziano Caio Mattivi (anche conosciuto come "il quarto Bastard", ma anche ex Coro Abete Rosso).
L'idea era di registrarne quattro alla volta e farne ogni volta una versione diversa. Pubblicai questo post in cui spiegavo la storia con un video delle registrazioni, ma solo in questi giorni mi sono reso conto che non ho mai pubblicato la canzone intera.
Poi vennero anche a registrare Andy dei Next Point (che in quell'occasione mi introdusse alla canzone Lo spazzacamin, che registrai anni dopo in duetto con la donna tastierista di un vero spazzacamino) e Nicola Ferrandi (allora nei Trimocnik, ora nei BeatJuice), ma di quelle registrazioni, ahimè, s'è persa ogni traccia.
Insomma nessun vol.2 venne mai alla luce, confermando l'atavica inaffidabilità di noi rocker (me per primo) in confronto ai cori della montagna.
Ragazzi, quella giacca scamosciata possiamo bramarla finché vogliamo, ma la meriteremo mai.
Intanto ho pubblicato il vol.1, con almeno 6(66) anni di ritardo.
Ops!
Poi magari un giorno si farà, ma non voglio prometttere niente.
Dovevamo aprire un festival
Ma ha cominciato a piovere
Pioveva così tanto che s'è allagato il tendone dove ci riparavamo
Pioveva così tanto che il palco era impraticabile
Pioveva così tanto che tutto era impraticabile Ma sulla parete del sasso dove si suonava c'è scritto per gli alpini non esiste l'impossibile
Allora abbiamo deciso di suonare in piedi su un tavolo degli alpini
Il rumore della tempesta era così forte che copriva voce e chitarra
Siamo stati a un passo dal naufragio
E' stato difficile ma ce l'abbiamo fatta
Abbiamo portato il concerto a casa
E salvato la situazione
La prima canzone che ho scritto per altri è stata Lucidare i tagli, parla di Mickey Rourke (in The Wrestler) e l'ho fatta per i Bastard. Qui c'è com'è nata la canzone, se sei di quelli che gli piace sapere come nascono le canzoni. Qui il video in cui faccio dio o il fato o uno dentro una vasca.
Insomma andiamo al dunque; ad aprile è uscito il disco nuovo dei Bastard (potete ascoltare le canzoni singole qui anche se una playlist non sarebbe male). Non ha nome, o meglio il nome è celato dentro il disco dentro un rebus. A me me l'hanno svelato perché sapevano che mezz'ora dopo non mi sarei ricordato niente. E infatti non ricordo niente (ma c'è un contest aperto per chi lo indovina) (o forse l'han già indovinato).