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venerdì 16 aprile 2021

NOTIZIA BOMBA! MELINDA PASSA ALLA SOSTENIBILITA'

 



Abbiamo passato anni a dire che in Val di Non serve una visione nuova, a lungo termine, sincretica e collaborativa, che metta in relazione agricoltura, territorio e turismo. Una visione espressa qualche giorno fa anche dal presidente de La Strada della Mela, il quale è stato crocifisso dagli agricoltori, offesi, dopo cui si è scusato pubblicamente.

Poco dopo Melinda è intervenuta a suo sostegno pubblicando un articolo sulla testata locale Il Melo di cui riporto alcuni stralci:
- per Melinda "essere sostenibile è una missione da compiere ogni giorno, dai piccoli gesti quotidiani ai grandi investimenti"
- "tutti" i soci "utilizzano metodi di coltivazione sostenibili", riuscendo a "ottenere frutti di elevata qualità nel pieno rispetto del territorio"
- "l'agricoltura delle Valli del Noce cerca di vivere in simbiosi con la natura in modo da non alterare gli equilibri del paesaggio e della vegetazione spontanea, nell'ottica di una perfetta integrazione con l'ambiente circostante"
- "il benessere delle persone e la cura della natura che lo circonda sono prioritari"
- "dal 2008 melinda ha avviato un Piano che sta diventando sempre più ambizioso nella messa in atto di azioni tangibili e coerenti [...]. A dare ulteriore valore aggiunto sono i cosiddetti "biodistretti", [...] convertite anche grazie al diretto impegno finanziario da parte del Consorzio, una strategia precisa di ingenti investimenti che avvalora il ruolo prioritario della sostenibilità"
- Melinda intende "destinare i terreni a colture differenti, con una selezione di mele resistenti ad alcune fitopatologie, [...] ideali alla coltivazione nelle aree sensibili. Aspetto di vitale importanza per un luogo che vede i piccoli borghi abitati spesso "immersi" all'interno delle coltivazioni, valorizzando produzioni che siano in perfetta armonia con il territorio".
E niente. Pensavamo che questo fosse il futuro, invece è il presente!
Grazie Melinda, da parte di tutti.
Così va molto meglio!

giovedì 21 marzo 2019

LA STAGIONE DEI VELENI

"Se non sei parte della soluzione, vuol dire che sei parte del problema" (anonimo)



Come ogni anno, quando spuntano le primule, comincia in Val di Non LA STAGIONE DEI VELENI, col suo codazzo di decibel all'alba (necessari per l'economia) e puzze (innocue ma) puzzose.
Oggi è il giorno, almeno qui a Nanno.
Parliamoci chiaro: qui non si parla di qualità dell'aria e delle falde acquifere (c'è poco da fare: i dati sono poco chiari, le lobby sono troppo potenti, non se ne esce), sono questioni troppo grandi per noi poveri non contadini. Non si muore nè di rumore, nè di puzze, ma nel quotidiano le cose fastidiose sono queste (è un ragionamento miope? sì, ma un problema alla volta)
Mi spiego: rumore=io mi sveglio prima perchè i trattori fanno casino sotto casa la mattina presto>io dormo meno>io bestemmio>o vivo peggio; puzza=io mi alzo la mattina e non posso aprire le finestre perché c'è puzza ed è così almeno fino a mezzogiorno. Voi dite che è poca roba, ma se volevo questo potevo andare a vivere in pianura no?
Ogni anno faccio questo post e ogni anno i commenti si dividono tra "fanculo i contadini stronzi/irresponsabili/incoscienti/egoisti/corti" e "noi onesti lavoratori vituperati/c'è molta disinformazione/siete degli esagerati". Immagino che sia così che la vive la gente, insultandosi a vicenda (dentro e fuori).
Solo perché si focalizza sul problema e non sulla soluzione.
Allora sto giro voglio fare una PROPOSTA (scusate le maiuscole).

Cari contadini, create dei disagi.
Questi disagi sono innegabili (ripeto: qui parlo solo del rumore e della puzza) ma sono anche necessari per il sostentamento delle vostre famiglie. Questo lo capiamo, ma per noi i disagi restano.
E se ogni anno i contadini nonesi organizzassero una 
MEGAFESTA PER L'INIZIO DELLA STAGIONE DEI VELENI
per scusarsi in anticipo con l'altra metà della popolazione per i disagi arrecati?
Una megafesta tipo carnevale in cui mangiamo e beviamo insieme e ci insultiamo a morte (contadini vs non contadini, non contadini vs contadini) (magari anche con dei premi per i migliori insulti e/o le migliori/peggiori argomentazioni) ma siamo tutti amici (perché in fondo viviamo tutti insieme in un (bel) buco di culo e ci si vede tutti i giorni) e alla fine tutti ubriachi ci diamo ragione e pacche sulle spalle e il giorno dopo tutti a farsi i cazzi propri come sempre?
Non cambierebbe nulla, a livello di puzza e di rumore (per non parlare dell'aria e delle acque) ma almeno ci faremmo una festa insieme COME SI DEVE.
E quando ci incroceremo durante la stagione ci guarderemo reciprocamente un po' meno in cagnesco, anzi magari ci sorrideremo anche (rimembrando i reciproci simpatici insulti).

sabato 25 novembre 2017

VAL DE NON, 2050 (Peta Via Chel Trator)

Jay e Silent Bob de Cle(rk)s
 
L'anno scorso il Pol, il più grande cantautore noneso vivente, ha pubblicato (sotto lo pseudonimo di J-Pol) ha pubblicato la hit PETA VIA CHEL TRATOR, cover a sua volta di questa celebre canzone che narra di un contadino noneso che si stufa del suo lavoro e se ne fugge in Giamaica (poi che la Giamaica sia un bel posto dove vivere è un altro discorso).
Volevo coverizzarla, ma l'idea del contadino che fugge per fumare non mi convinvceva del tutto. Il contadino noneso, non vende e non scappa.
Il contadino noneso segue (la natura e) il soldo.
L'unico modo di convincere il contadino noneso a mollare la monocoltura (della mela) è convincerlo che esiste una monocoltura più redditizia. Questa monocoltura è la cannabis (curativa e/o ricreativa).
Per questo nell'aggiunta che ho fatto a (parte de)l testo del Pol  c'è questa visione del futuro della Val di Non come megaproduttore di canapa indiana.

Questo è il mio nuovo video.



Scritto, diretto, filmato e montato da Felix Lalù
Con Paolo Bertagnolli, Patrizio Cavallar,Jacopo Broseghini
E con Isa Nebl,Tommaso Nebl,Martina Girardi, Felix Lalù, Silvia Marchesi, Emilia Nebl, Shanti Visintainer

Chitarra 3 corde, Kaossilator 2, voce, cori: Felix Lalù
Registrato e mixato da Felix Lalù @ Studio La Ostia, Ville d'Anaunia (TN)
Masterizzato da Jacopo Broseghini @ TBSOD Studio, Vigolo Vattaro (TN)


Le famose corse sui binari della Val di Non



VAL DE NON, 2050


Testo: Paolo Bertagnolli / Felix Lalù
Arrangiamento: Felix Lalù


Leva, pisa, magna, ‘n pressa
Ge i pomari che me speta
Ogni an l'è na cagnara
La coidura l'è taciada
Auza, sbasa, che cojoni
Ciargia e mena via i ciasoni
I li pagia sempre men
Sarues mejo vender fen
L'è da tut el dì che tondi su'n trator de la Fendt
Le me feune le se clama Melinda e Marlene
No me plas i furesti, ma i clami a coir
§Almen i tas, i laora, no i gia ngot da ridir
Giai le sciarpe plene 'n pauta, le braghe 'nblolgiade
La ciamisa da laoro del nono de me pare
N'ai plen le bale
Sto mister l'è propi brut
Deme en canon o spachi su tut
RIT
§Peta via chel trator
Vegni con s-ciavador
S-ciavizan su ste plante 'n pomi
§Petan zo maria e fen su canoni
La Cocea la giarà n'po de invidia
Ma verastus la paserà
Speta n'amen che l'erba la ziria
E tuti i bacani i la 'mplanterà
Fora dai cojoni basta
Von a farme na vacanza
Zercia, smona, snicla e tasta
Ge en last minute
El va en Giamaica
Raspi 'nsema le me sdraze
For dai pei, lajame en paze
Von a fumar de ca bona
Tut el rest el vaja ‘n mona
Vendi fuer tuti i me pradi
Ai contadini strafamadi
I se li tegna tuti lori
I me pomari 'nvedrenadi
RIT
Val d Non, 2050
Fuer e fuer filari de ganja
La Melinda la s'è convertida
L'ha ciapì che gi convegniva
Prima gera bruti odori
Eren ancia pleni en tumori
Ades en ancia zapà ‘l premio
Perché fan star ben chei che fa la chemio


I contadini i parla al bar
Sol de ganja
I contadini i parla a taola
Sol de ganja
I contadini i parla a mesa
Sol de ganja
E a riunion del magazin
I parla sol de ganja
Ohi Marinda
Noi ne fan su ‘n canon
Cola ganja de la Val de Non
'Mplantan erba per dal bon
Cola ganja de la Val de Non
Zucer, bever, formai e sal
Se l'è masa tut fa mal
Ancia el disnar de nadàl
Se el fas pu de 'nbot al an
Mi ades me fon su ‘n canon
El fa mal, geu ben reson
Ma no puedi far a men
De la me dose de veren



VAL DE NON, 2050 
(testo con traduzione)

Leva, pisa, magna, ‘n pressa / Alzati, piscia, mangia, di corsa
Ge i pomari che me speta / I meli mi aspettano
Ogni an l'è na cagnara / Ogni anno è un casino
La coidura l'è taciada / La raccolta è cominciata
Auza, sbasa, che cojoni / Alza, abbasa, che palle
Ciargia e mena via i ciasoni / Carica e porta via i cassoni
I li pagia sempre men / Li pagano sempre meno
Sarues mejo vender fen / Sarebbe meglio vendere fieno
L'è da tut el dì che tondi su'n trator de la Fendt /  E' tutto il giorno che giro su un trattore Fendt
Le me feune le se clama Melinda e Marlene / Le mie donne si chiamano Melinda e Marlene
No me plas i furesti, ma i clami a coir /  Non mi piacciono i forestieri, ma li chiamo a raccogliere
Almen i tas, i laora, no i gia ngot da ridir / Almeno stanno zitti, lavorano e non hanno da ridire
Giai le sciarpe plene 'n pauta, le braghe 'nblolgiade / Ho le scarpe infangate, i pantaloni sporchi
La ciamisa da laoro del nono de me pare / La camicia da lavoro del nonno di mio padre
N'ai plen le bale / Ne ho pieni i coglioni
Sto mister l'è propi brut / Questo lavoro è proprio brutto
Deme en canon o spachi su tut / Datemi una sigaretta aumentata o spacco tutto

Peta via chel trator / Butta via quel trattore
Vegni con s-ciavador / Arrivo con l'escavatore
S-ciavizan su ste plante 'n pomi / Strappiamo dal terreno questi meli
Petan zo maria e fen su canoni / Piantiamo maria e rolliamo cannoni
La Cocea la giarà n'po de invidia /  La Cocea sarà invidiosa
Ma verastus la paserà / Ma vedrai, passerà
Speta n'amen che l'erba la ziria / Aspetta solo che l'erba giri
E tuti i bacani i la 'mplanterà / E tutti i contadini la pianteranno

Fora dai cojoni, basta / Fuori dai coglioni, basta
Von a farme na vacanza / Vado a farmi una vacanza
Zercia, smona, snicla e tasta / Cerca [...] e assaggia
Ge en last minute / C'è un last minute
El va en Giamaica / Va in Giamaica
Raspi 'nsema le me sdraze / Racimolo i mie stracci
For dai pei, lajame en paze / Fuori dai piedi, lasciatemi in pace
Von a fumar de ca bona / Vado a fumarne di buona
Tut el rest el vaja ‘n mona / Tutto il resto vada alla malora
Vendi fuer tuti i me pradi / Vendo tutti i campi
Ai contadini strafamadi / Ai contadini stra-affamati
I se li tegna tuti lori / Se li tengano tutti
I me pomari 'nvedrenadi / I loro meli avvelenati
Peta via chel trator
Vegni con s-ciavador
S-ciavizan su ste plante 'n pomi
Petan zo maria e fen su canoni
La Cocea la giarà n'po de invidia
Ma verastus la paserà
Speta n'amen che l'erba la ziria
E tuti i bacani i la 'mplanterà

Val d Non, 2050 / Val di Non, 2050
Fuer e fuer / A perdita d'occhio
Filari de ganja / Filari di ganja
La Melinda la s'è convertida / Melinda si è convertita
L'ha ciapì che gi convegniva / Ha capito che le conveniva
Prima gera bruti odori / Prima c'erano brutti odori
Eren ancia pleni en tumori / Eravamo anche pieni di tumori
Ades en ancia zapà ‘l premio / Adesso abbiamo anche vinto un premio
Perché fan star ben chei che fa la chemio / Perché facciamo star bene chi fanno la chemio
I contadini i parla al bar / I contadini parlano al bar
Sol de ganja / Solo di ganja
I contadini i parla a taola / I contadini parlano a tavola
Sol de ganja / Solo di ganja
I contadini i parla a mesa / I contadini parlano a messa
Sol de ganja / Solo di ganja
E a riunion del magazin / E alla riunione del consorzio
I parla sol de ganja / Parlano solo di ganja

Ohi Marinda
Noi ne fan su ‘n canon / Noi ci rolliamo una canna
Cola ganja de la Val de Non / Con la ganja della Val di Non
'Mplantan erba per dal bon / Piantiamo erba davvero
Cola ganja de la Val de Non / Con la ganja della Val di Non

Zucer, bever, formai e sal / Zucchero, bere, formaggio, sale
Se l'è masa tut fa mal / Quando è troppo tutto fa male
Ancia el disnar de nadàl / Anche il pranzo di natale
Se el fas pu de 'nbot al an / Se lo fai più di una volta l'anno
Mi ades me fon su ‘n canon / Io adesso mi rollo una canna
El fa mal, geu ben reson / Fa male, avete ragione
Ma no puedi far a men / Ma non posso fare a meno
De la me dose de veren / Della mia dose di veleno

domenica 16 dicembre 2012

Insomma è per colpa di questo qui se io suono (Valentino Magnani is back!) (Breve storia dei gruppi preferiti nei tendoni nonesi negli ultimi vent'anni)


Perchè suono è una domanda che non mi sono mai posto, fondamentalmente perché è una domanda del cazzo e non frega a nessuno. Giustamente. Ma per colpa di chi suono è tutt'altra domanda che vale la pena di rispolverare, perché è sempre meglio dare la colpa a qualcuno, se puoi. C'ho pensato in questi giorni mentre leggevo Rumore, che c'è sta rubrica dove i rockerz underground italiani dicono il disco che li ha iniziati al rock. Ma ancora più interessante è il gruppo live che mi ha iniziato al rock, le persone vere, non i gruppi che non hai mai visto dal vivo.

domenica 19 febbraio 2012

venerdì 24 aprile 2009

Sono della Val di Non - Atto IV

A volte la vita ti riserva strane cose. Ieri sera, dopo un concertino intimo al caffè Garzetti in cui ho testato il mio equilibrio in stato di ebbrezza su una sedia di plastica non progettata per la posizione eretta, il compare Fabbio mi chiama eccitato come un alvaro. C'è Igor Portolan al Pedavena. Lo raggiungiamo seduta stante, gli chiediamo umilmente un duetto e Igor accetta. Che emozione. Hai fat en cuer come en ciapùs (che tradotto suona come mi è venuto un cuore come un cavolo cappuccio, non so se rende ma cazzi vùa).
Quanto ho bramato un'inviata del tg4 che brandisce un gelato chiedendomi cosa prova in questo momento? come nella canzone de Il Teatro degli Orrori. Ovviamente avrei risposto un carroarmato di rock per teeeeeeeeeeeee, che ti faccia morire di musica e non di paura.
Tra l'altro Igor è stato molto cordiale e brillante, c'ha raccontato la genesi della canzone, di quando l'han fermato a Malpensa e i tutori dell'ordine gli han chiesto il documento di soggiorno con brusche maniere solo perchè era abbronzato (molto prima che Berlusconi sdoganasse l'espressione).
I più attenti sapranno immaginare la sua risposta.
Ladies and gentlemen,
very proud to present
(the original) Igor Portolan
feat. Fabbio da Genova
feat. La Piccola Orchestra Felix Lalù
Sono della Val di Non
live in Piazza Fiera
Trento
Trentino
Italia
mondo.

giovedì 16 aprile 2009

Sono della Val di Non - Atto III

Inauguro l'angolo de La Posta di Felix Lalù.
La prima però o me la inventavo, ma faceva brutto, o la pescavo dalla posta, quella vera. Casualmente mi scrive Daniela chiedendo lumi su una cosa:

buongiorno felixoscar, ho bisogno di chiarimenti perchè non mi raccapezzo. sabato ero presente al tuo concerto (bravo-grazie) ed ho tanto sperato che tu non facessi quella vergognosa canzone "sono della val di non" e invece, profondamente delusa, al pietoso annuncio del titolo, mi sono defilata per fumare una sigaretta e risparmiarmi quello strazio.

Perchè Felixoscar? Spiegami il senso! le parodie si fanno delle grandi opere, non delle cagate (perdona la scurrile definizione)!!!!

quella canzone è un'offesa ai nonesi, alla musica, a tutti coloro che si prodigano per produrre qualcosa di originale.ma forse sono io che non capisco....
Se hai voglia di spiegarmelo, ne sono contenta. Altrimenti mi cullo nel limbo dell'ignoranza che fa vivere meglio molti.buona giornata


Cara Daniela
Capisco perfettamente la tua reazione. La tua obiezione mi è stata fatta altre volte. Il più delle volte è gente divertita ma ognuno reagisce a suo modo con pieni diritti.
Sta canzone gira nei tendoni da almeno dieci anni. L'anno scorso, grande evento, il video. Tutti a chiedervi è vero o parodia? E' vero signori, è vero.
Premetto, per chi non lo sapesse, che la Valium Band è una cover band con all'attimo (che io sappia) un paio di inediti.
Molto famosa in Val di Non, forse ora meno di una volta, forse no. L'ultima volta che l'ho vista faceva cover di Vasco, probabilmente la scelta più pop possibile in Val di Non. Proprio per questo è gente che suona molto e riempie i tendoni.
Con questa canzone
la Valium Band esce dal limbo delle cover band e si affaccia all'arte della creazione.
Ma andiamo con ordine
Le parole:
Secondo me questa canzone esprime perfettamente la realtà della Val di Non. Forse non tutti i nonesi dormono come gli attori porno (=con i calzini), ma molti di loro, hanno
la camicia con i bottoni sempre slacciati, gli scarponi ai piedi e i jeans strappati. Ci lavorano. E di questo lavoro coi scarponi ci campano. Molti possiedono fuoristrada. In Val di Non i carabinieri ti fermano più spesso se sembri straniero, e dire di essere della valle ti para evidentemente il culo. Molti ragazzi in Val di Non son veramente i primi ad accorgersi che è primavera, si alzano presto la mattina per poi fermarsi per uno o più bicchieri al bar del paese, con lo scopo di star un po' fuori dal feudo della mamma o della moglie o della morosa. Quella è meglio vederla la notte. Poi al ritorno son cazzi, ma questo anche nel resto del mondo. Siamo di fronte ad uno spaccato sociologico totalmente realistico. Può sembrarti bucolico, allettante o anche triste se vuoi, ma è realtà, come pure le scene del video. Tu vedi i video dei negroni con le macchinone le pistolone in mano e le sboldre sui sedili e tu dici è solo scena per il video gangsta. Invece no, la tipa glielo sta succhiando veramente nel mondo esterno. Magari ci son du lustrini in più ma è realtà, come il nostro video della valle nostra.
Si può discutere della scelta di usare la progressione valdinon-lavoro-cuore-amore-sole-mare-quinonc'è, quello forse sì. Sono un po'inflazionate nel canto in italiano, ma se ci penso anche i primi dischi di Paolo Conte (che per me non si può paragonare a nessuno, neanche a Igor Portolan) erano zeppi di queste rime scontate.
La musica:
La canzone è la ripetizione dello stesso giro per tutta la canzone. Non so che giro di che perchè non so di note. Semplicistico? No. La maggior parte delle canzoni famose è fatta esattamente così. Di quelle belle bellissime che piacciono a tutti noi e son cazzute. Stesso giro, strofa-ritornello-strofa-inciso(o assolo)-ritornello e hai la canzone perfetta. Si chiama forma-canzone.Vasco lo sa, Ligabue lo sa, il dj lo sa, lo sapeva anche John Lennone. Evidentemente lo sa anche Igor Portolan.
La canzone:
Il tutto messo insieme (parole, musica, struttura, tiro) fa di
Sono della Val di Non un perfetto anthem. We are the Campions è un anthem, Fratelli d'Italia anche. Alla gente gli piace cantare gli anthem, dal primo gruppo di cavernicoli in poi. Insomma sta canzone spacca.
La storia:
Ho la fortuna di suonare in un gruppo in cui ho la piena e totale libertà artistica. Possso fare tutto e i contrario di tutto e tutto va bene senza vergogne. L'unica cosa che non farei è tirar fuori il serpente, quello no. Ma per il resto, suonare Io sono della Val di Non è una goduria, te lo garantisco, e io non ci trovo niente di male. Mia nonna diceva che bisogna vergognarse sol a far del mal. E mia nonna ha passato gli ultimi dieci anni della sua vita cantando robe senza senso e/o della sua infanzia e questo ne fa per me un esempio.
Certo mi rendo conto che se la odi è difficile sopportarne l'ascolto. Pensa a cosa fanno tutti i generi del mondo con le suocere: se mentre
la suocera parla tu pensi a lei torturata o vestita da pagliaccio forse la puoi sopportare. Questo lo diceva Karl Popper.
Quindi, Daniela, non risentirti se faccio questa canzone. So che molti la pensano come te, ma molti di questi molti poi se la cantano con ovvia goduria, dimentichi di tutto. Ché una canzone cantata in coro è meglio di tutte le spiegazioni a voce del mondo. E' un'esperienza telo garantisco.
Dai la prossima volta vienei a cantarla con noi! Vedrai, all'inizio l'orgoglio ti farà un po' male, ma cantando si vive meglio e si esorcizzano i nostri demoni. O almeno così han fatto il 99,9% delle culture umane fino all'avvento della fede tristezza senza canti libberatori che c'è capitata.
Canta con noi, Daniela!
Con affetto

Felix Lalù



Ora, questa lettera non è un consiglio. Ma se volete chiedere consigli a Felix Lalù, scrivete a felix.lalu@gmail.com.
Sarete risposti.