martedì 8 marzo 2022

CAPAZ è il nuovo singolo di Francesca Endrizzi, ho scritto il testo e parla di essere una donna

Care donne, nel giorno della vostra festa esce sto pezzo che è frutto di appropriazione culturale indebita. Ho scritto il testo dal punto di vista di una donna. So cosa vuol dire essere una donna? No, ma ho occhi e orecchie. Comunque ho già fatto questa roba. Ho scritto un pezzo sulla sort e uno sull'uxoricidio senza avere mai fatto personalmente né uno né l'altro (ma non is sa mai). pezzi son piaciuti quindi mi son fidato.
Mio è solo il testo. Musica, tema, ritornello e voci sono farina del capiente sacco di Francesca Endrizzi, ormai non più Drixie, ma sempre più sul pezzo.
Spero/speriamo vi piaccia e in qualche modo vi rappresenti!
E se non vi rappresenta, non sono sicuro se dirvi peccato o beate voi. A voi la scelta.

Qui la ascoltate sulle altre piattaforme



 

"Capaz" 

CREDITS
Musica: Francesca Endrizzi
Testo: Felix Lalù
Produzione: Roberto La Fauci - "La Forge Creative Chambers"
Mastering: Mauro Andreolli
Copertina: Alice Berti

TESTO
Soy capaz, soy fuerte, soy invencible, soy mujer 

Sono una donna
Ma la gonna è nell’armadio coi miei scheletri
Non parlarmi che c’ho il ciclo fino a venerdì
Cambio il sangue
Do l’esempio perché è giusto cambiare
Qualcuno lo deve pur fare!
C’ho gli ormoni a palla, voglio ballare
Fnché mi pare
Finché sti bassi non mi portan via le pare!

Soy capaz, soy fuerte, soy invencible, soy mujer

Sono ancora una donna
Non sono una santa solo perché non so fare miracoli
Ma c’ho una lista di molestie lunga secoli
Ma non te la meno, non me la meno, no!
Ma mi dà fastidio che valuti meno i talenti che mostro del corpo che ho!
Sarà solo invidia la tua?
O pensi di farmi la bua?
Si, vabbè, sei meglio te!

Soy capaz, soy fuerte, soy invencible, soy mujer

Né Pollyanna, né Barbie, né Samantha, né soubrette

Yo soy capaz, soy fuerte, soy invencible, soy mujer
Soy capaz, soy fuerte, soy invencible, soy mujer

 


mercoledì 15 dicembre 2021

Musica che abbiamo ascoltato in famiglia nel 2021

 

 

Come ogni anno da qualche anno, qui raccolgo la musica che abbiamo ascoltato in famiglia
(qui le liste degli anni scorsi: 2017, 2018, 2019, 2020).
Se tra vent'anni questo sito esisterà ancora, la prole potrà verificare
quali canzoni hanno rovinato la loro esistenza.

Io non ho spotify, guardo un sacco di video e di interviste e la musica la scolto su youtube,
per pigrizia immagino.
Fa tanto boomer, ok.

Ovviamente non ho messo la musica che ho fatto io.
C'è un disco nuovo e pure un singolo in uscita e gliel'ho fatti uscire dalle orecchie, a sta pora famiglia
ma metter la roba mia in questa lista fa un po ego.

 NB
La classifica è a spanne, partendo dai pezzi che ci siamo propinati a vicenda.

NB2
Se non vuoi sorbirti i pipponi, qui c'è la playlista tutta solo muzic.

lunedì 22 novembre 2021

I VALDESI I VA AL DODES: come la mia tesi di laurea mi ha portato al 15° campionato italiano di morra

Credits:
Fotografie cortesia di Marcello Galetti e Orlando Morici
"I Valdesi i va al dodes" (I Valdesi vanno fino al docici) cortesia del Barnabi

I morristi non è gente che le manda a dire
(ph: Marcello Galetti)

Quando ero in Erasmus ho fatto una tesina di antropologia culturale sugli studi di Clifford Geertz sui combattimenti di galli a Bali, che mi hanno imparato che il gioco è una cosa seria e può essere oggetto degno di studio tanto quanto le altre cose serieRientrato dalle fiestas madrilegne son stato in Bosnia per costruire una scuola con un gruppo di volontari solandri. In una settimana a far malta e portar birrette ai manovali ho imparato due cose. La prima, fondamentale: aprire le birrette con l'accendino (il segreto sta nella fermezza dell'indice della mano che impugna la bottiglia, l'altra fa una semplice leva). La seconda è che con na man de mora puoi farti amico anche il più burbero dei borari. La morra sapevo cos’era (impossibile non saperlo da queste parti), l’avevo vista mille volte, ci avevo pure provato, ma in Bosnia è avvenuto ufficialmente il mio battesimo. Son tornato con l’arraglio di giocare e la curiosità di saperne di più.

martedì 16 novembre 2021

FAQ Pomopoly

NB;
Le seguenti FAQ sono contenute nel libretto "Cuaderno di Campagna", contenuto nel gioco.

Se hai altre domande per i creatori di Pomopoly, scrivi a pomopoly@gmail.com e risponderemo volentieri sui social e su questa pagina.

 


 

 

 

 

 

 

 






Pomopoly esiste nella realtà?

Pomopoly è una ridente valle strategicamente situata intorno a una severa dose di monocoltura. Prova a googlare “valle+monocoltura”. Se non ti esce è il tuo google che è sbagliato.


Perché il borgo noneso dove vivo non è citato sulla plancia?

Probabile che vivi in un paese che è un buco di culo. Se non te ne sei accorto prima non sarà certo Pomopoly ad aprirti gli occhi.


Quando e com’è nata l’idea del Pomopoly?

Era la notte di capodanno dell’annus horribilis 2020, quando…. Masa sbatta! Trovi la risposta nel video “Pomopoly: Com’è nato? Com’è diventato il più grande gioco da tavolo della Val di Non?”. Googlalo!


Gli autori odiano i contadini nonesi?

Gli autori sono gente che preferisce amare.

Perché a Pomopoly è tutto quadrato?

Nel mondo naturale non esiste la linea retta. E a Pomopoly non c’è molto di naturale.


Perché a Pomopoly non’è neanche una [frutto per cui Pomopoly è conosciuta]?

Perché sono dappertutto. Almeno qui dentro non ne volevamo vedere ;)


Perché Pomopoly è scritto col nones de Ciadièz?
Perché i doi che s’è tuet la brigia de enventarlo par ti i è da Ciadièz e no i già cazzi de emparar el nones del to paes o che parlava to nono. Puece comedie.


Nel gioco ci sono riferimenti decisamente maschilisti? Anche gli autori di Pomopoly sono maschilisti?
Il gioco è una fedele riproduzione di Pomopoly. Pomopoly è una società obiettivamente maschilista. Alle donne dei contadini sono deputati i misteri minori: curar, curar l’ort, pasar pomi, ben che la vagìa coir ale basse, parezar disnar e zena, oltre ovviamente a essere oggetti dell’ironia maschile (poi chi comandi in casa è un’altra questione). Questa non è un’opinione, è un fatto. Gli autori non si identificano in praticamente nulla di ciò che accade a Pomopoly (quindi neanche nel maschilismo imperante) (chiedete pure alle nostre donne). 


Perché, a prescindere da quale sia il tuo genere, chi gioca impersona un contadin maschio?

Perché questo gioco si basa sugli stereotipi e gli stereotipi non sono mai stati politically correct.


Cos’è il/la Deutschnonsberg?
Il/la Deutschnonsberg è un territorio che comprende Proves (Proveis), Lauregno (Laurein) e Madonna di Senale/S. Felice (Unsere Liebe Frau Im Walde/St. Felix). Orograficamente fa parte della Val di Non (Trentino), politicamente della provincia di Bolzano. Tecnicamente sono tre borghi germanofoni imprigionati in un territorio germanofobo. Non li invidiamo per niente.


Perché la prigione è stata posizionata lì?
La prigione è lì in onore del suo cittadino più famoso, Florian Egger aka Il Rambo di Lauregno (è stato anche in lizza per la banconota da 50 vagoni ma non ce la siamo sentita).
Alla sua figura e alle sue avventure è anche dedicata la canzone “Pache! Fighe! Freni a man!” di Felix Lalù.


Chi sono i personaggi ritratti sulle banconote di Pomopoly?

1 vagon: Nadia Battocletti, podista e olimpionica.

2 vagoni: Carlo Piz, il più grande cantautore dialettale noneso di sempre.

5 vagoni: Caterina Dominici, politica ubiqua, hooligan e cheerleader del nones.

10 vagoni: Padre Alex Zanotelli, missionario e idealista, coscienza inascoltata di Pomopoly.

50 vagoni: Danila Cattani, personal trainer e instagrammer gaudiosa.

Come li avete scelti?

La scelta dei personaggi è stato il processo più difficoltoso nella creazione di questo gioco. Avevamo cominciato coi classici San Romedio (che poi noneso non era), Padre Kino (che poi l’è zoà prest), Fortunato Depero (idem), poi ci siamo resi conto che siamo stufi che la cultura sia solo celebrazione del passato. Esiste un presente, Pomopoly rappresenta il presente, parliamo del presente. Abbiamo scelto dunque personaggi della Val di Non contemporanea (o la cui opera ha ripercussioni sul presente, vedi Carlo Piz). Abbiamo scelto di coprire più ambiti possibili, di scegliere persone che, in un modo o nell’altro, ispirano.


Perché non avete messo invece [nome di un altro personaggio noneso minimamente famoso qualsiasi...]?

Perché la sbatta di fare sto gioco ce la siamo presa noi. Passa te un anno della tua vita a creare un gioco e potrai scegliere tutti i personaggi alternativi che vuoi.


Perché Revò e Romallo sono rappresentati in un'unica casella?

Perché è noto che gli abitanti di questi borghi si odiano reciprocamente, pur non essendoci ormai più soluzione di continuità (come El Paso e Ciudad Juarez). Agli autori piace vedere la gente che litiga, soprattutto se per motivi futili come il campanilismo.


Perché Sede Pominda e MondoPominda non sono riportati col loro vero nome?

Perché è assodato che (il vero nome di) Pominda non è un’istituzione fornita di autoironia (né di autocritica) e non vogliamo mettere il culo nei calci.


Perché ci sono 51 caselle e non 50?

Perché sennò era troppo facile fare i conti. Pomopoly ti farà sentire ancora più intelligente.


Perché al Vittori devi pagare solo un giro? 

Ma te da dove vieni? Un giro è un giro. Si beve un giro alla volta, si paga un giro alla volta. 

I creatori del gioco comunque ci tengono alla salute dei partecipanti e per questo incoraggiano un uso moderato dell’alcol. Drink davanz, ma no masa no.


Perché le scale si possono usare in entrambe le direzioni?

Le scale sono scorciatoie che il giocatore può decidere di prendere (in entrambi i sensi di marcia) per variare la sua progressione sulla plancia. Usate in modo astuto possono offrire al contadin modi differenti di procedere in base al suo stato sulla tabella VOUTE. 


Perchè le caselle con le patate non hanno un costo?

A Pomopoly la patata è il ripiego del contadin. Consapevole che più di una cena di tortei no puel nir fuera, pianta (a malincuore) le patate. 

Per questo nel gioco lo si considera una scommessa: il terreno si acquisisce gratis (e questo attira il contadin), ma può costituire sia una spesa, (al passaggio di un altro contadin sarà il proprietario a pagare una figurativa cena a base di tortiei) e allo stesso tempo un guadagno in quanto considerato al pari di un pra al passaggio dal via. 


Perché se non acquisti un campo di patate dove sosti non scatta l’asta come per gli altri terreni?

Perché a Pomopoly i terreni di patate non valgono un cazzo. Anche il mio giardino o la mia terrazza possono produrre patate.


Perché fermandosi su un campo di patate mentre il proprietario è in Deutschnonsberg (= al mare = in prigione), il proprietario deve comunque regalargli le sue patate (sotto forma di 2 vagoni)?

Perché anche se sei in prigione le patate maturano lo stesso, non serve fare niente, a parte qualche trattamento per la dorifora che può fare anche un bocia merda o un furest a caso.


Perché sulla casella Mostizol (casella 34) non accade nulla?

Per il semplice motivo che a Mostizol non accade nulla anche nella realtà, c’è solo freddo e i creatori ne hanno preso tanto facendo autostop negli anni 90. 


Perche a APT (casella 10) devi dire una cosa che ti piace della Val di Non?

Perché il compito dell’APT è di scovare quello che può piacere della Val di Non, nonostante la monocoltura.


Perché le caselle dove si paga sono color celeste?

Perché il colore giusto dello svago è il colore del cielo. Che poi al contadin non piaccia lo svago l’è cazi soi.


Esiste una reale correlazione tra le citazioni delle carte Ostie/Zonte e la vita reale?

Mentre il gioco è basato sui pregiudizi, i fatti riportati nelle carte Ostie/Zonte sono tutti realmente accaduti, nessuno escluso.


Perché avete deciso di chiamare i terreni pradi e non ciampagne?

Perché il bello di creare una cosa è che la fai come vuoi te e non devi spiegare niente agli altri, che devono solo giocare e stare zitti. Comunque, se proprio vuoi una ragione, pra è un luogo specifico (si dice “chel pra”), mentre ciampagna è un termine più generico. 


Perché il bancario deve farlo a titolo gratuito?

Perché, anche fosse noneso, deve capire che non tutto si fa per soldi.

 

Il Pomopoly può portare alla cecità come il porno?

Solo se si crede nell’esistenza dell’inferno.


Perché sarebbe meglio non prendere troppo sul serio questo gioco?

Perché la vita è troppo bella e breve per prendersi male per un gioco da tavolo.

Perché sarebbe meglio prendere questo gioco molto sul serio?
Perché la realtà è una brutta bestia e se la capisci meglio te la possono raccontare, ma non ti possono fregare.

Hai altre domande per i creatori di Pomopoly?

Scrivi a pomopoly@gmail.com e risponderemo volentieri sui social e su questa pagina



martedì 2 novembre 2021

KINO

Questa è l'illustrazione tipo ex-voto che ho fatto per la manifestazione estiva, Festival Kino dedicata a padre Eusebio Chini, uno dei nonesi più famosi al mondo.
Hanno fatto pure i tatuaggi!


venerdì 29 ottobre 2021

SPLENDO COME PIACE A ME, il primo singolo di Francesca Endrizzi

 


 Francesca Endrizzi è la giovane cantante e percussionista nonesa che mi accompagna da un paio d'anni con lo spettacolo in nones.
Sul palco come me si trasforma in La Drixie: con me fa la cantante percussionista e tastierinista loopista e con lei lo spettacolo è tanta roba.
Un paio d'anni fa ha cominciato a scrivere musica tutta sua, così è nata la collaborazione che ha portato alla scrittura di questo testo, cucito su misura per lei.
E' uscito a giugno ma lo pubblico solo ora perché sono un mona.
Il pezzo parla di emozioni, sensazioni, sinestesie, dice che va bene se splendi come vuoi te, non come gli altri vogliono che tu splenda, dice che la tua via è al tua via, che la devi abbracciare senza menartela, e tante altre cose che ci vedi solo tu.
In bocca al lupo Drixie!
Tanti di questi pezzi!

 


 

SPLENDO COME PIACE A ME
Francesca Endrizzi

Mi vivi solo quando sono fuori
Annego dentro mari di rumori
Esploro i suoni e tutta la natura
Esplodo e non mi faccio più paura
Splendo come piace a me

Se il mondo crolla schiavo degli umori
Occhieggio dietro mani di colori
Passeggio sulla pelle della gente
Non c'è niente per noi tutto per voi
Niente per me

Splendi come piace a te
Splendo come piace a me
Splendi come piace a te
Splendo come piace a me

Cercalo, trovalo, segui un sentiero su questa terra
Prendilo, stringilo, mordilo prima che si disperda
Cercalo (prendilo), trovalo (stringilo), segui un pensiero su questa terra
Prendilo (cercalo), stringilo (trovalo)
Splendi dove piace a te

Splendi come piace a te (so solo quello che mi fai vedere)
Splendi come piace a me (vedo quello che mi fai sentire)
Splendo come piace a me (mi vivi solo se mi puoi toccare)
Splendo come piace a me (Splendi come piace a te)

lunedì 25 ottobre 2021

Ai nonesi interessa davvero diventare ufficialmente minoranza linguistica? Cosa comporta DAVVERO dichiararsi nones* ladin* al censimento? #ladinitànonesa


La mia sintesi pubblicata su Il Melo
La mini-sintesi pubblicata su Il Melo


IN ROSSO ALL'INTERNO DEL TESTO LE AGGIUNTE SUCCESSIVE ALLA PUBBLICAZIONE DEL POST, continuerò ad aggiungerle (con date) per alimentare il confronto.

[20 dicembre]
SIGLA!
Qui puoi leggere la storia dei popoli ladini, come antipasto.

Dal 4 otttobre al 20 dicembre è attivo (su internet) il censimento delle minoranze linguistiche in Trentino.
Queste sono le info date dalla provincia

https://www.youtube.com/watch?v=9ihukl8Ffyk&t=16s

https://bit.ly/3zB1tkY
La notizia praticamente non è uscita.
Alla provincia interessa poco, evidentemente.
Agli eletti nonesi in provincia boh (gli unici incontri finora li ha organizzati Il Melo e Il Brenz in Val di Sole).
Alle minoranze conclamate (ho detto ladini fassani?) non frega molto di dichiararsi minoranze (perché dovrebbe?). Tanto son già minoranza.
L'unico luogo in cui qualcosa si muove è la Val di Non. I promotori del censimento sono il mensile gratuito Il Melo e l'Associazione Rezia (emanazione e braccio armato, di penna, della celeberrima Caterina Dominici), che da decenni spingono per il riconoscimento della minoranza, l'uno attraverso articoli (che purtoppo sono più promozionali che analitici, ma qui mi vien da dire che ci sta, dato che portano avanti questa "battaglia" dichiaratamente), l'altra attraverso pubblicazioni (che non ho letto). La retorica comunque non dovrebbe essere diversa, perché Il Melo e Rezia condividono alcuni degli autori: su Il Melo c'è una pagina interamente gestita da Rezia. Sono realtà che in qualche modo tendono a sovrapporsi (e in ciò non c'è nulla di male). Altre due realtà che se ne occupano e priomuovono la ladinità nonesa (con meno potenza di fuoco, ovviamente) sono l'
Union Ladin Nonesa e l'associazione culturale El Brenz. La prima è un'entità retta da Massimo Paternoster, avversatore (poi redento) e poi grande appassionato della ladinità nonesa, studioso di lingue autodidatta, grande frequentatore di ambienti di lingue minoritarie la cui passione per la causa è nota e dichiarata da anni. La seconda ha organizzato per anni (prima dello stop covid) un concorso per canzoni e poesie in lingua nonesa, solandra, rabiesa e pegaesa che si teneva la domenica pomeriggio del festival Le Parti di Ricambio a Croviana (Val di Sole). Questo concorso è stato peraltro il mio primo sprone a comporre di più in nones, alcuni pezzi di No Hablo Ladino (il primo disco in nones della storia) sono stati composti originariamente per partecipare a questo concorso, quindi grande plauso allo sforzo organizzativo di Cristian Bresadola e Milena Comini.

martedì 14 settembre 2021

POMOPOLY, il primo gioco da tavolo ambientato in Val di Non



 


POMOPOLY 

E' il primo gioco da tavolo ambientato in Val di Non. 

Ogni giocatore/giocatrice è un contadìn noneso. 

Lo scopo del gioco è diventare il più bacan, acquisendo più pradi
e accumulando più denaro ("vagoni") attraverso la riscossione
dell'affitto dei contadini che si fermano sulle proprietà. 

Al via si ritira l'aconto. Ogni giro di plancia corrisponde
a uno stato di crescita dei frutteti (il primo giro gli affitti
non rendono, poi crescono gradualmente fino al quarto,
per poi tornare al valore iniziale).

Al quarto passaggio dal via invece si paga per il rinnovo dei frutteti. 

Le caselle del consorzio ("zonte") portano contributi dalla provincia,
mentre le caselle del bon temp ("ostie") portano spese.
Le carte raccolte possono essere accumulate e rigiocate
strategicamente attraverso combinazioni delle
tre icone atomizator, giabion e rangon
(con la possibilità di usare "roncola selvaggia", la somma bastardata). 

Vince il più ricco contadino quando qualcuno fallisce
o chi raggiunge una certa quantità di possedimenti.

 




La confezione di Pomopoly comprende: 

una scatola bellissima e superelegante con chiusura magnetica

un tabellone di cartone pieghevole 40x60 cm en nones

4 trattori/segnalini in resina colorati 

80 cassoni di legno colorati

20 carte "zonte" en nones + 3 carte "zonte" personalizzabili

40 carte "ostie" en nones +3 carte "ostie" personalizzabili

banconote ("vagoni") qb per sbanfarla 

2 dadi

un libretto regole contenente:
il glossario (per capire meglio il luogo Pomopoly),
le regole del gioco (in italiano),
la traduzione in italiano delle carte ("zonte" e "ostie")
e delle caselle,
le faq

un cartoncino con le info veloci
(per no tirarse mati a scartabellare le regole)

un adesivo Just Be Bacan che puoi mettere sul tuo suv
o sul trator (garantito 1 vagon in più ogni coidura)

 

NB
Ad uso e consumo dei furesti, oltre alle traduzioni
delle carte e delle caselle contenute delle regole,
metteremo a disposizione un file pdf stampabile
a casa di tutte le carte in italiano anziché nones.

 

ATTENZIONE!

POMOPOLY E' SOLD OUT!

Chi l'ha preordinato a settembre
lo riceverà a inizio dicembre.

Chi volesse prenotarsi in caso ne avanzassero scriva a
pomopoly@gmail.com
e speri che qualcuno pacchi.



 

 

 

venerdì 16 aprile 2021

NOTIZIA BOMBA! MELINDA PASSA ALLA SOSTENIBILITA'

 



Abbiamo passato anni a dire che in Val di Non serve una visione nuova, a lungo termine, sincretica e collaborativa, che metta in relazione agricoltura, territorio e turismo. Una visione espressa qualche giorno fa anche dal presidente de La Strada della Mela, il quale è stato crocifisso dagli agricoltori, offesi, dopo cui si è scusato pubblicamente.

Poco dopo Melinda è intervenuta a suo sostegno pubblicando un articolo sulla testata locale Il Melo di cui riporto alcuni stralci:
- per Melinda "essere sostenibile è una missione da compiere ogni giorno, dai piccoli gesti quotidiani ai grandi investimenti"
- "tutti" i soci "utilizzano metodi di coltivazione sostenibili", riuscendo a "ottenere frutti di elevata qualità nel pieno rispetto del territorio"
- "l'agricoltura delle Valli del Noce cerca di vivere in simbiosi con la natura in modo da non alterare gli equilibri del paesaggio e della vegetazione spontanea, nell'ottica di una perfetta integrazione con l'ambiente circostante"
- "il benessere delle persone e la cura della natura che lo circonda sono prioritari"
- "dal 2008 melinda ha avviato un Piano che sta diventando sempre più ambizioso nella messa in atto di azioni tangibili e coerenti [...]. A dare ulteriore valore aggiunto sono i cosiddetti "biodistretti", [...] convertite anche grazie al diretto impegno finanziario da parte del Consorzio, una strategia precisa di ingenti investimenti che avvalora il ruolo prioritario della sostenibilità"
- Melinda intende "destinare i terreni a colture differenti, con una selezione di mele resistenti ad alcune fitopatologie, [...] ideali alla coltivazione nelle aree sensibili. Aspetto di vitale importanza per un luogo che vede i piccoli borghi abitati spesso "immersi" all'interno delle coltivazioni, valorizzando produzioni che siano in perfetta armonia con il territorio".
E niente. Pensavamo che questo fosse il futuro, invece è il presente!
Grazie Melinda, da parte di tutti.
Così va molto meglio!

martedì 9 marzo 2021

RADIO 15/18, le canzoni della Grande Guerra fatte trap

 RADIO 15/18 

"Le canzoni della Grande Guerra aggiornate al 2020"

è un disco di Felix Lalù
registrato tra il 3 e il 4 novembre 2020
con un pc e un cellulare
Tracklist:
1. BOMBARDANO CORTINA (01.25)
2. LA CANZONE DEL PIAVE (05.07)
3. APRITE LE PORTE (08.23)
4. IL BERSAGLIERE HA 100 PENNE (10.49)
5. DOVE SEI STATO MIO BELL'ALPINO (14.25)
6. ERA UNA NOTTE CHE PIOVEVA (17.02)



Credits:
Voce speaker: Riccardo Benetti
Voci, Rec, Mix, Video, Sottotitoli: Felix Lalù
Basi:
1. Prod. @LaloProductionBeatz
[FREE] Rap/Trap Beat -''BOO'' Trap Instrumental 2020
2. Prod. @LaloProductionBeatz
[FREE] Rap/Trap Beat -''WATER'' Trap Instrumental 2020
3. Prod. @AMPROD
AGGRESSIVE - [ FREE ] Trap Beat | (Aggressive Type Beat) | Hip Hop Instrumental | Trap Beat 2019
4. Prod. @Blank_Beatz
[FREE] Tyga x Offset Type Beat - "Solo Cup" | Free Type Beat | Trap / Rap Instrumental 2020
5. Prod. @Mamba_Beatz
(FREE) DRILL TYPE BEAT 2020 | POP SMOKE INSTRUMENTAL 2020 #RED
6. Produced by Miladski @Miladski_Beatz
License Contract
Invoice# PROGUEST_0052904001604479758_49955994735858
[FREE] Элджей x Feduk Deep House Club Trap Beat - "Бас" | Nebezao Type Beat


domenica 27 dicembre 2020

Musica che abbiamo ascoltato in famiglia nel 2020



 

Così come nel 2017, nel 2018 e 2019
Questa è la musica che abbiamo ascoltato in casa quest'anno. 
NB 
- Questa è una lista di pezzi che sono stati ascoltati almeno venti/trenta volte, così a memoria.
- Non è tutta roba del 2020 (qualcosa sì).
- Ovviamente essendo il maggiore ascoltatore di musica della casa buona parte della roba l'ho scelta io, ma abbiamo un altro paio di ascoltatori compulsivi che c'hanno messo del loro.
- Sono in ordine decrescente di numero di ascolti.
- Faccio outing, se non si era capito. Io ascolto musica su youtube. Che vi devo dire. 

venerdì 6 novembre 2020

MANDALA DALLA VAL DI SOLE

L'anno scorso ho fatto questo lavoro per l'ApT Val di Sole.
Il libretto è composto da coppie di illustrazioni ed elaborazioni grafiche a tema CASEIFICAZIONE.
Il gioco di parole tra "mandala" come tipologia di costruzione grafica e "mandala" come spediscila. Il tutto è un libretto da spedire con busta corredata.

 INTRO

 
 

giovedì 5 novembre 2020

CATERINA, il pezzo dedicato a Caterina Dominici


 

Durante il lockdown Francesca Endrizzi e Giovanni Dallapè hanno uscito una cover di sole voci e percussioni della celeberrima "Rosalina" di Fabio Concato, che a dispetto dell'età rimane un pezzo con un tiro pazzesco. Ho subito notato che Rosalina ha le stesse sillabe e qualche assonanza con Caterina. Siccome in questo periodo sto in fissa col nones ho pensato di scrivere un pezzo sulla nostra Caterina nostrana e ho proposto a Francesca Endrizzi, con cui sto già suonando in duo per il tour di No Hablo Ladino, di cantarlo, perché con la mia voce veniva una schifezza e con la sua invece è venuto una figata.
Anche se non condivido appieno le idee della Dominici riguardo il nones (e il riconoscimento della sua ladinità), non posso non riconoscere il suo status di vip (nel senso di very important person) a livello locale, guadagnato con una presenza assidua e quasi ubiqua a tutte la manifestazioni della cultura popolare in valle (sagre, feste, ecc).
Normalmente la Dominici (o la Caterina, come la chiamano in tanti) si presenza con la sua chioma rossissima e il vestito tradizionale e si propone ogniqualvolta ci sia un microfono acceso a disposizione. Per questo, secondo me, Caterina Dominici è l'unica vera rockstar nonesa e questa canzone intende celebrarne l'esistenza e le gesta in maniera ironica e affettuosa.
 

 
 

mercoledì 2 settembre 2020

Semplizi istruzion par deventar sindaco (en Val de Non)

[Questo articolo è stato pubblicato sotto pseudonimo nel 2005 sulla rivista Nos Magazine, che l'ha ripubblicato anche nel 2010. A parte qualche cambio di punteggiatura e qualche termine aggironato, è identico ad allora]

Ancia chest’an, come ogni lustro, è arivà l’ora de fargi la revision ai comuni, de dargi na resentada a sindaci e consiglieri. Mi personalmente son consapevole che no cambierà mai n’got (come l’asen de la fattoria dei animali), un val l’auter, ma non per chesto no me godi la baraonda de la sfida eletorale en forma paesana. 

La fascia tricolore: status symbol che va sempre di moda

El mecanismo l’è pu o men compaign a chei grandi, ma n’ten paés puedes farte en calche cont da prima. N’zi, can che mancia n’calche mes, en paés se scomenza zamai a parlar, a dir mesa basa, a ‘nformarse su ci che candida, su ci che è en lista con ci, su ci che l’è scontent e no’l partecipa, e su ci che vuel ma no lo vuel n’zun.
Mi che n’ai viste tante me son tuèt la brigia de scriver zo le istruzion. Ala fin l’è po’ sol zinc comandamenti che i ha zamai fat nar su tanta zent, i scrivi par chei che vorà deventar sindaci en futuro:

martedì 28 luglio 2020

LA SIESTA, semi-cover de La Collina di De André

Qualche tempo fa mi contatta Daniele Filosi e mi chiede di fare una cover di De André per lanciare uno spettacolo post-covid sul disco suo, quello col titolo lungo, quello sulle epigrafi dei morti. Sicuramente un gran pezzo di poesia italiana, ma non uno dei miei preferiti. Parliamoci chiaro. Fare cover di De André è mettere il culo nei calci. Il pezzo non sarà mai abbastanza cupo, nè abbastanza poetico, nè parlerà abbastanza degli ultimi, insomma non sarà mai abbastanza deandreoso. Comunque ho scelto il pezzo meno palloso del disco (che probabilmente è il più palloso della discografia).

Il modesto parere del Faber sulla mia cover