martedì 11 ottobre 2011

Io ci sono uscito

PoP_X
Listo




Dopo questo video è facile fare commenti maligni. Io credo che P o P_X abbia avuto coraggio ad aprire questa ferita che riguarda un numero di famiglie sempre crescenti. Io ormai li riconosco, gli uomini e le donne diventate centri commerciali, li vedo per strada, li riconosco dall'odore, li cernisco tra la folla soppesando mentalmente le borse sotto gli occhi, più che quelle dell'EuroBrico o di NewSport.

Si fa presto a dire centro commerciale. Io la prima volta che ci sono andato venivo giù dalla valle, dove regnavano incontrastate (o stavano lentamente morendo, non ricordo) le botteghe a conduzione familiare. Ero abituato alle luci al neon sotto le quali solo un diecci decimi poteva decifrare chiaramente la data di scadenza delle merci. Tu entri in questo posto e tutto è chiaro, ci sono i prezzi in vista, un omone rassicurante ti accoglie, puoi sbolognare il bocia a un draghetto di plastica e ferro che dondola all'infinito. C'è anche il sexy shop (dove una volta ho visto Gibo Simoni) dove ho implementato la mia collezione di vhs. Ci puoi stare delle ore, e c'è un sacco di topa. Roba da guardare, non è che puoi trasinarla nel bosco e volentarla, da queste parti. Un paradiso, a viverlo ogni tanto, una pera di uomo moderno. Ci passi per caso una volta, ti attardi e poi pensi che ci puoi riprovare, tanto puoi smettere quando vuoi. Finchè a un certo punto non riesci più a farne a meno. prima ci andavi al sabato, se c'era brutto. Poi la domenica che piove ci trascini quelli che speravano nelle loro uniformi tecniche da mkontagna. Poi inviti la collega all'ora dell'aperitivo. Poi vedi che c'è figa, ci vai un giorno sì e uno no e alla fine succede che esci dal lavoro, monti in maccchina, giri la chiave, fai retro nel piazzale evitando i bancali messsi a cazzo, butti il muso del carro fuori dal cancello e invece di andare a sinistra, verso casa, vai dritto a destra, e quando te ne accorgi c'è già una porta a vetri che si scansa, perchè ogni cliente è più importante della porta a vetri. La tua pera di Bistrot, un paio di boxer da Calzedonia, gli ultimi dvd da Trony, le gare di corsa coi carrelli con i boci dentro, a far deragliare perfetti sconosciuti. Ci sono andato anche solo per prelevare al bancomat. E pagavo pure la commissione, perchè io c'ho Unicredit e lì c'era la Cassa Rurale. Poi sei a casa e lasci alcuni denti sulle scale di legno perchè ti aspetti quelle mobili, chiedi alla tua donna il conto dopo il caffè, fingi di avere una colonscopia a Bolzano per goderti lo scarico merci alle sette di mattina.
Ho perso i miei figli nel buco del culo del Millennium. Venivano a prendermi al Bistrò o al Darwin a tutte le ore, pregandomi di tornare a casa, di tornare ad essere il loro papà. Mia moglie mi ha lasciato. Perdipiù per uno che lavora al Bren Center. Io quel posto lì non lo posso neanche vedere in cartolina. Questa concezione vecchia del centro commerciale... Ma non fatemi parlare oltre, ormai sono quattrocentododici giorni che non entro al Millennium. E' dura, ma sto resistendo. Tifate per me.

3 commenti:

k.brunnen ha detto...

non scherzerei troppo su questo argomento. anch'io sono stato centro commerciale. ma ora posso dare una testimonianza a tanti poveri sventurati che ci sono ancora dentro: c'è una vita fuori dall'ampio parcheggio! io ce l'ho fatta, ma è stato un lungo percorso. ci vogliono anni, una gran forza di volontà e anche tanti soldi, ma alla fine si trova l'uscita dal centro commerciale. ora sono guarito, ho capito che c'è un nuovo mondo, una nuova luce, nuove motivazioni, nuovi prodotti da promuovere, nuovi clienti che ti danno una ragione di vivere. se mi contattate entro le prossime 24 ore posso proporvi per soli 100 euro un set di coltelli in acciaio inox, un forno a micro-onde, dei coprisedili in ecopelle e la raccolta in 12 ciddì con il meglio dei Gipsy Kings. Affrettatevi.

Anonimo ha detto...

E' evidente che i centri commerciali debbano essere luoghi dove il consumatore si riconosce, o quantomeno gli sembra di ritrovare se stesso e senza nemmeno troppa fatica...Di solito sono facilmente raggiungibili e fruibili: la porta si apre veloce senza che tu debba nemmeno aspettare; una tutto sommato leggera struttura ti separa dall'esterno, magari in vetro attraverso cui puoi osservare il fuori e rassicurarti. C'è da dire che per chi, diversamente da me, fissa il giorno da destinare agli acquisti, i centri commerciali dove si vende di tutto e di più rappresentano una soluzione pratica e spesso conveniente anche dal punto di vista economico. Io pratico per lo più lo shopping occasionale camminando per strada, e qualche volta quello intensivo al centro commerciale. Ma questo generalmente solo in occasione dei saldi! :)

Daniele

smellymilk ha detto...

il vero disagio però secondo me, più che al millennuium, è allo shop center di pergine... li è aperto anche la domenica, e nonostante fuori ci sia il sole e i prati in fiore c'è la coda di auto per entrare, ci lavorava la mia former girl e ogni volta che andavo a trovarla per me era un trauma, roba che dopo 2 minuti già mal di testa...

ah, e due volte ho beccato il chioschetto dell'esercito in pieno stile ammerega "join the army", il che non ha migliorato affatto il mio punto di vista

ps: il video non riesco a sentirlo che sono al lavoro