Nasce a Samarcanda (Uzbekistan) il 5 marzo 1959 da un militare di origini croate e una donna uzbeka. Il padre li abbandona quando Miroslav ha 6 anni, con la madre si trasferisce nella provincia uzbeka. Inizia a giocare nel campo del paesino, costruito senza mezzi da Shavrat Karinov, un appassionato locale, "un pazzo visionario, un Leonardo Da Vinci uzbeko, un grande bevitore". Nella sua biografia "La palla andava un po’ dove voleva" (1990, Edizioni Net) racconta che il campo, in leggerissima pendenza, era stato scavato nella terra e le asperità naturali residue e ineliminabili potevano imprimere alle palle giocate effetti imprevedibili. La rete era formata da reti da pesca cucite a mano dalla moglie. "Dopo aver giocato su quel campo, giocare su uno normale era una passeggiata". Sempre Karimov gli costruisce artigianalmente una perfetta racchetta a forma di badile che lo distinguerà per la prima parte della sua carriera. A 12 anni i suoi genitori si riuniscono e, dopo aver passato un paio d'anni in Molvania, si trasferiscono a Minsk (Bielorussia). Assecondando la sua predilezione, il padre lo presenta a Yevgeni Berbetov, modesto giocatore degli anni 50 e 60, vincitore di una Coppa Davis nel 1953. Berbetov rimane colpito dal suo rovescio a due mani, dalla straordinaria capacità di improvvisazione e di arrivare su ogni palla.Partecipa al suo primo torneo internazionale a 17 anni. Nel 1977 vince inaspettatamente gli Internazionali di Roma imponendosi su un incredulo Nicola Pietrangeli al tie-break. Questa vittoria gli vale una wild card per gli Australian Open dell'anno successivo, che vince a sorpresa, imponendosi in finale contro l'argentino Guillermo Vilas, diventando il più giovane vincitore del torneo.
Problemi di visto gli impediscono di partecipare al Roland Garros e a Wimbledon. Riesce a raggiungere rocambolescamente gli Stati Uniti per gli US Open. Dopo una marcia trionfale con due soli set persi arriva in semifinale in cui deve affrontare John McEnroe, La notte prima del match viene prelevato dai servizi segreti americani con l'accusa di spionaggio. Dopo una notte di interrogatori viene rilasciato senza alcuna accusa, ma il giorno dopo, sfiancato dalla notte in bianco, McEnroe non gli concede neanche un set chiudendo con un secco 7-5 6-3 6-2, per poi andare a vincere il suo primo torneo del Grande Slam contro il mediocre Vitas Gerulaitis. Deluso dal trattamento subito e sicuro di avere avuto possibilità di vittoria, accusa McEnroe e lo stato americano di avergli fatto perdere il match di proprosito. In quei giorni conosce Sarah Eleanor Wilbur, modesta tennista ma ricca ereditiera in quanto nipote di Vincent Colgate, magnate del dentifricio. I due si innamorano perdutamente e Fagocevic decide di stabilirsi a Los Angeles. Si sposano a Las Vegas dopo pochi giorni. Armato di insana pigrizia Fagocevic si lascia viziare dall'avvenente e benestante moglie, tanto che, all'età di 20 anni, nonostante sia universalmente considerato "the next big thing " del tennismo internazionale alla pari di John McEnroe e Bjorn Borg, abbandona l'attività tennistica "per dedicarsi all'ozio e ai vizi". Il matrimonio prosegue tra continui e anche violenti litigi, provocati dal suo permanente stato di ebbrezza e dalla sua passione per il gioco ("un tiro di dadi è sempre più comodo di una volèè") le prostitute ("le donne più fedeli"), e appassionate riappacificazioni, condite con stravaganti manifestazioni d'amore (racconta
Attualmente continua a vivere a Campotejas in compagnia della moglie e dei cani John e Bjorn.
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