Mi chiedevo a che cazzo serve andare su marte, sulla luna. Mi chiedevo, soprattutto, a chi cazzo serve. Sembra una di quelle cose del si deve perché si può. Hai i mezzi, la tecnologia? Che fai ancora qui sulla terra? Fatti un razzetto e parti per l'west dell'universo. La tecnologia va sviluppata perché la tecnologia va sviluppata. Poi di solito la tecnologia l'ha sempre sviluppata la guerra. Gli occhiali, il frigo, la morfina e l'anfetamina son nate magari per caso ma poi se qualcuno ha pagato qualcun altro per sviluppare certe scoperte non è mai stato per i bambini dell'Africa affamati con la pancia gonfia. Sempre e solo per conquistare. Risorse di solito. (E con esse vagine, ok, ma questo è un altro discorso).giovedì 19 novembre 2009
San Teflon
Mi chiedevo a che cazzo serve andare su marte, sulla luna. Mi chiedevo, soprattutto, a chi cazzo serve. Sembra una di quelle cose del si deve perché si può. Hai i mezzi, la tecnologia? Che fai ancora qui sulla terra? Fatti un razzetto e parti per l'west dell'universo. La tecnologia va sviluppata perché la tecnologia va sviluppata. Poi di solito la tecnologia l'ha sempre sviluppata la guerra. Gli occhiali, il frigo, la morfina e l'anfetamina son nate magari per caso ma poi se qualcuno ha pagato qualcun altro per sviluppare certe scoperte non è mai stato per i bambini dell'Africa affamati con la pancia gonfia. Sempre e solo per conquistare. Risorse di solito. (E con esse vagine, ok, ma questo è un altro discorso).mercoledì 18 novembre 2009
Del riposizionare la mandibola nell'apposita sede
Non so se sia stata colpa del grunge ma negli anni novanta per un giovane suonare acustico era roba da sfigati. Chiudersi nella cameretta, distillare tutto il dispiacere di non avere una vita viziosa in lamentose canzoni acustiche. Vuoi mettere coi pompini dalle groupie? Che poi la maggior parte di noi alla fine non li abbia giustamente ottenuti è altra cosa. Poi il mondo gira e torna sempre indietro con passi avanti e così gruppi acustici is back. Nella metropoli della musica suonare acustico è come girare in Vespa, zigzagando le macchine imbottigliate. Un gruppo, se solo c'è una batteria, è almeno una familiare. Un gruppo attento ai suoni e pieno di pedali è un Suv, immobile come un tank. Il Trentino non scappa dalle vicende del mondo ormai da un po'. In principio erano le Fonda Sisters. Gente che veniva dal rock e dal crossover, perfettamente consce che senza batteria gira per un paio di canzoni, poi ti tocca arrabattarti per tenere alto l'interesse, con tutto il sudore che serve. Se non sei in grado c'è la crisi. Torni ad essere lo sfigato degli anni novanta e per masturbarsi c'è sempre la cameretta. Perchè il problema dei acustici è questo, manca il beat, la spina dorsale del concerto.lunedì 16 novembre 2009
Fogli di via
Mettiamo anche che io sono d'accordo che occupare uno spazio in disuso e sfruttarlo cioè fargli fare i frutti buoni per tutti è cosa buona e io la condivido, cazzo se lo condivido. giovedì 12 novembre 2009
Testamento biologico
Una volta volevo essere cremato ma non si poteva. Della sepoltura non mi dava fastidio nè l'essere rinchiuso in una bara da metallaro nè tanto l'essere mangiato dai vermi. I morti marciscono inquinano la terra più degli antiparassitari e delle ciunghe. Volevo essere cremato e disperso in alta montagna, dove di solito mettono le croci. Tipo Il grande Lebowski ma con il vento a favore. Poi non tanto per la croce in sè, è che le mettono sempre nei punti migliori, come a rovinarti la festa. Poi ieri i vescovi hanno deciso che la cremazione va bene. E' plausibile che la questione non sia tanto di ordine teologico o di aderenza alle indicazioni del signore (questo non è mai stato un problema, a guardar bene la storia). Semplicemente i camposanti sono più intasati delle carceri di Fuga di mezzanotte e allargare o costruire un cimitero costa più di un risarcimento per un minore violato.mercoledì 11 novembre 2009
La liberazione dei pelati

Quando eravamo piccoli il mondo era più semplice. Ad esempio uno con la testa rasata senza pelo era 1. uno skinhead oppure 2. uno in chemio. Quelli con la pelata si tenevano la vergogna. Altri per la vergogna aumentavano la vergogna col riporto, che è quel nascondere che evidenzia. Nessuno avrebbe mai pensato di rasarsi. Questo per la connotazione di cui sopra. Siccome non si poteva chiamare pettinatura da chemio la chiamavano taglio alla tenente Kojak o al massimo alla Yul Brinner, che erano così da anni, in barba ai pregiudizi. Anche i negri si rasavano, molto prima dei bianchi ma si sa che a parte il fatto di essere i nostri progenitori biologici e geografici e quello di aver inventato il jazz, il blues, il rocknroll, l'hiphop il fistfcìking e (quasi) tutte le forme di cultura pop che poi i bianchi hanno copiato, a loro non è mai stato dato molto credito.martedì 10 novembre 2009
Pisciare in piedi è da trogloditi

mercoledì 4 novembre 2009
Discreto pubblico, corri in libreria!
Autore: Dalia Macii e Oscar de Bertoldi
Titolo: Bastarock. L’underground dei Bastard sons of Dioniso
Editore: Egon
Pg.: 140
Anno: 2009
Prezzo: 13€
Isbn: 978-88-96215-18-0
in libreria dal 4 Novembre
Non è facile definire cosa si intende con l’espressione scena rock di un luogo né quali siano gli elementi che accomunano i gruppi che ne fanno parte. In molti casi è il nome di una città a diventare sinonimo di uno stile e di un particolare tipo di sonorità. Ma è sufficiente la mera condivisione di uno spazio geografico per condividere anche l’orizzonte musicale?
Bastarock applica questo criterio alla provincia di Trento e racconta la sua piccola -ma insospettabilmente varia- galassia di gruppi. Abbiamo cercato di fotografare un mondo sotterraneo, una scena musicale underground che con una punta di ironia abbiamo definito sottobosco. La sfida è la scelta di raccontare tutto il corpo sommerso di un iceberg affiorato in seguito all’improvviso successo dei Bastard sons of Dioniso.
Ci siamo messi in viaggio sulle strade del Trentino, alla ricerca di un’attitudine per il fare musica e suonarla dal vivo. Insieme alle parole abbiamo raccolto tutto il materiale possibile: fotografie, locandine, materiali, gli oggetti feticcio di ogni gruppo. Per non perderci in vaghe generalizzazioni di sociologia giovanile abbiamo eletto l’aneddoto come filo conduttore di questo viaggio: le situazioni paradossali, gli episodi, le storie e gli aneddoti capaci di restituire l’anima di ogni gruppo.
Uno dei luoghi principali di questo viaggio è senz’altro Sonà Music Club di Pietramurata. Sul muro del locale c’è una scritta fatta a mano con lo spray da un vicino esasperato: Basta Rock, ho fat la not (Basta Rock, son rimasto sveglio tutta la notte).
Dalia Macii | Oscar de Bertoldi
venerdì 30 ottobre 2009
Che sia l'ultima volta che suono alla Sonà?
La prima volta che ho suonato alla Sonà mi sa che era il 2002, forse addirittura il 2001. La stanza tappezzata di Gianni Agnelli era ancora sorda, il terzo piano era ancora spoglio. Abbiamo dormito in una delle stanze polverose del terzo, quella che poi è diventata la stanza nera credo. La mattina al mio risveglio c'era la compagna di liceo del Barnabi che era venuta con noi che studiava. Noi tentavano di ripigliarci dalla balla di rosso e lei studiava. Che bel quadretto educativo. Ma questo non conta. Alla Sonà c'ho visto gran concerti, a volte sono arrivato quando non c'era ancora nessuno e alla fine mi hanno scopato fuori come il peggio dei Bukowski. C'ho suonato quattro volte, c'ho fatto un murales poi altre cose che non si dicono. Da gennaio tutto questo non si ripeterà più (non lì perlomeno) perché abbattono la Sonà. Vi ricordate quando i talebani hanno abbattuto le statue del Budda e tutti a indignarsi perché abbattevano le statue che sono la storia e la memoria dei popoli? Abbattere la Sonà è la stessa cosa, solo che noi siamo quattro beoni e non una religione e allora contiamo meno.mercoledì 28 ottobre 2009
Vivere è bel, ma c'è sempre un prurito di dietro
Ciò mal di schiena. Ciò può togliere a volte il sorriso. Questo finchè non scopri le cose per cui vale la pena vivere invece di piangersi addosso. martedì 27 ottobre 2009
Tira più un pelo di Bue
Stasera, come ogni martedì, ci sono le prove dei Bue. Tornare a suonare finalmente in un gruppo è una goduria non da gran gurmè e piatti sopraffini. E' più osteria e fonde viola nei duralex e bistecca onta. lunedì 26 ottobre 2009
Via le zampe di gallina
lunedì 19 ottobre 2009
ZetaaaaZetaaaaZetaaaaaaaa
domenica 18 ottobre 2009
Un pezzo di tetta
sabato 10 ottobre 2009
Oltraggio al pudore part.2 (La Ostia - CopaCobain Contest)
Gian e Claudio chiedono giustamente una versione udibile della loro canzone torturata di cui si parlava qualche ieri fa. Non mancherò, cari amici caritatevoli. Ho solo un problemillo. Il ritornello ha il solito problema che si ripete sempre la stessa frase, come in uso tra i peggiori chanconniere di caracas, mentre a volte, ma solo a volte è buono variare. Mentre raccoglievo le mele domenica scorsa pensavo a tutte le varianti che si possono fare conmercoledì 7 ottobre 2009
La posta di Felix Lalù #4: Preservativi usati
Caro Felix Lalù

