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lunedì 22 novembre 2021

I VALDESI I VA AL DODES: come la mia tesi di laurea mi ha portato al 15° campionato italiano di morra

Credits:
Fotografie cortesia di Marcello Galetti e Orlando Morici
"I Valdesi i va al dodes" (I Valdesi vanno fino al docici) cortesia del Barnabi

I morristi non è gente che le manda a dire
(ph: Marcello Galetti)

Quando ero in Erasmus ho fatto una tesina di antropologia culturale sugli studi di Clifford Geertz sui combattimenti di galli a Bali, che mi hanno imparato che il gioco è una cosa seria e può essere oggetto degno di studio tanto quanto le altre cose serieRientrato dalle fiestas madrilegne son stato in Bosnia per costruire una scuola con un gruppo di volontari solandri. In una settimana a far malta e portar birrette ai manovali ho imparato due cose. La prima, fondamentale: aprire le birrette con l'accendino (il segreto sta nella fermezza dell'indice della mano che impugna la bottiglia, l'altra fa una semplice leva). La seconda è che con na man de mora puoi farti amico anche il più burbero dei borari. La morra sapevo cos’era (impossibile non saperlo da queste parti), l’avevo vista mille volte, ci avevo pure provato, ma in Bosnia è avvenuto ufficialmente il mio battesimo. Son tornato con l’arraglio di giocare e la curiosità di saperne di più.

mercoledì 7 novembre 2012

La mia tesi sulla morra (è di nuovo online)



Da anni incontro gente che in qualche modo sa o gli hanno detto che ho scritto una tesi sulla morra. La battuta successiva è allora sarai bravissimo a giocarci, a morra. La risposta a questa domanda è nella prefazione della tesi (che però in questo documento sta alla fine, a pagina 126) "fa i saggi chi non saprebbe fare i fatti". E infatti negli anni è certo che sia migliorato nel gioco ma è altrettanto certo che sono ancora una pippa, anche se le mie soddisfazioni me le sono prese.

martedì 22 marzo 2011

Gavin 1.0 VS The World

Mauro Corona ha detto che "la morra è gioco di scacchi gridato". Buona parte dei giocatori s'è detta d'accordo, perchè non basta tazzare alla grande per vincere. Quello aiuta a tenere il colpo, a esagerare nei decibel e a volerne di più, semmai. Serve calcolo attento e mano veloce, studio totale dell'avversario per primeggiare, e non è poco.
Cosa fanno gli uomini quando vogliono provare che un'attività è frutto di un'intensa attività di calcolo che ci distingue dalle bestie sozze e ignoranti? Costruiscono un robot e vedono se riesce a battere l'uomo. Uomo contro macchina, sinapsi contro circuiti, malleolo contro pistone. Tanto son contenti, che vinca uno o l'altro. L'importante è benedir tenzoni.
In Sardegna, dove la morra è considerata sport nazionale, un'equipe formata da un professore e quatttro boci dell superiori (respect!) hanno creato un robot che gioca a morra. L'han chiamato Gavin 1.0, e ha spaccato veramente (vedi qui e leggi qui).
Cinque alto serio per il team scientifico. Soprattutto grandi urrah per i giocatori all over the world, sempre e ovunque bistrattati perchè rumorosi e grezzoni, perchè la sola esistenza di Gavin 1.0 dimostra che la morra è gioco intelligente, matematico, nobile. Tanto si è guadagnato in scienza e marketing, tanto però si è perso nel senso del gioco. Il senso del gioco è l'estasi, se non si era capito. Puoi metterci pure il premio, la coppa, la gloria e gli articoli sul giornale, ma il senso resta sempre l'estasi. E chi lo nega o è un poveretto. O un coglione. O entrambi.
Giocare (e vincere, o perdere, è uguale) con uno che non puoi sfidare negli occhi, che non puoi rombargli in faccia il fatto che gli hai fatto il punto al primo colpo (così come dopo una serie estenuante), che non lo puoi scherzare perchè l'hai beccato proprio nel suo punto debole, che non lo puoi smascherare quando munge le dita (cit.), che non puoi sentirci un legame intenso (seppur estemporaneo) ha poco senso. Soprattutto ha poco senso giocare con uno che non paga da bere quando perde. Anche perdere, si diceva, con uno così che non capisce il senso di una pacca sulle spalle è come fare all'amore con una bambola di plastica.
Lo dicevano anche delle lettere, del telefono, della chat, lo so, ma la morra è di più. Chi la conosce lo sa.

lunedì 3 maggio 2010

La Mano e la Voce

Ricapitoliamo.
Mi intrippo con l'antropologia dei giochi.
Scrivo una tesi sulla morra facendo il giro dei bar.
La studio come fosse una lingua.
I professori non ne capiscono una mazza ma non capendo mi smollano pure un votazzo.
Metto la tesi scaricabile a gratis perché è cosa buona e giusta.
A volte i giocatori mi trattano come quello che visto che ha scritto la tesi è anche bravo. Se non lo sono si offendono, dimenticando che nessuno che abbia scritto una tesi sul calcio ha mai vinto una Champions.
Mi chiama Anush Hamzehian, regista padovano che sta di casa dove tutto intorno è pioggia e Francia. (e sta pure partendo con un nuovo progetto, ancora più itinerante)
Si legge la tesi (tutta, dice), ne trae un documentario girato tra Corsica, Provenza, Trentino e Friuli in mezzo tante razze di morristi.
Ci affida la colonna sonora, a me e al buon Johnny Mox che incide delle figate da osteria, La Piccola Orchestra fa due canzoni sulla morra. Son questa e questa, ma prendono solo la prima, anche se la seconda ci stava appalla.
Anush arriva qua il maggio scorso, si gira tra Trento e la Val di Rabbi, scendiamo insieme in Friuli dove perdo e vinco ma soprattutto ciarlo con bella gente e mi disseto col nettare di lì.
Il film è pronto e si chiama "La Mano e la Voce" ("La Main et la Voix") e si può vedere solo al FilmFestival della Montagna di Trento.
Al Cinema Modena.
Martedì 4 maggio (domani) alle 21.30 e giovedi 6 alle 17.30.

martedì 19 maggio 2009

Il Sontuoso Coro Montuoso - El Cuart vol.1

Come nelle migliori storie, partiamo dall'inizio.
Il giorno 3 aprile 2009 ho spedito questa mail a una trentina di cantanti e gruppi trentini:

Signori cantanti e non dei gruppi rock trentini
La Ostia - Registrazioni Artigianali vuole offrirvi un'occasione storica di riscatto.
La Piccola Orchestra Felix Lalù ha scritto una canzone da coro della montagna, cioè solo voci, un po' come quando sei in ballottaggio a X-Factor (se qualcuno fosse a conoscenza dell'esistenza di questo programma).
Ma
La Piccola Orchestra Felix Lalù da sola non è nessuno e forse è pure stonata e allora l'idea è registrare la canzone con i cantanti (e non) dei gruppi trentini. Il tutto si registrerà nello Studio La Ostia nel mese di aprile fino al massimo a metà maggio [come nelle migliori tradizioni delle peggiori mostre, poi il tutto è prorogato ad libitum. Basta far diverse versioni no? NdA].
Io vi invito a cantare, in qualche modo e dove vogliate, su questa canzone che vi allego. La canzone parla del gioco della morra, di gente che vuole giocare cazzo, they wanna play, ed è abbastanza scrausa, ho registrato questa versisone iniziale ad uso e consumo nostro solo, è registrata in un ora e piena di stonature e i volumi non son tanto giusti ma era solo per farvi sentire com'è. è solo una bozza e ovviamente le parti vanno rifatte da capo, ma penso che la struttura vada bene così, sennò viene troppo lunga. (sotto c'è un tappeto di mmm che si sente poco)
poi pensavo magari ad una coda di delirio ma quella esce da sola no preoccupate
ovviamente ognuno si prepari la sua parte proprio da
coro della montagna e vediamo cosa ne viene fuori, oppure può improvvisarla sul momento, basta che'l cantia, è un esperimento mai tentato prima, credo. una mega band che si cimenta nel nostrano Se vi va di partecipare, in tempi e modi buoni per le vostre esigenze, io ci sono.

Signori, è una vita che i cori della montagna ci guardano dall'alto in basso perche loro sono fighi.
Anche noi gruppi rock valiamo, un po come Garnier.


A questa prima mail hanno risposto subito ed entusiasticamente:
N.A.N.O
Granfranco Baffato
(Supercanifradiciadespiaredosi)
El Caio (quarto Bastard/ex Coro Abete Rosso)
Klaus (Mamalbao)
che sono intervenuti nel salotto buono per fare la prima infornata

Poi anche, a rispondermi ufficialmente:
The Squirties, che fanno tutto da soli con la Happy Family Records Autoproductions, solo che dovevo spedirgli un file con anche la chitarra e mi son dimenticato, ostie.
Il Panda (Putiferio), il più grande cantante del suolo autonomista, che però sta in tanta mona proprio.
Demis (Absinth Effect) ma ci siamo simpaticamente paccati troppe volte ormai in questo mese.
E ovviamente La Cripta Crew.
Gente che dovrebbe venire a breve è Kepsah, The Damsel's Demon Lovers, Next Point, Norticanta (ovviamente) e Trimocnik. O almeno così ho letto su L'Adige.
Poi alcuni me l'hanno detto, sì, ma non ricordo chi e in quale occasione, nè se l'abbiano fatto per farmi un favore.
Comunque non demordo, e un giorno saremo fin troppi.

Quindi ecco il video de El cuart - vol. 1



Ecco il testo, per te discreto pubblico curioso
(per i gnoranti nel video c'è anche la traduzione):

EL CUART

(mmmm)
doi ponti ala mora

(rit) ne serve el cuart
per giugar ala mora
ne serve el cuart
per doi quindesi ancora

el mario l'era n'crauti
l'è na via cola morosa
el bepi l'è partì
per la forla da la sposa
el dolfo l'è per sora
no'l teign pu la mora
el toni a sbeglàr
la perdù la os ancora

(rit)

(mmmm)
doi ponti ala mora

(rit)

lunedì 6 aprile 2009

L'ora de la mora vol.1

Tolte le ragnatele dallo Studio La Ostia. Era da inizio gennaio che non si registrava niente, una canzone intera addirittura dal 2008. Cose che non devono succedere.
Nel mio primo weekend off da un bel po' ho eluso la primavera e guadagnato colorito ceruleo rinchiudendomi in casa e tornando finalmente ad essere tutt'uno coll'amato divano, che per me vuol dire push rec compadre!
Ho registrato una canzone sul gioco della morra (per chi ignora la morra schiaccia qui), una specie di cavalcata morristica, lo spaccato di una serata nelle valli. Riascoltando le prime cose mi ricorda in alcune cose, ehm, Marco Masini. Veramente. Spero non porti sfiga. (d'altronde Masini è rock perchè è uno che urla. Questo me l'ha detto il Simo e io concordo)
La storia è presto detta: gente che gioca.
Ma come al solito, manca il quarto. Si tenta di coinvolgere il prete e lo si prende anche un po' in giro (per via di quelle piccole limitazioni cui è per sua scelta soggetto).
Si gioca ancora fino all'arrivo della moglie di uno dei giocatori che lo richiama alla domus, incazzata come una iena e pure desiderosa delle attenzioni che il consorte riserva al gioco di maschi. La morra consuma, questo le donne lo sanno, alle prese con membri pieni d'alcol.
Il tutto gira intorno all'assonanza doi colpi alla mora (o chiusa, il gioco)/doi colpi ala mòra (o aperta, di donna mora o la parte per il tutto)/doi colpi all'amore. Fin troppo semplice.
Proprio sabato sera siamo passati ai fatti, dopo le elucubrazioni musicali. In compagnia dei compari el Caio el Dooper e el Verza abbiamo fatto disperare il Bruno tutto in fase di chiusura con una partita infuocatissima Pinè-Resto del Mondo (cioè Val di Non+Vigolo). Poca tecnica ma molto spettacolo. Io e el Verza abbiamo perso ma è stata la degna fine per una serata degna di tale nome.

Intanto il testo (con appunti), in noneso stavolta (ah, a chi foresto ignora e servisse traduzione non ha che da chiede, non è che tutto va servito), poi con calma arriverà anche il resto.


L'ora de la mora

Fan doi colpi ala mora
fan doi colpi ala mora

un par un
cia la mora
catterina
seila
tutta la voglio
trema a dirlo
do soletti
larga baracca
cinque da cento
va che gias batù sora
t'hai dit spetel sul 7

(scena del prete)
vei ci don, fan doi colpi ala mora
e se es n'om dai doi colpi ala mòra
vei ci om, fan doi colpi ala mora
no narastus a ciasa bonora, che l'e l'ora, sì l'è l'ora
l'ora de la mora

fan doi colpi ala mora
fan doi colpi ala mora

trielina
sei alora
do'ntel cul
e cik ciok
larga la voglio
oto otoni
settebello
trema 'l papa
doi man
cater a bater
dai che l'è rosa
chesto tel fon sec

(scena della moglie)
vei ci om, torna a ciasa e laora, che l'è ora
'mplanta io coi toi colpi ala mora
e se es n'om dai doi colpi ala mòra, la me mòra
prima che la pasion la te mora
semper che el te tiria ancora

fan doi colpi ala mora
fan doi colpi ala mora

fan doi colpi all'amore
fan doi colpi all'amore

mercoledì 11 febbraio 2009

Una farfalla a Guantanamo

A volte fai cose che provocano cose che provocano cose che non avresti mai pensato. La farfalla che ho incontrato sul Brenta qualche tempo prima di Katrina ne è un'esempio. Anche lei non ne sapeva niente ma in zero3secondi s'è trovata a Guantanamo con le ali ammanettate e un afgano in culo accusata di essere il capro espiatorio di una catastrofe annunciata.
In breve, qualche anno fa scrivo una tesi sul gioco della morra. Sono scarso ma, per fortuna della mia mesosa ricerca, si gioca nei bar e alle feste. Raccolgo info a destra e a manca, parlo bevo e gioco e bevo e gioco e ciarlo, e alla fine ne esce il primo documento esistente sul gioco della morra, chiamato molto poco umilmente De Morra.
I professori non capiscono una mazza di quel che gli spiego (manco il relatore, che forse ha letto le prime tre pagine), li intorto e strappo pure un buon voto. Così la missione di finire l'uni è compiuta, posso disgraziatamente cominciare la vita, quella degli affitti e dei stipendi senza agevolazioni statali.
La tesi rimane li finchè la metto giustamente e libberamente scaricabbile sul blog, accompagnata da un video della morra in Sardegna.
Di lì a poco mi scrive l'amico di un amico, dal nome esotico. Vive a Parigi, vive di telecamere ed è rimasto colpito dalla forza visiva del gioco. Tra i giochi la morra è un po' come gli Slayer. Una calcio nei denti dritto e senza fronzoloni. Si legge la tesi (spero non tutta, dev'essere pesantuccia, anche se a tratti divertente), ne trae il progetto per un documentario e lo presenta qualche mese dopo a non so che casaa di produzione.
Sembra interessante, ma sappiamo tutti che fine fanno i progetti al mondo. Spesso lo rimangono.
Invece, dopo 15 mesi dal primo contatto, Anush mi chiama e mi dice che la cosa si fa, a maggio. Il documentario si farà il giro Provenza-Corsica-Trentino-Friuli. Non che me ne venga qualcosa, ma dare il via a qualcosa di fico senza accorgersene ha il suo perché e in quanto tale merita di esse brindato.

Spero solo di non finire a violentare minorenni.
Cosa che succede spesso quando si beve, pare. Lo dice il Trentino, L'Adige e pure Studio Aperto.

martedì 6 novembre 2007

Fate la morra, non la guerra

Dopo anni di ah, che figo mi piacerebbe leggerla e te la mando via mail mi sono finalmente deciso a mettere online (e scaricabbile al gratis ovviamente) la mia tesi di laurea, poi leggermente ampliata in un saggio in aggiornamento continuo intitolato molto poco modestamente DE MORRA e sottotitolato come un film di Lina Wertmuller, una cosa del tipo Ricerca etnografica sul gioco della morra in Val di Non e Val di Sole che pare na roba roboante ma in verità è fin troppo succinto perché questo libercolo sono tre parti ben distinte ma intrecciate.
La prima è una parte teorica sull'antropologia del gioco, più o meno il rapporto tra i popoli e i giochi. Niente di pesante, il lettore avrá la gioia di scoprire che il gioco è un argomento piacevole, oltre che interessante.
La seconda è una breve storia di un gioco che è antico dalle alterne fortune, tanto vituperato quanto duro a morire, partendo dagli egizi ai greci, dai romani ai napoletani fino ai promessi sposi e a Mauro Corona.
Queste due parti introduttive sono la base della terza, che è la ricerca etnografica vera e propria, in cui si dice cos'è la morra nelle valli in cui sono cresciuto, come si gioca, dove si gioca, quando si gioca, quanto si gioca, cosa di dice, come si batte, come si ruba, come si studia l'avversario, quanto si beve, quanto si urla ma soprattutto quanto si gode a giocare.
A chi fosse interessato, buona lettura.
Qui sta.
Spero che possiate godere voi nel leggerlo quanto io che ho goduto nel farlo. Non tutti possono dire
Ciao mamma, vado al bar... per la tesi.


Questo è un video molto bello della morra in Sardegna, Sa Murra (come ripeteva ossessivamente il compare barnabi quella volta nel circolo sardo a Bologna, cercando la sfida montagna-isola che, credeteci o no, alla fine abbiamo vinto, guadagnandoci un meritato bicchiere di mirto).

Poi qui trovate siti sulla morra in Friuli, Sardegna, Trentino, Francia e Spagna.