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lunedì 21 novembre 2011
mercoledì 16 marzo 2011
Felix Lalù lucra sugli amanti del teatro

Discreto pubblico, La Ostia è lieta di presentare il nuovo SPOT per la mostra
FELIX LALU' LUCRA SUGLI AMANTI DEL TEATRO
dal 18 marzo al 22 aprile
SpazioOFF Via Venezia 5 - TRENTO http://www.spaziooff.com/
Venerdì 18 marzo - ore 21
Vernice e concerto SABUNG
http://www.myspace.com/sabung
Tutte le opere sono vedibili in anteprima QUI
giovedì 9 dicembre 2010
Buoni propositi per il 2011
Essendo che ho svoltato l'infanzia nei anni novanta il mio artista preferito è(ra) Basquiat. Negro (anzi, ancora peggio: mezzo negro), tossico, beone, musicista (ma solo per farsi le tipe), smarzo, citazionista, e (ciglieggina sulla torta) morto giovane. Cosa puoi chiedere di più a un artista? Da lui ho imparato che puoi anche essere capace veramente di disegnare ma se disegni come un bambino fai prima, quindi fai più soldi. Poi da Ligabue (Antonio) ho imparato che si può dipingere partendo dalla cima della tela per scendere man mano, dimenticando totalmente il centro del discorso e partendo tranquillamente dalla periferia per divagare; da Hundertwasser ho imparato che in casa le piante non bastano, ci vogliono gli alberi, e che che la linea retta non è e mai sarà una linea naturale, da Beuys che anche da un nazi si può imparare qualcosa da fare invece che da evitare, da Jim Avignon che rock è fare le cose giusto per il piacere di distruggerle poi è un passo indietro per l'immortalità ed è cosa buona e giusta. Poi da Goya si evince che anche puoi aspettare settant'anni di ritratti ad autorità endogamiche prima di saltare fuori con i dipinti più metal di sempre e da Banksy che colle idee puoi fare a meno della faccia (bella mmerda). Il bello del mondo è che gli altri sanno sempre meglio di te cosa è meglio per te e per l'umanità. L'importante è scegliersi gli altri giusti.
Quello da cui voglio imparare a imparare oggi è (B)ananartista.
(B) è uno dallo slancio molto punk, uno che fa prima di pensare, un cantautore ispirato (foss'anche dallo spirito), un performer in delirio meneggevole, uno veramente situazionista e deturnista, in più autarchico totale, veggente dei me cojoni (in senso buono). Gli si può solo contestare il fatto che non sia ancora morto.
Se fossi l'oroscopo di Internazionale mi darei come compito per il prossimo anno di seguire l'esempio di (B)ananartista.
A seguire solo una piccola parte della sterminata videografia ad esso relata.
Ecco come ha lanciato il suo arrivo su myspace nel 2008
Qui fa elettronica minimalista
Techno trance incazzata
Prog quasi metal
Elettrogitanìe e medley folk (quanto cazzo mi grullerebbe suonare nei orgasmini)
Commenti critici alla sua arte
Jodel reggae a 3500 metri
Concerti sotto la neve
Alto cantautorato (dico serio)
Deliri di cantautorato screamo
Presentazione di libri che ti cambieranno la vita
Sample free jazz erotico
E questi sono solo alcuni dei, giuro.
Per finire (finire???) con le grandi risposte di The Ascended Oracle
(chiedi anche tu la tua domanda. Sarai risposto)
Io se fossi in voi vorrei essere (B)ananartista anch'io.
Madre, ce la posso fare
martedì 13 luglio 2010
Kant o qualcosa del genere
Kant era uno quadrato che si alzava tutti i giorni alla stessa ora e tutti i giorni beveva il caffè in cui qualche suo studente aveva sputato al bar davanti alla facoltà di scienza di Heidelberg. Dopo quindic'anni questa è l'unica cosa che mi ricordo di lui.
BLU - Big Bang Big Boom
Grazie a Fabrye per la segnalazione
L'altra era il sentimento del sublime, quella cosa che ti viene di fronte ai grandi fenomeni naturali davanti a cui noi siamo niente, robe tipo le montagne, gli uragani, le tette. La mandibola si sloga come Will Coyote.
L'uomo ha tentato di far ste robe colle sue mani. Piramidi, Colossei, sculture di pasqua e le tette di Pamela Anderson fanno ancora quell'effetto lì, ma le robe di BLU funzionano ancora meglio perché sono fatte con un cazzo.
BLU - Big Bang Big Boom
Grazie a Fabrye per la segnalazione
mercoledì 14 aprile 2010
Trasportatori di materiale fondamentalmente fertile è cosa siamo
Poi noi c'abbiamo questa visione giudaico-cristiana che tutto è costruito per noi uomi e invece no. Noi sfruttiamo la mela, cioè la fruttiamo con malizia, la mettiamo in batterie, la incateniamo con fil di ferro, la ingrassiamo col letame e col veleno poi la insacchiamo e la mandiamo per il mondo per comprarci lo yogurt la topa e il suv. Ma in fondo è la mela che sfrutta noi per portare in giro per il mondo i suoi semi. In questo modo viene cagata ovunque, già bell'e pronta nella nostra ovatta marrone. Un po' come la bamba da Caracas o l'oppio da Mumbai.
The Seed from Johnny Kelly on Vimeo.
lunedì 12 aprile 2010
Trento città dell'arte CoCoContemporanea VS Bansky Culo
A Trento siamo tutti bravi a farci i pompini a vicenda. Così quando si dice che a Trento c'è l'arte contemporanea mi vien da ridere. La provincia ci mette due lire e fa la galleria civica, che ha fatto anche cosette carine, per carità (e baciamanina che c'è) ma anche il monumento alla famiglia trentina, con dentro la famiglia media trentina (padremadrefigliofigliaeilcane) presentandolo come la roba più rivoluzionaria che si potesse pensare (certo, nella piazza dei tossici lo è, ma c'è modo e modo di migliorare la vivibilità di una piazza)(e poi pensa se poi i figli finiscono tossici, eheh. E' il rischio di celebrare i bambini prima che crescano). Poi Manifesta7, che ha fatto tante mostre ed eventi e cose (e pure una cosa di Blu a Rovereto che adesso abbattono, se non l'hanno già fatto). Pure qualche obolo per lo sviluppo delle gallerie che dovrebbero (o lo stanno già facendo) tirar su i Caravaggio, i Haring, i Gondry del doman. Ottimo. Arrivederci e grazie. Negli ultimi lustri sono apparsi anche i graffiti, pensa te. Solo che fan cagare. Non solo non abbelliscono, ma sembrano quelli degli anni ottanta a New York (a parte le robe dei The Bocias, tipo quelle che ci son qua dentro, quelle si, ce n'è di fiche). Certo da una terra che sforna continuamente gruppi hard rock anni settanta (massimo rispetto eh) è un passo avanti ma signori, vogliamo fare la città dell'arte contemporanea? Non ce lo possiamo più permettere. A me mi pare (e uso l'a me mi per questo motivo) che l'arte che brucia le anime non sia mai nata dentro alle mura. Io l'arte contemporanea (di tutti i tempi) me la ricordavo scomoda, audace, rischiosa. Son buoni tutti a far quadri e videetti, li faccio anch'io, ma chiamarli arte dai, lasciamo stare. L'arte deve dar piacere ma non basta, allora basterebbero i depliant della festa del vino. Dovrebbe dar fastidio ma non solo, allora basterebbero le tags con colori scelti a cazzo dei writers nostrani. Dovrebbe far pensare. Allora arriviamoci. L'uniche arte a Trento (da vedere eh, musiche è altre cose e altre discorsi) è l'orso del Bruno (solo la parete davanti però) e poi il graffito che sta davanti all'associazione ciechi (pensa te) in corso 3novembre, risalente a chissa quando che dice TRA CHI PARLA DI ROBA E CHI DI ROBA DA VESTIRE. Ecco, lì in mezzo ci sta l'arte contemporanea. Tutto sto pippone per dire che c'è gente al mondo che rischia. Alcuni diventano famosi non facendosi mai vedere, altri fanno i maestri, i grafici, i fruttivendoli. Non dico tutti, ma molti c'hanno la gloria, non quella delle copertine che serve per l'affitto e per i pompini, quella del'ho fatto cose che prima non avevano fatto. Come questi qui di questo film qua sotto che sta arrivando. Son sicuro che i graffitari di Trento sappiano di cosa parla, ma non è mai abbastanza. Non è mai abbastanza. Perché puoi ascoltarti mille, diecimila volte un disco di Jimi, ma potrebbe non servirti per riprodurlo fedelmente. Puoi anche riprodurlo fedelmente, ma potrebbe non servirti, perché nel frattempo in mille sono andati oltre. Usalo distruggilo ma facci qualcosa, no star lì all'inno americano a Woodstock, che Jimi stesso ci scatarrerebbe sopra se non fossse morto nel suo vomito. Questo non solo per rispetto tuo, ma anche per la gente che i muri li deve guardare tutti i dì (Sì, perché nel frattempo ero uscito dalla metafora musicale). Grazie Banksy's Exit through the gift shop
lunedì 29 giugno 2009
La sottile linea rossa
Qui si parte dal presupposto che si può far passare tutto per arte, basta spiegarla bene. Ieri parlando di mestruazioni con un'amica pensavo che se una tipa conservasse (ad esempio mettendoli sotto vuoto) i suoi assorbenti esterni (con o senza ali) e ne proponesse una serie sarebbe un'opera d'arte. Diciamo dieci metri per uno e mezzo di assorbenti appesi a una parete candida. Dieci anni o più di vita femminile della più importante e imponente produzione femminina della stora, con ritardi, alluvioni e sgoccioline che formano sulle tele (che di tela si tratta, suppongo) disegni tipo le nuvole. The power of nuvole. Del tipo ognuno ci vede quello che vuole e puoi dire che sono scizzi ma anche che ricordano in un certo modo Pollock e in un altro Basquiat. Un museone a caso lo esporrebbe (forse non il Mart), ricamandoci sopra ben di più che un litro di notorietà. Ben più litri di notorietà, color porpora.E' altresì plausibile, visto che non si inventa mai niente, che qualche donna l'abbia già fatto ma che non abbia avuto l'ardire di proporlo. O non gliene importasse, cosa plausibile e salubre. O perchè allora non si bevevano qualunque cagata come ora.
Ho fatto una piccola ricerca personale, tramite il sapientone di turno Mr. Google. Dando ovviamente per scontato il fatto che quello che non c'è in internet non esiste, ho scoperto che no, o meglio che avevo ragione: nessuna l'ha mai esposte.
Invece ho scovato una certa Vanessa Tiegs che fa dei disegni strafighi col suo mestruo, li chiama Menstrala. Ovviamente non è come comprare i colori al colorificio e averli a completa disposizione. Suppongo che il materiale non sia sempre della stessa consistenza e colore e porosità e quindi tocca improvvisare. In ogni caso provo una certa invidia per questa donna che pastrocchia col proprio umor fluido, dev'essere divertente.
Se invece stai pensando che è una cosa ributtante, discreto lettore, è ora di cominciare a riconsiderare la possibilità del riciclo dei tuoi fluidi. Quanti fazzoletti sprechiamo invece di serbare il nostro muco? Quanti litrate d'acqua monda scarichiamo con la piscia e la merda? Quanti specchi pollockiamo invece di riciclarlo e rimetterlo nel ciclo d ella vita. Invece di farne un silos (si o voglio un silos si lo voglio per riporvi i frutti del mio corpo) perchè non imbrattiamo qualche tela. Se passa di là Larry Gagosian potrebbe essere la volta buona. Quella del cazzeggio a vita.
domenica 15 marzo 2009
Cliff goes to Hollywood
Essere citati fa sempre un po' orgoglio nei cuori di noi genti. Questa incisione moderna (ah, grazie a Maria Clara aka FotoGuizzetti mia amica più amica che mel'ha mandata) è stata scovata in via non so cosa a Trento, quella che finisce con tre porte di sasso e il Pedavena.All'ignoto autore e a chi la canticchia allegramente mi piace ricordare che queste parole di genio cristallino non sono di Felix lalù, bensì del compare Cliff, maestro della creatività alle spese dell'idioma nonchè ispiratore dell'dell'omonima trilogia de La Piccola Orchestra Felix Lalù. Non so neanchee se lui l'abbia mai sentita, è un po' che non lo vedo.
Io per non saper ne leggere ne scrivere queste tre parole le ho sempre immaginate a caratteri cubbitali sull'imponenza alpina del Doss Trent, accanto a per gli alpini non esiste l'impossibile. Sarebbe arte cazzuta. Certo vegliarda, ma cazzuta.
mercoledì 12 novembre 2008
Artigianato Rulez
Mi scrive il compare Matia (si con una t, e allora?). Viene da quei paesi veneti che reclamano autonomia, ma poi è partito per ammore per la Portogallia. Pare che la vita gli sorrida, niente di meglio. Mi scrive così:uff che non posso mai sentirti liiiive
in un corso dell uni qui che si chiama officina di tecniche artigianali dobbiamo fare un oggeto in argilla basato nella tradizione portoghese
il mio artigiano di riferimento é lui: mi sembra di ritrovare incredibili somiglianze conle tue opere (opere si scrive con virgolette o senza?) é in pt ma credo si capisca ciaociao matia
Obrigado Matia, scoprire gente bulla è sempre un piacerone. Il tipo è uno con la riga in parte. Lui sì che sa che l'arte non è altro che l'artigianato inutile. Il vecchio Joaquim la sa lunga e fa le cose col cuore e coi coglioni, un po' per sè e un po' per il mondo.
Se ti piace ci sono un mucchio di artisti che fanno °*("opere")*° del genere. L'art brut è l'arte degli ignoranti, l'arte di chi se ne frega di sapere se fa arte o se si sta solo divertendo con le cose del mondo. Somma invidia per l'ignoranza.
Qui c'è un bel po' di roba.
So che sei abbastanza intelligente da sapere che il discorso del quello lo so fare anch'io non funziona tanto. Appunto per quello è difficile. Cosa certa è che te la godrai, e non poco, a farlo.
In bocca al lupo cumpà!
Un abrazo
Oz
p.: credo che il mondo giri così. opere si scrive con virgolette se l'artista non vende (per scelta sua o del resto del mondo), quando invece vende si scrivono senza: potere del sistema.
Nel mio caso credo si possa scrivere """opere""".
martedì 15 luglio 2008
Gli occhi più Blu Blu Blu Blu Blu di Paul Newman
La pioggia d'agosto rinfresca il bosco è un buon vecchio detto che funziona sempre. Non quest'anno. Mi duole comunicare che, ad oggi, in Trentino è già arrivato l'autunno. Non che le donne abbiano già cominciato a rivestirsi, per molte di loro sarà ancora estate per un po'. Ad ogni modo, checchè ne dicano compari vari e ottimisti atmosferici, è passato il tempo di lavatrici fatte di sole tshirt mutande e braghe corte, c'è da rispolverare le maniche lunghe, e pure alle braghe tocca scendere a coprire i polpacci. Non tutti i giorni, ok, e non di giorno, a volte, ma c'è da rassegnarsi. Anche quest'anno è andata, manco fossimo a Goteborg.Per consolarci ci rimane il nuovo singolo estivo di GaiaLuna intitolato fantasiosamente l'estate, che esce ieri, in concomitanza con la fine della stessa. Sembra l'indovinello sul silenzio, che appena lo pronunci sparisce.
Per consolarci ancora di più il Felix Lalù Institute of Giving Advice, su imbeccata della compare Fabrye, sempre on the move, presenta questo video del buon Blu, che non c'entra un cazzo ma che piace ai giovani.
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