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lunedì 14 febbraio 2011

Tette e inquinamento

C'è troppo inquinamento, le polveri sottili si insinuano nei nostri polmoni, traspirano dalla nostra pelle, impolverano i frutti, sporcano i vestiti stesi, ontano i capelli delle donne. C'è troppo inquinamento, ma solo a volte. Per combattere l'inquinamento ci sono due modi. Il primo è cambiare la macchina. Certo, si produce un rottame in più buttato in qualche discarica poco (o molto) visibile, ma si guida una macchina nuova, onesta con l'ambiente, rispettosa dei bronchi dei bambini e dei metalmeccanici. Il secondo è le targhe alterne. Da buoni italiani, quando la merda tocca il culo (e solo allora) ci si muove. Lo fa la nazionale di calcio, lo facciamo noi, lo fanno i nostri governanti. La soluzione non è muoversi meno, fare car sharing, non usare la macchina ma stare fermi se si è poretti e si ha una macchina vecchia e invece muoversi e sgasare se si ha il suv, per dire. Noterà, discreto pubblico, che sono interventi di facciata, facili da mettere in atto quanto inutili. I modi discreti sono inquantificabili e non fanno audience.
Così la pensavo anch'io, ma come ogni buon uomo su questa terra mi ricredo, mi ricredo perchè i politici lo sapevano già: per questo le misure adottate sono niente. Mi ricredo cazzo, va bene? Ho degli ottimi motivi, due in particolare: sono in asse, circolari e completi di bottone di accensione, spessso uno è leggermente più grande dell'altro. E' risaputo ormai che l'inquinamento fa crescere le tette delle donne.
E allora vai di inquinamento, metti la benzina agricola al posto della super, lascia la macchina accesa tutto dì, che è tutta salute, ma soprattutto, quando puoi, sgasa compare sgasa.

sabato 11 dicembre 2010

Chi dice merda

Ieri notte ero a casa di un amico. Spiegavamo alla sua morosa bulgara come si gioca al gioco di carte aka merda (ho anche pensato che sarebbe bello organizzare tornei di merda nei bar, ma vabbè). Il passo tra dire merda e chiedere a uno straniero come si dice nella sua lingua è più breve della gamba. In bulgaro merda si dice lainò. Ho riso perché qualsiasi parola che vuol dire cacca fa ridere. Poi ho anche pensato che ho un amico che si chiama Laino, ovviamente di cognome. Illuminato dal buffet di casa gli ho mandato un sms, all'una di notte, che recitava più o meno così: ciao g. ti scrivo perché ho appena scoperto che laino in bulgaro vuol dire merda. parlavamo del gioco di carte merda con un'amica bulgara. niente, volevo solo parteciparti, abbracioni, saluta la cricca, ha presto. Poi (ma solo poi) ho pensato che ricevere all'una di notte un sms che dice che ti chiami merda in bulgaro può non essere così divertente come per un minuto mi sono beato di ritenere. Infatti a mezzogiorno ancora nessuna risposta. Cominciavo a formare una bozza di pensiero riparatorio da tradurre in t9 quando, puntuale come il passo di giava, ecco la risposta che mi aspettavo: Grande scoperta. quando l'ho letto, alle 4 di una notte insonne, non sapevo bene come prenderlo. Pervendetta ho cercato lalu su urban dictionary: ah ah, vai a vedere!
Alla prova dell'adsl mi sa che è andata meglio a lui. Tra le varie accezioni di LALU possiamo leggere (se dotati di licenza elementare):
- adjective desscribing someone with high level of intelligence, and good like features (ex: oh, i wish i could be a little bit more lalu!)
e fin qui tutto bene
- a freaky person who doesn't know he or she is freaky (ex: man, you're a lalu!)
- a lalu is a person being a freakin idiot (ex: you are such a lalu)

La vendetta tra due uomini dopo un po' si esaurisce. L'ideale è estenderla a terzi, devolverla in beneficenza. E' così che nascono le guerre (e sappiamo tutti che non finiscono):
MOX= a young homosexual male
SEBA= someaone stupid, pittyful and unlike
PERO= a horrible gay intention... mainly ivolving the urge to get blown by others, of the same sex
BRUNO= a bad asss, one who is unafraid to be regarded as bad

lunedì 25 ottobre 2010

La risposta della scienza

Finora la risposta della scienza alla violenza sull'uomo è stata. Oh, che orrore, la guerra, ma come lo usiamo sto propulsore di ultima generazione? Lo mettiamo su un caccia o sulle sedie a rotelle degli storpi?
Per fortuna c'è anche scienziati che tentano di spiegare perché la fratellanza è cosa buona e giusta e non solo tra fratelli. Poi che la gente continui e morire e spararsi non lo cambia nessuno, ma almeno ce n'è uno che ci prova.



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giovedì 8 luglio 2010

Il mondo ai tuoi piedi, fino alla calvizie

Non ho mai capito come funzionava la cosa dei saldi, le donne che spinnano come squali tra i mucchi sanguinanti di vestiti ormai a portata di mano, che si avventano con 104 denti sull'ultimo capo scornandosi su chi l'abbia visto per primo, che abbandonano a cazzo i brandelli dei corpi meno dolci quando ormai la panza è piena o il bancomat si arrende. Mi sono sempre accorto dei saldi quando il grosso era già stato ingoiato, quando non mesi dopo.
Quest'estate ho fatto per la prima volta shopping il primo giorno di saldi. Stavo partendo per Roma e mia zia, che non ha mai lodato il mio vestire, mi ha messso in mano cento euro colla missione esplicita di comprarmi qualcosa di almeno decente. E portare anche gli scontrini, a prova del compimento dell'impresa, che non mi spendessi due lire in magliette e il resto in giochini per boci (è che mi conosce troppo bene, nolla posso fregare). Sulla via verso sud, la sera ho raccontato la cosa a mio padre, che mi fa se veramente ti compri qualcosa di decente ce ne metto cinquanta pure io. E' una vita che si lamenta del mio abbigliamento smarzo e demodè e forse ha raggiunto la consapevolezza che è meglio passare ai fatti, invece che dare inutilmente aria alle laringi.
Sono sceso dal treno a Roma Termini coi 150 in mano, come i boci che si presentano al gelataio col sorriso da cane di Pavlov, sventolando monetine in quantità adeguata.
Il centro commerciale Euroma2 è il centro commerciale più grande d'Europa. C'è una quantità di marmi da tenere in piedi tutta la provincia di Carrara ed è stato disegnato da un architetto che ama il kitsch ma crede di far robe belle. O da una nonna qualsiasi.
Il bottino, comunicato quasi in tempo reale alla zia via sms, comprende: 
- un paio di braghe corte verdenero da estate trentina
- un costume per il mare color marrone, così se decido di cagare in mare per seguire Gisele Bundchen almeno non si nota, 
- una felpa tipo della tuta, nera con striscie verderame o verdemare sulle braccia
- una camicia a quadri blu e arancione (io le camicie a quadri l'ho sempre messe, che fan montagna e danno un tono all'ambiente. Passato il grunge sono sempre stato fuori moda. Ma da quest'anno sono tornato di moda. Questo ci innsegna che affezionandoci ad un capo saremo di moda almeno una volta ogni dieci anni e questo ci farà pensare di essere sempre stati più avanti degli altri. Io questa moda l'ho anticipata di almeno quindici anni. Ciò fa di me uno avanti.)
- due paia di braghe da vecchio
- un paio di scarpe da ginnastica da gangsta rapper
- un cappello bianco da gringo a Cuba, o da pappone. 
Ero con due donne e avevo più borse di loro messe insieme e questo mi dava una certa soddisfazione. I saldi ti danno anche questo ti danno anche questo tipo di rivalsa di genere.
Finiti i soldi ho capito come ci si sente quando ci sono i saldi e tu finisci il budget. Prima ti aggiravi per le navate marmoree con l'aria tronfia del guappo di paese. Tutte le topine meglio del paese pendono dalle tue grandi labbra. Tu te ne freghi, prendi questa e quella ma sai che basta un cenno e puoi averle tutte e intanto fai le tacche sul comodino. Finito ill budget sei ancora lo stesso guappo ma c'hai trentacinque anni, la panza da birra e la calvizie più che incipiente. Le donne della tua età un po' ti schifano e un po' ti compatiscono perché si ricordano com'eri e le squiinzie non ti si filano manco per il cazzo. Ti senti impotente, imbruttito, sdentato e manco i manichini ti sorridono più. Il tuo potere d'acquisto è zero e conti quanto il pd.
Hai comprato, c'hai le borse piene, sei sazio ma non soddisfatto. Hai più di prima ma non abbastanza. Questo senti.
Ho imparato che i saldi non fanno proprio per me.
Ma hey, ora ho un cappello da pappone.

martedì 6 luglio 2010

Dell'inclinare costole alla gente

Immaginate di essere all'alba del meglio festival del Trentino tutto, non il solito festival birra slavata e suoni da culo. Qua c'è due palchi col meglio dell'indigeno e roba buona da fuori, installazioni a manetta, workshop seri, grappe artigianali in quantità industriosa e un parco accogliente come l'utero di vostra cugina. Tutto al netto del gratuito. E' l'alba del meglio festival, si diceva, e l'anno scorso son successe cose memorabili e c'è la gayna giusta, quella che si taglia con un grissino. Arriva un vostro amico, sta già ciarlando con i vostri amici comuni che gli stanno offrendo il ben del dio e decidete di inaugurare l'evento dell'estate con un gesto d'affetto particolare. Per dimostrargli il vostro attaccamento rock una stretta di mano sarebbe sufficiente ma stavolta pensate ai fuochi d'artificio. Vi avvicinate col passo da pantera rosa, vi aqquattate dietro di lui e lo sollevate abbracciandogli i polpacci. 
capita che persone prese alla sprovvista e spossessate d'amblè dei loro punti di riferimento nei confronti della gravità che offre l'orbe terraquo cadano. A volte trovano aggrappi. Di solitoritrovano il terreno come i sacchi contenenti tuberi. Di schiena. Con tonfi sordi di quelli che la gente si gira e dice diocan che cazzo è succ...
Un attimo dopo, ormai consci della stronzata, gli state sopra come gli sbirri che vedono morire i colleghi nei film (anche nei telefilm ma nei telefilm di solito non muoiono perchè sennò il telefilm finisce). Questo guarda il vuoto e voi che state tra il vuoto e lui, vi guarda comme dire cose ma nessun dio esce dalla sua bocca perché nessuna aria esce dalla sua bocca. Di solito è cattivo segno. Dopo una vita fatta di manciate di secondi in cui vi guardate come amanti che non osano finalmente il polmone si decomprime ed espira. Questo è il momento in cui i dii si sprecano. 
Finalmente si rialza ma non è più quello di prima, tutta colpa del verso dell'entropia dicono i fisici. Attraverso una sola abile mossa:
- gli avete macchiato la maglietta dei Fango in tiratura limitata (perché aveva anche un bicchiere di vino in mano) che ci teneva tanto poichè regalatagli dal Cina in persona
- gli avete rovinato la postura per tutta la tre giorni di festival, il che comprende per lui 3 concerti (nell'ordine l'esordio in cinque dei Bue, la seconda internazionale rumorista e il dj set di Jollix Malibu) più una comparsata (coi Next Point) più un workshop (di circuit bending: come fare musica sperimentale coi giochi a pile dei boci)
- gli avete procurato un dolore acuto e continuo che impedisce di guidare e di alzare il braccio oltre il livello della spalla, dolore che solo la grappa può lenire
- gli avete fatto saltare gli uniici due concerti pagati del mese, che il braccio è quello che suona la chitarra
- gli avete rovinato le uniche due seettimane di vacanza da due anni a questa parte, impedito giri in montagna che già pregustava nonchè i giochi estivi
- avete costretto la sua donna a caricare un'intera macchina di trasloco da sola ma soprattutto a sperimentare anzitempo il sessso con un vecchio, a lei che piace la carne giovane

Ciononostante l'invalido vi aveva perdonato immediatamente e risolto i vostri debiti, perché in fondo vi stima come amico ma anche come giovane e promettente autore, perché per lavoro è abituato ad avere a che fare con boci della metà della sua età e perché persuaso dalla vita che serbare rancore sia insalubre, più di mcdonalds e delle droghe.
Era, l'invalido, la persona che vi additava simpaticamente di irresponsabilità e leggerezze, che vi aveva scassato la minchia come un genitore qualsiasi per le assenze ingiustificate alle prove della superband più ignorante e futuribile del suolo autonomista, che un anno prima vi aveva spronato a raccontare storie della gente come i cantautori invece che del vostro io, colui che quando avete sfondato una cassa d'altri e pesantissima con i vostri larsen è andato a portarla al ospedale delle casse al posto vostro e da mesi vi chiede di andarla a riprendere da voi per poterla restituire al legittimo proprietario.
Darvi dell'irresponsabile in tono paternalistico era il minimo no?

In altre culture, quando uno rovina la postura (e la normale pratica sessuale) ad un uomo si diventa il suo mulo. In alcune si fa solo quello che non può più fare, in altre si diventa il suo schiavo. Nella nostra per fortuna no. Nella nostra se non lo conosci paghi, se è un amico basta chiamarlo ogni tanto. Un obolo per vodafone, un centone nel vostro salvadanaio delle buone relazioni.
Chiamarlo per chiedergli come sta, come va colla postura, col sesso, colla musica, colle vacanze, dopo più di dieci giorni dal fattaccio mi sembra il minimo. Il minimo indispensabile, se si ambisce ad un posto in piedi in paradiso.
E' possibile cche siate nella situazione del più passano i giorni e più è dura giustificare l'indifferenza, e poi starà guarendo no? Cosa vuoi che sia, una costola inclinata? Più probabile è che non vi sovvenga delle regole implicite della socialità (ad esempio quella di curarsi di ciò che si è rotto).

Chiamatelo. Egli non tirerà più i ballo i dii (se non per piacere personale). Anzi vi dirà come Vasco che la vita continua anche senza di voi, che anche la sua donna vi ha perdonato perché in fondo anche lei vi vuole bene, che la convalescenza gli permette di fare meno ed è cosa cui ambisce, che colla mobilità impedita ha cominciato a suonare senza chitarra, scimiottando malamente Johnny Mox ma con quaranta e più suoni di voce che escono dalla pedaliera che voi stesso medesimo gli avete consigliato e insegnato. 
Che adesso è a Roma dalla morosa e che domani va al mare, che invece di nuotare gonfierà (o meglio si farà gonfiare, spera) il materassino delle tartarughe ninja e si lascerà portare dalle onde come un naufrago invalido qualsiasi.
Vi ringrazierà, ma senza dirvelo.
Vi sentirete parte di una vita altrui, che è cosa buona e giusta, nostro dovere, fonte di salvezza.
E vi manderà un bacio grande, da om però (comme dis el Pero).

lunedì 7 giugno 2010

Facebook è utile. E dio esiste.

Riassunto della puntata precedente:
Felix Lalù, nel tentativo di traslocare, si chiude fuori casa. Chiusi dentro il pc, la patente e le mutande. E' domenica pomeriggio e quelli con le chiavi rientrano mercoledì sera ma martedì sera c'è da far un concerto.
Riuscirà il nostro a recuperare la patente? Farà irruzione nella sua ormai ex casa o aspetterà il mercoledì sera come un babbo qualunque andando al concerto con la vacca nonesa? Suonerà con le Piccole Porticine Scorrevoli per Gatti? Recupererà la sua biancheria intima?

Seconda puntata:
E' successo che l'anno scorso è venuta un'amica che aveva bisogno di passare per casa nostra quando non c'era nessuno. Le abbiamo lasciato le chiavi. Lei le ha date ad un altro amico che al momento di restituirmele non le trovava più. Quest'amico ha visto il blog attraverso facebook e, sempre su facebook, dice che domani martedì scende a Trento e me le porta. Io l'ho saputo ore dopo, la sera del lunedì. La mia morosa mi fa hai visto che un tuo amico ha le chiavi che tanto agogni? Io cado dal pero, mi si incastra una scheggia di legno sotto l'unghia dell'alluce mentre raggiungo trafelato il pc. E' il carma, per ogni buona notizia la paghi col dolore delle carni.
Martedì pomeriggio recupero le chiavi, salgo in casa di corsa e riho i miei averi. Scendo, inforco la macchina, salgo in Val di Non, suono con le Porticine, ci si diverte un sacco, viene anche Vanja direttamente da Bolzano, mi consiglia i The Shining, una ensemble norvegese iperviolenta come solo quelli che non vedono il sole sanno essere. Il disco si chiama BlackJazz ed è per l'appunto una roba tra il jazz e il black metal che guarda ci devi proprio mettere il naso. Questi non c'entrano col concerto ma torneranno in auge nel discorso tra qualche riga (nel senso che non è una divagazione a cazzo come ala solito). Insomma ci si diverte al Gatto Nero. Alle duemmezza riparto, dopo che io e la Carla abbiamo schiaffato un parziale di 18-0 a calcetto ad Andrea e Leo delle Porticine (questo ad eterna onta, con risata satanica). Alle tre e mezza raggiungo la mia nuova casa ad Aldeno, dove sono ospite di Fabbio e Maura. Solo che la porta d'entrata è chiusa dall'interno con su le chiavi e non c'è verso di aprire. Non è manco colpa loro, che sono il primo ospite che hanno da si son trasferiti e han chiuso sovrappensiero. Chiuso fuori casa due volte in tre giorni in due case diverse. Non è un record probabilmente ma mi inquita il fatto che 2x3x2 fa 666.
Per fortuna che sul pianerottolo c'è un divano lungo molto meno di un uomo. Mi larvo lì e mi incisto fino a mattina. Mi alzo per il sole negli occhi alle otto del giorno della Repubblica, l'unica festa in Italia messa-free. Colaziono al bar con una cera da statua di cera di un fattone e vado a terminare il mio trasloco, prima di tornare e collassare come un druido dopo la minestra.

Ma non è finita qui. Il giorno dopo torno dal lavoro e i rifugiò in camera, apro le finestre con vista muro del centro storico e mi metto a lavorare su un pieghevole con gli Shining a manetta e devo dire che son la roba più violenta che abbia mai ascoltato (Non che abbia mai ascoltato niente di più peso dei Refused). A un certo punto sento delle voci sotto che non c'entrano, controllo che non mi si siano aperte finestre su internet. Spengo per capire che succede e sotto la mia finestra c'è la processione del corpus domini. Ora ricordo. Non più di mezzora prima avevo notato che la strada vecchia di Aldeno era addobbata di fermate dell'autobus della fede con i poster dei santi e le candele, quelle che durano quasi in eterno. Una signora mi aveva spiegato che qui il corpusdomini il giorno giusto, no la domenica come i fighetti. Ho interrotto la sfilata del corpo di cristo col metal sparato a manetta. Io che non ho mai ascoltato manco i Metallica. Dopodichè internet ha smesso di funzionare.

Io non so che riflessioni trarresti tu, discreto pubblico, da accadimenti in apparenza slegati uno dall'altro. Io che per principio credo in tutto l'ho scritto nel titolo. Chi sostiene il contrario ha anch'esso ragione. Questo perchè, come diceva il fisico danese Niels Bohr "il contrario di una piccola verità è falso, ma il contrario di una grande verità è anch'essso vero."



lunedì 14 dicembre 2009

Momenti che non si dimenticano

Io non mi ricordo mai un cazzo, c'ho la dimenticanza che funziona a manetta. Della mia infanzia ricordo quando giocavamo con mio cugino alle biglie o ai trasportatori di vacche, le bestemmie del nonno Bepi e l'odore di freddo della casa dei bisnonni di Malè.
Tutti gli altri ricordi sono racconti di altri, ricordi per interposta persona. In fondo tutti i ricordi sono così. Non mi ricordo quando è caduto il muro di Berlino ma mi ricordo quando è morto Senna perché ho pianto.
Tre cose mi ricordo bene degli ultimi dieci anni, il luogo preciso in cui è successo con tutti i particolari, quello che ho fatto dopo e con chi ho parlato.
Uno è quando sono cadute le torri gemelle. Eravamo in un pub in mezzo a Dublino, ubriachi alle 3 del pomeriggio. Fuori il sole, stranamente, e noi dentro al scuro con le scure come la gente che al sole è abituata. C'era il tg mondiale e vedevamo senza audio che una torre era caduta. Non capivamo bene ma era un affronto alla Merica che in fondo ci piaceva. Eravamo un po' come gli italiani degli anni trenta che godevano una rivalsa di seconda mano con le stangate di Carnera, o i negri che si vedono nel film di Malcolm X che ascoltano la radio l'incontro di Sugar Ray Robinson. Certo altri soffrivano, ma un momento di gioia collettiva vale la pena e ripiana per un attimo le vessazioni di anni e secoli. L'abbiamo vista cadere in diretta, la seconda torre, e fu più o meno come col gol di Del Piero contro la Germania nella semifinale dei mondiali (vinti poi con disonore difensivo). Insomma quel momento lì per me è in centro a Dublino con Roberto e Simone e Irene.
La seconda cosa che mi ricordo è quando la mia migliore amica Irene mi ha detto che era incinta. La stavo aspettando per cantare con me a un concerto e m'ha chiamato all'ultimo dicendo che non se la sentiva e che doveva dirmi una cosa. Allora le ho chiesto es plena?. C'ho beccato, forse me lo sentivo. Ho cominciato a girare per il locale e a raccontarlo a tutti, per poi rendermi conto che forse ero ancora uno dei pochi a saperlo e son cose che si dicono con calma. Comunque quel momento lì per me è il Paradise di Cles coi Damsel.
Ieri quando hanno colpito Berlusconi io probabilmente stavo bevendo il pirlo bresciano preparato dalle abili mani delle Tits col set pronto all'azione. Le notizie non è che arrivano subito, c'è chi lo scoprirà domani, ma alla fine del concerto vedo tutti che si accalcano a internet dove stava collegato il tipo in India di Annalisa. Hanno sfregiato Berlusconi. Erano le 9 ma youtube era già pieno di servizi. Si stappa la bottiglia, tutti che esultano. Ho abbracciato tutti i 130 chili di Sandrouno degli artisti con un gusto che solo una donna avrebbe potuto darmi, poi ho chiamato tutti i più cari per dargli la lieta novella, solo che tutti lo sapevano già. Vabbè. Carnera stavolta si chiama Tartaglia, e mo son cazzi. E ora Silvio ci diventa un martire e nessuno può più dire niente che ti vien anche da pensare che se l'è studiata da solo sta roba del sangue come quella delle torri e che ora è in arrivo una nuova ondata di restrizioni limiti e che comunque sempre lo piglieremo in der posto, ma che soddisfazione. Ah, quel momento lì. Pensa al tipo dei Pooh che ha fatto djFrancesco. Poi c'hai djFrancesco come figlio, ma quel momento lì se lo sarà pure goduto, sant'iddio.
Ecco, per me la goduria di Berlusconi sanguinante sarà sempre l'atelier L'Ozio di Brescia con Sandro, Biro, la Lù, Michela e Annalisa. Sconosciuti fino a due ore prima che ricorderò sempre. Grazie a Silvio, per gli amici scarface.

giovedì 19 novembre 2009

San Teflon

Mi chiedevo a che cazzo serve andare su marte, sulla luna. Mi chiedevo, soprattutto, a chi cazzo serve. Sembra una di quelle cose del si deve perché si può. Hai i mezzi, la tecnologia? Che fai ancora qui sulla terra? Fatti un razzetto e parti per l'west dell'universo. La tecnologia va sviluppata perché la tecnologia va sviluppata. Poi di solito la tecnologia l'ha sempre sviluppata la guerra. Gli occhiali, il frigo, la morfina e l'anfetamina son nate magari per caso ma poi se qualcuno ha pagato qualcun altro per sviluppare certe scoperte non è mai stato per i bambini dell'Africa affamati con la pancia gonfia. Sempre e solo per conquistare. Risorse di solito. (E con esse vagine, ok, ma questo è un altro discorso).
Ieri la mia nuova compagna d'appartamento occasionale ha fatto wurstel, roba mai vista in casa nostra perché c'è dentro anche l'asino e noi l'asino non lo mangiamo. In zero3secondi la casa era odore di fumo bruciato. Con tutte le pentole antiaderenti che possono offrire i nostri scaffali ne aveva usata una alla vecchia. Io che non sono poi così vecchio non ho mai cucinato senza l'antiaderenza e allora mi chiedevo come si faceva prima, io avrei bruciato sempre tutto. Casa nostra non puzza mai di bruciato e questo lo devo solo al teflon. E da dove viene il teflon? Dovete sapere che blablabla. Adesso ve la spiego in fretta, l'ho vissto in un documentario sulla seconda guerra mondiale quindi è vero.
Stavano tentando di fare la bomba atomica ma non ci riuscivano, perché l'idrogeno si attaccava alle pareti (o qualcosa di più plausibile), è arrivato uno e ha detto proviamo col teflon. Idrogeno+Teflon=HiroshimaNagasakiBumBum.
In pratica ogni volta che non bruci il sugo qualche persona normale come noi ma deformata dalle radiazioni ringrazia.
Questo non è umorismo cinico, non c'è niente da ridere.
E' solo che il mondo è strano. Tutte le nostre comodità sono fatte sulla pellaccia della gente morta scorticata deformata e pure torturata. Se fossimo più sensibili sentiremmo le urla di dolore loro e pure di tutti i loro parenti ogni momento della nostra vita, parlando al telefono, accendendo la ventola dopo aver cagato, aprendo un rubinetto, accendendo la luce. Ma sarebbe veramente insopportabile. Meglio dare l'8permille alla chiesa.

giovedì 12 novembre 2009

Testamento biologico

Una volta volevo essere cremato ma non si poteva. Della sepoltura non mi dava fastidio nè l'essere rinchiuso in una bara da metallaro nè tanto l'essere mangiato dai vermi. I morti marciscono inquinano la terra più degli antiparassitari e delle ciunghe. Volevo essere cremato e disperso in alta montagna, dove di solito mettono le croci. Tipo Il grande Lebowski ma con il vento a favore. Poi non tanto per la croce in sè, è che le mettono sempre nei punti migliori, come a rovinarti la festa. Poi ieri i vescovi hanno deciso che la cremazione va bene. E' plausibile che la questione non sia tanto di ordine teologico o di aderenza alle indicazioni del signore (questo non è mai stato un problema, a guardar bene la storia). Semplicemente i camposanti sono più intasati delle carceri di Fuga di mezzanotte e allargare o costruire un cimitero costa più di un risarcimento per un minore violato.
In ogni caso, ora che sarei un cristiano responsabile ho già cambiato idea. Questo post funziona come testamento oggi, è importante. Sarà perchè son figlio di macellaio. Sarà perché stando qui davanti a uno schermo piatto mi perdo gli erti di qui. Sarà perché non voglio occupare nessuno spazio nè nessun luogo. O forse perchè ho visto troppi Dexter.
Mi piacerebbe essere smembrato come una vittima di un serial killer qualunque ma preciso ed essere dato in pasto ai mangiatori di carogne in un bosco qualsiasi, così invece di diventare cenere e poi terra e poi frutti diventerei membra di bestia e poi merda. Peccato che non puzzerà che la mia che mi piace tanto.
Quando la nostra civiltà e tutte le altre vivranno nelle caverne e sotto i cavalcavia e il mondo tornerà alle bestie selvatiche, i vescovi (perché anche se saremo sfigati le loro pance rubizze non ce le leveremo tanto facilmente) decideranno che questa sarà la soluzione migliore. Primo, per evitare che ci mangino vivi. Secondo perché una bestia feroce sazia è più lenta la becca anche un vescovo obeso. Sarà un ritono al cannibalismo, praticamente. Evvai.

mercoledì 11 novembre 2009

La liberazione dei pelati


Quando eravamo piccoli il mondo era più semplice. Ad esempio uno con la testa rasata senza pelo era 1. uno skinhead oppure 2. uno in chemio. Quelli con la pelata si tenevano la vergogna. Altri per la vergogna aumentavano la vergogna col riporto, che è quel nascondere che evidenzia. Nessuno avrebbe mai pensato di rasarsi. Questo per la connotazione di cui sopra. Siccome non si poteva chiamare pettinatura da chemio la chiamavano taglio alla tenente Kojak o al massimo alla Yul Brinner, che erano così da anni, in barba ai pregiudizi. Anche i negri si rasavano, molto prima dei bianchi ma si sa che a parte il fatto di essere i nostri progenitori biologici e geografici e quello di aver inventato il jazz, il blues, il rocknroll, l'hiphop il fistfcìking e (quasi) tutte le forme di cultura pop che poi i bianchi hanno copiato, a loro non è mai stato dato molto credito.
Poi a un certo punto verso l'inizio degli anni novanta è svanito il maleficio. La liberazione dei pelati ha portato nel mondo a folte schiere di teste rasate, da Sacchi a Mazzocchi a mio zio a Pantani. Quelli della chemio han scoperto la bandana e gli skinhead li riconosci comunque per gli anfibi e le braghe schiacciapacco.
Ora la quesito che ciò da qualche giorno: chi è stato il primo dei personi conosciuti a fregarsene e rasarsi copiando (per l'ennesima volta) la pratica dai negri?
Non che questo ci riporti indietro la semplicità del mondo.
Purparlè.

domenica 4 ottobre 2009

Zio, spiega la vita, spiega perché/ Ah zio, spiegami tutto, spiega com'è

Parlando della canzone Lo Zio Paolo Conte ha detto quelle cose intelligenti di poche parole che mancano dalla bocca dei ciarloni. Volevo fare una citazione da nerd ma non trovo più l'intervista diolai. In ogni caso il senso era che lo zio è importantissimo perché è una figura vicina e affidabile al pari del genitore ma al contrario del genitore non ha l'ingrato ruolo dell'autorità da esercitare. E' per il bocia la porta sulla vita che i genitori non possono essere. Lo zio spiega la vita, la spiega tutta.
Ecco, oggi è nata Maia, la popa della mia migliore amica Irene e del suo buon compagno Barnabi. Come? Non vale come zio? Allora ricapitolo. Con Irene abbiamo fatto insieme l'asilo, le elementari, le medie no (sezioni diverse), il liceo, l'università, ci siamo laureati tipo a dieci giorni di distanza. Insomma compagni di banchi. Non solo quelli di scuola. Quelli dei bar li abbiamo consumati come il piede di San Francesco tanto che gente è andata avanti anni convinta che fossimo morosi. Poi, già che c'eravamo abbiamo suonato insieme dieci anni, in due gruppi e mò, prima di riempirsi come un uovo, era la corista principale della Piccola Orchestra. Quindi vale come zio no? Sono eccitato come uno zio, allora vale.
Quindi in bocca al lupo a loro ma anche a me, no?
Per capire il delicato ruolo che mi spetterà eccola, la canzone incriminata.

mercoledì 23 settembre 2009

Se l'om el fusa trasparente no ghe saria nient da veder

Tanta gente che scrive qui nei commenti dovrebbe scrivere un blog, no nei commenti dei miei post merda. A proposito di questa, Michael (detto alla tedesca, senò si offende, occhio) scrive una roba (è il quinto commento) che è l'esatto sunto del mondo e lo dice come mai nessun altro per me. Vero è che la saggezza è parlare poco.
(La traduco in italiano perché anche i foresti meritano di capire, anche se ovviamente rende un po' meno, perde musicalità)

La guerra è una storia dell'uomo, ciò che cambia è la maniera di mangiarci. Se a mio nonno avessero dato i soldi che girano adesso avrebbe potuto comprare 5 ettari di teroldego. Il problema è che la cultura talebana è talmente incazzata che se il nostro esercito se ne va, questi prendono coraggio e cominciano a tirar su generazioni di disperati che non vedono l'ora di far saltare tutto in aria (ma sul serio, mica come le Torri Gemelle). Il problema è sempre decidere. Sono cento anni che il mondo occidentale tutto bello pulito e satollo fa che cazzo vuole e disprezza tutti. Adesso quelli tutti sporchi malati e disperati e con un groppo allo stomaco cominciano a reagire malamente, non so come fareste voi ma io per un panino farei di tutto.
se l'uomo fosse trasparente non ci sarebbe niente da vedere.

Quando leggi una cosa così non sai mai se è la roba più saggia che tu abbia mai letto o la più becera banalità che si può dire. Sticazzi, Bukowski docet, c'è gente che parole così non le scrive in una vita. Grazie Michael.
In fondo non c'è niente di più banale della saggezza.


giovedì 10 settembre 2009

Die little die!

Siamo alla frutta. Eravamo alla frutta anche ieri ma oggi di più. Non che la sostanza cambi molto ma tanto vale. Succede che Danacol, uno di quei yoguri più slavati e costosi scelga per promuoversi la via della prevenzione al colesterolo. E cosa fa il colesterolo? Fa venire gli infarti. Ai vecchi, che hanno un cuore matto ballerino. Cosa c'è di meglio per promuovere un prodotto contro l'infarto di uno che ha scritto una canzone che si chiama Cuore matto? Metti poi che questo abbia anche avuto un infarto, se l'è anche chiamato. Che strana congiunzione astrale. Poi uno dice che tutti i mali vengono per nuocere. Ma cambiamo scenario. Metti che Little Toni muore di un altro infarto tra qualche giorno. Danacol viene ritirato dai supermercati. Per la Danone una gran perdita. Per la musica un lauto guadagno.

martedì 25 agosto 2009

Furbi?

Il nonno di un mio amico leggeva il giornale tutti i giorni. Dalla prima all'ultima lo leggeva. Poi lo richiudeva e diceva sempre I furbi i le scrif, i cojoni i le lec (per i forestieri I furbi le scrivono, i coglioni le leggono). Voi da che parte state?

lunedì 29 giugno 2009

La sottile linea rossa

Qui si parte dal presupposto che si può far passare tutto per arte, basta spiegarla bene. Ieri parlando di mestruazioni con un'amica pensavo che se una tipa conservasse (ad esempio mettendoli sotto vuoto) i suoi assorbenti esterni (con o senza ali) e ne proponesse una serie sarebbe un'opera d'arte. Diciamo dieci metri per uno e mezzo di assorbenti appesi a una parete candida. Dieci anni o più di vita femminile della più importante e imponente produzione femminina della stora, con ritardi, alluvioni e sgoccioline che formano sulle tele (che di tela si tratta, suppongo) disegni tipo le nuvole. The power of nuvole. Del tipo ognuno ci vede quello che vuole e puoi dire che sono scizzi ma anche che ricordano in un certo modo Pollock e in un altro Basquiat. Un museone a caso lo esporrebbe (forse non il Mart), ricamandoci sopra ben di più che un litro di notorietà. Ben più litri di notorietà, color porpora.
E' altresì plausibile, visto che non si inventa mai niente, che qualche donna l'abbia già fatto ma che non abbia avuto l'ardire di proporlo. O non gliene importasse, cosa plausibile e salubre. O perchè allora non si bevevano qualunque cagata come ora.
Ho fatto una piccola ricerca personale, tramite il sapientone di turno Mr. Google. Dando ovviamente per scontato il fatto che quello che non c'è in internet non esiste, ho scoperto che no, o meglio che avevo ragione: nessuna l'ha mai esposte.
Invece ho scovato una certa Vanessa Tiegs che fa dei disegni strafighi col suo mestruo, li chiama Menstrala. Ovviamente non è come comprare i colori al colorificio e averli a completa disposizione. Suppongo che il materiale non sia sempre della stessa consistenza e colore e porosità e quindi tocca improvvisare. In ogni caso provo una certa invidia per questa donna che pastrocchia col proprio umor fluido, dev'essere divertente.
Se invece stai pensando che è una cosa ributtante, discreto lettore, è ora di cominciare a riconsiderare la possibilità del riciclo dei tuoi fluidi. Quanti fazzoletti sprechiamo invece di serbare il nostro muco? Quanti litrate d'acqua monda scarichiamo con la piscia e la merda? Quanti specchi pollockiamo invece di riciclarlo e rimetterlo nel ciclo d ella vita. Invece di farne un silos (si o voglio un silos si lo voglio per riporvi i frutti del mio corpo) perchè non imbrattiamo qualche tela. Se passa di là Larry Gagosian potrebbe essere la volta buona. Quella del cazzeggio a vita.

venerdì 26 giugno 2009

Ospiti indesiderati

Ospite indesiderato #1:
Prima è stata la volta del topo. C'erano ancora Monica e Anna. Era venuto dalle impalcature che rifacevano il palazzo. Si celava sotto il mobile della cucina e non c'era verso di beccarlo. Le donne erano prese male. Non ricordo come abbiamo risolto il problema. Veleno? Vischio? Bah. Anche i più amanti degli animali non si fanno problemi coi topi.

Ospite indesibderato #2
Il secondo è stato il piccione. Qualche mese fa. C'era roba ammucchiata sul terrazzo. Rami, tavole, finestre, una bobina di legno. In mezzo a quel casino decidono di coltivare la prole due piccioni. Tutti noi maschietti siamo per lo sfratto ma Alessia che ama gli animali ci chiede di lasciarli. Pareva la tipa dei Simpson che se ne esce sempre con I bambini! Nessuno pensa ai bambini!
Insomma li lasciamo. Due giorni dopo rientro in casa e ne ho uno in camera. E' sull'armadio. Appena mi avvicino, vola verso la finestra e ci sbatte, torna sull'armadio. Così all'infinito e io non riesco a raggiungere la finestra per lasciargli un varco. Cerco una scopa, entro in bagno e il lavandino e lo specchio sono totalmente ricoperti di merda di piccione. Bestemmio soprattutto dio ma anche la madonna e mi armo di scopa. Lo tolgo dall'armadio, gli apro la finestra ma ora non vuole più uscire. Crede che sia una trappola dell'uomo bianco per insultare la sua perspicacia. Io mi sbraccio con la scopa ma va solo da un armadio all'altro. Bestemmio tutta la formazione del paradiso, dal portiere allla punta senza tralasciare il mediano. Arriva Fabio, si arma di scopettone. Lo colpisco più volte in volo con soddisfazione saltando pet tutta la stanza finchè non trova la retta via. Per fortuna s'era cagato tutto in bagno e non ha lasciato niente in camera mia.
Ripulito tutto, cauterizzato gli ambienti, abbiamo aspettato Alessia per decidere la sorte delle uova. Io ho votato parete della casa di fronte, Fabbio non ricordo ma era incazzato almeno quanto me. Alessia invece ha portato le uova da basso, dove evidentemente i genitori non le avranno più trovate, visto che poi hanno deciso di rimanere sul terrazzo in attesa che i pulcini tornassero autonomamente. Uscivi in terrazza e volavano sul tetto di fronte, facendo tanto finta di niente che pareva fischiettassero. Poi rientrato tornavano sul terrazzo. Un giorno, esasperato, ho brabdito la scopa fino a colpirne uno abbastanza violentemente da fargli capire che non era aria. Non sono più tornati. Quello è stato il momento in cui mi sono reso conto che con la forza si ottiene tutto.

Ospite indesisderato #3
Sono dieci giorni che sento rumore d'ape in un angolo del salotto. Ero convinto che fosse infilata dentro la cassa dello stereo e ho semplicemente immaginato che col tempo sarebbe morta di fame. Bene.
Ma facciamo un passo indietro. L'anno scorso facevo prove per i laboratori con i bambini. Ho fatto sto cane di carta di giornale, con pelle di scotch di carta. Siccome è carino ce lo siamo tenuti in salotto. Si chiama Supercane perchè ha le ali dietro, disegnate con l'indelebile. Gli vogliamo bene. In realtà lo volevo regalare ai Supercani ma mi son sempre dimenticato di portarglielo.
Proprio cinque minuti fa mi sono accorto che in realtà il bzz è di animale peggio dell'ape e comunemente noto come vespa. Ha fatto il nido nella gamba di Supercane.
Ora me ne devo andare e posso fare lo gnorri, ma devo risolvere il problema. Non oso muoverlo perchè la vespa è il male. Devo risolvere. Però ora devo andare.
Domani

venerdì 5 giugno 2009

Stagioni

L'estate si fa notare perché è la stagione che le donne si spogliano. Qui comincia a metà maggio, a metà giugno splende, a metà luglio spacca e dall'inizio di agosto sparisce a causa della sera. Poi c'è l'autunno che bei colori blablabla. L'inverno comincia spingere a metà ottobre e non ti molla più fino almeno a pasqua, se non di più. Dà tregue, ma son buone solo per la tosse.
Per questo non mi sento tanto in colpa di aver tolto gli antineve solo stamattina. In fondo l'inverno è finito l'altro giorno.

giovedì 4 giugno 2009

L'assioma fondamentale del Trentino

In Trentino, in qualunque posto tu sia, puoi sempre vedere distintamente due cose: una montagna e una croce.
Ovviamente una chiesa vale come croce. Trovatemi un posto che non sia così e giuro, in quel momento voi siete da qualche parte nel globo terraquo, ma non in Trentino.
Verificate.

mercoledì 18 febbraio 2009

A me mi pare e piace

A me mi non si dice è una delle frasi più fastidiose mai sentita. Quando lo sento mi vien da schiaffeggiare una vecchia maestra a caso, picchiarla degustibus, legarla, tagliarla in pezzi con un seghetto e poi darla in pasto ai maiali, ovviamente mentre è ancora viva.
E' il paradigma lowprofile del rispettare una regola solo perchè è una regola e non perché la regola serve a qualcosa. Perché sta male. Sta male se lo scrivi in un esame di linguistica.
Ieri Anna mi ha rivelato il verbo. All'Accademia della Crusca, probabilmente il più inutile degli istituti o forse un elemento irrinunciabile della nostra nazione italica, non sono così stronzetti e professoroni come crediamo, è gente tranquilla che sta lì alla finestra a guardar giù il mondo. Magari son lenti, ma ci arrivano. Ecco, l'Accademia della Crusca finalmente dice che a a me mi si può. Certo, in determinate occasioni e contesti, ma si può.
Tutto sommato però questo cambio d'opinione disorienta un po'. E' come se da un giorno all'altro si possono rubare i kinderbueno al supermercato.
Uahahahahaha (risata satanica), ed ora a noi: congiuntivo, veniamo a prenderti!!

giovedì 9 ottobre 2008

Blog Action Day 2008: Poverty

Il mondo si rivolta come un calzino. A WallStreet dove cagano i soldi dal culo l'han fatta fuori dal vaso, guadagnando vendendo i debiti della gente. Un paradosso? Un controsenso? Vai a dirlo agli autisti negri delle limusine, che adesso portano i turisti ugandesi in risciò per due nichelini. Niente paura cumpà, la Merica ci mette la pezzona.
Ma hey, non è mica abbastanza signori.

Il Felix Lalù Institute of Giving Advices ha preparato un piano di salvataggio.
L'occasione è il Blog Action Day 2008, che ha come tema la Povertà.


Blog Action Day 2008 Poverty from Blog Action Day on Vimeo.

Ormai i soldi sono out. Ormai i vucumprà, i senzatetto e gli zingari sono poveri obsoleti. Ci hanno già provato ad aiutarli, e non funziona. I precari sono troppi, non vale la pena. I ricchi sono i nuovi poveri. I brocker i nuovi hobo. Bisogna tornare ai cari buoni vecchi aiuti umanitari.
Hai una bottiglia di champagne avanzata dall'ultimo capodanno? Un barattolino di caviale che serbavi per la visita del capo? Tua moglie ha una pelliccia avanzata dagli anni 80? Un bambino negro adottato in Vietnam che non puoi più mantenere?
Combatti la nuova povertà! Invia questi beni di prima necessità ai nuovi poveri. Il Felix Lalù Institute of Giving Advices glieli consegnerà all'attico sotto il ponte di Brooklyn.
Un nostro collaboratore a progetto passerà sotto casa vostra il 15 ottobre a ritirare la merce. Fatelo pure aspettare, tanto non lo paghiamo a ore, eheh.

Prenotatevi qui sotto: scrivete cosa potete donare! Anche un misero Swatch Rolex può fare la differenza.