martedì 6 luglio 2010

Dell'inclinare costole alla gente

Immaginate di essere all'alba del meglio festival del Trentino tutto, non il solito festival birra slavata e suoni da culo. Qua c'è due palchi col meglio dell'indigeno e roba buona da fuori, installazioni a manetta, workshop seri, grappe artigianali in quantità industriosa e un parco accogliente come l'utero di vostra cugina. Tutto al netto del gratuito. E' l'alba del meglio festival, si diceva, e l'anno scorso son successe cose memorabili e c'è la gayna giusta, quella che si taglia con un grissino. Arriva un vostro amico, sta già ciarlando con i vostri amici comuni che gli stanno offrendo il ben del dio e decidete di inaugurare l'evento dell'estate con un gesto d'affetto particolare. Per dimostrargli il vostro attaccamento rock una stretta di mano sarebbe sufficiente ma stavolta pensate ai fuochi d'artificio. Vi avvicinate col passo da pantera rosa, vi aqquattate dietro di lui e lo sollevate abbracciandogli i polpacci. 
capita che persone prese alla sprovvista e spossessate d'amblè dei loro punti di riferimento nei confronti della gravità che offre l'orbe terraquo cadano. A volte trovano aggrappi. Di solitoritrovano il terreno come i sacchi contenenti tuberi. Di schiena. Con tonfi sordi di quelli che la gente si gira e dice diocan che cazzo è succ...
Un attimo dopo, ormai consci della stronzata, gli state sopra come gli sbirri che vedono morire i colleghi nei film (anche nei telefilm ma nei telefilm di solito non muoiono perchè sennò il telefilm finisce). Questo guarda il vuoto e voi che state tra il vuoto e lui, vi guarda comme dire cose ma nessun dio esce dalla sua bocca perché nessuna aria esce dalla sua bocca. Di solito è cattivo segno. Dopo una vita fatta di manciate di secondi in cui vi guardate come amanti che non osano finalmente il polmone si decomprime ed espira. Questo è il momento in cui i dii si sprecano. 
Finalmente si rialza ma non è più quello di prima, tutta colpa del verso dell'entropia dicono i fisici. Attraverso una sola abile mossa:
- gli avete macchiato la maglietta dei Fango in tiratura limitata (perché aveva anche un bicchiere di vino in mano) che ci teneva tanto poichè regalatagli dal Cina in persona
- gli avete rovinato la postura per tutta la tre giorni di festival, il che comprende per lui 3 concerti (nell'ordine l'esordio in cinque dei Bue, la seconda internazionale rumorista e il dj set di Jollix Malibu) più una comparsata (coi Next Point) più un workshop (di circuit bending: come fare musica sperimentale coi giochi a pile dei boci)
- gli avete procurato un dolore acuto e continuo che impedisce di guidare e di alzare il braccio oltre il livello della spalla, dolore che solo la grappa può lenire
- gli avete fatto saltare gli uniici due concerti pagati del mese, che il braccio è quello che suona la chitarra
- gli avete rovinato le uniche due seettimane di vacanza da due anni a questa parte, impedito giri in montagna che già pregustava nonchè i giochi estivi
- avete costretto la sua donna a caricare un'intera macchina di trasloco da sola ma soprattutto a sperimentare anzitempo il sessso con un vecchio, a lei che piace la carne giovane

Ciononostante l'invalido vi aveva perdonato immediatamente e risolto i vostri debiti, perché in fondo vi stima come amico ma anche come giovane e promettente autore, perché per lavoro è abituato ad avere a che fare con boci della metà della sua età e perché persuaso dalla vita che serbare rancore sia insalubre, più di mcdonalds e delle droghe.
Era, l'invalido, la persona che vi additava simpaticamente di irresponsabilità e leggerezze, che vi aveva scassato la minchia come un genitore qualsiasi per le assenze ingiustificate alle prove della superband più ignorante e futuribile del suolo autonomista, che un anno prima vi aveva spronato a raccontare storie della gente come i cantautori invece che del vostro io, colui che quando avete sfondato una cassa d'altri e pesantissima con i vostri larsen è andato a portarla al ospedale delle casse al posto vostro e da mesi vi chiede di andarla a riprendere da voi per poterla restituire al legittimo proprietario.
Darvi dell'irresponsabile in tono paternalistico era il minimo no?

In altre culture, quando uno rovina la postura (e la normale pratica sessuale) ad un uomo si diventa il suo mulo. In alcune si fa solo quello che non può più fare, in altre si diventa il suo schiavo. Nella nostra per fortuna no. Nella nostra se non lo conosci paghi, se è un amico basta chiamarlo ogni tanto. Un obolo per vodafone, un centone nel vostro salvadanaio delle buone relazioni.
Chiamarlo per chiedergli come sta, come va colla postura, col sesso, colla musica, colle vacanze, dopo più di dieci giorni dal fattaccio mi sembra il minimo. Il minimo indispensabile, se si ambisce ad un posto in piedi in paradiso.
E' possibile cche siate nella situazione del più passano i giorni e più è dura giustificare l'indifferenza, e poi starà guarendo no? Cosa vuoi che sia, una costola inclinata? Più probabile è che non vi sovvenga delle regole implicite della socialità (ad esempio quella di curarsi di ciò che si è rotto).

Chiamatelo. Egli non tirerà più i ballo i dii (se non per piacere personale). Anzi vi dirà come Vasco che la vita continua anche senza di voi, che anche la sua donna vi ha perdonato perché in fondo anche lei vi vuole bene, che la convalescenza gli permette di fare meno ed è cosa cui ambisce, che colla mobilità impedita ha cominciato a suonare senza chitarra, scimiottando malamente Johnny Mox ma con quaranta e più suoni di voce che escono dalla pedaliera che voi stesso medesimo gli avete consigliato e insegnato. 
Che adesso è a Roma dalla morosa e che domani va al mare, che invece di nuotare gonfierà (o meglio si farà gonfiare, spera) il materassino delle tartarughe ninja e si lascerà portare dalle onde come un naufrago invalido qualsiasi.
Vi ringrazierà, ma senza dirvelo.
Vi sentirete parte di una vita altrui, che è cosa buona e giusta, nostro dovere, fonte di salvezza.
E vi manderà un bacio grande, da om però (comme dis el Pero).

2 commenti:

Tom Violence ha detto...

ha chiamato, senza leggere questo post, sennò sarebbe stato asino oltre la misura già colma.
L'ha pensato per questi dieci giorni il suo saggio amico, se n'è preoccupato senza dirglielo, sbagliando.
Poi quando l'ha risentito s'è parlato di quello certo, ma anche di altro per quel saggio amico è vero, è un pò come Vasco. Sa dimenticare.

mortificato non è la parola giusta, ma è la prima che viene in mente.
asino non è il suo genere animale ma a volte lo sa essere più di un quadrupede vero e proprio.

smellymilk ha detto...

e io che ti aspettavo ad andalo a suonare! il bar è affianco casa mia! tante coccole! riprenditi oz!