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lunedì 1 giugno 2009

Lunedì, lo diceva anche Vasco che ne sapeva, ai tempi

Dopo tornatto dal Friuli (resoconti coming soon) ho laorà tutti i dì, dio lai. Labo coi boci a Palazzo Thun. I boci sì che son fighi, altro che i genitori. Che son dei sfigati spesso. Mentre tal volta le genitrici mi fan pensare ai grandi versi di Bukowski, quando diceva "ah, se penso a tutta la figa lasciata ai vermi".
Ma questo è niente in confronto a stamattina. Trovo il biglietto che è arrivato lo stilofono. Il biglietto è nella posta dal 26. Esco perle 8 in punto, prima del lavoro, passo alla posta per ritirarlo. Tanto chi cazzo vuoi che vada alla posta alle 8 di mattina. Parcheggio male e dove non si può, che tanto siam pur sempre in Italia. Entro e davanti a me quindici dico quindici esemplari di umano che in altre epoche e/o in altre regioni del mondo sarebbe già in altri lidi moolto meno frequentati. Secondo un calcolo puramente empirico l'età media era almeno 67 anni. Tutti a prelevar soldi e non c'è manco uno sportello solo per la posta. Alla posta. Una vecchia invita un'altra a bere un caffè al bar e l'altra fa no, devo accompagnare i soldi a casa.
Faccio per incazzarmi con sta gente che non ha altro da fare che intralciare la strada verso l'onorevole lavoro ad un giovane che vuole solo toccare con mano il suo agognato acquisto dalla Korea. Cazzo adesso salta fuori che è colpa mia se non son pensionato. Alla fine bestemmio nostro signore tra i denti (le dentiere mi guardano invidiose), getto platealmente il mio biglietto numero 16 nel cestino e vado al lavoro. Senza stilofono. Dio lai.

martedì 10 marzo 2009

Primo giorno di lavoro

Ieri primo giorno di lavoro, intervento domiciliare in una famiglia di origine macedone. Compiti. Leggere due paragrafi sulle nuove armi della prima guerra mondiale. Molto semplice. Zeppelin+bombe=bombardamento di Londra, fratelliWright+bombe o mitra=cacciabombardieri, poi solo caccia, HerrBenz+corazza+cannoni=carro armato, mitraglitrice, quella di Rambo, gas asfissianti contro maschere antigas di stoffa gomata, occhiali di celluloide e filtro al carbone vegetale, il tutto condico dall'invenzione del signor Nobel, che per sdebitarsi di questo regalo all'umanità ha poi creato i premi per Al Gore. Lo perdoniamo? Bah
Ma la questione non questa. Il lbro è scritto veramente malaccio, pieno di secondarie inutili. Le frasi sembrano scomporsi i piu rivoli e intanto perdi d'occhio il fiume, ti impantani nel Mississipi dell'italico idioma. Vabbè che l'italiano bisogna saperlo, ma come fa un bocia macedone a scomporre una frase su pù livelli se a me che la studio e leggo da una vita sembra scritta col culo, per pura masturbazione da professorone? E' ora di fare frasi più concise, farne di più magari. Rischiamo di perdere la ricchezza della lingua. Selavì signori. La mia madrelingua, e non è l'italiano, è già belle che morto, anche se salteran fuori dìneri per proteggerlo.
Se queste cose si potessero decidere a tavolino ci insulteremo in espeanto.

lunedì 2 marzo 2009

Lavorare non aiuta

Prima di leggere questo post, assicuratevi di star mangiando qualcosa, magari vagamente fluido, magari yogurt alla nocciola.

Il mio compagno d'appartemento s'è preso l'influenza virus gastro intestinale la settimana scorsa.
La compagna d'appartamento ha passato due giorni a spruzzi e vomito.
La mia ragazza ha vomitato stanotte e ora sente un pugno nello stomaco.
Ora l'altro compare dice di non sentirsi bene e bestemmia nostro signore.
A me invece par di star bene.

Sono l'unico che non ha un lavoro stabile o un'occupazione continuativa.
Ciò mi ha imparato che lavorare riduce le difese immunitarie.
In altre parole il lavoro ammala.

venerdì 26 dicembre 2008

Antonio Cassano vs. la Triade

Venerdì scorso mi trovavo nelle Tre Torri Gemelle del Potere Autonomo a parlare del progetto alla cui stesura ho partecipato. A mio parere, e a parere delle carte che ho letto per fare questo lavoro, manca buona parte di ciò che dobbiamo consegnare, ma secondo la santa trinità presente (che in difesa della privacy chiamerò Prov, Compr e Univ) ciò non costituisce problema. Ciò non costituisce problema a tal punto che non se n'è parlato. La consegna del malloppo è stata democristianamente procrastinata di due mesi perchè le elezioni che ci sono state nel mezzo hanno rallentato la cosa. Si è accennato al fatto che in questi sei mesi io e il mio collega avremmo dovuto essere formati per il poi che ci era stato sventolato sotto il naso alla firma del contratto (un poi fatto di stipendio eccetera). La triade è convenuta sul fatto che nessuno si è occupato di formarci e che quindi sarebbe utile trovare e consultare (all'ultimo, in corsa e in ritardo) qualcuno di già formato che tolga le chiappe dal fuoco alla faccenda.
A questo punto, con diplomazia da guerra fredda, ho osato sollevare alcuni appunti:
1. a noi scade il contratto a fine dicembre
2. suppongo che allo stato delle cose ci sia ancora bisogno di noi
2. saremo noi presi in considerazione per l'eventuale poi?
3. qualora chiamassero qualcun altro non sarebbe meglio che lo affiancassimo per imparare qualcosa nei due mesi di interregno?
A queste parole sono stato zittito fantozzianamente dal mio capo supremo (il capo del mio capo) perché ciò non concerneva la riunione. Da notare che, dopo sei mesi di onorato servizio, avevo avuto il piacere di conoscere il mio capo supremo (che conoscevo solo come uno dei tanti supertrombati delle ultime elezioni) solo cinque minuti prima.
*
A questo punto Antonio Cassano si alza con tenuta e fare samporiani e rompe la formalità sbraitando: Ma allora questi ragazzi li state prendendo per il culo? Se li volete mandare a casa dopo sei mesi e promesse da marinaio ditelo subito, così risolviamo la questione!
A quel punto la santa trinità s'è guardata negli occhi, ha stretto le spalle e ha annuito come quell'ingenuo sgamato a rubare in chiesa a ui nessuno ha spiegato che nel belpa bisogna negare, negare sempre, anche l'evidenza.

Il sogno si è interrotto così. I miei sogni son sempre molto terratera. Il particolare di questo è che la seconda parte, quella dopo l'asterisco*, l'ho solo sognata. La prima l'ho realmente vissuta, e poi sognata. Si chiama residuo diurno. E' quando delle questioni rimangono irrisolte nella realtà e ci pensano i sogni a risolverle al calar della notte.
Non che nutra particolare stima nel pibe de bari. Evidentemente lui è il mio Charles Bronson da riunione, il mio John McLane in maglia da ciclista. Ripara i torti subiti nei miei sogni.
Grazie Antonio, vieni più spesso a trovarmi.