domenica 28 febbraio 2016

Felix Lalù SUL TUO DIVANO

Sei pigro e non hai voglia di uscire di casa per vedere un concerto? Non c’è problema, Felix Lalù ti vuole bene, discreto pubblico, e si prenderà la sbatta di venire a suonare casa tua
Suonerà non solo per te, ma anche per tutti i tuoi amici.
Strumenti, strumentini e prodotti per la famiglia La Ostia li portiamo noi, ci basta solo una presa per la corrente per il nostro ghetto blaster.
Niente di amplificato, anzi qualcosa sì, ma niente di più potente di uno stereo domestico. Comunque niente che possa far incazzare la vecchia di sotto né la famigliola a lato. Si può fare praticamente ovunque e più il posto è piccolo e meglio è. Un concerto per pochi intimi o per folle oceaniche (questo dipende da quanta gente per metro quadro tu ci voglia stipare).
Calcolare quanto costa è semplice. Puoi anche fare i conti da te: vai su viamichelin.it, calcoli il costo da casa nostra (via Don Pio Zadra 1 Nanno - TN) a casa tua, lo moltiplichi per tre (arrotondando alla decina superiore, minimo 30 euri come la chiamata dell’idraulico).
Alle cibarie, alle bevande, ai buttafuori e alla gente ci pensi tu no?
Se la distanza tra casa tua e la nostra supera l'ora e mezza di viaggio forse è il caso che dormiamo direttamente lì. Che c’hai un posto sul divano per noi? Siamo in uno, massimo due, siamo puliti, silenziosi, gente che si adatta. Cosa aspetti? Scrivi a felix.lalu@gmail.com

Ph: Francesca Padovan


mercoledì 13 gennaio 2016

OMAR E' NERO (La nuova canzone del sole)


Per chi non l'avesse inteso, il giorno dell'Epifania abbiamo uscito uno splittone con musici amici (la storia la leggi qua) (il disco qua). Ognuno ha messo due canzoni. Io ho messo le specie di cover che saranno nel disco. La prima è Dinamita (ne parlo qua). La seconda è Omar è nero.
Omar è nero nasce lontano. Quindici anni fa lavoravo tutta l'estate in un laboratorio di pelletteria artigianale che avevano i miei zii in Val di Sole. Facevo il garzone di bottega che diventava artigiano. Ogni estate, in concomitanza con i mercati mensili della al di Sole, i miei zii ospitavano una coppia di amici ambulanti che vendevano roba sudamericana, che si fermavano a dormire da noi. Nei periodi più intensi si venivano con loro dei ragazzi di bottega, i miei pari, diciamo.
In questo modo ho conosciuto Jacopo, che una dozzina di anni dopo ha prodotto il mio prossimo disco, e registrato queste due canzoni. Ma questa è un'altra storia.

giovedì 7 gennaio 2016

DINAMITA (La canzone sulla rivolta)


Penso di essere il primo fan de La Cripta Crew. Con primo non intendo della prim'ora, ma quello più accanito. Ho ingrossato la conta delle loro visualizzazioni, ne ho parlato qua un tot di volte (anche se adesso vedo che i collegamenti a youtube non sono più validi, maledizione! Cmq adesso ti puoi guardare tutti i video qui), ho fatto un videoclip/documentario sulla Cripta (che è un luogo fisico, oltre che un luogo della mente), ho citato Mr. P in una canzone. Insomma c'è grossa stima.
Quando ho sentito questa canzone cantata da Mr. P ho pensato subito di farne una cover.




mercoledì 6 gennaio 2016

MENTA AL QUADRATO: lo splittone per Ruben e la Locanda di Campagna con Caso, Felix Lalù, Johnny Mox, Phill Reynolds e Il Buio



Quando ha chiuso la Locanda di Campagna di Lonato (BS), penso che a tutti quelli che ci sono stati e/o ci hanno suonato sia scesa una lacrimuccia (qui, qui, qui e qui i racconti di alcuni concerti lì e delle conseguenze). 




domenica 20 dicembre 2015

Il bello di avere una canzone di Natale è che te la rigiochi ogni anno per sempre



Quattro anni fa i Maya dicevano (o meglio la gente diceva che i Maya dicevano, perché i Maya nel frattempo erano tutti morti) che finiva il mondo.
Questa è la canzone di Buon Natale per l'ultimo Natale dell'umanità.
E' la prima canzone in vita mia con un cambio di tono in mezzo.
Poi è andata diversamente, ma la tensione del momento è palpabile.
Non sono più uscito in strada come Commando, ma mi rimane la speranza.



Mi son accorto che dopo quattro anni e dopo averla fatta live solo una volta non mi ricordo nè parole nè accordi, quindi mi son messo a tirarli fuori, come faccio per le canzoni degli altri. Mai usate tante note in una stessa canzone nè prima nè dopo.
Qua sotto testo e accordi (i numeri sono i tasti della chitarra), così puoi suonarla al pranzo di Natale coi parenti (ma soprattutto perché così la prossima volta che me la dimentico, c'è).


La Piccola Orchestra Felix Lalù 
BUON NATALE (L'ultimo Natale del mondo)

             12             11              12                     11  
A chi ha sete di giustizia e gli rimane amaro in bocca
           9                                7
Con un Brancamenta in mano
            12             11
A chi aspira molto meno
                   12              11          7
E si accontenta di due dita di veleno
              5
A chi ha solo voglia di un momento
        7
E trattiene a stento il doppiomento
          5
A chi caga 400 al mese
          7
Più le spese


            12
Buon Natale (and a happy new year)
            10
Buon Natale (and a happy new year)
              9
Buon Natale al cieco al muto al sordo
                                           7
Che non vuol sentire Buon Natale
         12
Buon Natale (and a happy new year)
          9
Buon Natale 

L'hai vista la partita?
   7
Il bomber s'è tuffato

Governo hai vinto tu
   5
E tutto il resto è carovita
                                   7
Ma non importa perché

12                                9
Questo sarà l'ultimo Natale del mondo
       7
Per questo in fondo anche chi odia il Natale 
            5                                       7
Per stavolta ha qualcosa da festeggiare
                 5
Forza armiamo il nostro carnevale
          7
E suoniamo nelle trombe delle scale
            5                                                                                 7
Percuotiamo poco piano un pianoforte a coda lunga in altro mare
              5
E danziamo l'ultimo rituale
              7
E ostentiamo il nostro schitarrare
            5
Abbracciamoci per tutto lo stivale
            7                                  12
Che è l'unica cosa sensata da fare

             14                     13                14  13
Buon Natale a chi manca d'impegno
         11                                                               9
A chi calca impronte invece di lasciare il segno

A chi ha un sogno nell'armadio
                    7
La crisi nella panza e il frigo con la radio
              14                 13        14              13
Buon Natale a chi inciampa e cade sul lavoro
            11                                       9
A chi s'accontenta di lingotti d'oro
                                                                          7                                      9
Buon Natale a chi gli piace il panettone ma gli capita sempre il pandoro

14                             11
Questo sarà l'ultimo Natale che si ricorderà
                    9
L'han detto i Maya

Manco ci credo
               7
Prendo una doppietta e una mannaia
              4
Esco in strada come Commando
                                          2
E congedo gli stronzi dal mondo

giovedì 3 dicembre 2015

Cada noche es la ultima (Serie)

CADA NOCHE ES LA ULTIMA
è una serie di quadri in acrilico e indelebile su vecchie finestre




CADA NOCHE ES LA ULTIMA vol. 5
2011
120x40x7 cm 






CADA NOCHE ES LA ULTIMA vol. 6
2012
60x60x4 cm 

martedì 24 novembre 2015

Il Sontuoso Coro Montuoso: storia del primo coro della montagna fatto di rockers, naufragato.



In Trentino non c'è "come in cielo, così in terra". Una roba è il cielo, un'altra è la terra. Così è nella musica. C'è la musica del cielo e la musica della terra. La musica del cielo è il coro della montagna: intonato, impeccabile, intoccabile. La musica della terra è il rock: smarzo, rumoroso, inaffidabile. Così noi rocker ci rotoliamo fieramente nel fango, ma in realtà sotto sotto invidiamo loro immacolate giacche scamosciate dei cori della montagna, la loro impeccabile regalità, la loro altisssima tolleranza all'alcol.
Fu così che nel 2009 scrissi una mail a un tot di rocker della scena trentina proponendo di partecipare a un coro della montagna fatto solo di rocker. Bastava venire a registrare nel mio salotto e ci saremo ripresi il cielo.
Vennero a registrare subito Claudio Ruatti (degli allora Mamalbao), Emanuele Lapiana aka N.A.N.O., Granfranco Baffato (allora nei Supercanifradiciadespiaredosi) e Tiziano Caio Mattivi (anche conosciuto come "il quarto Bastard", ma anche ex Coro Abete Rosso).
L'idea era di registrarne quattro alla volta e farne ogni volta una versione diversa. Pubblicai questo post in cui spiegavo la storia con un video delle registrazioni, ma solo in questi giorni mi sono reso conto che non ho mai pubblicato la canzone intera.
Poi vennero anche a registrare Andy dei Next Point (che in quell'occasione mi introdusse alla canzone Lo spazzacamin, che registrai anni dopo in duetto con la donna tastierista di un vero spazzacamino) e Nicola Ferrandi (allora nei Trimocnik, ora nei BeatJuice), ma di quelle registrazioni, ahimè, s'è persa ogni traccia.
Insomma nessun vol.2 venne mai alla luce, confermando l'atavica inaffidabilità di noi rocker (me per primo) in confronto ai cori della montagna.
Ragazzi, quella giacca scamosciata possiamo bramarla finché vogliamo, ma la meriteremo mai.
Intanto ho pubblicato il vol.1, con almeno 6(66) anni di ritardo.
Ops!



Poi magari un giorno si farà, ma non voglio prometttere niente.


martedì 10 novembre 2015

Non è un unicorno

Caro discreto pubblico, 
mi è stato proposto di creare un'opera a tema Unicorno
per un concept store che un'amica sta aprendo a Cles (questo).
La trovi lì.


Non è un unicorno
Acrilico e indelebile su legno e cornice in plastica
50x60 cm ca, 2015

mercoledì 14 ottobre 2015

Anita QuattroEver #18: LE CRIATURE APPENA NATE SONO BRUTTE


Anita QuattroEver #18
LE CRIATURE APPENA NATE SONO BRUTTE

In cui si racconta del parto e si svela la verità che madri, nonne, zie, amiche e pettegole non ammetteranno mai.
Mai.


In trentacinque anni visto nascere quindici bestie. Quattro cagnolini (in una volta), sette gattini (in una volta), tre vitelli (da vacche diverse) e mia figlia. In confronto a un allevatore sono pochissime, in confronto a un umano metropolitano standard sono una cifra. Tutte le volte la stessa domanda: come può una bestia uscire da un’altra bestia e da lì in avanti essere una bestia diversa dalla bestia in cui era prima?
Continua su FranzMagazine

martedì 8 settembre 2015

Sono nei SERMONI!

Johnny Mox è un amigo e fa i Sermoni.
Li trovate ogni mese su Bastonate e DYSCO.
In questa puntata vi imparo il mio intro della vita.
Yo!


mercoledì 26 agosto 2015

Verifica dello scorso Piano Quinquennale Cantautorale 2010-2015

Nel 2010 scrivevo una lista di canzoni avrei voluto fare nel futuro.
Non che mi ricordassi di averlo scritto, ma oggi per caso mi è capitato sotto il mouse.
L'altro ieri eran cinque anni che l'ho scritto e m'è venuta voglia di vedere se, tra le altre cose, son riuscito anche a realizzare qualcosa di quei desideri lì cantautorali.


venerdì 21 agosto 2015

Prima o poi tutti i muli cadranno (Mostra "Oltre il muro" - 2009)

Nel lontano 2009 ho partecipato a una collettiva sul ventennale della caduta del Muro di Berlino.
Questa è la mia opera a riguardo.

Stampa su PVC
200x300 cm

giovedì 20 agosto 2015

La parola del amor (Na cianzon sbregiamudande)



Nel lontano novembre 2009, il Marco Fiemozzi (noneso di Denno ma residente al estero) (lo leggi qui) mi manda una canzone dentro una mail col seguente titolo:

"This is an underwear-ripping song"

toi, sarà un segno del destino, ma stasera mi ha telefonato MNM. sarà
un altro segno del destino, ma gli fa male la gamba e non può muoversi
per più di 50 metri sullo spiazzal, ma Me Nona Lina è incazzata nera
perché non riesce a tenerlo fermo.
a parte questo, era un po' che ti volevo scrivere.
ti mando anche un'altra ascellata (con l'ordine di NON PUBBLICARE).

in pratica mi sono ispirato, o meglio inalato, a sbregamudande del
calibro di Vasco, Ligabue e soprattutto Portolan per narrare le
pulsioni emotive di un giovine che ama dell'amore puro, ma non può
comunicarlo per l'assenza nel suo idioma di una parola per dire "ti
amo". l'ho scritta mesi fa, ma poi per registrarla mi sono accorto che
dovevo imparare a cantare. non che abbia imparato.

Due i topos della nostra cultura e della nostra gente:
1) l'importanza della precisazione che non si è imbranati anche se non
si trovano parole e ci si abbandona a pulsioni emotive inutili ai fini
pratici (eccetto forse quello comunque tutt'altro che irrilevante di guzzàr)
2) sti ani visti come un'arcadia irripetibile nella quale ci si faceva
un culo così e non c'era tempo di pensare a tematiche da zittadini
come appunto l'amore), ma proprio in virtù di tale sforzo si apprezzava
il nettare stesso della vita.

Po' L'amor e i bacani l'e döi valori universali.


as usual, bye bye velvet pants