martedì 18 settembre 2007

flu loves kazu


non ho mai nascosto la mia predilezzione per il kazù. come del resto per i cantanti che ne fanno fieramente uso. parlo in primis di paolo conte, che nobilmente si bulla (senza tutto il torto del mondo peraltro) di esserne il miglior interprete. poi edoardo bennato, marco calliari, un cantante canadese di origini nonese che canta in italiano con uno strano accento e un piglio più da canzone del sud che da coro della montagna (l'unica vera tradizione musicale alpina), e del migue, lo scomparso cantante de los delinquentes.
l'hanno usato anche beatles, pink floyd, red hot chili peppers, i cure e pure jimi, ma solo ocasionalmente, per fare i fichi.
per chi non lo sapesse il kazù, se è di metallo, sembra una pipa (piccolo spazio aneddotico: qualche anno fa sono stato fermato dai cani alla stazione di verona, e ovviamente l'ufficiale m'ha fatto togliere tutto dalla borsa, e quando ha visto quella cosa lí mi fa, con l'aria di quello che ha beccato le siringhe nelle tasche del tossico, "e questo a cosa serve?". lí ho taciuto, che l'esempio vale piú di mille parole, gli ho fatto un perepè canzonatorio e lui cè rimasto male, ma tanto: il sorriso di quello che ha capito tutto si è trasformato magicamente nella delusione pesa del bambino che alla comunione gli regalano un pacco che sembrano videogiochi e invece é la divina commedia; è stato pure divertente alla fine, ma vabbè, torniamo al kazù.). dicevo che ha la forma di una pipa e attraverso una membrana che sta nel fondo del braciere fa un rumore tipo trombetta. il bello è che non ci devi soffiare dentro, ma cantare. puoi dire perepè ma anche rattattarattarattà, o anche stammi bene compare.
per me é la forma più umile di suonare uno strumento che esiste, e pure la più semplice, quella più disponibile e sostenibile, una cosa un po' socialista se vogliamo, anche perché, contrariamente a tutti gli altri strumenti, vale solo qualche euro. sicuramente non serve spendere capitali, per la musica umile, né studiare anni di piano o di tromba.

1 commento:

Emma Pomodoro ha detto...

Anch'io lo adoro!