domenica 9 settembre 2007

Max era Max

Sto seduto nell’ostello della gioventù StayOkay di Maastricht, l’unico ostello della gioventù della città, anche se a dispetto della sua ragione sociale qui di gioventù, quella con l’età ancora giovane, ce n’è ben poca. Nemmeno i prezzi sono propriamente da ostello della gioventù, anche la linea wireless è a pagamento. La tv è sintonizzata sul canale NOS, veramente. Guardo un programma dove scongelano il sangue, ispezionano un rene pronto per l’impianto per poi tagliuzzare la gente, mentre dagli speaker una radio esce red wine red wine make me feel so fine. Solo che non è ne Tom Waits né Joe Cocker, ma un rastafariano, di quelli good bibration! con i ritmi in levare, ma convertito ai piaceri del Mediterraneo. Subito dopo passano un pezzo di cui riconosco le note sghembe: si tratta nientemeno che di Max, di Paolo Conte. Credo di non averla mai sentita in radio in Italia, e mai la sentirò, a questo punto. Così mi sovviene di aver letto anni fa che Paolo Conte è molto famoso in Olanda (come pure in Francia, dove è più conosciuto che in Italia) e che la sua canzone più famosa qui è proprio questa, dedicata al suo chitarrista. Essa parla di questo personaggio più tranquillo che mai e la cui semplicità non semplificava le cose. Un pezzo che si lancia in un assolo di clarinetto bellissimo e sospeso, e poi archi nello stesso movimento trascinante una di quelle melodie che ti si piazzano in testa, e ti fa pure piacere (molti lo sanno: ascoltare Sole Cuore Amore di mattina è una cosa che ti può rovinare l’intera giornata). Max è così famosa in Olanda, leggevo, che tanta gente chiama i suoi figli Max in suo onore, un po’ come Benito durante il ventennio. O perlomeno così dicevano le cose scritte, che dicono sempre la verità. Ad ogni modo sentire Paolo Conte in luogo foresto mi fa sentire a casa, come se da un angolo saltasse fuori mia nonna con un piatto di polenta e spezzatino.

1 commento:

lis ha detto...

me la passeresti max
quando ci becchiamo via skype?

io qnd passeggio per montréal
ascolto sempre quello che mi hai pax
di rino e conte
ed anche a me sembra di essere a casa,
poi vedo persone di tutte le razze
+ o - integrate
e penso che invece no
questo a roma proprio
non lo vedrò ancora per un pò!

baciuz