martedì 28 luglio 2009

I Schuetzen (La Posta di Felix Lalù vol. 2)

Pubblico il riassunto di una lettera che è arrivata in redazione qualche tempo fa. Tutta è troppo per te, discreto pubblico, che hai una soglia di attenzione di un bl.

Caro Felix Lalù,
cosa pensi degli Schuetzen?
D.


Caro D.
Intanto qui sono I Schuetzen, non gli Schuetzen, ma vabbè, lo concedo. Molta gente qua in Trentino è filotirolese e molti persino Schuetzen.
Essere filotirolese in Trentino è facile. Ovvio che il passaggio tra l'Impero Austroungarico e l'Italia è stato traumatico per molti. Sia a livello amministrativo che a livello scolastico che eccetera (praticamente tutto) era meglio stare sotto gli austriaci. Eravamo la riviera adriatica di un impero stracazzuto, degli sfigatelli italici che godevano della sapienza degli altri, i quaqquaraqquà degli asburgo, i Ceuta e Melilla dell'Austroungheria, miga paja. Cosa vuoi di più dalla vita? Anch'io mi sentirei filotirolese se non parlassi un dialetto simile all'italiano e fossimo nel 1920. Ma siamo quasi cento anni dopo, sarebbe come sperare di andare a vedere un concerto di Beethoven no? (Ora abbiamo Allevi, eheh. E forse ce lo meritiamo)
Poi c'è da considerare che gli Austriaci considerano i peggio terroni degli altoatesini che a loro volta considerano terroni noi. Ecco, desiderare di far parte di una comunità che schifa non solo noi, ma anche quelli che schifano noi per lo stesso motivo non mi pare molto furbo. Così a occhio e croce.
Poi c'è la questione Schuetzen. Tra l'essere filotirolese e Schuetzen c'è la stessa differenza che scorre tra l'esser di destra e essere uno skin che pesta la gente. Oppure tra amare platonicamente una donna e trombarla senza ritegno. E' diverso il grado di coinvolgimento.
Essere Schuetzen vuol dire tante cose. Vuol dire trovarsi per bere. Come tutte le occasioni che creano comunità qui. Quindi fin niente di strano. Significa vestirsi da buzzurri, con la braghe di cuoio (lederhosen) con un buco sul culo, come se cagando non ti prendi neanche la briga di calarti le braghe. Ma questo è niente: molte comunità si vestono da buzzurri. Praticamente tutte: metallari, b-boys, truzzi, paesani, fricchettoni, punk, nonni, benvestiti. Quindi fin qui ancora niente di strano. Una cosa che non mi piace dei Schuetzen è che hanno le armi. Allora a sto punto tira fuori il batocchio e fai la gara a chi spacca più noci. Cosa te ne fai di girare con un'arma caricata a salve. E' ridicolo, e molto poco educativo. Però fa molto Poncharello.
In definitiva, caro D., i Schuetzen è gente come noi, sicuramente ci sono i simpatici e i stronzi. L'unica differenza è che vogliono diventare amici di gente che li disprezza. Puoi vederlo come un'anacronismo. Anche come un'idiozia volendo. Ma anche come la punizione divina per le loro convinzioni. Come dicono in Inghilterra, finchè non rompono i coglioni, happy you, happy all.

Ah, poi c'è la questione che ora si pigliano un botto di soldi da mother provincia per cambiare i vestiti da buzzurri che costano un botto. Allora la gente li odia un po' di più. Come odiano i contadini, gli albergatori, gli sportivi, i magneebevi tardizionali, e tutti quelli che beccano più dineri senza amare la gente. Si chiama invidia. O incapacità di inventarsi una categoria a cui apparteniamo che la provincia abbia piacere di sovvenzionare. Farsi furbi, bisogna. O cominciare a vestirsi da buzzurri.

venerdì 24 luglio 2009

Mi sol: la celebrazione dell'ignoranza pigra

Le coppie del varietà non sono male. Spesso sai già dove vanno a parare perché i tipi han sempre le parti preconfezionate ma son divertenti, se non sei snob o un intellettuale di sinistra. Da tempo mi son reso conto che tutte le mie canzoni fanno le stesse battute, tipo Ciccio e Franco o come si chiamano gli altri. In pratica son tutte la riproposizione dello schema MI-SOL.
Erano così le quattro del disco dei Piccolo Male Puro. Son così Poco Dio, Ora pro Felix, El Fret, Bella G, in parte La Sort, nonchè l'ultima Metal (I wanna take you for hire). Non che le note al mondo siano tante. Non che gli accostamenti di note siano un esponente del numero delle note, se ti piace la musica semplice e orecchiabile. Ma usarne solo due è proprio pigrizia. E' che son li: il mi è la prima corda libera, in pratica non puoi non toccarla. E il sol è lì vicino. Il fa fa troppo metal, il la è già troppo avanti e il si, quello è l'ingrediente principale delle canzoni popolari. Che anche loro son tutte uguali ma chissà come son sempre fighe.
Quindi inconsapevolmente uno col mi e il sol va sempre sul sicuro. E' ignoranza ma è anche come gira il mondo. E' come le copertine di Panorama con le tette. Le tette vanno sempre. Mi-sol è come le tette.
Uno, accorgendosi di questo sarebbe tentato di cambiare, di evitarli. Per dimostrare di essere artista capace di altro. Invece ho pensato che siamo pur sempre nel paese del catenaccio, che squadra che vince non si cambia e quindi era meglio farne un'altra. Anzi vi dirò di più: una canzone celebrativa. Detto fatto.
Si chiama Mi Sol ed è fatta solo di mi e sol, più qualche noticina qua e là. La puoi fare con due dita, così è ancora meno sbattimento. La dimostrazione che non serve sapere scale per far musica. Una roba stoner psichedelica con enormi strati di chitarra uno sopra l'altro. E' che sto frequentando troppo i Fango forse, eheh. E' che avere una sala prove nel nulla dove si può far casino fino alla notte fonda ha i suoi vantaggi per la sperimentazione rumoristica.
Il testo poi è un gioco di parole sul fatto che in dialetto mi sol vuol dire io da solo e sol vuol dire sia sole che solo. Mi accontento di poco:

Mi sol
Son ci sol col sol
Sì sol
Soni sol col sol

Robe intelligenti no? Mai stato un poeta. Alle due poi, finita la sbornia da canzone nuova sono andato a letto così contento che mi sono richiuso dentro la camera, con gita mattutina nelle ortiche compresa. Dio lai.

giovedì 23 luglio 2009

Le ricette di Felix Lalù vol.2: Liquore al ribes

Poi dicono che qui la gente è più legata alla famiglia. Qui più che a Milano, a Milano più che a Stoccolma. Ad esempio la casa dove sto l'ha costruita il nonno di mia nonna con le sue mani. E non oso immaginare come hanno portato i sassi, nell'800. Non è il quadro col nonno vestito bene, non è la villa di famiglia che hanno costruito i manovali, è la casa che lui si è costruito in questo posto imbucato ed erto del mondo. Potrei anche non sentirlo, sto legame con la famiglia, ma lo vedo, lo tocco e lo mangio. Sì perché il nonno ha anche piantato una fila di ribes qui davanti casa. Che è maturo signori, questa è la notizia.
Allora ieri ho chiamato la Francesca, la moglie del Mario Barba e le ho chiesto la sua ricetta per il liquore al ribes che ho avuto la gioia di sorseggiare al suo desco. Eccola:

Ingredienti:

650 g di ribes
650 g di grappa
350 g di acqua
400 g di zucchero
un vaso di quelli che si chiudono ermeticamente.

Mettere i ribes e la grappa nel vaso e chiuderlo. Lasciarlo 4-5 giorni al sole, mescolandolo spesso.

Al quinto giorno preparare lo sciroppo: mettere lo zucchero in una pentola con l'acqua e far bollire. Mescolare. Quando fa il filo come il miele è pronto. Lasciare intiepidire.
Aggiungerlo alla roba che c'è nel vaso.

Metterlo al buio e al fresco. L'ideale è la cantina ma una credenza va bene.
"Poi lo devi dimenticare", ha aggiunto il Barba e tirarlo fuori solo a Natale.

mercoledì 22 luglio 2009

Voglio andare al mare/perché m'han detto che lì si che ci si diverte

Tutti parlano del caldo. La gente a Roma vuole fare il bagno nella fontana di Anita. Al telegiornale c'è l'afa. A quell'altro i consigli sui condizionatori, che fanno male ma fanno bene.
Nel frattempo io chiedo a mia nonna perchè oggi non ha acceso la stufa e mi metto la camicia di flanella che mio zio usa a tagliar legna. Stanotte ho aggiunto una coperta di lana di quelle serie. Che andando a letto devo rannicchiarmi per non disperdere il calore e allungare le gambe mano a mano, sofrendo ogni centimetro. Ora le coperte sono tre. Oltre al piumone, ovviamente.
Certo mi perdo i topless, ma per il resto soccazzi vostri.

domenica 19 luglio 2009

Bela Lugosi riconfermato, ovviamente

Vi ricordate di quando ho avuto una simpatice e formativa discussione con un presidente di categoria trentino e dall'alto della sua esperienza sulla realtà ei mi aveva spiegato devono decidere sempre tutto gli stessi e che il popolo è becero e bue e non sa quello di cui ha bisogno? Ve lo ricordate quell'attempato signore, fratello di un sindaco nonchè presidente di parco nazionale e forse altro? Ve lo ricordate, quel signore che non è mai stato un politico, quindi non è mai stato eletto da nessuno neanche in un comunello del cazzo di 200 anime ma che chissà come è sempre dentro nei meandri delle nostre sorti?
Ecco, sappiate che il nostro allegro filibustiere è appena stato rieletto presidente di categoria. Presidente di una categoria che diciamo è importante (non stiamo parlando dei cacciatori per capirci). Niente di nuovo sotto il sole.
L'unico sollievo che ci resta qui in Italia riguardo alle simpatiche persone che occupato i posti del potere è che sono vecchi. E i vecchi, si sa, muoiono. Di solito per lasciare il posto a figli fratelli e cugini. Ma morire muoiono.

mercoledì 15 luglio 2009

Guerra aperta ormai

Ieri stavamo cenando, si notava che son passati due discorsi di Berlusconi nello stesso telegiornale e si diceva che l'economia è in ripresa. Pareva di essere a Cuba senza le zanzare, ma questo non c'entra. Il gatto di mia zia si chiama Lisca, anche se io volevo Vasco, è bianco e sostituisce Peo, l'impavido gatto bianco di prima, uno che ha lasciato una scia di gatti bianchi non indifferente da queste parti. Una specie di patriarca di Valorz. Insomma sto Lisca è un nipote del Peo credo, è adolescente e piuttosto selvatico, l'han preso non tanto per amore dei gatti, ma per odio dei topi, che abbondano in soffitta.
Insomma lo vedo da lontano ciondolare annusone sul ripiano, gli urlo di scendere, da due metri di distanza, Non mi caga di striscio. La nonna si alza in difesa del suo regno come non farebbe mai visti i 79 anni, lo smanaccia alla Bud Spencer e controlla il suo territorio. Torna incazzata come una iena, con quel che resta di due lucaniche in mano, un bendidio fatto a mano come si deve e senza conservanti, roba da conservare come l'oro (o mangiare, ovviamente): l'infame s'è n'è magnata mezza e un bocconcino dell'altra.
Da quel momento la nonna comincia un'invettiva di mezzora contro l'affronto felino, una litania di ma non è possibile, è proprio sfacciato, il mio non fa così, ma come l'avete tirato su, basta girare l'occhio che è lì che ravana nel cibo, ma adesso è finita la cuccagna, gli faccio vedere io, non gli do più niente, appena lo rivedo gliela faccio pagare, vedrà domani come lo accolgo, se lo rivedo nella mia cucina gli faccio la festa, eccetera. Venti minuti così. Tra l'altro onore al merito alla nonna Gina, che ha saputo sostituire le più semplici e immediate bestemmie con discorsi, pur di estrema violenza, ma di senso compiuto. Tutto da imparare. In pratica il discorso è semplice: la nonna è amorevole, la nonna è buona, ha e dà tanto cibo, ma non se caghi fuori dal vaso è finita compare. Ti tocca tornare a mangiare i topi come nel medioevo. Auguri.
In fondo è così che nascono le guerre no? Uno vede lì la lucanica e pensa sia per lui, l'altro si scazza perché la lucanica è off limits. Da qui alla bomba atomica è un passo.

venerdì 10 luglio 2009

Urla più forte che c'è il ruscello

Bene signori, da ieri ho abbandonato l'afosa pianura (puah!) di Trento e mi sono ritirato in eremitaggio in Val di Rabbi. Eremitaggio sticazzi, visto che per i prossimi due mesi farò tre lavori contemporaneamente, più i concerti ovviamente. Me la godrò gran poco dunque, nel senso dei bagordi. Però posso suonare fino a ore tarde e nessuno mi scassa e ciò è buono.
Solo che devo imparare a dormire con la porta aperta. Stamattina mi alzo per fare il consueto giro nel bosco prima di colazione, solo che sono chiuso nella stanza. La maniglia gira a vuoto. Cazzo fare? Abbattere? La porta si apre veros di me, è difficile. Mi mutando ed esco dalla finestra. Il bello di una casa di montagna è che da una parte della casa una finestra al primo piano dà direttamente sul terreno. Il brutto di una casa in montagna è che intorno non c'ha il marciapiede e neanche il corrimano ma le ortiche. Diciamo che le braghe corte han fatto bene ai reumi del mio futuro. Fortuna che non sono uno di quegli infelici che chiudono la porta a chiave. Entro, quasi mi richiudo dentro e riesco.
Cosa ho imparato? Camera senza uscita indolore, praticamente insonorizzata dal rio. L'ideale per stupri, torture e sevizie. Se metto un annuncio su Famiglia Cristiana potrei avere la fila di preti fino a San Bernardo. E abbandono i tre lavori, sicuro.
Facile ironia? Certo, C'è di meglio? Sì, ma non è un problema mio.
Uahahahaha (risata satanica)

Le voci

Ieri ero in sala prove dei Fango a fare un'intervista. La sala prove dei Fango è decisamente la più fica di tutte. Non mi serve neanche vedere tutte le altre per dirlo. C'erano Lorenzo e Cina, con Seba dei Kepsah. Ciarliamo del meno, fotografiamo una scatola piena di falene, facciamo fare la guerra alle libellule, poi partiamo. Finito il pippone spiegazione, quando è ora di attaccare, il registratore digitale di mia sorella non va. Pile scariche. Cambio le pile, non va, mi dà errore. Tolgo il microfono staccabile, non va. Metto le pile di prima, non va. Metto le pile vecchie scariche, non va, ovviamente. Il Cina tira fuori un registratorino degli anni 80, senza la finestra, con la cassetta in vista. Cominciamo a registrare, dopo due minuti Lorenzo fa Forse è meglio provarlo. Proviamo, non ha registrato niente se non un mmm continuo con qualche pausa. Mettiamo il microfonino nel buco del microfono, non va lo stesso. Cambiamo cassetta, da 46 invece che da 90, non va. Alla fine ci accorgiamo che gira solo un pirulo, l'altro aspetta. Tentiamo la via cellulare, ma quanto tiene? Io ho bisogno di almeno un'ora e mezza, come minimo minimo. E poi quando lo scarichiamo? Quando ci rivediamo per scambiarci i file? Provo col mio lettore mp3, ma bisogna tenerlo troppo vicino alla bocca, si ammazza il dialogo. Non abbiamo neanche una cuffia per vedere se funziona. Il Cina ha un multitraccia, possiamo usare quello, con dei microfoni panoramici, in fondo è pur sempre una sala prove. Ma tutte le cassette sono già registrate, e il multitraccia registra sopra quello che c'è. In extrema ratio Seba va a casa sua, nel paese vicino, a cercare il suo registratore. Torna dopo mezzora senza, non si trova.
Incredibile nel 2009 quanto sia dificile registrare le voci della gente. Sembra una congiura dello stato.
Niente intervista dunque, ma in compenso abbiamo fatto le belle chiacchiere con bella gente. L'unico riparo dalla crisi. Cosa vuoi di più dalla vita?

domenica 5 luglio 2009

Il teatro dei portoni

Alle sette chiavi. Al più tardi alle 7.20.
Questa era una delle migliori, tra le battute sul festival Le 7 Chiavi a Coredo in Val di Non. Certo si può dire un festival della madonna. Sei gruppi rock trentini very cazzuti (Stone Martens, The Damsel's Demon Lovers, Kepsah, Nurse!Nurse!Nurse!, Animavana e mi ci metto pure io, perdìo) più VitreO e Il Teatro degli Orrori, un mucchio di installazioni ed esposizioni di artisti, riprese e regia e maxischermo in tempo reale, e poi il grande protagonista: il bosco, per rendere alla natura gli umori in eccesso.
Succede che sembra la pizza delle medie, nel senso che siam tutti lì insieme, gente che più o meno si conosce da anni o da concerti. Comincia la megaband fatta per l'occasione: Stone Martens vs. La Piccola Orchestra Felix Lalù. Cinque canzoni mie, cinque loro, fatte tutti insieme, mai provate insieme, con gran finale con sul palco Kepsah e The Damsel's Demon Lovers. Gran. Figata. Poi il rock'n'roll dei Damsel, poi c'è da temporeggiare allora blues in mi sparando stronzate sul palco. Poi Kepsah, gran concerto, canzone nuova sull'Italia. Sul palco mi limono Dave (nella foto, quello senza barba) mascherato da Berlusconi. Senza lingua, checchè se ne dica. A metà comincia a piovere e ci rintaniamo nel backstage, tutti i gruppi prima più gente dei Next Point, accorsi dal nientemeno che dal Primiero per l'occasione. Per essere un festival, un bakstage della madonna: struttura in legno, divani. E' diviso in due: da una parte l'area riservata al Teatro, dall'altra la nostra. Questo è il momento in cui nasci il delirio. A un certo punto ci ritroviamo di nuovo e in massa sul palco dei Kepsah, senza ce ce l'avessero chiesto a far cori su una canzone. Quando scendono siamo già in situazione superdionisiaca. Venti e passa persone che cantano e parlano di musica e di concerti e della vita e della vite, che si leccano la panna dai capezzoli, cose molto rock insomma. Poi parte il diluvio. Ci rintaniamo ancora di pù nel nostro baccanale personale, che il resto del festival sta a una discreta coltre d'acqua di distanza. Stremati dalla sete cominciamo a dare fondo agli alcolici del Teatro. Un po' alla volta, come formichine. Cinque gruppi tutti insieme in festa. Non ci credevo ma ci piaceva. Poi mi sa che ci siamo allargati, abbiamo sforato di là per giocare alla morra, alcuni hanno anche cominciato a magnare dei salumi del Teatro. Così quando è arrivato il manager s'è incazzato con gli organizzatori che si sono incazzati con noi (cosa buona e giusta), trovando nel più ubriaco Dave il capro espiatorio. Festa finita, per il momento. Poi è venuto fuori che erano menate del manager, che quelli del Teatro se ne battevano le balle, e son pure arrivati tardissimo e il batterista è pure stato in giro nella noche nonesa con Dave che nel frattempo si era ripigliato. Il giorno dopo ci siamo pure e giustamente scusati perché in efetti l'abbiamo fatta un po' fuori dal vaso. Ma signori, trequattro ore del genere valgono un anno di astemia. che non ho fatto.
Mi son perso i Nurse, che diluviava e stavamo parlando dei massimi sistemi e delle scoregge vaginali. Però mi son visto i Animavana. Decisamente dentro il gotha dei migliori gruppi trentini. Metallari che han coglioni e voglia di sperimentare. Due bassi, batteria e percussioni. Miga bonghi e basta. Un set di percussioni sconfinato che comprende anche vanga e zappa, per capirci. I ragazzi, fantastici, gran persone. Vedeteveli.
Poi i VitreO, da Varese. Anche loro cazzuti quanto basta, melodici ma potenti. Con una cover dei Pantera da far cagare sotto non dico Phil Anselmo, che è bestemmia. Ma fatta a regola d'arti.
Il Teatro no l'ho neanche visto, ch'ero segnato dai bagordi e fradicio di piova fin dentro. In più pioveva ancora, ma gente ce n'era, corajo anche.
Il giorno dopo bella atmosfera, gruppi cover. Tanti sono amici, io ho massimo rispetto e gli voglio mondo bene, ma basta cover ragazzi, basta, per favore.
Gran festival.
Gran stage.
Gran backstage.
Weekend da incorniciare. Un sentito plauso ai organizzatori. Grazie mille, anzi 666


(Foto>>>Giulia Videsott)

mercoledì 1 luglio 2009

Duri

Volevo chiamare questo post Zappate. Io intendevo cose alla Zappa, cioè cose very cazzute, ma poi mi son accorto che suonava come l'imperativo plurale di zappare e mi pare brutto. Anche perché i nostri zappano e ci buttano dentro il chili l'orujo e poi anche lo snickers infilato nei pertugi più violati della groupie di Mick Jagger. Panoramix della musica.
Parlavo dei Ossi Duri, gruppo intervistato dall'Alligatore (blog del quale io mi beo di detenere il record di post in un'unica intervista).
Ho preparato qui sotto un sunto dell'intervista. Nel frattempo, ascoltateli. Pechè la musica non ha scadenza.

Siamo 5 giovani musicisti torinesi a cui piace comporre musica e suonarla dal vivo.
Io sono Martin alla chitarra, Muskio alla voce e tastiere, Monne al basso, Ruben alla batteria e Vidjo alla marimba e tastiera. Esatto io e ruben ci siamo conosciuti perchè abbiamo gli stessi genitori. Invece con Monne ci siamo conosciuti nelle feste di famiglia perchè nostro padre è fratello del suo. Come siete evesivi...dite la verità: noi usiamo l'endecasillabo baciato associato al classico schema bachiano...e nascono dei pezzi... Poi li scartiamo... Dove trovate l’ispirazione? …A proposito di scrittura e ispirazione, mi ricordo quello che diceva Eddie Vedder: le idee migliori vengono nei momenti più inopportuni, quando non hai la possibilità di buttarle giù. Poi le dimentichi, e ti rimane il vago ricordo di una cosa grandissima....che rabbia. Mai capitato? Girate con un quadernetto o un registratore? e poi ti rubano "Imagine"...come è successo a me... Io avrei una soluzione per casa tua...costruiscici sopra un tetto...vedi che funziona bene, dalle nostre parti... Una volta un compagno di Ruben, mio fratelli, durante un esame, il professore gli ha chiesto la stessa cosa “ Fatti tu una domanda…”; lui si è fatto la domanda ma non ha saputo rispondersi. Adesso è un grande e famoso pianista

lunedì 29 giugno 2009

La sottile linea rossa

Qui si parte dal presupposto che si può far passare tutto per arte, basta spiegarla bene. Ieri parlando di mestruazioni con un'amica pensavo che se una tipa conservasse (ad esempio mettendoli sotto vuoto) i suoi assorbenti esterni (con o senza ali) e ne proponesse una serie sarebbe un'opera d'arte. Diciamo dieci metri per uno e mezzo di assorbenti appesi a una parete candida. Dieci anni o più di vita femminile della più importante e imponente produzione femminina della stora, con ritardi, alluvioni e sgoccioline che formano sulle tele (che di tela si tratta, suppongo) disegni tipo le nuvole. The power of nuvole. Del tipo ognuno ci vede quello che vuole e puoi dire che sono scizzi ma anche che ricordano in un certo modo Pollock e in un altro Basquiat. Un museone a caso lo esporrebbe (forse non il Mart), ricamandoci sopra ben di più che un litro di notorietà. Ben più litri di notorietà, color porpora.
E' altresì plausibile, visto che non si inventa mai niente, che qualche donna l'abbia già fatto ma che non abbia avuto l'ardire di proporlo. O non gliene importasse, cosa plausibile e salubre. O perchè allora non si bevevano qualunque cagata come ora.
Ho fatto una piccola ricerca personale, tramite il sapientone di turno Mr. Google. Dando ovviamente per scontato il fatto che quello che non c'è in internet non esiste, ho scoperto che no, o meglio che avevo ragione: nessuna l'ha mai esposte.
Invece ho scovato una certa Vanessa Tiegs che fa dei disegni strafighi col suo mestruo, li chiama Menstrala. Ovviamente non è come comprare i colori al colorificio e averli a completa disposizione. Suppongo che il materiale non sia sempre della stessa consistenza e colore e porosità e quindi tocca improvvisare. In ogni caso provo una certa invidia per questa donna che pastrocchia col proprio umor fluido, dev'essere divertente.
Se invece stai pensando che è una cosa ributtante, discreto lettore, è ora di cominciare a riconsiderare la possibilità del riciclo dei tuoi fluidi. Quanti fazzoletti sprechiamo invece di serbare il nostro muco? Quanti litrate d'acqua monda scarichiamo con la piscia e la merda? Quanti specchi pollockiamo invece di riciclarlo e rimetterlo nel ciclo d ella vita. Invece di farne un silos (si o voglio un silos si lo voglio per riporvi i frutti del mio corpo) perchè non imbrattiamo qualche tela. Se passa di là Larry Gagosian potrebbe essere la volta buona. Quella del cazzeggio a vita.

venerdì 26 giugno 2009

Ospiti indesiderati

Ospite indesiderato #1:
Prima è stata la volta del topo. C'erano ancora Monica e Anna. Era venuto dalle impalcature che rifacevano il palazzo. Si celava sotto il mobile della cucina e non c'era verso di beccarlo. Le donne erano prese male. Non ricordo come abbiamo risolto il problema. Veleno? Vischio? Bah. Anche i più amanti degli animali non si fanno problemi coi topi.

Ospite indesibderato #2
Il secondo è stato il piccione. Qualche mese fa. C'era roba ammucchiata sul terrazzo. Rami, tavole, finestre, una bobina di legno. In mezzo a quel casino decidono di coltivare la prole due piccioni. Tutti noi maschietti siamo per lo sfratto ma Alessia che ama gli animali ci chiede di lasciarli. Pareva la tipa dei Simpson che se ne esce sempre con I bambini! Nessuno pensa ai bambini!
Insomma li lasciamo. Due giorni dopo rientro in casa e ne ho uno in camera. E' sull'armadio. Appena mi avvicino, vola verso la finestra e ci sbatte, torna sull'armadio. Così all'infinito e io non riesco a raggiungere la finestra per lasciargli un varco. Cerco una scopa, entro in bagno e il lavandino e lo specchio sono totalmente ricoperti di merda di piccione. Bestemmio soprattutto dio ma anche la madonna e mi armo di scopa. Lo tolgo dall'armadio, gli apro la finestra ma ora non vuole più uscire. Crede che sia una trappola dell'uomo bianco per insultare la sua perspicacia. Io mi sbraccio con la scopa ma va solo da un armadio all'altro. Bestemmio tutta la formazione del paradiso, dal portiere allla punta senza tralasciare il mediano. Arriva Fabio, si arma di scopettone. Lo colpisco più volte in volo con soddisfazione saltando pet tutta la stanza finchè non trova la retta via. Per fortuna s'era cagato tutto in bagno e non ha lasciato niente in camera mia.
Ripulito tutto, cauterizzato gli ambienti, abbiamo aspettato Alessia per decidere la sorte delle uova. Io ho votato parete della casa di fronte, Fabbio non ricordo ma era incazzato almeno quanto me. Alessia invece ha portato le uova da basso, dove evidentemente i genitori non le avranno più trovate, visto che poi hanno deciso di rimanere sul terrazzo in attesa che i pulcini tornassero autonomamente. Uscivi in terrazza e volavano sul tetto di fronte, facendo tanto finta di niente che pareva fischiettassero. Poi rientrato tornavano sul terrazzo. Un giorno, esasperato, ho brabdito la scopa fino a colpirne uno abbastanza violentemente da fargli capire che non era aria. Non sono più tornati. Quello è stato il momento in cui mi sono reso conto che con la forza si ottiene tutto.

Ospite indesisderato #3
Sono dieci giorni che sento rumore d'ape in un angolo del salotto. Ero convinto che fosse infilata dentro la cassa dello stereo e ho semplicemente immaginato che col tempo sarebbe morta di fame. Bene.
Ma facciamo un passo indietro. L'anno scorso facevo prove per i laboratori con i bambini. Ho fatto sto cane di carta di giornale, con pelle di scotch di carta. Siccome è carino ce lo siamo tenuti in salotto. Si chiama Supercane perchè ha le ali dietro, disegnate con l'indelebile. Gli vogliamo bene. In realtà lo volevo regalare ai Supercani ma mi son sempre dimenticato di portarglielo.
Proprio cinque minuti fa mi sono accorto che in realtà il bzz è di animale peggio dell'ape e comunemente noto come vespa. Ha fatto il nido nella gamba di Supercane.
Ora me ne devo andare e posso fare lo gnorri, ma devo risolvere il problema. Non oso muoverlo perchè la vespa è il male. Devo risolvere. Però ora devo andare.
Domani

La dimostrazione che fornicare con un minorenne non allunga la vita

Non che qui ce ne freghi molto delle notizie, ma questa è grossa.
I bambini di tutto il mondo fanno la ola.
E invadono le strade con striscioni con scritto E ora tutti i preti!

Ecco, questo fa molto Striscia la notizia ma, suvvìa, non facciamo gli snob.

Prima



Dopo

martedì 23 giugno 2009

O stato, me li pagherai, o sì, me li pagherai

Oggi ho fatto il modello Unico. Finalmente. La prima volta che sono andato al Caaaaf ho preso l'appuntamento. La seconda, già seduto e col malloppo rovesciato sul tavolo. ho scoperto che non dovevo fare il 730 ma l'Unico. La terza mi son dimenticato e son arrivato un'ora in ritardo. La quarta era oggi.
Tra CUD e ritenute d'acconto ho tirato scema la tipa. Mi fa dovrai pagare di più, perchè hai tanti CUD. Ma guarda te, uno già gli fanno contratti corti, passa il tempo a trovarne altri (più corti ancora) e poi lo piglia pure in culo. Vabbè.
Alla fine, visto che le somme non erano poi ingenti, lo stato mi deve €1068,95, che diventano prontamente 1068 perché nel totale del computer non ci sono i decimali. Con i vari €0,95 fregati a tutti non dico che si può sistemare la SalernoReggioCalabria, ma almeno il Milan potrebbe ricomprarsi Kakà, visto che l'han venduto per la crisi.
Poi questi €1068,95 me li dovrebbe versare il datore di lavoro che non avrò per quando sarà tempo di riceverli. L'alternativa è aspettare il rimborso. Tempo stimato: due/tre anni. Oppure, quando avrò da pagare, me li scalano. Se muoio ovviamente m'attacco al cazzo. Aspetterò il rimborso. Proprio ora che con tutto sto parlare di escort un giro di prova lo volevo fare anch'io, visto che la signora Merlin me lo impedisce (perlomeno nella legalità). E poi non è che sta storia di puttanopoli l'ha inventata la lobby delle escort per farsi pubblicità? Beh, funziona.
Poi c'è il 13permille. Eh sì, perché l'8 lo versi allo stato o a un culto a caso, e il 5 al volontariato o alla ricerca. Badate bene però, che ci sono i dati di tutte le Chiese d'Italia accreditate (manca quella di Satana, la Juve, Geova e il rock'n'roll), ma non per il volontariato. Per quello devi arrivare tu con il codice fiscale, quindi se non ce l'hai t'attacchi al cazzo (ancora) e butti tutto nel mucchio indistinto che non oso immaginare.
Quella dell'8 allo stato o a un culto mi sfugge. Fa molto Concordato, ovvero l'atto con cui ci abbiamo consegnato anima e coglioni alla Città del Vaticano. Mi ricorda anche Teheran, volendo.

Comunque caro stato, so che sei solo una succursale della Chiesa, ma so dove sei, so dove venire a prenderti. Quei mille eurodollari (più un quarto di pompino da una escort) me li farai penare lo so, ma a costo di venire con John McLane li riavrò.

lunedì 22 giugno 2009

DG-20, la chitarra digitale dei sogni

Ho compiuto gli anni un mese e mezzo fa. L'altro giorno il mio miglior amico mi fa allora hai scelto il regalo? Lui e gli zii m'avevan detto di scegliere un regalo di compleanno e me ne sono totalmente dimenticato. Come si fa? Vabbè. In ogni caso non ci ho pensato un attimo, 'che l'ccasione è ghiotta.
C'è solo una cosa che bramo da un paio d'anni a questa parte ma non ho mai avuto il coraggio di comprarmi: la DG-20 che Bret dei Flight of the Conchords una in She's so hot boom!.
Ecche il video.



Trattasi di una chitarra digitale dei anni 80, usata. Fa i suoni e anche i ritmi come una tastierina della bontempi ma è una chitarra e quindi fa molto più figo. Ci sarebbe anche la DG-10, costa molto meno ma è più smarza.
Bene, l'ho ordinata, nuove porte si aprono per la piccola orchestra. certo lo dicevo anche dello Stilofono ma verrà anche il suo tempo.

Grazie Roberto, Paolo e Loretta, ve ne pentirete.

venerdì 19 giugno 2009

Lezioni di canto

Ho deciso di imparare a cantare. Potrei foraggiare un insegnante di canto nostrano, sostenendo l'economia, ma non ho tempo. Allora mi accontento di Eric. Certo è un extracomunitario (e pure nero) ma mi sembra in gamba, e non mi ha ancora rubato niente.
Non sono ancora riuscito a fare tutti gli esercizi perché mi rompo le balle. E' sempre stato così, con gli esercizi. Probabilmente è per questo he non ho mai imparato a far niente.
In caso arriviate alla fine, ditemi come va a finire. Immagino tirerà fuori gli accendini.




martedì 16 giugno 2009

Metodi per curare la sete

L'altra cosa bella di essere musicista è che se non ti pagano comunque bevi gratis. Poi dipende da che festa è. E' semplicemente il minimo. Do ut des. A volte ti danno le consumazioni ma a volte basta chiedere. Ciò vuol dire che se chiedi da bere a nome di un gruppo i baristi non questionano e consegnano la dissetanza.
Io che pur sono un amante del sotterfugio a questa che vi sto per raccontà non c'ero mai arrivato. Venerdì sera al festival INDIEtrotutta! al Bruno c'era il cantante di quello che per me è uno dei migliori gruppi rock trentini che scroccava da bere alle bariste a nome dei Fango*. Più di una birra alla volta, per poi offrirle ad amici e passanti.
Come lo so? Non è che stavo lì a controllare ste cagate, ma l'ho incontrato e me l'ha detto. Senza che glielo chiedessi. Veramente. Probabilmente non sapeva che in qualche modo ero implicato nel festival. E poi l'ho visto. Io non è che voglio fare lo sbirro, e ho lasciato lui e il suo amico dissetarsi alla facciaccia dell'amico Bruno.
Ora io non è che voglio far la predica a uno che ha trent'anni, non ce n'è bisogno e lungi da me. Anzi, al mondo c'è sempre da imparare: io voglio che il suo metodo si diffonda. L'italica arte del sotterfugio non deve cedere alla puerile coscienza austroungarica!
Quindi vi incoraggio signori, a prendere l'esempio del cantante in questione: ai festival chiedete da bere a nome di qualche gruppo semisconosciuto. Se vi sgamano dite che siete il fratello della morosa del batterista (c'è sempre un batterista) e che vi han mandato a prender birre perché stan scaricando gli strumenti ma han comunque sete. E se per disgrazia è un concerto coi buoni, cacciate i soldi come il resto del mondo, che se vi sgamano una volta è finita per sempre.
In ogni caso, buona bevuta!

Lo so, questi son consigli da Felix Lalù Institute of Giving Advices, ma l'ho già fatto l'altro ieri. Poi mi dicono che son saccente.

*E poi perché a nome dei Fango? Era trentino, faccia conosciuta, non è che puoi scroccare da bere a nome dei G.I.Joe, ma neanche a nome dei Supercani che son abbastanza riconoscibili. Ha preso il gruppo più plausibile ma meno conosciuto.

Viva la Revolucion!

Ho sempre pensato che nelle case di riposo ci si rompesse i coglioni e ti venisse voglia di morire. Invece poi ho conosciuto gente che ci lavora. Rupi l'unico catalano della Val di Non che fa il fisioterapista e animatore a Fondo se la gode alla grande e parla nònes coi veci, altri due amici hanno appena cominciato e ne parlano gran bene, tutti dicono che invece è un bell'ambiente, pieno di storie da raccontare.
Poi c'è Stefano Bellumat dei The Squirties che a Borgo ha fatto addirittura un film. Ormai io arrivo tardi, come di costume, che è passato pure al FilmFestival della Montagna. Sto film racconta di vecchi al ricovero che prendono in ostaggio il direttore e armano una rivoluzione nella casa di riposo. Beh, il film è una figata low-fi, coi vecchi stessi che scherzano sulla loro condizione, scene esilaranti e citazioni pop. Proprio godibile.
Ora io non so dove possiate vedervelo, visto che io ho il dvd perchè sono un privilegiato (o forse perché gliel'ho chiesto), ma tenetelo d'occhio che ne vale la pena. Si chiama Viva la Revolucion! e questo è il trailer.

lunedì 15 giugno 2009

Due minuti in paradiso

Vieni di corsa?
Spruzzi sulla porta?
Eiaculi precoce?

Il Felix Lalù Institute of Giving Advices ha la soluzione per te.
E' arrivato PSD502, lo spray superiperritardante.
Garantisce prestazioni sa SUV (senza comprarlo), dicono fino a 6 volte superiori. Quindi, secondo un rapido calcolo: da ante portam a 2 secondi! da due secondi a 12! da 12 a 36! da 36 a ben più di 3 minuti! Cosa volete di più dalla vita?
Peccato che il prodotto sarà pronto solo tra un paio d'anni. Intanto vedete di accontentarle con fuochi d'artificio e altre amenità. Vi rimane sempre la battuta di Jemaine dei Flight of the Conchords in Business Time, hey baby, con me bastano due minuti perché sono così intenso: due minuti in paradiso sono meglio di un minuto in paradiso!


ps: in realtà poi guardi meglio e il prodotto c'è già, vai a fidarti dei siti fidati. In pratica non senti un cazzo ma la donna è contenta. Scambio equo.
Per consigliarlo ad un amico schiaccia qui

giovedì 11 giugno 2009

Cumpleagnos Feliz, o Piccola Orchestra! @ INDIEtrotutta! - CS Bruno

Domani è festa perché La Piccola Orchestra Felix Lalù compie un anno. Ricorre infatti la data della prima esibizione per chitarra acustica (che ho comprato lo scorso marzo). Certo è vero che nei due anni precedenti aveva pur comparsato per 4-5 concerti su per le valli del Noce. Na roba tipo il nerd esce di casa e parla piano per non disturbare. Tanto che il Boris dopo un concerto mi ha regalato delle corde perchè non si sentiva un cazzo. Trattavasi di una formazione embrionale per sola chitarra classica (non amplificata) e voce (e senza Miro e Florian). Reggae-folk da stube.
La prima esibizione dicevo, aveva cantato con me anche i Bastard e il granBaffato dei Supercani. Era la Fagofest! dell'anno scorso. Presentavo lo sciò tutto nuovo con le canzoni nuove di pacca che ormai son vecchie. In questo anno n'è passato di vino dentro ai esofaghi e me pare ieri che stencilavo pallette da tennis per il Bruno. Come nella migliore tradizione dei consuntivi delle Casse Rurali, anche noi tiriamo le fila.
40 concerti, di cui 31 dall'inizio del 2009 mi pare un buon inizio, se proprio dobbiamo misurarcelo.
Ma la cosa che più mi ha fatto godere è la quantità di gente che ha cantato e suonato nell'Orchestra. Io non è che sto qui a contarli ma ne ho fatto una lista.
The Damsel's Demon Lovers, Supercanifradiciadespiaredosi, Alberto dei Norticanta, Demis e Michele dei Absinth Effect, Andy dei Next Point, The Bastard Sons of Dioniso, Nurse, Nicola dei Trimocnik, Ermanno dei The Normal Strange People, Max e Ivano dei Stone Martens, La Niña de los Gorgojillos, Fabbio da Genova, El Caio, Francesco Canzoni da Roma, Feeela, Andrea dei Mr.T and the Guitar, Carleis, Claudio e Fede dei Catoblepa, l'Irene, el Martino e el Noster, el Tommi de la YoProduction, Milena e Marco de TrentoSoulModerno, tre boci ubriachi l'altra sera, l'immenso Nicola Sordo e po' così non me ne ricordo altri ma son tanti.
La vera Piccola Orchestra sono loro. Grazie!

Quindi domani per l'occasione La Piccola Orchestra Felix Lalù torna sul luogo del delitto e suona a IndieTrotutta! sul seggiolone da tennis intitolato a Miroslav Fagocevic (visto che han cancellato la SalaFagocevic).
Apro le danze, alle sette e mezza di sera. Po' per due giorni c'è i due gruppi mejo che esiste in Italia, i Zu e Il Teatro degli Orrori, poi un'altra serie di gruppi della madonna, sabato pomeriggio i laboratori del fumetto e nella sala di CinemaFutura di sopra proiezione continua di video de La Cripta Crew e The Mountain Sessions.

E se sento ancora qualcuno lamentarsi che a Trento non c'è un cazzo da fare e non lo vedo al festival non gli faccio niente, ma la sua vita è tristezza e questa è già una punizione sufficiente.



IndieTrotutta!

Percorsi di indipendenza tra musica e fumetto.

***Che musica? Che fumetti? Che produzioni indipendenti?

*****TRENTO

>>>>>12 giugno 2009,
Apertura ore 18.00

- Per tutta la serata proiezione dei video prodotti da Cripta Crew e The Mountainsessions!

- Dalle 19.00 Live di:
***ore 19.30
La Piccola Orchestra Felix Lalù presenta il festival IndieTrotutta!

***ore 20.30
Fango - palco grande

***ore 21.10
Vandal X - palco grande

***ore 22.15
Popper - sala piccola

***ore 23.00
ZU - palco grande

***ore 24.30
Red Warms Farm - palco grande

***ore 1.30
Anansi + Tarant Attack - sgabello corridoio

>>>>>13 giugno 2009
Apertura ore 17.00

- Ore 17.00 Fumetto
Workshop: "Fai da te", esperienza di autoproduzione di un fumetto
a cura del gruppo Ernest,
[ Scarica la locandina ]

- Ore 18.00
Tavola Rotonda: "Nuvole indipendenti: i fumetti oltre l’autoproduzione"
[ Scarica la locandina ]

Alcuni rappresentanti del fumetto indipendente italiano si raccontano e raccontano le loro esperienze borderline tra autoproduzione e mercato. Dalle fotocopie diffuse a mano fino al libero download di storie attraverso internet, un’evoluzione che ha portato a nuovi significati del termine "autoproduzione" e "indipendenza", spesso intrecciandosi con realtà editoriali dinamiche e innovative, fino ad irrompere con i propri stili e contenuti nell’alveo dell’editoria mainstream.

Partecipano:
Claudio Calia (Sherwood Comix), Andrea Bruno (Canicola), Luca Vanzella (Self Comics), Lorenzo Sartori (I cani), Armin Barducci (Monipodio!), Il gruppo Ernest,

- A seguire la presentazione della rivista Burp! Deliri grafico intestinali

- Per tutta la serata:
"Cadaveri squisiti", a cura di Armin Barducci

- Dalle 21.00 Live di:

***21.15
Supercanifradiciadespiaredosi [palco rosso]

***22.15
Kourgane [palco rosso]

***23.15
In Zaire (GI Joe + Claudio Rocchetti) [palco blu]

***23.15
N.A.N.O. [seggiolone corridoio primo piano]

***00.15
Il Teatro degli Orrori [palco rosso]

***1.30
Morkobot [palco rosso]

Per info:
centrosocialebruno.blogspot.com
indietrotutta2009.blogspot.com

Vedi la presentazione del Festival IndieTrotutta!

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*****BOLOGNA

>>>>>12 giugno 2009,
Apertura ore 18.00

- Ore 19.00 Fumetto
ernestvirgola presenta:
ERNESTCATERING - Gara di torte

presentazione e premiazione delle migliori torte partecipanti, assaggiate e valutate da tre giurati d’eccezione:

Federica Antonacci (maestra pasticcera nonché Commissario tecnico di Giuria);
Claudio Nader (esperto degustatore internazionale nonché Garante di Giuria per le Pari Opportunità);
Enrico Sist (inventore della gara underground delle torte in Italia nonché Presidente di Giuria);

Dopo un’attenta valutazione da parte della giuria, le torte saranno servite al pubblico.

Per le iscrizioni scrivere a ernestvirgola@gmail.com.
Sono ammesse collaborazioni tra due o più persone e partecipazioni con una o più torte.

- Ore 19.00 Tavola Rotonda
"Nuvole indipendenti: i fumetti oltre l’autoproduzione"

Alcuni rappresentanti del fumetto indipendente italiano si raccontano e raccontano le loro esperienze borderline tra autoproduzione e mercato. Dalle fotocopie diffuse a mano fino al libero download di storie attraverso internet, un’evoluzione che ha portato a nuovi significati del termine "autoproduzione" e "indipendenza", spesso intrecciandosi con realtà editoriali dinamiche e innovative, fino ad irrompere con i propri stili e contenuti nell’alveo dell’editoria mainstream.

Partecipano:
Claudio Calia (Sherwood Comix), Andrea Bruno (Canicola), Luca Vanzella (Self Comics), Lorenzo Sartori (I cani), Armin Barducci (Monipodio!), Il gruppo Ernestvirgola, Squaz
Moderano:
Laura Pasotti e Andrea Antonazzo (Il garage ermetico)

- A seguire la presentazione della rivista Burp! Deliri grafico intestinali

- Per tutta la serata:
"Cadaveri squisiti", a cura di Armin Barducci

- Dalle 19.00 Live di:
Teatro degli Orrori + Morkobot + Kourgane + In Zaire (GI Joe + Claudio Rocchetti) + Trojan Horse Rotovator + Valerian Swing + Fuzz off + D-Swoon + Cora

>>>>>13 giugno 2009,
Apertura ore 18.00

- Dalle 19.00 Live di:
Zu + Vandal X + Red Worms Farm + Lascivia + Die hard out law + Il suicidio de: l’uomo falena *Rock Destroy Legends + El Karmaso

Per info:
tpo.bo.it
indietrotutta2009.blogspot.com