venerdì 18 settembre 2009

La posta di Felix Lalù #3: Kabul caput mundi

Mi scrive Marisa (riguardo questo), che mi vuole bene nonostante dica male della chiesa e dei preti. Scrive:

muratore, soldato: hai ragione su tutta la linea. è vero.

solo io rendo onore ai militari perchè li conosco bene. passano nel mio ufficio loro, con le loro mogli a prender casa e poi partono per le missioni e incontro le mogli per strada e mi fermano e che mi dicono della nostalgia e tutto. insomma conosco un po' il loro mondo. ho amici che erano a nassiria. così. adesso ho amici in libano e amici a kabul.

e conosco pure quello dei muratori a dire il vero che le case le costruiscono, e io sono spesso sui cantieri e mi sgridano se non ho su le scarpe adatte. non so. in effetti tutti i lavori hanno una missione. ma non so felix, quando uno decide di fare il muratore non ha un'alta probabilità di morire invece quando uno fa il militare mette a disposizione tutto con coraggio. e va all'estero con la bandiera del mio paese e rappresenta un po' anche me. e degli stronzi lo fanno saltare in aria. perchè era voluta quell'azione. signoreiddio sono egoista, muore un soldato penso a me.

ma la morte è morte e l'onore si deve a tutti, che è gran difficile per noi distribuirlo con criterio, perchè non leggiamo i cuori della gente. che storie, proprio. cazzarola.

cheppoi hai ragione la vita è vita e l'onore si deve a tutti, che da morti l'è forsi tardi.
che storia, proprio cazzarola.

Cara Marisa
parto dal presupposto che anch'io li piango e cordoglio mogli e figli e ringgrazio di avere un padre che fa il macellaio, perché non sono un pezzo di ghiaccio nè uno stronzo. Ovvio che li piangerei di più se fossero miei parenti o amici o conoscenti o rockstar, ma li piango. Senza lagrime, senza pensarci troppo, ma il mio dovere di cittadino lo faccio volentieri. Poi magari stasera mi ubriaco, ma ho sempre la scusa che è per dimenticare.
La questione è la seguente: anch'io ho amici militari (non è vero, ma mettiamo che ce l'ho. Anzi no, l'unico che conoscoo che fa missioni di pace mi sta pure sul cazzo, vabbè). Anche a me farebbero comodo quei mila euro che ti danno per farlo. Lavoro due anni e mi sistemo per altri dieci. Son lì per il mutuo, per la famiglia e per i figli da mandare a scuola fino a trent'anni anche loro, esattameente come i nostri nonni in Merica o i rumeni che raccolgono le mele in Val di Non o i magrebini che riempiono le concerie schife del vicentino. Stessa situazione, via da casa, dove non ti vogliono (certo qui non ti sparano ma le condizioni di lavoro non son certo salubri), mogli a casa che pregano, figli che crescono senza padri. Sempre che tornino. Sennò chi glielo fa fare a uno di andare dove c'è la guerra? Se lo facessero per piacere allora non servirebbe neanche piangerli.
Solo che dietro alla loro missione con fucile c'è la difesa della patria. Ora non voglio fare il saputello ma ci son libri di strategia militare, scritti da uomini (ce ne son di spassosi, Von Klausewitz, Sun Tzu, sociologi scaldapoltrone). In questi libri sulla guerra dove quelli che fanno la guerra spiegano la guerra e dicono che la guerra è brutta e si muore e che la guerra altro non è che la continuazione dell'economia di uno stato con altri mezzi, che se ti attaccano è per quella bandierina che dice da che parte stai. Come mai in Afganistan ci sono 49 stati? Molto semplice. Tutti vogliono il petrolio e anche il gas che passa di lì dalla Siberia (sennò Rambo che ci andava a fare? A salvare Troutman? Ma ci faccia il piacere). E fanno bene, a preservare il nostro futuro patrimonio energetico, sennò come andiamo al cinema a vedere Videocracy? A piedi? Come ci scaldiamo le case di riposo delle nostre nonne che hanno più freddo di noi perché non gli circola più il sangue? Con la termocoperta? Insomma il tricolore lì non è tanto diverso dal marchio Chiquita in Tanzania ma questo è un altro discorso.
Poi farò la figura del pacifista a tutti i costi, che non sono, che a me John McLane mi piace più di Woody Allen. E pure del cinico che ride i morti. Ieri sera c'era pure il fil su Nassirya, con Raul Bova che gli piace un bocia iracheno perché gli ricorda il suo morto e sto bocia in cambio gli fotografa tutta la base. Con un'altro che si fa la soldatessa mericana nel container della croce rossa. E tutti evvai! come allo stadio. Poi il cinico e poco rispetto sono io.
La questione è che le lagrime ti si offuscano gli occhi e non vedi bene a quello che succede intorno al gran galà delle bare fashion tricolori. A me piace pensare di guardarlo, sto mondo zozzo infame dove ti sparano per il riscaldamento delle case di riposo. Anche con le lagrime indosso.

Malta fina, il mio dovere

Non serve a un cazzo avere rispettto per i morti se non lo si ha per i vivi. Un parà morto è un eroe perchè muore facendo il suo dovere. Siamo una repubblica basata sul lavoro e niente si fa poer la gloria. Se uno muore mentre difende la patria pagante è un eroe. Mettiamo anche che è giusto.
Ma se io sono un muratore e faccio su malta dalla mattina alla sera e devo farlo bene perché ho la responsabilità dei muri di una casa che poi ci vive la gente. E' il mio dovere. Metti che cado da un pontile, mentre faccio il mio dovere. Certo non sono un eroe. Tutttalpiù un coglione. Mi sentirei giusto un po' discriminato, se non fosssi morto.

giovedì 17 settembre 2009

La Cripta è sempre al lavoro, sono io che son via

Tornare dalle montagne alla città è (sempre) trauma. Gente, macchine, bar che chiudono presto, questa è la città. L'unica mia cura è la Cripta. La Cripta è come ill cancro, lavora anche quando stai bene e al momento giusto, quando sei un po' giù, traaaack, con ovvio doppio senso tra l'onomatopea e la canzone sul disco (te le devo pure spiegare, discreto pubblico).
Succede che mentre mancavo i mie heroi hanno continuato a produrre, senza permessi, senza ferie, senza tredicesima, tirando fuori da sotto l'impermeabile una quantità non moderata di new shit. L'estate fuori scalda? Chissenefotte, la Cripta è scura come la vita, cammina sempre sulle foglie dell'autunno del mondo. Ora è un peccato dover dire tutto in un post ma selavì.

Intanto c'è una grande novità, o un grande ritorno. Ecco a voi Nello, il nuovovecchio membro della Cripta, semitrentino di disgraziata fede doriana. Clima sommesso, una canzone proprio per tu che a cantare in gradinata non sei stato mai.

La Cripta Crew (Zincu&Nello) - Sabbia senza oracoli


Poi di nuovo Masta col pezzo sulla notte. Tipo Jovanotti che cantava Gente della notte ma senza Cecchetto.

La Cripta Crew (Zincu&Masta) - Buonanotte (trauma d'argento)


E poi la sorpresona. Questa l'abbiamo registrata in primavera e io m'ero pure dimenticato. Era il tempo che avevo fatto Quattro ever ed ero preson con I love you baby. Sembra disagio ma parla della gioia, davvero.

La Cripta Crew (Zincu&Masta) feat. Felix Lalù - Spasmo


In più, io che ho acccesso so che altri canederli densi di speck e lame dalmine bollono in pentola. Aspettate sorseggiando il vostro triste tamarindo MDMA.

lunedì 14 settembre 2009

Non è a farsi le seghe che si perde la vista

Esistono di luoghi che sono notoriamente pieni di figa. Non sto parlando delle ville dei papponi. Parlo del nostro livello, dei figli della crisi. Son le biblioteche e le librerie. Non chiedete perché ma è così. E' con questo spirito che ieri ho lasciato il suolo autonomista per calare al Festivaletteratura di Mantova, per contemplare questo immenso gineceo a cielo aperto (se hai pensato pelo invece di cielo vuol dire che sei avanti o non stai più nelle braghe). Non perché mi piacciano le donne, solo perché Silvio sarebbe fero di me come i-taliano. A Rovereto c'era anche la festa degl alpini con la sua aura carnevalesca e viziosa che mi attirava come la sirena tricolore di Ulisse ma scendevo per lavoro e ho pure un'etica professionale da difendere. Comunque è inutile star lì a girarci intorno. Niente da fare ma manco da vedere. Il Festivaletteratura è così una palla da froci che son contento di aver smesso di leggere. Che mondo tristezza, così poco vizioso e rock.

venerdì 11 settembre 2009

Ingegno italico

C'è sta teoria straabusata dei sei gradi di separazione. Che ovunque tu sia ci sono cinque persone che separano te da un'altra persona a caso nel mondo (es: io>mio cugino di AN>>Gianni Alemanno>>>Giorgio Almirante>>>>Mussolini>>>>>Hitler, piacere, piacere mio Mein Fuhrer). Han fatto anche un flm merda con Will Smith. Lo dico così, tanto per evitarlo.
Cosa accomuna i Bastard a Silvio Berlusconi? Il collegamento è presto fatto: Silvio Berlusconi>Alcide Degasperi>>Valsugana>>>The Bastard Sons of Dioniso. In realtà potevano essere tre, i passaggi, se considderiamo che la Ventura conosce Berlusconi, ma la storia che Silvio ha superato Alcide Degasperi come numero di giorni al governo è grossa. Non che mi freghi di Alcide, era democristiano pure lui, ma questi giochi a chi cel'ha più lungo fanno vendere molte più copie del blog (discreto lettore, se non stai pagando per leggerlo sappi che ledi la mia professionalità e aumenti la ia crisi). Ma la questione è sempre un'altra. Cosa accomuna i Bastard a Silvio? Ma l'ingegno italico, la capacità di usare i pochi mezzi per far sempre quello che si vuole. Che se devi stare in uno show che almeno sia divertente. Che l'arte non è solo qelllo che ti chiedono (suonare/governare). E poi che mettendo cose in bocca alla gente si hanno risultati strabilianti.
Niente, lasciamo perdere, è inutile arrampicarsi sugli specchi per spiegare. Sti due son i video più divertenti che ho visto in questi giorni, nientecchiù.
Assieme a quello della tipa che suona il kazù con la figa.



giovedì 10 settembre 2009

Trento stays in Trento

Claudio Pilloni è uno che conosco dai tempi della scuola. Quando ero un piccolo punk lui suonava già, ed era ore, giorni, mesi più avanti di noi smarzoni. Grande tecnica, serietà sbarazzina, presenza scenica. Cantava nei Quasar prima e poi nei Tryaxis, ma il progetto non è mai decollato come volevano. Cantava e suonava nei Catoblepa, un gruppo cover della madonna. Non i soliti marchettari che suonano col palo in culo come se fosssero in un unduetrestella in cui stella non arriva mai. Gente che si fa tre ore di rock pop dance e quant'altro con canzoni attaccate da generazione iPod col sudore vero, quello salato (vedasi qui). In sintesi l'unica cover band che abbia mai apprezzato. E a me i gruppi cover non mi piacciono perché a casa ho già i cd.
Quando ho saputo che Claudio avrebbe/aveva (le notizie volano al mondo, soprattutto quelle colte da segretezza) partecipato ai provini di X-Factor ho avuto un salto al cuore, come Little Toni, eheh. Perché lui è uno che XFactor se lo merita. Ha una voce della madonna, una personalità cangiante e tutto quello che ci vuole per fare il cantante a quei livelli lì.
Ieri la triste notizia che non ce ll'ha fatta. Non me ne voglia Claudio, io glielo auguro, con tutto il mio cuore matto. Ma un'altra stagione di trentinità televisiva (tipo questa) sarebbe stato troppo, superipertroppo.



Die little die!

Siamo alla frutta. Eravamo alla frutta anche ieri ma oggi di più. Non che la sostanza cambi molto ma tanto vale. Succede che Danacol, uno di quei yoguri più slavati e costosi scelga per promuoversi la via della prevenzione al colesterolo. E cosa fa il colesterolo? Fa venire gli infarti. Ai vecchi, che hanno un cuore matto ballerino. Cosa c'è di meglio per promuovere un prodotto contro l'infarto di uno che ha scritto una canzone che si chiama Cuore matto? Metti poi che questo abbia anche avuto un infarto, se l'è anche chiamato. Che strana congiunzione astrale. Poi uno dice che tutti i mali vengono per nuocere. Ma cambiamo scenario. Metti che Little Toni muore di un altro infarto tra qualche giorno. Danacol viene ritirato dai supermercati. Per la Danone una gran perdita. Per la musica un lauto guadagno.

mercoledì 9 settembre 2009

E' morto anche Mike

Prima Michael Jackson, poi il Kennedy che aveva ucciso una donna, oraMike Bongiorno.
Tutta questa gente che muore non fa altro che dare ragione a Keith Richards.
Dovremmo trarne degli insegnamenti morali.

lunedì 7 settembre 2009

Mom, what is gangbangers?

Josh Homme e Damon Albarn son due che gli piace più far cose che far i fighetti. E' gente che va mescola mette mani e non (si) stanca mai. Se in uno dei miei sogni si incontrassero e dicesssero ti tuei manz fante doi sonade ensema? (traducibile con hey man, let's play togetha) e poi si chiudessero in una baita nel periodo dei funghetti e facessero un disco io me lo immagino come quello dei The Squirties, Gangbangers from Planet X? Mi diranno, tu scomodi nomi di lustro. Io che di musica so poco e ancora peggio non so parlare (sempre per la storia di Frank Zappa che diceva che.) scomodo chi voglio. Un variegato di chitarrine vestite da chitarroni e viceversa, coretti lollipop e una certa dose di imprevedibilità da karate ubriaco hanno portato 'sto cd nella hit parade dello scenografo della mia vita. Il più valido complemento alla vita sessuale del genere umano in questi tempi crisici. Anche se Silvio dice che è finita. Che sia vero o blandamente vero non ha importanza. L'unica soluzione è (sempre) alzare il volume.

domenica 6 settembre 2009

Livin in de monti

Vivere in montagna è fico perché puoi pisciare appena davanti casa e non sei incivile, anzi risparmi acqua di scarico che è spreco. Certo puoi farlo anche in città ma né i giardini stitici né muri sono abbastanza assorbenti per accogliere la piscia di tutte genti.
Poi ci sono altre cose che puoi fare. Ad esempio vedere le stelle. In realtà a San Lorenzo c’ho provato, ma ho visto solo aerei, che non valgono per i desideri. Ma le stelle, quelle normali c’erano.

Un’altra cosa fica è la passeggiata della mattina. Si parte da La Chasa, la casa che ha costruito il nonno di mia nonna prima di scappare in America con sua cognata per più tornar. Salgo il sentiero. Un pezzo è così ripido che anche uno col fiato buono arriva su senza, ma poi finisce. Alla Bancheta (la ch è quella dell’Ich tedesco) prendo la strada a sinistra. Lì ripiana, fa su e giù. Poi arrivo al Rio Valorz. Ingurgito bocconate di aria bagnata che scende dal rio. Una volta ci portaavano i boci con l’enfisema, o con la pertosse, che l’aria è buona. Poi mollo le ciavatte e metto i piedi nel rio. Più di trenta secondi è già dolore, ma quando esci qualunque ambiente ti sembra Tanzania. Proseguo scalzo per un altro pezzo di sentiero saliscendo. Ho imparato che se cammini scalzo non è che puoi star lì a camminare in punta di piedi per stare attento ai sassi, tanto ci sono e son tutti tuoi. Tanto vale appoggiare tutta la pianta e far capire al mondo che i sassi ti fanno un baffo. Monto sul muretto di sassi a secco, ormai coperto di muschio. Sull’altro versante c’è il sole che spunta tra le montagne. Faccio una specie di saluto al sole, me ne bevo un po’ tirando le braccia su e giù e sgranchiendomi le dita. Se facessi il vero saluto al sole dovrei molleggiarmi sulle gambe, posare le mani sull’addome per far salire l’energia e poi sentirla salire e poi salita alzare le braccia al cielo in comunione col basso e con l’alto. Il mio, più che buongiornocomeva?dormitobene?chebellagiornataogginontrova? è più un ciao, ecco. Torno indietro sempre scalzo, riinforco le ciavatte, faccio qualche altro altro respiro proforma e torno indietro. Alla Banchetta la nonna mi ha preparato rami da trascinare a casa, che scendere dal mont senza legna è peccato.

Se fossi un magnamusli direi che sta passeggiata mattutina risveglia l’uomo che è in te e ti ricollega colla natura. Aria dal rio uguale elemento aria. Piedi nel rio uguale elemento acqua. Saliscendi scalzo uguale elemento terra. Saluto al sole uguale elemento fuoco. Riprendere contatto con tutti gli elementi ridona equilibrio, rinfranca il corpo e lo spirito blablabla. È solo un giro di mattina per ripigliarsi. Niente più, sempre meglio che una corsa nei gas di scarico.

Ecco, non è che Trento sia città, ma la montagna è altra cosa.
Tanto mo' torno.

venerdì 4 settembre 2009

Braciolata Zum Zum²

Mi scrive un amico giornalista che scrive sul noto quotidiano provinciale segnalandomi questo link. A TrentoBlog dicono che è arrivata la seguente mail da braciolatazumzum@gmail.com e intitolata
Domenica 6 settembre // ZumZum² // FESTIVAL ACUSTICO ISTANTANEO

Domenica 6 settembre // ore 12.00
Località Campel (sopra Villamontagna e Cognola) Trento
BRRRACIOLATA ZUM ZUM
Festival Acustico Istantaneo
Tutti i suonatori sono benvenuti } tutti i generi
Sono ammessi tutti gli strumenti anche a pile. C'è solo un limite per i bonghi, che non devono superare il 20% degli strumenti in ballo::
L'appuntamento è Domenica 6 settembre alle 12.00 AM al Campel sopra Cognola (TN)
mappa
si può venire dunque in macchina/motorino/bici/a piedi e ci sono le griglie già predisposte per la carne/verdura
BYOB bring your own beer
BYOB bring your own braciole
BYOB bring your own Bàlon
La braciolata acustica è totalmente e volutamente senza organizzazione. Gli sperperi e le polemiche sull'organizzazione di eventi culturali qui cascano male!
Costo Zero ed uso improprio di gmail = the real macchina organizzativa
Devi quindi portarti tutto
tieni bene a mente queste parole, perchè quando mi vedrai mentre mi spazzolo una puntina tutta bella unta messa in conza da 2 giorni
non sarò così comprensivo.

se piove..ciccia

[Questa casella di posta elettronica si autodistruggerà tra 90 secondi]
Braciolata Zum Zum
una Co-produzione
Mox Entertainment, YouCannot Be Serious!, Indietrotutta!, EuroSpurghi di Tamanini Felice, Miroslav Fagocevic Srl, La Ostia - Registrazioni ARtigianali, Provincia Autonoma di Trento, Assessorato alle politiche Giovanili, Assessorato alle politiche Agricole, Famiglia Cooperativa, Consorzio Piccoli Frutti Sant'Orsola, Rtt La Radio, Cassa Rurale di Trento e Rovereto, Apt di Terzolas, Cooperativa Consolida, Mandacarù, LIbreria Artigianelli, Cantine Ferrari, Circolo Fraglia Vela Riva, Pro Loco di Villamontagna, Unione degli Studenti, Cooperativa Sociale Samuele, Trentino Trasporti, Trentino Sviluppo, Trentino Spa, Viaggiare in Trentino, No Fun, Orchestra Haydn, Circolo Donne Rurali Mattarello, Funivie del Lagorai, SudTirol Freiheitlichen, Maso Cantanghel, Polisportiva Argentario, Ristorante Pizzeria Vesuvio.

Dice è opera tua questa?
Dico è roba di molti suppongo.
Dice ti consiglio di fare qualcosa per rimuovere quei nomi, un uccellino mi dice che qualche giornalista cattivo si sta muovendo sulla cosa...
Dico dovrei lamentarmi anch'io perche hanno citato La Ostia - Registrazioni Artigianali ma non ho tempo per queste cose
Dice giusto per avvisarti! Look out!
Dico oh, merci!

Bene, io non so chi siano questi giovani (perchè son sicuro che son giovani e non si rendono di quello che fanno, come quelli che uccidevano Gesù), ma se li becco! Come si permettono di usare nomi dei altri, gloriosi nomi della provincia messi insieme a gruppuscoli di sfigati. Ho anche sentito Tamanini Felice di EuroSpurghi e anche lui è d'accordo con me.
Per fortuna che c'è qualche giornalista che abbandona i fatti che interessano al pubblico bue (leggasi qui) e si impegnano invece per il rispetto del buon nome di chi ha buon nome, non per la notizia del giorno (a proposito, ma Belen e Corona si sono lasciati davvero???) ma per il bene dell'umanità, non per tirar su due lire a battuta ma per la sacra informazione.
Festa autoorganizzata un cazzo, questi sono dei sovversivi. Ho chiesto a MrGmail i nomi di costoro e sono sicuro che mi risponderà appena può (certo se fosse un dipendente provincialnazionale a quest'ora sarebbe già a casa ma sappiamo che MrGmail è in Merica quindi smonta alle 17PM).
Chiunque abbia organizzato sta roba, io gli faccio un culo così, e gli mangio sa sua own braciola.

lunedì 31 agosto 2009

"Porco Mondo Zozzo" aka Bolzano italiana è, digraziatlich

Adesso non è che mi metto a far le sviolinate alla gente ma una preemessa va fatta. Vanja Zappetti da Bozen, Italien è uno che organizza concerti. A me mi arriva la mailing list ogni volta e ogni volta non ho la più pallida idea di chi sia quello che viene la prossima. Inoltrandomi nel link scopro poi facce note o gente cazzuta nell'underground, side project di gente cazzuta nell'underground e musiche che non farebbero la gioia di Mara Maionchi e fanno quindi la nostra. Ultimamente, oltre a essere quello che ha fatto venire nientemeno che i Zu a Bolzano, organizza concerti al Caffè del Teatro Cristallo. Qualche mese fa mi ha onorato con l'opportunità di aprire il concerto ai Dufus, un gruppo della madonna di New York. Si noti che questi concerti si fanno dalle 20.30 alle 22.30, come i film di quando eravamo boci. Neanche le nonne vanno a letto prima. Mi chiama ques'estate per organizzare La Notte degli Oscar, una serata in cui suono io, che mi chiamo Oscar, e Oscar Ferrari appunto. Oscar Ferrari io non lo conoscevo ma questi giorni mi son scaricato le sue canzoni. Che un cantautore così così nasca da suolo autonomista non te lo aspetti mai nella vita. (questo è il blog e qui ci son le canzoni e poi chi è Gino? Ma non è questo il punto). Io ero rimasto che si suonava sul terrazzo, come l'estate scorsa e l'inizio luglio, ma mi arriva rettifica.
Vanja dice
aè. magari in terrazza. sei poco aggiornato. saremo indoor, comunque divertiti. con tutteddue gli accenti eh... ciao bello
Mi fa strano e mi faccio spiegare meglie:
breve storia della terrazza:
2008 giugno luglio agosto utilizzata no problem, autorizzata.
2009 a giugno vengono autorizzati giugnoluglio agosto - a luglio una vicina dal cognome importante si lamenta del volume (manda i vigili durante le prove alle 5 di pomeriggio, per capire il livello di esasperazione) e in breve le autorizzazioni per agosto decadono (per mancato rispetto delle norme di sicurezza, ahahah.)
grosse polemiche su giornali, cultura giovanile vs città morta, solite robe.
effetti principali: ad agosto ho dovuto fare tutto indoor, insomma, e rimetterci una valanga di sghei, zozzo mondo porco. Quindi se hai voglia di pistolottare con gioia mi raccomando di non trattenerti... :)

Ma non finisce qui. un'ora fa mi chiama Vanja che dopo esssere intervenuti varie volte e avere anche fatto ritardare un concerto di un'ora per controllare le carte poi trovate tuttapposto, oggi, in barba all'onorata lentessa dell'amministrazione pubblica italica, han fatto una leggina nuova, l'annuncio è quel che segue:
Niente concerti al caffè del teatro, nemmeno dentro, a porte chiuse a 40°. Il Comune sostiene che la licenza, valida negli ultimi 3 anni, di colpo non sia più sufficiente. Le serate nel foyer devono essere organizzate dal teatro e non da parte di esso (il bar, nella fattispecie).
l che significa che la serata concerto di questa sera, l'ultima della stagione estiva, salta. Ma non salta la voglia di esserci e manifestare il proprio disappunto per una situazione tra il kafkiano e il gattopardesco.
Vi prego tutti di non contattarmi personalmente, ma di commentare qui. Il telefono mio scotta, perdonatemi. E presentatevi al caffè, in serata, anche solo per 5 minuti di testimonianza, se ve ne frega qualcosa.
Grazie per tutte le presenze durante l'estate, grazie per aver sostenuto il locale e nello specifico il sottoscritto in una situazione estremamente difficile.
Vanja

Non mi sembra ci sia nulla da aggiungere. Giusto pistolettare, anche se non ci son cazzi, la penna non uccide più nessuno, Davide vs. Golia, Luigi Lo Cascio vs. Tano Badalamenti (niente meno che), l'innominato contro Renzino nostro che solo vuole sposarsi a Lucia, Juve vs. AlbinoLeffe quando era in serie B, Comune di Trento vs. Ale Cocca del Soultrain, Undertaker vs. WeeMan di Jackass, Berlusconi vs. Luttazzi, Big Fish vs. scatoletta di tonno biologico, same old shit. Adessso non è che vado avanti un'altra mezzora con metafore da nerd: uno grande vs. uno piccolo.
Per quanto valga, non è che la tastiera ne uccida più della penna.
In bocca al lupo, Vanja.

sabato 29 agosto 2009

Videocracy

E ora tuttti a dire era ora. E poi tutti a dire ma tanto non cambia niente. Vabbè, tanto non cambia niente davvero, ma era ora, cristodìo.

venerdì 28 agosto 2009

La novità dell'anno

Non leggo un libro da quasi tre anni. Considerando che nei quindici anni precedenti ne leggevo svariati ogni mese o settimana la cosa pdovrebbe preoccupare. E' triste pensare che uno legge a manetta e poi comincia a scrivere e lì finisce di leggere.
Nel frattempo ho avuto altro da fare prima di collassare al letto tutte sere. Le mie uniche letture sono state i cardini dell'informazione italiana: Internazionale e la Gazzetta dello Sport. Poi a volte Cronaca Vera e Rumore. Nientecchiù.
Già da luglio avevo sulla panca di legno di fianco al cesso un libro che m’ha regalato l’abuelita Maria, Psicomagia di Jodorowski: ogni cagata due, quattro, sei pagine. Non che legga particolarmente veloce, me la prendo col comodo. Però leggere un libro sul cesso è un sacrilegio, non vale, è come farsi mezza sega alla volta.

Tutto questo fino a ieri. Da ieri ho ricominciato a leggere, signori, e lo annuncio con fierezza. Poi magari rismetto per altri tre anni. E quale miglior libro per ricominciare a leggere che il libro scritto da uno che sta per morire? Da uno che sulla porta scrive ogni ospite è indesiderato? Parlo de La fine è il mio inizio di Terzani. Non c'è storia inventtata che valga lla vita di qualcuno. Poi a me questo mi illumina sempre. Mi illuminano sempre, sti anarchici. E' ora di cambiare. Cosa? Boh. Le donne son più comode, cambiano pettinatura e il gioco è fatto.

martedì 25 agosto 2009

Furbi?

Il nonno di un mio amico leggeva il giornale tutti i giorni. Dalla prima all'ultima lo leggeva. Poi lo richiudeva e diceva sempre I furbi i le scrif, i cojoni i le lec (per i forestieri I furbi le scrivono, i coglioni le leggono). Voi da che parte state?

domenica 23 agosto 2009

666

Siccome è stato l'argomento di un terzo del tempo di tutti i telegiornali nell'ultimo mese e mezzo anche qui alla redazione del blog abbiamo deciso di parlarne. Per un mese il becero è stata la più ovvia quotidianità: genitori e figli che si rubano i soldi a vicenda, gente che si sputtana gli stipendi, gente che va in attacco d'ansia al momento dell'estrazione, pur sapendo che le probabilità sono quasi le stesse che Liv Tyler suoni a casa tua per chiedere del sale. Vabbè, si capisce, ma la cosa è stata spinta così all'inverosimile che per qualche giorno il Papa sembrava non avesse detto niente. Poi alla fine salta fuori che uno dei vincenti con la schedina da due euro due è pure un milionario. Allora pensi che dio finalmente esiste. E' un segno dell'altissimo purissimo levissimo che chi non ha soldi e li vuole spendere in modo stupido può sempre andare allo stadio, o a puttane se proprio se la vuole spassare.

giovedì 20 agosto 2009

Ciao e grazie

Qui si lavora non c'è mica tempo per il fare i fighretti in internet. Ma a una dei pochi che s'è sbattuta (quasi) anonimamente per rendere più piacevole la tua adolescenza almeno un ciao e grazie bisogna metterlo. Ciao e grazie, Fernanda.

domenica 9 agosto 2009

Esercizio per cantautori: La conta delle tronche

La rima è una cosa che fa (sembrare) la canzone figa. Ce ne son tante di figure retoriche che inghirlandano i testi delle poesie e delle canzoni. Tra queste la rima è quella più immediata, più semplice da usare e per questo più inflazionata.

Poi tra le rime ci sono le rime sulle tronche. Sono quelle con l’accento sull’ultima sillaba. Lo spagnolo ne ha un bel po’, l’inglese ne è pieno, c’è molta scelta, il francese è fatto solo di quelle. L’italiano ne ha pochine. Abusarne è facile, perché son poche. Ci si riduce sempre a robe tipo su/giù/più o se/me/te? Filano e fondono certo, come le sottilette, ma quanto hanno rotto i coglioni? Almeno quanto cuore/amore.

Per questo quelli che fanno testi in italiano dovrebbero avere un minimo rigore deontologico che ne limiti l’uso.

Per questo il Felix Lalù Institute of Giving Advices ha brevettato e depositato un metodo infallibile chiamato Il computo delle tronche. Non suona tanto bene ma è quel che è.Io per me mi son creato un codice per valutare se una canzone è almeno passabile. Premesso che se non si usa almeno un’altra figura retorica all’interno di un testo e si pensa solo al senso si è degli sfigati. Non parlo solo di figure del suono (assonanze, allitterazioni e altre sorte) che fluidificano il testo, lo rendono più scorrevole e piacevole, ma anche di figure di senso (ossimori, metonimie, chiasmi e altre professorate), che son più fighe e difficili e ti fanno più pensare. E pure giochi di parole, ovviamente.


Prima bisogna estrapolare le rime tronche, metterle in fila e fare il conteggio. Se un verso con una tronca è ripetuto considerate solo le prime due del blocco (ovvero se poi c’è il ritornello e poi torna si considerano altre prime due)

Valgono menoUno e sono il male:

me, te, c’è, è, eh

che, se, e

tu, giù, su, più

ha, già, ma, fa, la, dà, sa, ha, città

sì, mi, lì,

di, so, no, ho, do, po'

(tu) sei, lei,

e anche

voi, noi, vuoi, puoi, suoi, poi

sai, mai, dai, fai, ormai, semmai,

tue, sue, tuo, suo, tua, sua, usate alla romana, dopo la parola cui si riferiscono

Dopo la seconda ripetizione valgono menoDue


Valgono menoMezzo (perché la metà? Così. Non è che bisogna giustificare tutto):

robe auliche tipo sentor, afror, cantor e i verbi infiniti troncati (andar, sentir, ecc)

tutte le prime persone del futuro semplice (berrò, cambierò, ecc)

tutte le seconde persone del futuro semplice (avrai, vedrai, ecc)

tutte le prime persone del condizionale presente (vorrei, avrei, ecc)

tutte le terze persone del passato remoto (fuggì, volò, ecc.)

tutte le terze persone del futuro semplice (sarà, finirà, ecc)

Dopo la seconda ripetizione valgono menoUno perché perseverare è diabolico


Valgono Zero:

le parole che in italiano non sarebbero tronche ma si strascicano finchè lo paiono. Lo concedo ma se cominciano ad essere troppe, tipo più di due, stufano e salta il banco. Quindi la terza e la quarta valgono MenoMezzo e dalla quinta in poi è da esagerati e valgono menoUno.

Valgono mezzo i coretti lallallà perché non è che ci vuole un genio ma manco son scontati. e roba del genere. Dopo il secondo valgono Zero.


Valgono Uno:

tutte quelle che non appartengono a queste categorie, da bidet a bordeaux a lillà a risciò fino al tè e al caffè. Dopo la seconda ripetizione valgono Zero.


Alla fine tiri le somme e se il risultato è positivo c’è il placet della corte. Se è negativo occorre sbattersi e cercare altre vie. Anche cambiare pezzi di testo se serve, cosa per niente facile. Se il risultato è nullo le cose sono due. O non ne avete usate e siete bravi, o ne avete usate e allora la canzone è senza lode né infamia


Pubblico una classifica delle canzoni della Piccola Orchestra tratta dal bollettino mensile dell’istituto:


Le lu la lu (che=-1, doors=+1, spicegirls=+1, che=-1, gesù=+1, di=+1, felixlalù=+1, che=-2, de andrè=+1, vin brulè=+1, che=-2, pelù=+1, felixlalù=+1, lelulalù=+1, che=-2, kazù=+1, che=-2, want=+1, want=+1, want=o, want=0, belzebù=+1, più=-1, di=+1, felixlalù=0, lelulalù=1) = +7


Ora Pro Felix (jeanmichelbasquiat, florian egger, lallallallarallallà, lallallallarilli, lallallallarallallà, lallallallarillù, fabriziodeandrè) = +5


Tutta Shangai (nordest, ormai, nordest, shangai, shangai, shangai, shangai, nordest, libanò, nordest, libanò, nordest, libanò) = +4


Poco dio, Il dj non suona (nessuna tronca) = 0


Bella g (tralleiellei, tralleiellei, essercì, sai, schiaccerà, viltà, me, me) = -1,5


Sembra un pessimo risultato? Prendiamo qualche canzone dalla canzone italiana.

Prendiamo il capostipite, quella da cui tutte le canzoni melense sono partite. Bella canzone per carità, ma è stata la rovina della musica italiana.


La canzone del sole (poi, tue, noi, no, mai, ormai, sei, dirai, noi, tuoi, me, me, poi, sai, noi, poi, no, mai, ormai, hai, sei, noi, tuoi, me, me, poi, noi) = -27 e forse meno, a contar bene


Poi la più pessima, del buon Baglioni (pace all'anima sua)

Questo piccolo grande amore (che, più, che, lassù, so, più, che) = -7


Ma proviamo con una canzone moderna, dei melensi moderni per eccellenza, i Negramaro:

Meraviglioso (giù, così, poi, te, eh, te, ah, eh, senza contare sole, amore e altre melenserìe) = -8


Ora volevo passare a Paolo Conte per dimostrare quanto fico è ma ahimè anche lui è spesso negativo. Questo ci dimostra che anche se il computo è negativo si può essere fichi, e Paolo Conte lo è. Solo che signori, prima di scrivere come Paolo Conte ne devono passare particelle di cocaina e viagra sotto i ponti.


Insomma fate anche voi la conta delle tronche!

Scoprirete se siete buoni cantautori, o se siete scarsi ed è meglio occuparsi solo della musica magari o del bricolage o allo stupro di gruppo, o anche a niente.

Ma intanto c’avete pensato.


Il metodo, ovviamente, vi è concesso in copyleft dal Felix Lalù Institute of Giving Advices.

Grazie, prego.

martedì 4 agosto 2009

Le gesta del Profeta Lalù Vol.5: Quella di quello che non sapeva scegliere se cagare o dormire.

Era un po' che il Profeta Lalù e le sue gesta mancavano da queste sudate pagine.
E poi chi è il Profeta Lalù?

Stava questa volta il Profeta come sempre appollaiato sotto il suo albero preferito in compagnia delle sue concubine, sorseggiando nettari inebrianti. Lo faceva in totale umiltà, non come un pappone qualunque o famoso, da bicchieri di boemia argentati oro. Egli era vizioso. Beveva lui e le sue concubine da semplici calici di legno, che il vizio è roba umile. Stava l'allegra compagnia orgiante aspirando nebbia da un otre ghiacciato con un braciere sulla cima e rendedo lode ridendo alla natura lasciva.
Passava di là un villano con le palpebre pendule e le mani al bozzo. Era dilaniato da un dilemma cui non sapeva dare soluzione da giorni Da giorni cercava il Profeta nei suoi luoghi d'ozio preferiti. Ve n'erano molti, discreto pubblico. Ovviamente. Il giovane giunse trafelato al cospetto del baccanale. Dopo l'ultimo lungo respiro dall'otre, il Profeta concesse cordiale udienza al villano, espellendo nebbia divina dalla bocca e dalle nari inarcate. Il villano allora fece: O profeta, sollevami dalle mie pene. Sono giorni che ho un'impellente stimolo a rilasciare l'ano, ma ho anche sonno, e non so cosa scegliere. Il profeta si sciacquò la bocca con la sua acqua preferita, quella che la sua concubina preferita aveva guardato per un anno intero. L'acqua bella conteneva ora in sè tutte le virtù della lussuria, ma questa è un'altra storia. Sputò il profeta l'acqua sul suo stesso petto, facendola rivolare fino all'ombelico, e poi giù, dove scese impetuoso come un'alluvione nella foresta pubica. Seguì con sguardo divertito tutta la discesa liquida, poi alzò le pupille verso il villano. Questi lo fissava passeggiando senza muoversi. Dopo un lungo respiro sentenziò mio compare villano, ricorda che non è importante cosa si sceglie nella vita. L'importante è scegliere. Sempre. Ora vai e fà ciò che devi. Il villano illuminò gli occhi, sgranò le palpebre, proruppe in un gridod di gioia per la soluzione trovata, abbracciò il profeta che gli dava gran pacche sulle spalle, stando attento a non solleticare il suo intestino. Il villano fece per incamminarsi, quando il profeta lo fermò per dirgli l'ultima parola illuminata, come fanno sempre le scene dei film. Disse: Tuttavia, se posso consigliarti. Se puoi scegliere tra defecare e dormire, mio amico, caga. Il piacere è molto più grande e la soddisfazione è più facilmente raggiungibile. Per svegliarti riposato devi dormire almeno sette otto ore. Troppo sbattimento. Cagare dà un orgasmo invidiabile. Rendere al mondo il frutto del tuo corpo sarà quasi meglio della miglior scopata della tua vita da villano. Quanto a me, mi dovrò accontentare della preferita tra le mie belle. Addio, buon uomo.
Detto questo tolse il viso di una delle festanti dal suo pube. Essa stava suggendo dal pube profetico l'acqua della bellezza con un ardore tale che il profeta non era rimasto indifferente. Il resto della storia va lasciata alle vostre malizie, suppongo.

lunedì 3 agosto 2009

Pile e camicia di flanella

Mi sa che ultimamente c'è un essere soprannaturale che mi tira brutti scherzi. Non perché il tre di agosto scrivo con addosso pile e camicia di flanella di mio zio. Neanche per i più calzettoni di lana. Succede che una cosa ti sembra una cazzata? Beh, poi ti ritrovi a farla. Contro ogni evidente coerenza. Non è come quando a te non è mai piaciuto il pistacchio e poi lo assaggi e da un giorno all'altro è buono. No, è più un discorso di coerenza di idee e azioni. Non che sia un patito della coerenza. preferisco il vizio, ma questo vale solo per me. Insomma fai cose che non vuoi senza non volerlo. Se lo dicesse Vasco in una canzone suonerebbe figo lo so. Insomma la storia è questa.
Mi son sempre stati sul cazzo quelli che cantano in playback. Da piccolo mia madre mi ha anche detto che bisogna esser bravi a far playback. Poi ho smesso di credere e mi faceva cagare. Poi mi sono accorto che anch'io ho cantato in playback. Una canzone bellissima che mi serve la base e non la posso avere e allora l'ho messa su e ho fatto finta di cantare. Al pubblico l'ho detto dopo, non ho ben capito se se n'erano accorti o no. E' stato anche divertente. Ed era playback.
Poi mi stan sul cazzo quelli che usano il leggio a suonare. Cosa ti costa imparartele, ste canzoni? E' uno sforzo troppo grande? Ti ricordi la sigla di Holly e Benji a memoria e non sai impararti le canzoni che vai interpretando? Sei un poveraccio. Questo mi dicevo. Ora sono io quello col leggio. Con l'unica differenza che non solo le canzoni degli altri che non ricordo, quelle le so a memoria. Ho difficoltà con le mie. Scrivo i testi troppo in fretta e dopo che la canzone è finita non la provo più, la faccio solo in concerto o agli amici, quindi non riesco a impararmi bene i testi. Questa però non è una scusa. Il leggio lo uso.
Poi non capisco perché fare le cover. Certo è più semplice. Certo è meno rischioso. Certo è meno sbattimento. Certo i locali pagano esponenzialmente di più. Certo le tipe muovono il culo e si trasformano molto più velocemente in groupie o morose siccome conoscono già le canzoni. Cover- Originali 5-0. Fine primo tempo. Io non sono mai stato capace di fare le cover, sempre stato pessimo. E ora mi ritrovo che le due canzoni mie che la gente apprezza di più sono Sono della Val di Non e La morte del fabbro. Poi fai la fine di Marylin Manson che lo ricordano per Sweet Dreams. Non che sia il solo. Insomma tra una roba e l'altra faccio un pacco di cover anch'io. Dovrei dolermene.
Un'altra cosa che non sopporto è quando trasformano le canzoni inglesi in italiano mantenendo metrica e melodia delle originali. Non si fa, di solito fa cagare. Il suono e gli accenti sono così diversi che se fai un testo in italiano su un testo inglese sei costretto ad usare un botto di quelle parole tronche infami che in italiano mancano, allora ti ritrovi come i Verdena, con canzoni piene di su-giù-più-di-me-te-stai-vai-c'è-se-noi-voi eccetera. Canzoni merda escono, ecco. O meglio belle canzoni con testi merda. Si sente che l'italiano non fila. Non fila. Sarà smepre meglio la versione originale.
Con questo spirito ieri salendo da Trento a Rabbi mi son ritrovato a cantare un testo in italiano su una canzone delle Fonda Sisters, Everything you learned is fake and wrong. Le Fonda Sisters è il vecchio progetto di Gian dei Nurse e Claudio dei Mamalbao (qui ci sono i videi del concerto reunion dell'anno scorso alle Pecore Nere). Questa mi sa che l'ho ascoltata un migliaio di volte in quest'ultimo anno e mezzo. Grande pezzo. Fremevo dalla voglia di coverizzarlo ma è troppo bello. Allora il segreto è: quando non sai fare una cosa non farla, fai qualcosa di più stupido. Insomma stanotte mi son ritrovato a rifarla in italiano. Con la mia nuova DG20. Com'è venuta? Ora mi faccio cinquanta metri nell'autunno neozelandese di Rabbi, vado di là e vedo se me la ricordo.
In ogni caso poi mi toccherà comunque scrivermela sul leggio cazzo.