domenica 9 agosto 2009

Esercizio per cantautori: La conta delle tronche

La rima è una cosa che fa (sembrare) la canzone figa. Ce ne son tante di figure retoriche che inghirlandano i testi delle poesie e delle canzoni. Tra queste la rima è quella più immediata, più semplice da usare e per questo più inflazionata.

Poi tra le rime ci sono le rime sulle tronche. Sono quelle con l’accento sull’ultima sillaba. Lo spagnolo ne ha un bel po’, l’inglese ne è pieno, c’è molta scelta, il francese è fatto solo di quelle. L’italiano ne ha pochine. Abusarne è facile, perché son poche. Ci si riduce sempre a robe tipo su/giù/più o se/me/te? Filano e fondono certo, come le sottilette, ma quanto hanno rotto i coglioni? Almeno quanto cuore/amore.

Per questo quelli che fanno testi in italiano dovrebbero avere un minimo rigore deontologico che ne limiti l’uso.

Per questo il Felix Lalù Institute of Giving Advices ha brevettato e depositato un metodo infallibile chiamato Il computo delle tronche. Non suona tanto bene ma è quel che è.Io per me mi son creato un codice per valutare se una canzone è almeno passabile. Premesso che se non si usa almeno un’altra figura retorica all’interno di un testo e si pensa solo al senso si è degli sfigati. Non parlo solo di figure del suono (assonanze, allitterazioni e altre sorte) che fluidificano il testo, lo rendono più scorrevole e piacevole, ma anche di figure di senso (ossimori, metonimie, chiasmi e altre professorate), che son più fighe e difficili e ti fanno più pensare. E pure giochi di parole, ovviamente.


Prima bisogna estrapolare le rime tronche, metterle in fila e fare il conteggio. Se un verso con una tronca è ripetuto considerate solo le prime due del blocco (ovvero se poi c’è il ritornello e poi torna si considerano altre prime due)

Valgono menoUno e sono il male:

me, te, c’è, è, eh

che, se, e

tu, giù, su, più

ha, già, ma, fa, la, dà, sa, ha, città

sì, mi, lì,

di, so, no, ho, do, po'

(tu) sei, lei,

e anche

voi, noi, vuoi, puoi, suoi, poi

sai, mai, dai, fai, ormai, semmai,

tue, sue, tuo, suo, tua, sua, usate alla romana, dopo la parola cui si riferiscono

Dopo la seconda ripetizione valgono menoDue


Valgono menoMezzo (perché la metà? Così. Non è che bisogna giustificare tutto):

robe auliche tipo sentor, afror, cantor e i verbi infiniti troncati (andar, sentir, ecc)

tutte le prime persone del futuro semplice (berrò, cambierò, ecc)

tutte le seconde persone del futuro semplice (avrai, vedrai, ecc)

tutte le prime persone del condizionale presente (vorrei, avrei, ecc)

tutte le terze persone del passato remoto (fuggì, volò, ecc.)

tutte le terze persone del futuro semplice (sarà, finirà, ecc)

Dopo la seconda ripetizione valgono menoUno perché perseverare è diabolico


Valgono Zero:

le parole che in italiano non sarebbero tronche ma si strascicano finchè lo paiono. Lo concedo ma se cominciano ad essere troppe, tipo più di due, stufano e salta il banco. Quindi la terza e la quarta valgono MenoMezzo e dalla quinta in poi è da esagerati e valgono menoUno.

Valgono mezzo i coretti lallallà perché non è che ci vuole un genio ma manco son scontati. e roba del genere. Dopo il secondo valgono Zero.


Valgono Uno:

tutte quelle che non appartengono a queste categorie, da bidet a bordeaux a lillà a risciò fino al tè e al caffè. Dopo la seconda ripetizione valgono Zero.


Alla fine tiri le somme e se il risultato è positivo c’è il placet della corte. Se è negativo occorre sbattersi e cercare altre vie. Anche cambiare pezzi di testo se serve, cosa per niente facile. Se il risultato è nullo le cose sono due. O non ne avete usate e siete bravi, o ne avete usate e allora la canzone è senza lode né infamia


Pubblico una classifica delle canzoni della Piccola Orchestra tratta dal bollettino mensile dell’istituto:


Le lu la lu (che=-1, doors=+1, spicegirls=+1, che=-1, gesù=+1, di=+1, felixlalù=+1, che=-2, de andrè=+1, vin brulè=+1, che=-2, pelù=+1, felixlalù=+1, lelulalù=+1, che=-2, kazù=+1, che=-2, want=+1, want=+1, want=o, want=0, belzebù=+1, più=-1, di=+1, felixlalù=0, lelulalù=1) = +7


Ora Pro Felix (jeanmichelbasquiat, florian egger, lallallallarallallà, lallallallarilli, lallallallarallallà, lallallallarillù, fabriziodeandrè) = +5


Tutta Shangai (nordest, ormai, nordest, shangai, shangai, shangai, shangai, nordest, libanò, nordest, libanò, nordest, libanò) = +4


Poco dio, Il dj non suona (nessuna tronca) = 0


Bella g (tralleiellei, tralleiellei, essercì, sai, schiaccerà, viltà, me, me) = -1,5


Sembra un pessimo risultato? Prendiamo qualche canzone dalla canzone italiana.

Prendiamo il capostipite, quella da cui tutte le canzoni melense sono partite. Bella canzone per carità, ma è stata la rovina della musica italiana.


La canzone del sole (poi, tue, noi, no, mai, ormai, sei, dirai, noi, tuoi, me, me, poi, sai, noi, poi, no, mai, ormai, hai, sei, noi, tuoi, me, me, poi, noi) = -27 e forse meno, a contar bene


Poi la più pessima, del buon Baglioni (pace all'anima sua)

Questo piccolo grande amore (che, più, che, lassù, so, più, che) = -7


Ma proviamo con una canzone moderna, dei melensi moderni per eccellenza, i Negramaro:

Meraviglioso (giù, così, poi, te, eh, te, ah, eh, senza contare sole, amore e altre melenserìe) = -8


Ora volevo passare a Paolo Conte per dimostrare quanto fico è ma ahimè anche lui è spesso negativo. Questo ci dimostra che anche se il computo è negativo si può essere fichi, e Paolo Conte lo è. Solo che signori, prima di scrivere come Paolo Conte ne devono passare particelle di cocaina e viagra sotto i ponti.


Insomma fate anche voi la conta delle tronche!

Scoprirete se siete buoni cantautori, o se siete scarsi ed è meglio occuparsi solo della musica magari o del bricolage o allo stupro di gruppo, o anche a niente.

Ma intanto c’avete pensato.


Il metodo, ovviamente, vi è concesso in copyleft dal Felix Lalù Institute of Giving Advices.

Grazie, prego.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi son perso, l'articola scofia nell'artritmetrica e io sono una frana...
Cmq volevo complimetarmi con l'amico Felix lalù per la sua (?)canzone "Shangai",la più bella dell'albume, a mio avviso...
Daniele

Anonimo ha detto...

Magari dico una cosa ovvia ma il "Felix Lalù Institute of Giving Advices" sulla targhetta del citofono cosa ha scritto? F.I.G.A?
C'è anche un logo?

Ciao.
Emiliano.

Claudio ha detto...

Fica questa cosa caro Felice, anche se non vado pazzo per le rime ne farò buon uso approfittando del copyleft. Bella zonta.

Claudio ha detto...

Fica questa cosa caro Felice, anche se non vado pazzo per le rime ne farò buon uso approfittando del copyleft. Bella zonta.

Anonimo ha detto...

'na roba....
ma non hai tenuto conto del fatto che prosodicamente non può esistere una serie di due sillabe non accentata (come invece c'era in latino)... quindi una parola sdrucciola in realtà si sovrappone ad una parola parossitona seppure l'accentuazione principale è sulla terzultima e non sull'ultima...
quindi non mi convince molto quel libanò, per capirne!!

ravanatore

Anonimo ha detto...

Non so Felix,non so,la cosa mi puzza di escamotage per coprire le tamarrate,anche se è indubbiamente interessante

Sono il dux,del Benelux
e Foscolo mi fa un baffo sulle mutande
non si fa il bidet
mentre mangio una baguet
t'ho dit che g'aveva el grep
or s'è pulito e mola en pet

+5!!

Enrico