sabato 23 febbraio 2008

Scuèla de Nònes #0

Bisogna imparare l'inglese perché così ti spieghi anche tra i zulù.
Imparare il francese, non perché serva a qualcosa, ma perché sennò i fighetti dei francesi si offendono.
Lo spagnolo perché pare che tutti siano in procinto di trasferirvicisi.
Anche il crucco, ma solo per parlare al cane.
Il cinese perché un giorno, quando si accorgeranno che le leggi di controllo delle nascite hanno provocato uno squilibrio gonadi/uteri di 7/1 verranno a prendersi le nostre donne, e allora ognuno di noi avrà un po' di sangue cinese.

La verità è che nessuno sa guardare più in là del proprio naso E' proprio vero che per gli orbi è sempre notte. Perché la vera lingua del futuro non è nessuna di quelle finora citate, e neanche l'esperanto (l'equivalente
tra le lingue di un nerd con gli occhiali spessi e la riga da balilla): è la parlata della Val di Non, il nòneso. Ebbene sì: i Servizi Segreti Felix Lalù, conducendo indagini sulla creatività linguistica della bestemmia, è incorsa in documenti importanti (gli scienziati la chiamerebbero serendipità, ma il rapporto dei nostri agenti parla di culo sfacciato), documenti che farebbero impallidire il Mignolo col Prof. La notizia - segretissima e celata all'interno una forma di grana- è che i nonesi hanno un piano diabolico per conquistare l'egemonia del mondo.
Voi pensate che i nonesi mangino le loro mele, con tutta la merda con cui le condiscono? La verità è che Melinda è solo una copertura per sottomettere il resto dell'umanità. Sotto ogni mela è infatti celato un chip a emissione di feromoni che provoca sottomissione coattiva a qualsiasi ordine impartito in nòneso. La lingua come strumento di potere. Un concetto vecchio come il cucco, che la LoggiaMelinda ha fatto suo con studi condotti nelle quattro più recondite malghe di paese, trasformate in laboratori ipermoderni intitolati ai più famosi personaggi nònesi: Bernardo Clesio, vescovo pappone; Maurizio Fondriest, ciclista modesto; Franco Tretter, politico e ladro di orologi, e l'immancabile nonchè medesima Melinda, prodotto - ehm - della terra.
Allo scattare dell'ora X il mondo diventerà un unico serbatoio di servitù e l'unica possibilità di affrancarsi è di masticare il nòneso e nascondere la propria qualunque identità altra.
Ma niente paura: Felix Lalù è misericordioso e ti offre la possibilità di colmare la tua inutile ignoranza. Per farti trovare pronto alla resa dei conti.

Dopo anni di gestazione ecco a voi

Scuèla de Nònes
Nuovo Corso Multimediale di Nòneso

Purtroppo per voi ignoranti, non esiste un nòneso standard. Il nòneso, come tutte le lingue senza un esercito, cambia da paese a paese. La versione insegnata in questo corso è quella di Casez, che è uguale a quello di Banco e Sanzeno (che formano il Comune di Sanzeno), quasi uguale a quelli dell'alta Val di Non fino a Sarnonico e comprendibile in tutti gli altri paesi della valle, meno dai furesti.

Per esempio, un termine bisillabico qualunque come uovo si presenta in almeno sette varianti:
uèu: Ciadièz
uéu: Brez
uòu: Còret
òvo,
òo: Cles
óvo: Tuèn
óf: Den
óu: Rum

Ecco, noi diremo
uèu, ma ognuna delle varianti è valida, soprattutto se si accompagna la locuzione indicando l'oggetto in questione. Quando bisoognerà usare il Nònes in tempi di guerra termobiologica globale non potrete più affidarvi a tali mezzucci.
Questo tanto per far capire che non è che la gente di montagna fatica a comunicare, sono gli altri a vivere nella bambagia linguistica.
Ormai non si torna più indietro. Tenetevi pronti

7 commenti:

riccardo ha detto...

errata corrige: a quanto pare serà necessario mandare in ristampa i dizionari e i testi "scuèla/scòla/sciola de nònes:
uovo a Rum si pronuncia "ou". Per il resto concordo pienamente... ciao oz

felix lalù ha detto...

grazie
chiedo umilmente venia compare
ho optato per scuela perche se no me tiravi semo
tu che sai gia l'idioma sei un fortunato
pensa a quanti non sopravviveranno a quest'ecatombe

Michele ha detto...

Massimo rispetto per la scuela de nones :D
A mio avviso uovo in nones da Cles/Cliès si pronunzia "òo", con la v che quindi tende a sparire...saluti

felix lalù ha detto...

Grazie mille michele.
provvederò a correggere.
Cles è terra un po' bastarda, con infiltrazioni massicce di solandro e italio, quindi alcuni di quelli che conosco dicono ovo. probabilmente qualche sacca di noneso de quel bon esiste ancora (infatti quei clesiani non dicono Cliès).
stante sani
e pisar lonc

Michele ha detto...

Concordo sulla bastardizzazione della favella clesiana, dal canto mio ho avuto la fortuna di avere una nonna che parlava clesiano d.o.c e quindi ho appreso da lei. In quanto alla dicitura Cliès, essa è caratteristica del alta valle (Soratou) in quanto la trasformazione da "e" a "iè" (o "ié") a Cles e nei paesi della media/bassa non avviene.
ossequi

Anonimo ha detto...

un appunto ulteriore
nella bassa uovo si dice anche oo(la seconda o con l'umlaut o dieresi che dir si voglia).
cosi come ha la dieresi la o di scola di noio (nuovo) etc..

zirela

Anonimo ha detto...

Par emparar el nones del'auta gi uel far en mucel de scuela e magnar tanta polenta (come i diva sti ani)e ancia uevi se no ve ven la pelagra!