martedì 9 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
Ieri alla Macelleria dell'Arte (Domenica 7 agosto)
PLAYLIST
Aggettivo Sette (feat. MorteCattiva) - Ricordati di Santificare le Feste
Uochi Toki - AudioLibro
Nouvelle Vague - S/T
Caso - Tutti Dicono Guardiamo Avanti
LAVORI INIZIATI
MAPPA DELLA MOSTRA (da finire)


BENVENUTI (da finire)



CASA DI RABBI (da finire)
Come recuperare un quadro vecchio che fa schifo?
Semplice, col bianco.
BARCO DI LEGNA (da finire)


Aggettivo Sette (feat. MorteCattiva) - Ricordati di Santificare le Feste
Uochi Toki - AudioLibro
Nouvelle Vague - S/T
Caso - Tutti Dicono Guardiamo Avanti
LAVORI INIZIATI
MAPPA DELLA MOSTRA (da finire)


BENVENUTI (da finire)



CASA DI RABBI (da finire)
Come recuperare un quadro vecchio che fa schifo?
Semplice, col bianco.
BARCO DI LEGNA (da finire)


domenica 7 agosto 2011
La Macelleria dell'Arte è APERTA
Mentre la Gazzetta lancia il sondaggio se questo Milan che ha vinto una partita ad agosto può diventare grande in Europa (vota qui), LA OSTIA passa ai fatti e lancia un festival di cameretta che durerà fino al 21 agosto.
LA MACELLERIA DELL'ARTE
Esposizione/performance di Felix Lalù (ES La Ostia)
5-21 agosto 2011 Ex Scuole Elementari (1° piano) - COREDO (TN)
Aperto tutti i giorni 14.30-20
A proposito (e ci scusiamo col discreto pubblico per tediarlo con tali questionuzze) riporto l'intervista a Felix Lalù (ES La Ostia) apparsa ieri sul nostro quotidiano locale preferito, attraverso la firma del nostro giornalista di quotidiano locale preferito (GLP).
GLP: Allora, caro Felix Lalù (ES La Ostia), cos'è LA MACELLERIA DELL'ARTE? E' un'esposizione o una performance?
FL: Per il momento ci sono esposte solo alcune robe recenti e un muro di roba vecchia (roba del periodo 2003-2006) in super saldo, roba che son stufo di vedere in soffitta e che bramo di sbolognare a prezzi onesti. Per il momento, oltre a quest'esposizione, LA MACELLERIA DELL'ARTE è solo una performance.
Quello che si può vedere è un laboratorio artigiano con dentro l'artigiano che lavora. La mattina l'artigiano va per i paesi della Val di Non a disegnare case vecchie e particolari. Il pomeriggio l'artigiano rientra e dipinge quel che ha disegnato su finestre vecchie e pezzi di legno vecchio. Man mano che i lavori saranno pronti l'artigiano li esporrà alla mostra e su internet.
GLP: Dipingere vedute dei paesi della tua valle. Non è un'idea un po' inflazionata?
FL: Certo, generazioni di pittori naif e non solo sono sopravvissuti per secoli disegnando solo paesaggi. Il paesaggio è la marchetta dei artisti a tal punto che è impossibile slegare i due termini: per questo si parla di paesaggi-marchetta. Generazioni di pittori si sono pagati le sostanze affermando di seguire una tradizione consolidata, ma la verità è che un paesaggio è solo ua marchetta. L'arte stessa di dipingere è una roba vecchia come il cucco e strasuperata. Se la fai è solo per lucro.
GLP: Da quanddo sei tornato a dipingere parli solo del lucro. Dov'è finita la passione?
FL: La passione di solito si infrange sulle rate del mutuo, caro giornalista locale preferito. Il lucro è cosa buona e giusta, dipingere per passione è una palla, meglio guardare il Grande Fratello. Almeno vedi i casi umani e la tua vita ti sembra più meglio di quel che è.
GLP: Quindi tu consigli ai pittori di smettere di esprimere la loro passione, i loro sentimenti, se stessi?
No, io gli consiglio solo di fare paesaggi-marchetta. Quando si tornerà alla terra (e succederà) sarà la loro unica fonte di sostentamento.
A partire da oggi, su questo sito, le fotografie della lavorazione in diretta dalla Macelleria.
Accorrete
Accorrete
Accorrete
Discreto Pubblico
sabato 23 luglio 2011
Finalmente tornano le vecchie rockstar di una volta
Le vecchie rockstar che morivano a 27 anni, dopo una vita a vuotare i frigobar di camere d'albergo di lusso e ultimi tour in cui c'avevano dato giù pesante, e non con l'olio piccante sulla diavola, ed erano apparsi sul palco appesantiti come ragazzi alle prime soglie del decadimento fisico, in quel limbo in cui non si è pure ggiovani ma non si tiene più come prima ma non si è ancora sfasciati come si diventa dopo (per questo dio ha lasciato in vita Keith Richards, come monito).Il Club27 si prende la mia cantante preferita, quella col capello dall'aerodinamica improbabile, il cantato biascicato alla perfezione, quella bruttezza che è quasi bella, quella a cui non riuscirei starei dietro a bever teroldeghi.
Cia Amy, sei schiattata, probabilmente ingolfata dal tuo stesso vomito, a noi ci piacevi, era la nostra star che più nominavamo (una volta, poi due, poi tre, parlando proprio di candidati al morto del mese) e ora ci siamo persi i tuoi dischi peggiori, quelli in cui non c'hai più cazzi, o idee, per scrivere, quelli sciapi della riabilitazione, quelli pieni di speranza per la tua conversione religiosa. Ci siamo persi i tuoi morosi junky, i tuoi matrimoni da qualche giorno, la tua fattanza sul palco e poi le tue crociate contro le droghe. Ci rimane Giovanni Lindo Ferretti, ma te eri meglio, ci facevi sperare in un mondo pieno di rockstar serie, come quelle di una volta. Magari tra un po' schiatta Vasco (visto questo comunicato posticcio io ci scommetterei seriamente), e sarebbe quasi ora viste le brutture degli ultimi decenni. Ma è giusto così: ci saremmo persi Colpa d'Alfredo ad esempio, e crescere senza Colpa d'Alfredo è brutto. Te invece c'vavei la scadenza, è vero, e noi non ce n'eravamo accorti. Il tuo ultimo tour l'avremmo dovuto vedere, anche a i prezzi esorbitanti che costava. Non tanto per godere della tua arte ma per raccontarlo ai pronipoti.
Ciao Amy, a me mi mancherai, e come ultimo omaggio ti voto sul morto del mese di luglio 2011 e metto dentro questo collegamento il video di te che per primo ho visto. Magari eri fattissima (io in cuor nostro lo speriamo tutti), ma non si vedeva ancora molto. E' un dono. E' quel dono lì, cantare da dio anche in botta, che dicono che dopo i venticinque scompare come la neve dentro la banconota.
I miei vicini milanesi
I miei vicini milanesi vengono qualche volta, soprattutto d'estate. Gli hanno affittato uno splendido appartamento ristruttturato per l'utente moderno. Lo spazio abitabile si trova al piano terra di un maso. Al piano terra vuol dire non solo che è il piano più vicino alla terra. La prossimità al terreno indicata dal nome (diventuto aggettivo) non è simbolica ma letterale: sotto il pavimento c'è la terra, ok, ma anche dietro a due delle quattro pareti c'è la terra. In un posto di per sè umido ciò espone a dosi di umidità che solo un vero milanese può sopportare, e perchè no, apprezzare. Poche finestre, spazi ristretti, un anfratto lugubre se non fosse per la wireless. Davanti casa c'è un giardino grande come un gabbiotto per cani nel parco di una grande città, le città che lovvano i cani. In questo giardino ci stanno anche duemacchine, tre alla bisogna. Dispone di tavolo e panche di legno, di quelle monopezzo pesantissime, un barbeque con campanile, una legnaia che contiene soprattutto lo stendino del bucato. Di fronte, da ottima posizione visuale si trova lo splendido borgo di San Bernardo di Rabbi, un groppo di case fornito di quattro bar (uno dei quali aperto tutti i giorni fino a ore che i baristi di Trento e Bolzano son già a letto da mò) da cui diparte un filo d'asfalto ormai nuovo che ammara dal basso nella frazione Ceresè per poi perdersi nella selva che finisce nella montagna di fronte di cui ignoriamo il nome. Preciso che tale popò di paesaggio da cartolina smarza (che potete gustare qui), che io posso godere dalla casa dei miei nonni, è occluso ai loro occhi metropolitani da una cortina di abeti di natale piantati dal mio prozio negli anni settantaottanta.Negli anni settantaottanta è saltato fuori che la gente pagava gli abeti di misura domestica e allora mio zio s'è buttato nel business. La clausola per piantarli era che poi andavano tagliati, pena una sanzione. Questo se qualcuno fosse stato incaricato di sorvegliare. Da allora gli abeti di natale non son più domestici neanche per un capannone industriale e mio prozio li sta lasciando crescere come il fagiolo magico della favola che non mi sovviene.
Un muro di montagna ripida a sinistra, tre piani di casa dietro, una coltre di aghifogli a destra. Non resta che una ristretta visuale che dà su Casna e Pralongo. Comunque una visuale in salita, un panorama al contrario che la famigliola pare apprezzare.
Il vecchio è un baffone bianco rubicondo che si bulla di essere milanese purosangue, ha una passione per le macchine fotografiche, più che per la fotografia. Il figlio lavora per Sky e passa il tempo in internet. Di mattina scende per la sua droga, un giornale rosa che dà assuefazione. I due boci ancora non sono teenager. Non hanno il permesso di uscire dal recinto. A volte guardano fuori col binocolo del nonno. Hanno il permesso di esplorare tutti i luoghi entro il perimetro. Di fuori il mondo è malvagio.
Soddisfatti della protezione dell'ambiente, i miei vicini milanesi non escono dal giardino se non per scendere in paese, preferendo la sicurezza e la celerità della automobile ad una qualsiasi passeggiata al fresco della valle, che quando scendi ti sembra che ti scappi il mondo da sotto i piedi, ti muovi per inerzia, per la nota legge della fisica che in discesa vanno anche i sassi. E' la risalita che temono, che poi è roba di cinque minuti, con l'ultimi centocinquanta metri pesi. Robe da fiatone che subito passa, robe che si sopravvive. Per loro è evidentemente una roba che fa troppo Himalaya. O forse preferiscono il comfort del mezzo. In effetti ora che ci penso un giorno il vecchio m'ha impezzato che le nuove macchine che leggono i segnali stradali e parcheggiano sono una merda tecnologica che andrebbe eliminata con furia luddista, che poi si perde il piacere della guida. Il piacere della guida è un argomento che parlato qua di fronte alle scarpinate più epiche fa quasi brutto. Questo e altri discorsi di cui lui è ugualmente ferratissimo costituiscono un tratto naturale comprovato dalla sua pura linea di sangue e un ostacolo culturale che (spero) sempre impedirà di addentrarmi in un'amicizia più spinta.
Discovery Channel dovrebbe venire a filmarli di nascosto (anche se dubito che rifiuterebbero di prestarsi al reality show familiare). L'eccezionale modalità dei miei vicini milanesi di mantenere i tratti specie specie-specifici di ricrearsi lo stesso eslusivo habitat di cui godono nella metropoli anche nei territori a loro più ostili è un prodigio della natura che condividono con le più ingegnose razze di volatili costruttori.
Io un documentario così ne lo guarderei anche in televisione, se non ce l'avessi davanti per qualche settimana l'anno.
domenica 3 luglio 2011
Djokovic è numero uno e noi l'avevamo detto quattro anni fa (o quasi)

Djokovic ha vinto Winbledon e da domani sarà il numero uno dopo anni di staffetta Federer-Nadal. Intanto è sempre soddisfazione quando il potente viene sconfitto. Mentre lo guardavo quella faccia da Adrien Brody slavo con un po' di naso in meno, m'è venuto in mente dell'ultima partita di tennis che ho visto in vita mia. Ero a Maastricht, in un ostello. Dal tetto usciva un albero che cominciava sotto la sala da pranzo. Mentre non cercavo casa e/o soluzioni al dolore guardavo EuroSport nella hall dell'ostello. Questo blog aveva sì e no un mese di vita e io non avevo scritto niente in vita mia, a parte qualche canzone e una tesi sulla morra.
Quella partita lì vedeva un Djokovic più magro e meno scafato di oggi contro un polacco che pareva il cattivo impizzato di Robocop, quello che muore prima di consumare. Quella partita lì è stata la più bella partita di sport che ho visto in vita mia, quelle per cui vale la pena andare oltre Moggi e Bettarini. Ora che quel tipo lì è il numero uno forse ha più senso. Qui, per chi c'ha tempo da perde, la si può rileggere a distanza di quattro anni.
Senza internet sarei stato qui a chiedermi dove cazzo l'ho vista quella faccia da Adrien Brody slavo?
domenica 26 giugno 2011
Database Musicale Trentino

E' partita la compilazione del DMT, Database Musicale Trentino, un archivio da cui sarà possibile scaricare tutta o si spera gran parte della musica proveniente da quelle vallate dimenticate dal demonio che compongono la provincia di Trento. Un appello a tutti i gruppi e musicisti trentini passati e presenti a rendere disponibili i loro dischi, demo e registrazioni sulla rete. Non dovete fare altro che mandarci il materiale via internet o via posta, o più semplicemente caricarlo su qualche sito di sharing e mandarci il link per il download.
Ah, c'è pure quello dell'HC trentino, per chi se lo fosse perso.
venerdì 24 giugno 2011
Goodbye tenente (Tutto da rifare)
L'importante nella vita è cambiare idea: non tanto a ragione o a torto ma con stile. Due giorni fa il morto del mese era Ryan Dunn, oggi mi sembra l'ultimo degli scemi, in confronto ai nuovi arrivati. Già a inizio giugno è morto Leon Botha, artista e dj sudafricano che avevo visto per la prima volta nel clip di Enter the ninja. Ancora un anno e moriva a ventisette anni, come gli altri. Diversamente dagli altri non è stata la sete o l'addormentarsi accidentalmente nel proprio vomito che l'ha portato nella dorata casa del Signore via, ma una malattia (rara quanto un obeso inappetente) che fa invecchiare prima, ad un ritmo un po' più lento di quello dei cani, evidentemente.Già qui il primato del buon Ryan, coi suoi scherzi mericani e le sue t-shirt contenitive, ha cominciato a vacillare. Resto dei morti - Ryan 1-0. La mazzata l'ha presa ieri. Muore Peter Falk. 2-0 senza ritorno, con gol definitivo da centrocampo (a meno che non muoia Obama o Messi, ovviamente, ma è estate, non si muore d'estate se non sei vecchio). Tre palleggi, foglia morta e colpo di reni del portiere a ravanare nella rete. Robe che non ti ripigli più, specialmente se sei un morto invece che una squadra. Perché Peter Falk, oltre ad essere stato un vezzo con l'alzeimer che bisognava raccattare mentre cercava pepite d'oro nei panini avanzati dei vip, ripetendo a memoria brani di questo blog, è stato quello che ha interpretato il tenente Colombo. E il tenente Colombo non è solo una serie televisiva, ma anche una filosofia di vita. Rappresentante totale e paradigmatico della forza del low profile, il tenente riusciva a metterlo nel culo a tutti non solo perché fosse più attento ai particolari ma soprattutto perché pareva uno sfigato, malvestito, ossessivo e pure corto. Ciò dimostra che darsi un tono, vestirsi bene e fare uscite intelligenti non è sempre una buona strategia, nella vita, checché ne dicano/dicessero genitori e professori. Personaggio fondamentalmente rivoluzionario, anche se fittizio. Perché il Che è realmente esistito?
mercoledì 22 giugno 2011
RIP Ryan Dunn
Io ero indeciso tra MachoMan Randy Savage e Gil Scott-Heron, due che a loro modo e in tempi diversi hanno guidato il nostro cowabunga. Alla fine ho scelto Gil, che in classifica generale rimane comunque al bordo del podio. In terza posizione c'è Anna Longhi, la buzziccona, troppo pop perchè un negro che parlava di rivoluzione possa insidiarla. In ogni caso, e su questo non v'è dubbio alcuno, il morto del mese di maggio 2011, (e probabilmente dell'anno 2011) (e probabilmente degli anni 10) sarà il buon Osama Bin Laden. Il nostro saudita preferito (o meglio l'unico che conosciamo) è il Barcellona dei morti, per l'impatto sull'immaginario collettivo, per l'onorata latitanza decennale (anche se qualche nostro mafioso gli fa un baffo e non sta in un posto merda del Pakistan a crepare di caldo). Sbaraglierà tutta la concorrenza, sicuro come la morte (doppio senso paura, eh?), sempre che sia morto veramente.Per maggio i giochi son fatti, abbiamo detto, a meno di un ammutinamento di radical chic che dubitiamo possa verificarsi. La notizia del giorno è che ha lasciato il nostro mondo infame (e pure il suo, fatto di schianti da boci mericani) il buon Ryan Dunn, 34 anni portati malamente e passati a schiantarsi contro tante cose la cui caratteristica in comune era l'essere sempre più dure di lui. E' evidente, anche se pleonastico farlo notare a questo punto della vicenda, che le cose dure non sempre fanno ridere, dopo l'impatto (remember Lady D?).
Non so se ci mancherai Ryan (visti i tributi che giran già sul tubo mancherai a molti) (a proposito, gli stessi video prima che morissi avevan sotto gli Slayer, ora che se morto i Coldplay. Che gli Slayer fan brutto se uno è morto? Che i Coldplay fan più delicato? In fondo cosa è cambiato? Son scene di uno che si schianta, solo che prima era vivo e ora è happy meal per i lombrichi) (e in effetti ci mancherebbe molto di più le fattanze di Amy Winehouse, se schiattasse) (ah, Amy Winehouse, l'ultimo nostro vero baluardo della fattanza, in mezzo a un mondo maledetto di vegani e sastemi), ma io spero che lo vincerai a man bassa, 'sto morto di questo mese, perchè forse te lo meriti, Soprattutto perchè non hai concorrenza, a giugno muoion solo vecchi.
Vedi il blog Il morto del mese
venerdì 17 giugno 2011
martedì 14 giugno 2011
Un weekendo a Roma
Il weekend scorso avevo, in ordine di apparizione: da suonare a Collepietra coi gruppi bolzanini che me piacciono, da suonare a BoiArt col mio cantautore preferito e una banda di soci infuocati, da partecipare al matrimonio della mia compagna di classe delle elementari (e in Val di Non i coscritti son sacri). Niente, già da febbraio c'era a Roma sta reunion del master, con gente che arriva dal Salento, dalla Sardegna, da Londra perfino, gente che non si vede da quattro anni, festa e amarcord.Questo è il sunto:
Tutto comincia giovedì sera, con Adios Wallenda. Delirio con Eugenio Mortale, Johnny Mox, Jollix Malibu e El Pero, improshit lunghissima, si scherza come si deve sulla storia del Brasile, è cosa buona e giusta. A notte fonda un esibizione superacustica delle Fonda Sisters per pochi intimi. C'è ruggine ma anche groove. Ormai Everithing you learned is fake and wrong si è trasformata in CopaCobaine Claudio non sembra apprezzare. Al ritmo di una reunion ogni due anni la prossima capita alla fine del mondo.
Casa, sveglia, incontro di verifica a scuola, io lì con la testa ovunque fuorchè lì, il bocia non gli suona la sveglia, quasi pacca e arriva dieci minuti prima delle dieci. Alle dieci deve andare pure lui. Casa, preparare la valigia, ricordarsi dei regali, impacchettare regali. All'ultimo chiama Paolo. La tipa dell'ultimo scartabello s'è lamentata perchè costo troppo. Dire che costa troppo a uno che s'è fatto un weekend intero (il weekend è quel giorno con dentro sabato e domenica) e le notti sul suo scartabello del cazzo fa brutto no? Decido che invece di andare a muso duro farò un'analisi di benchmarking, invio 15 mail a 15 tipografie e grafici per vedere anche i loro preventivi e così dedurre se il prezzo è giusto o c'ho torto. Si parte, di corsa, dimentico mutande, il libro di Filippo, fazzoletti e alimentatore per il cellulare. Trento-Roma sette ore, compreso che ci siam persi sul raccordo merda. Cena dai suoceri e riparo a casa di Filippo.
Sabato ci si svegla col sole nei occhi, maledetta Roma, maledetto giugno. Si mangia verdure paura cucinate da Giovanna, robe con un nome (tipo zucchine alla qualcosa che non è julienne, perchè fin li c'arrivo anch'io) e frittata. Leggo l'articolo di Vanity Fair inglese su Berlusconi (La Dolce Viagra). C'è dentro cose che conosciamo tutti, ma se le racconta un inglese è più figo. Poi uno su Justin Timberlake. E' uno che sugli autografi ai boci scrive Be Creative, lavora da quando ha 15 anni, a 30 s'è rotto il cazzo. E' comprensibile.
Si passa dalla Raffi, c'è anche Cristina: c'è un intreccio strano di quant'è piccolo il mondo che non sto qui a spiegare. La Raffi c'ha una bimba, Alice, che ci piazza un monologo paura in cui non dice sostanzialmente niente ma ci tiene in scacco per almeno venti minuti. Il sunto è che vuole creare un'opera d'arte, il femminaio. Ai poster l'ardua sentenza. Poi ci spostiamo da Nico. Dovremmo essere in venti, invece nelle ultime trentasei ore han paccato un sacco di infami, su facebook, con scuse plausibili tra l'impegno all'ultimo e la morte della nonna. Siamo in sette, e veli narro tutti brevemente. Con Nico abbiamo fatto questo, anni fa, per spiegare il margine? La sostanza delle cover? Chi si ricorda? Nico è calabbro e vive in una casetta con giardinetto e pergola che fa molto anni settanta, terrazzo incastonato nell'orizzonte delle case. Dipinge dentro le televisioni e gli schermi del pc, robe serie ma pure ironiche, con Berlusconi che consola il primo morto di mafia. Anche lui, come me, ha abbandonato il management per incapacità di adattamento. C'è Cristina, che fa robe coi boci alla Tate Modern (o quell'altra) e continua a fare i tarocchi (per me la prossima?). Elisa, che vive anche lei a Londra e lavora nei social network; m'è parso difficile intuire oltre. Elena ha appena cacciato il presidente dell'associazione in Puglia perché sto stronzo si fregava i soldi e mo' la presidente è lei. Giancarlo lavora in una fondazione che si occupa di innovazione nella tecnologia nell'educazione e chissà che cosa, ma lui vive a Trento, lo becco comunque. Anna anche lei in una fondazione, ma si occupa d'arte. Noi non abbiamo mai fatto grandi discorsi ma è sempre bello vederla. Siamo più vecchi d'un tempo. Si fanno chiacchiere come non si faceva da anni. Poi tutti a casa, in sei in un'utilitaria. Passiamo con Nico ed Elisa a casa di Filippo, che ospita me e la Fra. La sua festa di compleanno è agli sgoccioli, ho paccato pure quella e mi sarà rinfacciato fino alla morte. Una serie di professionisti del cinema che biascicano con una rebonza che forse non passerà alla storia ma verrà ricordata. Io e Nico accompagnamo Elisa nel buco del culo dell'Eur, passiamo indenni attraverso due posti di blocco con etilometro.
Casa, letto, domenica, sempre col sole nei occhi. Usciamo, facciamo colazione sotto casa, in Piazza Vittorio. C'è un portafogli per terra. Mentre ci chiediamo se raccoglierlo o no, si siede un cinese. Fa finta di niente ma lo seguo con lo sguardo della superiorità morale. Lo raccoglie da sotto la sedia, lentamente, come mettere le mani nell'alveare. Lo guardo, lui melo porge come fosse mio e gli indico di portarlo alla cassa. Entra nel bar, non ne esce più. Concludiamo che non l'ha portato alla cassa. C'è L'EuroPride, in piazza Vittorio, sembra la mattina di un rave: occhiaie, bocche impastate e caffè in bicchieri di carta (bio). Scopriamo l'esistenza del Gaydar, di cui si riparlerà in queste pagine al più presto. Camminiamo mano nella mano e tutti i culi ci guardano e ci indicano e dicono ma come osano, che scostumati, ma non hanno un minimo di decenza, in effusioni umide davanti a tutti. Ci assalgono delle checche al testosterone, ci spintonano, gridando merda vintage, scappiamo e torniamo nel rassicurante mondo etero. A casa la sfattanza ci riassale, magnamo alla spicciolata gli avanzi della cena oversize di Giovanna, la ragazza di Filippo. La Fra torna a salutare i suoi. Io passo e leggo Indignatevi!, di quel vecio francese che ha fatto la Resistenza e scritto la dichiarazione dei Diritti Umani. Peso, smuove le coscienze, ma mi sa che farà la fine di un mi piace di Facebook. Mi addormento di brutto. Mi risveglio e comincio a leggere Se niente importa (perchè mangiamo gli animali?) di Jonathan Safran Foer. E' uno studio sul mangiamento della carne, con interviste agli allevatori, dati statistici sulla pesca e sull'allevamento intensivi eccetera. L'idea che più mi piace è che per risolvere il randagismo basterebbe mangiare i cani, che stan meglio nel nostro buzzo che in cella. Io sono d'accordo, a patto che si mangi il cane degli altri.
Nel tardo pome vediamo Chiara, che ha gossip sentimentali, ci trasferiamo a Forte Fanfulla, ci sono pure Giulia, che fa la fuochista al cinema , e parliamo di videoclip, di Roy Paci e del nostro comune amico Anansi. Pierpaolo invece fa l'audio al cinema e sta finendo i premix di un progetto che mi diceva l'anno scorso. Han registrato a Città di Castello, c'era pure Benvegnù, che in studio dev'essere un delirio. In senso buono.
Poi a prendere l'indiano, saliamo in terrazza da Iuri. La terrazza è grande il doppio della casa, c'è posto per una pista di bocce, ci fosse la sabbia. Poi arriva Francesca da Cagliari, scendo a bere una birra. prendiamo un litro di Ichnusa, ovviamente. Ha votato stamattina ed è subito partita per Roma, contando di trovare la gente del master. S'ha da farle un monumento, a 'sta ragazza, come quello al governo Berlusconi. Trova solo me e Giancarlo (che nel frattempo ha pure beccato Benvegnù per strada e c'ha fatto due chiacchiere). Due è peggio di venti me meglio di zero. Ha lavorato al festival di Berchidda e ricominciato a suonare in un gruppo tipo L7. Riot grrrrrrls are not dead e questo mi consola di molte cose del mondo. Corriamo dietro ad uno degli ultimi autobus, la saluto al volo come si fa nei film. Torno in terrazza. Renato parla di horror, ci racconta di The Human Centipede. Quando arriva in una nuova città chiede sempre alla gente se sanno dove sono le armi, in caso di un attacco di zombi. E' comprensibile, meglio essere preparati all'olocausto umano. Torniamo a casa alle due con la scimmia di vedere il film più agghiacciante della storia. Lo è. Alle quattro a letto. Sveglia alle sei, è già lunedì e dobbiamo arrivare a Trento in tempo per votare. Caffè, autostrada, caffè, panino, caffè, seggio numero 35. E' la prima volta che voto fuori da Sanzeno (850 abitanti, divisi in tre frazioni). Non sapevo che in un posto ci può essere più di un seggio. Sono proprio un cugino di campagna. Sbaglio seggio, se ne accorgono. Voto quattro sì. O no? Chi si ricorda. Torno a casa, svacco, guardo A Serbian Film mentre la Fra è dal commercialista. Quando rientra guardiamo Martyrs. Fa tre horror e 600 chilometri in venti ore.
lunedì 13 giugno 2011
The Human Centipede

"Come Hansel e Gretel ma con in quadrature più kitsch"
Due ragazze yankee incapaci di cambiare un pneumatico si perdono nel bosco come tipiche ragazze dei horror. O delle favole. Le accoglie un chirurgo crucco e famoso per la separazione dei siamesi. Inutile dire che ha una mandibola che Lombroso sarebbe rimasto lontano. E' stufo di separare boci e vuole montare una creatura fatta di tre persone. Come collegarli? Attaccare le dita? Troppo semplice. Collegare il cuore? E come li metti. L'unica soluzione (peraltro geniale) è collegare il loro apparato digerente (vedi illustrazione sopra). Ci ha già provato con tre cani, ma è andata male, ora gli mancano un sacco, erano così afffettuosi e fedeli, si vede che sta a rota d'affetto. Inoltre la bocca degli uomini si adattano all'ano degli uomini molto meglio di quanto accada con la bocca e l'ano dei cani. Il terzo (quello davanti) è il più incazzato, un giapponese trovato per caso (ma che alla fine confesserà di meritarlo, forse perchè è babbo, più probabilmente perchè è giappo). Ce la farà il nostro eroe a unire bocche e culi e veder cagare merda digerita ben tre volte? Ma soprattutto: come sarà la merda digerita tre volte?
(fin qui è il trailer, oltre c'è lo SPOILERONE. Se avete buoni stomaci, come dice Vasco nell'ultimo suo singolo degno di nota, non andate oltre. Se vi cagate come ho fatto io, dimenticate queste righe, il trailer e i pensieri insani che vi sono venuti)
Mentre li anestetizza una scappa, ovviamente la ripiglia e per punizione la mette in mezzo con la bocca nel culo del giappo e il culo nella boccca della migliore amica. Li attacca, si fa portare il giornale. Nutre il primo, il primo caga nella bocca della seconda, chiede scusa ma in giapponese. Lei non capisce. Siccome dietro c'ha l'amica diventa stitica, mentre l'amica dietro non sta proprio bene, è sempre meno rosa. Arrivano gli sbirri (perchè lui è un babbo e d è evidente che non ha mai visto un horror, ma neanche un poliziottesco), il vecchio non ci sta tanto dentro, ha in mente solo il suo cagnolino nuovo, lo sgamano ma li manda via perchè non hanno il mandato. Classico. Promettono di tornare tra un blitz. Classico. Nel frattempo il centipede gli frega un bisturi e lo azzoppa di brutto, farfugliando cose di vendetta giapponese. Fa per scappare trascinando per le scale a chiocciola due tipe appese al culo, letteralmente. Il vecchio lo segue strisciando come un Capezzone qualsiasi, lecca il sangue e pus dalle scale come un Capezzone qualsiasi.
Finisce che muoiono tutti: chirurgo, centipede e sbirri. O forse no.
mercoledì 8 giugno 2011
Stasera. Eugenio Mortale al Wallenda. Cos'è Mortale?
Mortale era in principio.Eugenio l'ha aggiunto il Leader (grazie Leader!).
In realtà tutto comincia l'estate scorsa con le Rabbi Loop Impro, improvvisazioni di voce e rumori, che vedere integralmente qui.
Ad esempio il mio preferito è questo.
Poi il Pero, che mi mostra questo.
Poi il buon Brett tita fuori questo.
Poi ho visto questo sito, dove ci sono questi video.
Everything is a Remix Part 1 from Kirby Ferguson on Vimeo.
Everything is a Remix Part 2 from Kirby Ferguson on Vimeo.
In effetti è inutile sbattersi a far roba originale quando si può copiare bellamente.
Mortale era un nome senza canzoni, la versione cupa e (ancor più) smarza della Piccola Orchestra, per le canzoni abbozzate, per quelle che rimangono piccole e non vogliono crescere. Per come l'idea sia diventata canzoni Eugenio Mortale è meglio.
Questo è e (spero) anche altro sarà Eugenio Mortale.
Qui si ascoltano le canzoni.
Anzi, metto il player direttamente.
Eugenio Mortale - BUD SPENCER DICE by Eugenio Mortale
Eugenio Mortale - DISCO by Eugenio Mortale
Eugenio Mortale - TEX by Eugenio Mortale
E qua sotto potete vedere i primi due video.
BUD SPENCER DICE
TEX
Hastasera al Wallenda!
C'è Johnny Mox, Jollix Malibu e speciali ospiti!
martedì 7 giugno 2011
McDonald's-McDowell's 1-1 palla al centro
Sti giorni son stato fuori dal mondo. Ad esempio l'ultima notizia che ricordo di aver commentato con qualcuno è che eran morte 600 persone per via dei cetrioli. Me l'ha detto la Emma. La notizia era obiettivamente gonfiata dal telefono senza fili dei cervelli dei (quasi) trentenni di oggi ma ci stava, perchè si parla più volentieri di 600 morti che di venti. Venti morti non sono un cazzo, sparsi sul territorio. Non sono venti morti in un maxitamponamento o nello schianto di un cesna. 600 invece, o 666 se preferite, è proprio la cifra giusta per parlare dei cetrioli. E' il più grande scandalo della mucca pazza, pensavo. E allora mi ronzavano i ecco, l'avevo detto io, e anche la natura si ribella, era ora detti con soddisfazione dai animalisti, dai vegetariani, dei vegani e dai McDowell's (intesi come i contestatori di McDonald's, impersonati dal padre negro della tipa che piace a Eddie Murphy nel Principe cerca moglie) (a proposito: che fine ha fatto Eddie Murphy?). Cui prodest, pensavo, a chi conviene sta roba? Ma a loro, i McDowell's, ovviamente. Loro hanno fatto impazzire le mucche mettendo le ossa triturate nella biada delle mucche. Loro hanno montato sta panzana con la mucca che si muove come Woitila. La gente si spaventa, abbandona le lugiange, i cotechini e la pancetta nella carbonara e passa al bio, al veg, al muesli. Il tutto con un video di un bove col parkinson. Deebord a questo punto si rivolta nella tomba, dalle risate.Oggi finalmente scopro che, mentre facevo altro, è finita così: "alla fine i cetrioli non c'entravano erano i germogli di soia crudi ma poi i batteri si son propagati" (cit. da un noto giornalista radiofonico che mi tiene informato sul mondo). Non so se si capisce. Gliel'hanno resa. La cazzo di lobby della carnazza ha aperto l'arsenale e l'ha messa in culo ai McDowell's. Gliel'ha messo con la soya, una robaccia che cresce nelle paludi e che non so neanche se esista ancora una versione non transgenica ma che fa molto indie, molto light. Ora che sono uno a uno McDonald's la finirà di fare i panozzi con le verdure di stagione, che tanto 1. non ci crede nessuno e 2. non gliene frega a nessuno. Ma in fondo questa notizia è già fuori moda. E' vero c'è il referendum, ma facebook dice che siamo tantissimi. Per una volta si raggiungerà il quorum? Sarà una nuova sconfitta per Berlusconi o l'ennesima dimostrazione che ci lamentiamo tutti ma quando è ora di alzare il culo preferiamo karate kid di domenica pomeriggio? Ma in fondo dai, che si vendano l'acqua, che ci piazzino centrali, che ci impediscano legittimamente. Ci rimane sempre Bobo Vieri che si (e quindi ci) toglie la soddisfazione di mollare due sganassoni a Fabrizio Corona. Il motivo? Non conta. Bobo Vieri è tutti noi. Ha fatto quel che si doveva fare. Gli ha anche fatto un pubblicità, per carità, ma che soddisfazione. Sono queste le cose che riempiono la vita, che fanno dimenticare dei referendum.
mercoledì 1 giugno 2011
domenica 22 maggio 2011
Maronzi vol. 2: Cose che si scoprono in Marocco
- Il Marocco è un paese molto ospitale per gli italiani per tre motivi: ci sono le pizzerie, i conti del cambio son facili da fare (1 uero= 10 dirham) e trovi anche la Gazzetta- Le cicogne fanno un verso che sembra un martello pneumatico da lontano
- I portoghesi han colonizzato posti niente male (Essaouira, Brasile, Goa) e poi son finiti con Ronaldo e Mourinho. Cosa vi è successo portoghesi?
- Fotoromanza è una canzone neonazista ma nessuno s'è mai lamentato. Se qualcuno ne facesse una che dice il mio amore è un campo di concentramento gli farebbero il culo
- Il venerdì è la domenica dei musulmani quindi tecnicamente il giovedì dovrebbe essere il sabato dei marocchini e il sabato dovrebbe essere il lunedì dei marocchini, ma il giovedì è molto lontano dall'essere il sabto, non c'è in giro nessuno; invece il sabato è il sabato che c'è in giro gente quindi probabilmente il sabato è il sabto ovunque anche se dovrebbe essere il lunedì, almeno qui.
- Ho risentito per la prima volta dopo anni termini quali: ilare, vettovaglie e boccaccesco.
necessario riutilizzarli, quantomeno per prolungare l'agonia dell'italiano, almeno di una riga
- I cammelli sudano dalla nuca. Quindi la prossima volta che accarezzi un cammello sulla nuca pensa che gli stai accarezzando le ascelle
- La battaglia dei muezzin all'ora della preghiera è meglio delle rap battle
- I maronzi dicono dell'Italia:Totti, Filippo Inzaghi, Butta la pastasciutta, Mamma mia, Vivi e lascia vivere, La vita è mangiare, bere e scopare, Berlusconi, ma soprattutto Fabri Fibra.
- Una crema solare costa quanto un pasto, ma non si può mangiare
- Il gnaoua è la musica portata dagli schiavi e mischiata con quella locale, un po' come il blues. Quindi niente schiavismo, niente gnaoua, niente blues, quindi niente rock, niente RATM, niente Refused, solo balera. Sei ancora antischiavista, discreto pubblico? Sei proprio così sicuro che è una cosa male ma male male?
sabato 21 maggio 2011
Maronzi vol.1: Le magliette da passeggio
"Il Marocco è pieno di marocchini. Non è molto diverso da piazza Dante in effetti."Vanno pazzi per le squadre di calcio, giù in Marocco. Ho visto Di Maria e Messi superare l'agonismo del clasico e portare l'acqua in giro per Essaouira, più come fratelli che come colleghi. C'era Ribery che vendeva il pesce al porto, Villa che vendeva cosi di luce che volano.
Uno vede un sacco di maglie e poi pensa che in spiaggia a Essaouira, nei più di venti campi ricavati dalla risacca , troverà fantasquadre dio maglie con dentro marocchini. E invece no. Le maglie da calcio in Marocco sono maglie da passeggio, anche da lavoro, ma ben pochi di quelli che giocano a calcio hanno maglia da calcio. Forse si sporcano, a gioccare a calcio, le maglie da calcio.
In ogni caso ho avuto modo di portare avanti una ricerca statistica sulle preferenze calcistiche dei marocchini. Inutile dire che i risultati sono il frutto del momento calccistico attuale, con qualche amarcord dovuto alla resistenza del tessuto cinese sudorificante di cui sono prodotte.
GIOCATORI
1. Messi (sia Barcellona che Agentina), forse perché è obiettivamente il più forte nella squadra più forte
2. Eto'o (sia Barcellona che Inter, niente Camerun probabilmente, che i maronzi son razzisti coi negroni, ma finchè giocano a calcio e son ricchissimi va bene), forse perchè è africano, più probabilmente per le Champions
3. Villa (sia Barcellona che Spagna, al Valencia dove faceva valanghe di gol inutili invece non se lo cagava nessuno)
Il buon Cristiano Ronaldo invece rimane indietro, con Adebayor, addirittura dietro a Morientes e Ribery, pure ai compagni Diarra e Di Maria, per dire. Dal Belpa esportiamo soprattutto Cassano in rossonero (quindi si tengono anche informati. In effetti con quella concentrazione di parabole è difficile rimanere nel secono mondo), poi Totti e De Rossi, ma mica tanto. C'era pure un babbo con la maglia di Amauri, però malcelava vergogna.
SQUADRE
1. Barcellona, ecchettelodicoaffare? (nell'ordine Messi, Villa, Eto'o, Afellay, anche un par de Ibra)
2. Real Madrid (nell'ordine Di Maria, Kakà, Diarra, Ronaldo, Ramos, Robinho, anche un Casillas)
3. Olympique Marsiglia, cioè il centro di smistamento magrebbini di tutta la Francia (Ben Arfa, Morientes, Ribery)
A seguire Arsenal (), Inter (Eto'o, Kharja), Milan (Kakà, Robinho, Cassano, ancche un Ibra) (incredibile eh? mentre il presidente del Milan fa campagna contro l'immigrazione in Marocco accrescono la fama della sua squadra. Pensa te, i paradossi del mondo), Chelsea, poi giù giù con una: Juve e Monaco.
NAZIONALI
1. Argentina (soprattutto Messi e Di Maria), è l'onda lunga della Pulce
2. Spagna (soprattutto Villa e Xavi, ma anche un Puyol e un Ramos), son pur sempre campioni di tutto no?
Udite udite
3. Italia (solo Totti e De Rossi), almeno in qualcosa arriviamo sul podio no?
A seguire Brasile (Pato), Germania (Ballack e Muller), una dell'Olanda (Afellay), una della Francia (Anelka) e basta. Nessuna maglia marocchina, perchè l'erba del vicino è sempre più, nessuna maglia africana (sempre per i discorso dei negroni). Ah, uno con la maglia della striscia di Gaza. Probabilmente era farloffa come quella della Padania.
STORICHE
Non molte, lì si tengono aggiornati, ma talvolta finiscono le maggliette, e tocca metter quelle vecchie
3. Robinho (Real), due squadre fa.
2. Morientes (Monaco), annata 2003-20004
1. Henrik Larsson (Barcellona), era quello coi dread, il miglior calciatore svedese di sempre, prima di Ibra si intende (Non che Ibra abbia fatto due assist vincenti in una finale di Champions... Probabilmente neanche li farà mai, ma ha vinto un sacco di campionati italiani, cosa che sarebbe interessante se il campionato lo fosse).
Poi è passato Totti con un vassoio pieno di dolci, millantando anche una space cake che non abbiamo provato, perchè era marocchino, ma anche perchè era Totti.
Alla prossima puntata...
martedì 10 maggio 2011
Marocco e cavalli
Stanotte si parte per il Marocco. Devo stare attento, perchè il sito della Farnesina per viaggiare sicuri avvisa che "Si registrano insistenti tentativi da parte di spacciatori locali per persuadere i turisti ad acquistare hashish". Io che pensavo che i marocchini te lo mescolassero furtivamente al tagine per assuefartici a poco a poco, così tu ti porti a casa la malattia del Marocco come tornato dalla guerra e loro rimanengono lì, a godersi a distanza la tua dipendenza dalla droga che ti porterà alla tomba (ma dopo miglioni di dosi di droga), per ingrassare la mafia, che se ci perde s'offende.La Premiata Redazione La Ostia fa un salto, acchiappa la maniglia e abbassa la serranda come una fioraia alta un metro e un cazzo, se ne vola via per una settimana e lascia un biglietto scritto a mano e appeso collo scotch di carta che dice:
La Redazione La Ostia t'auguro, discerto pubblico, d'esser Cavaliere Nero.
lunedì 2 maggio 2011
Agostino LIBERO!
Agostino Carollo condannato è la notizia del weekend. Agostino Carollo condannato e, secondo rumors della street trridentina, detenuto a Guantanamo per aver usato il nome di Elvis è l'ennesima dimostrazione delle infiltrazioni anti-arte della magistratura mondiale.Ma in fondo che cosa ha fatto Agostino? Ha stampato delle linee colorate su dei pezzi di carta, migliorando in tal modo il natale di tanta gente, tra cui ammalati, anziani e ragazze madri.
Ha preso dei nastri vecchi di cinquant'anni e moribondi (di un panzone totale, peraltro. E neanche scritti da lui, peraltro) e gli ha ridato vita come a un uccellino caduto dal nido e trovato per strada, nutrito per settimane e poi liberato nel mondo per cagare in testa agli eredi che vivono della gloria del nonno con le panze mericane che escono tra la t-shirt e i bermuda.
Dicono che abbia rubato. Ma in fondo "sono i mediocri che copiano, i geni rubano" (vedi qui).
Per questo noi siamo con te, Agostino. E' già partita una raccolta firme per la tua scarcerazione. Oggi pomeriggio saremo tutti davanti alla questura, con striscioni e gazebi.
Tieni duro Ago! I tuoi fanz siamo con te!
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