mercoledì 18 marzo 2015

La rubrica di Brodolfo Sgangan, numero 1: Intervista a Renzo Meola




RENZO : 50 ANNI SUONATI...ANZI PERCOSSI
di BRODOLFO SGANGAN

La prima volta che mi capitò di sentire Renzo suonare fu ad una Festa de l'Unità in piazza Fiera a Trento ed ero un bocia. 
Una "Romagna mia" particolare devo dire, con uno smilzo cappellone che triturava le sue pelli e andava di doppia cassa. E ho subito pensato: notevole!
Beh...chi se lo sarebbe aspettato che 20 anni dopo le nostre strade si sarebbero incrociate? Io e Findut ci ritroviamo per l'ennesima volta senza batterista e decidiamo di telefonargli. Lui risponde " A che ora sono le prove?". Così è andata!
Ridendo e scherzando con i Supercanifradiciadespiaredosi stiamo arrivando al traguardo di 50 concerti assieme (l'obiettivo dichiarato è quello di battere i 100 di Granfranco Baffato) e abbiamo serie intenzioni di continuare! Serie si fa per dire.
Per una volta, eccoti il microfono Renzo, ora tocca a te!


LA MALATTIA
Credo che i primi sintomi della mia "batterite" non abbiano tardato molto a manifestarsi, ho frammenti di ricordi di me bambinetto (6/7 anni) a casa a percuotere impietosamente padelle, bicchieri e piatti con i mestoli da cucina ad “accompagnare” i vinili di mio fratello.
Sono il terzo di tre fratelli (molto più giovane degli altri due) e uno in particolare è sempre stato un grande appassionato e fruitore di musica, e così le mie orecchie sono state subito educate all’ascolto di gruppi come Led Zeppelin, Genesis, Who, Deep Purple, Santana, Hendrix e tutto ciò che quello splendido decennio musicale aveva da offrire. Arrivato alle scuole medie Manzoni, sono subito entrato nel gruppo musica dove accompagnavo con una coppia di piccoli e miseri bonghetti le chitarre acustiche e la “pianola” (non si può parlare di tastiere….) messe disposizione, fino al momento che uno di noi (Piergiorgio Pessina per la cronaca) ebbe l’illuminazione di fare il passo successivo “formiamo un complesso con strumenti veri”, la nostra allora professoressa di musica entusiasta riuscì pure a ottenere un finanziamento per il noleggio della strumentazione. Mi ricordo ancora il nostro ritorno dalla Pietra (allora in Via Milano) con un carrettino (quelli che si usavano per fare la raccolta della carta) stracolmo di strumenti, amplificatori, batteria, chitarra, basso, tastiere e un piccolo impianto voci della Davoli) destinazione cantina scuole Manzoni. Avevo una Hollywood Meazzi, io ero piccolo e minuto e questa batteria al mio confronto sembrava veramente enorme. Naturalmente si provava un minimo di 5/6 ore al giorno, tutti i giorni, l’entusiasmo era alle stelle e questo mi costò pure la ripetizione della terza media (non facevo altro che suonare….). Ogni anno, organizzavamo nel cortile della scuola un vero e proprio concerto e chiamavamo il service dell’Albano (il grande Mauro Lusuardi….) e per noi era una vera festa, un qualcosa di grande. 
Perché suono la batteria….. E’ sempre stata una cosa naturale, è venuta da sé e poi….. non potrei suonare altro considerata la mia inettitudine con gli altri strumenti…… 

L'ARSENALE
Innanzitutto adoro i piatti, piccoli, grandi, larghi, stretti, dritti, storti, non ne avrei mai abbastanza, credo che “amplifichino” notevolmente la “tavolozza sonora” a disposizione del batterista e aiutino a dare un contributo melodico/ritmico all’arrangiamento del brano.
La mia batteria principale è una Ludwig Vistalite in plexiglass, colore ambra, perfetta riproduzione di quella del grandissimo John Bonham “Bonzo” dei Led Zeppelin, ha una cassa enorme(da 26 pollici !!!!NDB), un tom e due timpani, rispetto a una batteria in legno ha sicuramente meno armoniche però ha una “botta” da paura, poi a differenza di tanti miei colleghi che fanno “i puristi” sui materiali, sulle misure ecc ecc… ritengo che una batteria oltre a suonare bene deve essere bella e accattivante, deve piacere esteticamente a chi la possiede e deve incrementare e riflettere la personalità di chi la suona.  
La mia prima batteria invece (non a noleggio a intendo…) l’ho acquistata, credo a 17 anni, era una bellissima Pearl giallo limone acquistata usata da Carlo La Manna. E per il futuro? Mah chissà forse qualcosa di new entry bolle in pentola…..( ha già buttato la pasta regalandosi l'ennesima batteria! NDB)

MODI E RADICI
Forse sono un batterista per certi versi “un po’ scomodo”, a volte musicalmente leggermente invadente, coprotagonista del gruppo e non mero accompagnatore, questa mia caratteristica mi porta a essere o molto apprezzato o accuratamente evitato da altri musicisti, ho sempre inteso il suonare come “un mettere dentro tutto me stesso” la testa, il cuore, l’anima e infine gli arti il tutto dirottato in una totale immersione in ciò che faccio. Non sono capace di “accompagnare con freddo distacco”, cerco di curare e coltivare la tecnica ma sicuramente do più importanze alle dinamiche e al “portamento”, credo che il principale compito di un batterista sia quello di fare in modo che il pezzo vibri, che il ritmo arrivi a chi ascolta e lo porti almeno a “battere il piedino”.
I batteristi da me più apprezzati per diversi motivi e naturalmente senza fare una classifica possono essere il Phil Collins dei primi Genesis e dei Brand X, naturalmente il già citato John Bonham dei Led Zeppelin, Carl Palmer dei Emerson Lake & Palmer, Mike Bordin dei Faith No More, Gavin Harrison dei Porcupine Tree e King Crimson, Mike Portnoy (Dream Theater, Transatlantic, Winery Dogs) e il poco ortodosso e animalesco Keith Moon dei Who.  Ovviamente questi sono quelli che mi hanno lasciato  “qualcosa di più” e questa breve lista dimostra una volta di più che la musica “è emozione”, la tecnica affine a sé stessa non lascia nulla, invece la musica per impressionare o rimanere scolpita nella nostra testa deve lasciare qualcosa al suo passaggio, che sia turbamento, rabbia, gioia di vivere o poesia non importa.   

LE MIE BAND
Ovviamente in tutti questi anni ho militato in tanti gruppi, (non li ricordo tutti onestamente), al momento ricordo con un pizzico di nostalgia i White Lines con Stefano Mini, Marcello De Angelis e Willly  Sebastiani, un quartetto veramente potente con un repertorio di musica propria e gli Aura Nera con Ettore Filippi (ex RSU) con i quali andammo a suonare anche a Vienna. Per alcuni anni ho pure militato in un orchestra di liscio e credo sia stata un esperienza costruttiva al fine di migliorare la mia capacità di suonare in un insieme.

Mezzopalo, Supercanifradiciadespiaredosi e Rock Hydra sono le band in cui milito, tutte molto diverse per genere, obiettivi e stimoli.
I Mezzopalo sono presenti nella mia vita dal lontano 1998 (siamo quasi maggiorenni….), siamo nati come cover band eseguendo brani di gruppi come ACDC, Guns ‘N’ Roses, Aerosmith, Motorhead per poi passare a uno stadio successivo e produrre musica propria. Abbiamo all’attivo un mini cd dal titolo "Sweat" e un album dal titolo "Underskin Stories", e all’attivo circa 200 concerti tra pub, motoraduni, feste e quant’altro, naturalmente il genere richiede una batteria molto quadrata, potente e priva di eccessivi fronzoli. La formazione è composta da Nicola Conci e Michele Pezzè alle chitarre, Cristiano Di Cecco al basso, Cristian Marcolla alla voce.

Caratteristiche totalmente diverse per i Rock Hydra, genere rock progressive e repertorio composto unicamente da cover, si spazia dai King Crimson, alla PFM al Banco fino ai Dream Theater, Transatlantic e Genesis fino a arrivare a Deep Purple, Hendrix e Led Zeppelin. Grazie alla notevole esperienza e tecnica dei suoi componenti Rock Hydra è sempre stata una vera palestra, qui la batteria ha senz’altro un ruolo più variopinto e la soddisfazione di eseguire dei brani molto complessi è grande. La formazione è composta da Paul Maestrelli alla chitarra, Ezio Petricci al basso, Michele Bortolotti alle tastiere e Emanuele Ghirardini alla voce.

Sono pazzi, sono visionari e imprevedibili, un caleidoscopio di immagini e suoni sempre in movimento, qualche anno fa alla “non attesa” proposta di suonare nei Supercanifradiciadespiaredosi ho immediatamente rielaborato le mie attività musicali e ho accettato immediatamente senza nemmeno un secondo di riflessione. Già, come diciamo noi in sala prove solo pochi eletti possono fregiarsi del titolo di “Supercane” e io…. Lo fui….
Brodolfo Sgangan (basso e voce) e Findut Poteidone (voce, basso e poteidofono) sono i due compagni di avventura di questo ensemble che non conosce generi e regole. Abbiamo una notevole attività live e l’anno scorso abbiamo partecipato a Arezzo Wave come gruppo vincitore del Trentino Alto Adige, stiamo sfornando nuovi brani e non vediamo l’ora di dare alla luce un nuovo album da affiancare ai già presenti "Mondo Cane", "Millanta Cosae"  e "Superbau".

IL MUSICAL "TOMMY"
Tommy è stata l’esperienza credo più stimolante e di soddisfazione che abbia mai fatto in campo musicale. Tommy è stato un evento unico e irripetibile, un musical che ha fatto 1000 presenze per tre giorni di fila all’auditorium di Trento, con la partecipazione di musicisti, cantanti, ballerini, coristi e addetti ai lavori per un totale di circa 50 persone. Lo spettacolo era in preparazione da quasi un anno e sono stato chiamato in extremis circa un mese prima del debutto per coprire il ruolo del batterista, 2 ore di spettacolo, con tempi, battute e pause consolidate e non variabili, alcuni brani avevano delle basi sulle quali dovevo suonare a click e altri dovevano essere in sincrono con dei video proiettati e inoltre i brani erano tutt’altro che semplici. Ho naturalmente accettato e l’ho presa come una sfida personale, ci siamo trovati a provare tutte le sere con gli altri musicisti, poi tornavo a casa, e, cuffia in testa continuavo a studiare le parti e a trascrivermele nel mio arcaico linguaggio.
E’ andato stupendamente, tre serate memorabili e, anche se le strade dei partecipanti si sono divise mi piace pensare a tutti loro e al filo che ci lega grazie a questa esperienza vissuta.


L'ESPERIENZA INSEGNA
Sono autodidatta, naturalmente (è banale ma è così) quando ero ragazzino non esistevano le strutture e le opportunità che ci sono ora, se pensiamo solo a internet e alla possibilità tramite un click di visionare il video didattico del nostro batterista preferito….
Ogni volta che avevo l’opportunità di vedere all’opera qualche musicista (in sala prove o in concerto) mi schiaffavo il più vicino possibile alla batteria e cercavo di divorare il più che potevo e se potevo chiedevo consigli e facevo domande, unita a tante ore di studio in sala prove da solo: questa è stata la mia scuola.
Non so se mi sento all’altezza di dare consigli ma le poche cose che mi sento di raccomandare sono le seguenti:

1) Ascoltate e suonate tutti i generi senza preconcetti e con più persone che potete
2) L’amicizia rafforza il feeling nel suonare assieme ma l’essere amici non deve essere un freno per cambiare una situazione che non vi soddisfa più.
3) Innanzitutto suonate principalmente sempre per voi stessi, cercare le gratificazioni nel prossimo non deve essere il motore del vostro impegno.
4) Suonate sempre con il cuore e con la gioia di farlo e se un giorno queste componenti vengono a mancare chiedetevi perché lo fate ancora……

REMEMBER
 Ho tanti ricordi associati alle varie esperienze musicali piacevoli e anche meno…. Ricordo con soddisfazione aprire come gruppo spalla un concerto del Banco e avere l’ennesima conferma che più i musicisti sono bravi e preparati e meno se la tirano. Ricordo la Notte di Fiaba a Riva del Garda di alquanti anni fa, montare tutto in una piazza e sentirsi dire dagli organizzatori “ma…. Avete bisogno anche della corrente? Qui non c’è”…..   Ricordo una Chianina (e non me ne vogliano gli animalisti…) da 7 etti a Arezzo con i Supercani e ricordo anche degli sguardi pieni di ammirazione di ragazzini alle prime armi uguali e identici a quelli che riserbavo io tanti anni fa a musicisti che stimavo e invidiavo le loro capacità….. In fondo il tempo passa ma tante cose non cambiano…. tutto ciò che ho fatto da 37 anni sul mio sgabello ha contribuito nel bene e nel male a farmi essere quello che sono, anche le brutte esperienze, le serate deludenti, i litigi in sala prove, gli scioglimenti e le delusioni. 
Un ricordo particolare e pieno di affetto a un tastierista con il quale ho diviso tanti anni di sala prove che purtroppo non è più fra noi a causa di un male incurabile.

DARE E AVERE
Posso asserire di aver dato più io alla musica di quanto la musica abbia dato a me. Quando si cerca di fare al meglio una cosa inevitabilmente si tagliano tutte le altre ed è un po’ quello che ho sempre fatto. Ho ricavato tante piccole soddisfazioni e comunque mi ha fatto stare sempre psicologicamente e fisicamente bene, è ciò che continuerò a fare fino a quando sarò motivato e divertito nel farlo, proseguirò nel percorrere la mia strada con il massimo dell’impegno e se ci saranno dei risultati tanto meglio.

CONCLUDENDO
Ogni lungo percorso è sempre lastricato da buone intenzioni e anche da figure di cacca….. 
Chi mi conosce bene sa anche questo e benevolmente mi prende anche in giro per alcune mie “imprese”.

A scrivere tutto questo papiro mi sento quasi “auto celebrativo” ma non è affatto così, c’è chi dipinge, chi gioca a calcio, chi scrive poesie o romanzi, l’importante è trovare un’attività che riesca a darci quella passione, quel fuoco e quelle soddisfazioni che molto spesso il nostro lavoro non riesce a esaudire, tutte queste attività le metto sullo stesso piano e io ho scelto la batteria probabilmente perché ero o credevo di essere tagliato per questo e comunque perché fare questo mi fa vibrare e sentirmi vivo, e come ho già scritto in passato nulla è cambiato dal giorno che ho impugnato per la prima volta un paio di bacchette, proseguo con lo stesso entusiasmo e voglia di crescere e mi diverto come il classico maiale che si rotola nel fango.


4 commenti:

Nicola Conci ha detto...

Bravo Brodolfo e bravo Meola, con quel pizzico di Meolacentrismo che fa parte del pacchetto :D

E siano altri 50 anni di pelli battute! :D

N'Erick ha detto...

Renzo, oltre essere un bravo batterista e anche una bella persona. per come la pensa per come passa cose importante intorno a se. tutto questo da voglia di conoscerlo ancora di più...

Brodolfo Sgangan ha detto...

Mi piace questo Sgangan. Ottimo bassiste, geniale disegnatore e anche limpido giornalista. I miei complimenti.

arianna ha detto...

chiaro limpido recoaro